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lunedì 5 dicembre 2011

Ecco la manovra "salva-Italia". Ministro in lacrime: piangono mentre ti accoltellano alla schiena.

I dettagli della manovra (contenuta in un unico decreto legge) che dovrebbe salvarci dal baratro pesa come un macigno sui normali cittadini. Qui sotto ne trovate un'introduzione, esposta dallo stesso Presidente del Consiglio:


Ma veniamo ai contenuti che vedono poche luci e parecchie ombre.
Il lato più positivo della manovra è sicuramente l'esautoramento delle province: non potendo eliminarle (servirebbe una lunga legge costituzionale) si è deciso di eliminare le giunte e di abbassare il numero di consiglieri provinciali a dieci unità elette dai consigli comunali, rendendo al contempo il loro incarico gratuito, puramente onorifico.

Altro elemento positivo è l'ulteriore tassazione dell'1,5% sui capitali rientrati con lo scudo fiscale voluto da Tremonti visto che ogni tanto fa piacere vedere pagare anche i ladri. Certamente si poteva fare di più, tuttavia è già una grande cosa che almeno questo governo ci abbia pensato.

Ultima luce di questa manovra è la decisione, certamente simbolica, di Monti, di rinunciare allo stipendio di Presidente del Consiglio e di Ministro dell'Economia. Tanto per citare un politico a caso, Berlusconi non ha nemmeno mai pensato di farlo nonostante sia ben più ricco dell'attuale premier.

Ed ora le numerosissime ombre.

L'attesa sberla all'evasione fiscale si rivela una carezza: vietato il pagamento in contanti sopra i 1000 euro. Gli evasori se la stanno già facendo sotto... ma resto in attesa per conoscere ulteriori dettagli, non si sa mai che i provvedimenti in tal senso nascondano qualche sorpresa.

Capitolo pensioni, il più duro, che colpisce tutti gli under 55 ma che beffa in modo vergognoso chi ha iniziato a lavorare molto presto ed ha circa 50 anni. Infatti dai 41 anni e un mese attuali necessari per andare in pensione prima dell'età minima, saranno necessari 42 anni e un mese di contributi. Un anno intero di lavoro in più che può sembrare poco solo per chi non sa cosa significa lavorare. Ma non è finita qui, l'età minima per percepire la pensione di vecchiaia passa immediatamente dai 60 a 63 anni, chi ci andrà prima, anche se avrà pagato i famosi 42 anni di contributi, dovrà rinunciare al 3% per ogni anno mancante alla soglia minima. Una soglia minima che gradualmente, nel 2022, arriverà a 67 anni.
La mazzata finisce qui? NO! L'indicizzazione delle pensioni, cioè il loro adeguamento all'inflazione e quindi al costo della vita è abolito per le pensioni superiori ai 960 euro, come se chi ne prendesse 1000 fosse salvo dalle conseguenze di un simile provvedimento.

Inoltre torna L'ICI e l'IVA che aumenta di un altro 2% (cosa non da poco).

Dopo aver esposto tutto questo la minaccia di Monti: "Siamo ben determinati ad andare oltre, soprattutto sul terreno del lavoro e del welfare". Si insomma, non è finita...

Vi lascio con le lacrime del Ministro al Lavoro e alla Previdenza Sociale che si commuove in diretta mentre parla delle pensioni. Invito la signora Fornero a leggere QUI una lista di provvedimenti che si sarebbero potuti adottare per evitare di toccare il sistema pensionistico e di versare di conseguenza lacrime da coccodrillo.

Siamo governati da ipocriti, piangono mentre ti accoltellano alla schiena.



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