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venerdì 2 settembre 2011

I problemi e le qualità della scuola pubblica viste dall'interno: intervista ad una insegnante di sostegno

Ciao Valentina, grazie per la disponibilità, qual è il tuo mestiere?
Ciao Stefano!! Figurati! E’ un piacere! Dall’anno scorso sono un’insegnante specializzata sul sostegno nella scuola primaria, lavoro, quello della maestra, che sogno di fare fin da quand’ero piccina!


Com’è andato il tuo primo anno di lavoro? Quale bambino hai dovuto seguire e con quali problemi?
Tutto sommato è andato molto bene, anche se è stato molto diverso da quello che mi aspettavo! Come al solito all’università  vengono presentare realtà ipotetiche ed idilliache, scorci di come DOVREBBE essere la scuola, il lavoro con il bambino e il team, che poi però nella realtà non sono così!
L’anno scorso mi  sono occupata di  due bambini di 5^ in una piccola scuola di paese; i due alunni erano nella stessa classe ma avevano due bisogni educativi speciali completamente diversi!!
Con  A.  ho lavorato  in classe, affiancandolo durante lo svolgimento di alcune lezioni, semplificando per lui consegne e spiegazioni , rendendo i materiali più accessibili e ideando strategie per mantenere la sua concentrazione sul compito, mentre con C. ho dovuto praticamente fare la maestra unica, studiando per lui una programmazione personalizzata che ho attuato in una classe diversa, in rapporto 1:1 . Il bambino infatti, pur essendo in 5^ era ad un livello di 3^ e da li sono dovuta ripartire per aiutarlo a raggiungere le competenze a lui necessarie!

Due bambini? Ma un’insegnante di sostegno non dovrebbe seguirne uno solo e a tempo pieno?
Si, ma ormai la copertura totale è un’utopia! Tanto più che ormai anche alcuni disturbi per cui prima veniva assegnato il sostegno ora non vengono più ritenuti come “bisognosi”. I bambini che presentano questo tipo di difficoltà non hanno più diritto al sostegno nonostante essi  abbiano disturbi nell'apprendimento di alcune abilità specifiche che non permettono una completa autosufficienza nell'apprendimento! 

Quest’anno invece quanti ne dovrai seguire?
Quest’anno dovrò seguire tre bambini, di cui ancora però non ho preso visione delle diagnosi funzionali!

Di bene in meglio insomma, la carenza di investimenti nella scuola pubblica mi sembra che soprattutto nel tuo campo sia piuttosto palese non credi?
Il nostro dirigente stamattina, trovandosi accerchiato da donne che gli chiedevano perché ci fossero cosi tanti bambini da seguire e cosi poche insegnanti di sostegno ( una collega ha addirittura 5 bambini da seguire!!! Che lavoro di qualità può svolgere con 5 ore spezzettate lungo la settimana??) ha cercato di spiegarci come avvengono le assegnazioni dei posti. Provo a spiegarti quello che ho capito io.
Praticamente, prima si fa il conteggio di quante insegnanti servono  in tutto un istituto comprensivo ( infanzia, primaria, media); le prime che vengono assegnate sono le insegnanti su posto normale della primaria, poi si sistemano l’infanzia e infine la media, solo dopo tutto questo , se avanzano ancora posti, allora si assegnano le insegnanti di sostegno! Quindi, questi bambini certificati, che dovrebbero avere bisogni educativi speciali ancor più tenuti in conto rispetto agli altri ( si, perché tutti i bambini hanno dei bisogno speciali! Ognuno a suo modo!) finiscono per beccarsi gli “scarti” ( si, da come ci ha spiegato stamattina sembriamo davvero questo!) e SOLO  se ne rimangono!

Passiamo ad un altro argomento: si discute spesso del malfunzionamento organizzativo della scuola pubblica, tu che ci hai lavorato come pensi siano spesi i pochi soldi investiti nel settore?
I soldi sono sempre meno e quei pochi che ci sono o sono usati per pagare arretrati degli anni precedenti o vengono mal utilizzati!!
Purtroppo ho visto persone usare la scuola come un supermercato: ciò che serve si porta a casa! Ho saputo di  personale ATA che dava porzioni ridotte ai bambini per poi portare a casa teglie intere di cibo, che portava a casa quaderni, penne, colle e risme di carta etc. e che passava mattinate intere al telefono o al pc... Fortunatamente poi il dirigente scolastico è venuto a saperlo e ha preso provvedimenti (non il licenziamento).

L’avidità non conosce limiti, addirittura rubare il cibo ai bambini è qualcosa che non mi sarei mai immaginato. Episodi come questi danno credito alla tesi che ogni popolo ha i governanti che merita. Sono convinto che controlli più severi e puntuali potrebbero rendere migliore la scuola pubblica in generale, non solo dove hai lavorato.
Tuttavia essa svolge una funzione fondamentale nell’educare le giovani generazioni e la nostra scuola primaria è tra le più invidiate d’Europa per la sua qualità formativa. Sei d’accordo nel ritenere che tale patrimonio vada tutelato e non affossato come invece sembra stia avvenendo in questi ultimi anni? Sembra che la scuola pubblica sia la prima scelta quando si tratta di tagliare le spese…
Purtroppo ho “l’impressione” che il governo cerchi di far fuori la scuola pubblica perché se davvero l’avesse a cuore come dice, al posto dei continui tagli che sta effettuando, dovrebbe investire! Se uno crede in un progetto ci investe tempo, impegno e denaro! Invece il nostro governo non solo non investe, ma addirittura TAGLIA!! Quindi . . .direi che è evidente il triste obiettivo purtroppo...
La scuola forma gli uomini di domani! Bisogna investirci tempo, passione e anche qualche soldino!
In che cosa dobbiamo investire i soldi se non nel NOSTRO FUTURO????? Io amo i bambini e amo la scuola! Non sono una persona esente da difetti e come sbaglio io, può sbagliare chiunque, ma siccome ho conosciuto realtà scolastiche molto belle, ben organizzate, con un clima sereno e creativo . . . mi chiedo perché non possa essere ovunque cosi!!!
La scuola italiana ERA una delle migliori, ma con tutte queste ultime riforme e gli ultimi tagli... stiamo perdendo punti purtroppo!!
Detto tutto questo però c’è da dire che la scuola è un luogo positivo e aperto,dove ognuno può trovare il suo spazio e crescere Ho visto cose molto brutte (in questi pochi anni) ma ho anche vissuto esperienze molto positive:
ho conosciuto insegnanti innamorate della loro professione, piene di creatività e passione;
ho scoperto con piacere che i bambini sanno stupirti nei momenti più impensati;
ho capito che si può insegnare in tanti modi, persino con i giochi;
ho visto alunni disperarsi perché l’anno dopo avrebbero cambiato insegnante;
ho provato la bellezza di imparare dai bambini e dai colleghi;
…e sono le cose belle e positive che mi spingono a vivere attivamente la scuola, a gustarmela e a fare il mio lavoro dando sempre il meglio!

Grazie ancora e in bocca al lupo per il proseguo della tua carriera!

 

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