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martedì 27 maggio 2014

Grazie italiani!

Delusione, amarezza, tristezza e anche rabbia; fra ieri e oggi le ho passate tutte.

E' vero, il M5S porta avanti concetti così rivoluzionari che il 21% dei voti appare un miracolo in un Paese conservatore come il nostro ma si partiva comunque dal 25% del 2013 e ogni movimento deve puntare a crescere. E' una sconfitta pesante inutile negarlo.

Sicuramente la propaganda portata avanti da televisioni e carta stampata dai toni tipo "Grillo nazista", "urlano e basta", "cos'hanno fatto in Parlamento?" ha giocato un ruolo fondamentale nel conseguire questo risultato. D'altronde un Paese che viene dopo il Ghana per la libertà di stampa non può certo avere un'informazione degna di questo nome.

Il talento davanti alle telecamere di Renzi ha fatto il resto: ha saputo vendere bene il suo prodotto (il nulla) e gli italiani gli hanno dato fiducia nonostante abbia già dimostrato di essere un bugiardo seriale.

Non solo lui: parliamo ad esempio del nuovo Presidente della regione Piemonte Chiamparino, uno con una carriera politica di trent'anni alle spalle, ecco alcune delle sue prodezze, ampiamente documentate: PD, EXPO E TANGENTOPOLI, DEBITO MOSTRUOSO, SISTEMA TORINO, FIAT E MARCHIONNE, SUPER STIPENDI, CASO MURAZZI, SPRECHI MILIONARI, SCANDALO CSEA, GRANDI OPERE, EVENTI E CRIMINALITA', BUCHI DI MILIONI DI EURO, AMBIENTE, CEMENTO E BANCHE, 7 POLTRONE, PD, FIRME FARLE E RIMBORSOPOLI.

Sicuramente tutti i piemontesi che lo hanno votato conoscevano tutto a menadito. Così come sapevano perfettamente che fra le fila del PD, alle europee, sono stati candidati gli indagati Soru, Caputo, Petrone e Ferrandino. Ma loro, a differenza dei "grillini", hanno esperienza e sono persone note (soprattutto alle procure) dunque votarli va benissimo! Anzi, essere indagati, o ancora meglio condannati, sembrerebbe fare curriculum in Italia: Raffaele Fitto ha infatti incassato 284.000 preferenze pur essendo condannato in primo grado per corruzione. In Italia ci sono 284.000 corrotti che vogliono essere rappresentati?
QUI qualche altro impresentabile che gli italiani hanno mandato in Europa più o meno a loro insaputa, a seconda della loro buona o malafede.

L'italiano è un animale strano: se ne frega di essere preso per il culo, non vuole cambiamenti radicali; lo ha dimostrato con il voto. L'italiano medio è un democristiano che se ne sbatte di qualsiasi tipo di questione morale, almeno nei fatti. A parlare sono buoni tutti. Sta di fatto che hanno votato gente che avrebbe potuto, da vent'anni, creare una legge seria sul conflitto d'interesse e, almeno, ratificare le direttive dell'UE sulla corruzione che, guarda caso, sono fra i principali mali di questo Paese.

Non bastano i milioni e milioni di pensionati, la cui apertura mentale è, comprensibilmente, prossima allo zero, per giustificare certi risultati: come diavolo fa il partito del pregiudicato ad essere ancora al 16%??? Cosa doveva fare Berlusconi per non prendere più voti? Uccidere qualcuno? E la Lega? Vogliamo parlarne? Come fa ad esistere ancora? Io cerco di rispettare l'opinione di tutti ma a volte, lo ammetto, fatico a farlo. Votare Berlusconi dopo una condanna definitiva per frode fiscale ha senso solo se sei un evasore.

Il M5S ha, infine, sbagliato sicuramente qualcosa in campagna elettorale, soprattutto il blog di Beppe Grillo, reo di aver pubblicato post facilmente attaccabili dai media. Impossibile non immaginare che la "parafrasi" di Primo Levi sarebbe stata duramente criticata. Aldilà di qualche post opinabile comunque, l'operato dei parlamentari è stato ineccepibile. Mi chiedo a questo punto, anche alla luce dei risultati elettorali, quanto bene faccia la presenza di Grillo nel Movimento. L'impressione è che il comico spaventi gli indecisi e convinca i "già convinti". Potrei tuttavia sbagliarmi.

Sta di fatto che non bisogna arretrare di un passo, rimanere compatti e continuare a lottare. Cosa rimarrebbe se si perdesse la speranza di un futuro migliore?



giovedì 10 aprile 2014

Un altro favore alla mafia

Cronostoria della riforma del 416 ter (voto di scambio politico-mafioso): dal Senato esce un testo ferocemente criticato da Forza Italia.

Questo testo arriva alla Camera il 3 aprile, dopo l'incontro di Berlusconi (il condannato) e Napolitano (il Capo dello Stato che si guarda bene dal testimoniare al processo sulla trattativa Stato-Mafia) e, sarà un caso, ma la riforma viene affossata e privata di ogni suo significato grazie ad un emendamento della maggioranza: vengono ridotte le pene e vengono resi impunibili i politici che si "mettono a disposizione" della mafia prima di ottenere i voti. Questa volta Forza Italia applaude.

Vista la modifica, il testo è tornato oggi al Senato, dove, per la seconda volta nella storia della Repubblica, viene applicata la ghigliottina su richiesta di senatori del PD e di Forza Italia. Viene, in altre parole, interrotta la discussione impedendo all'opposizione.... di fare opposizione! (QUI il video). Un provvedimento chiaramente antidemocratico voluto dalle stesse persone che vanno in televisione a definire il M5S "fascista" e "squadrista". Come per la Boldrini, che applicò la ghigliottina per regalare 7,5 mld alle banche, la scusa è l'urgenza: "vogliamo che la legge sia pronta per le europee".

Ed è anche comprensibile perché con questa legge il voto di scambio sarà molto più facile. Complimenti.






martedì 11 marzo 2014

Quote Rosa

Sarà qualcosa di impopolare da dire ma sono fermamente contrario alle quote rosa nella politica. Ciò non significa che nel mercato del lavoro le donne abbiano raggiunto la parità di genere: c'è ancora molto da fare in tal senso. Tutti, però, dovrebbero avere eguali possibilità di accedere alla vita politica del Paese, indipendente dal genere, razza, religione e orientamento sessuale. Le uniche discriminanti accettabili dovrebbero essere il merito e la competenza, il resto vien da sé; tant'è vero che il Movimento 5 Stelle, nelle consultazioni online per le elezioni politiche dell'anno scorso, ha eletto donne per il 55%.

L'unico mezzo per premiare merito e competenza è la "preferenza". Se il cittadino potesse scegliere liberamente chi mandare in Parlamento cercherebbe di eleggere la persona migliore, almeno dal suo punto di vista, indipendentemente dal sesso.

La Camera ha, a tal proposito, affossato questa opzione bocciando le preferenze. Protetti dal voto segreto molti deputati di maggioranza hanno votato a favore ma non è bastato: il patto fra Renzi e il condannato Berlusconi viene legittimato dal voto in aula dimostrando che l'azionista di maggioranza del PD è proprio quest'ultimo.



giovedì 27 febbraio 2014

Le espulsioni dal Movimento, sono veramente solo una questione di democrazia interna?

La questione delle espulsioni del M5S non è banale e sarebbe ridicolo liquidarla in poche righe. Tacciare tali espulsioni come "fasciste" o "antidemocratiche" è demagogia, non spiega nulla: non si tratta solo di democrazia interna ma anche di democrazia nella sua totalità.

Mi spiego meglio: allontanare chi la pensa diversamente da te è sicuramente un concetto antidemocratico, non ci piove. Ma è veramente questo il caso?
Da più parti, all'interno del Movimento ma anche in contesti giornalistici seri, sono saltate fuori testimonianze che possono essere riassunte nelle seguenti parole di Alessandro di Battista:

"Io ho visto in queste 4 persone, sistematicamente, da mesi, e in modo organizzato, la logica del dolo, la malafede, il sabotaggio di tutte le grandissime battaglie che abbiamo portato avanti come gruppo. Ogni qual volta avevamo un successo da comunicare (e voi sapete quanto per il M5S che ha il 99% dei mezzi di informazione contro sia difficile comunicare) usciva, sistematicamente una dichiarazione di uno dei 4 pronta a coprire il messaggio del gruppo. Ogni qual volta serviva lanciarsi e buttare il cuore al di là dell'ostacolo (molte battaglie le abbiamo iniziate senza sapere come sarebbero finite, senza nemmeno immaginare le conseguenze agli occhi dell'opinione pubblica, vedi art.138) c'era sempre uno dei 4 che si trasformava in “zavorra professionale”, una zavorra che puntava all'immobilismo. E per un Movimento restare fermi è la morte assoluta."

Non è dunque questione di dissenso interno. Il dissenso esiste nel merito delle leggi e delle azioni da portare avanti, si discute, ci si confronta, si vota all'interno del gruppo e si porta in Parlamento la volontà della maggioranza. La parte "perdente", se leale, si adegua per quella volta alla maggioranza senza rilasciare dichiarazioni al vetriolo alla stampa, altrimenti si sta facendo un danno alla propria parte politica. Questo è un concetto che i 4 senatori espulsi non hanno mai imparato.

Certo è che, se dopo ogni votazione, mi trovo in disaccordo la maggior parte delle volte, allora c'è qualcosa che non va: mi chiederei se sono in linea con il gruppo politico che mi ha portato in Parlamento e, in caso contrario, prenderei di mia iniziativa le distanze uscendo dal gruppo parlamentare e dando le dimissioni. L'onestà intellettuale imporrebbe questa condotta, un'onestà intellettuale che è mancata ai quattro senatori espulsi che hanno aspettato il provvedimento dall'assemblea del M5S riunita in seduta comune e la successiva ratifica dell'espulsione da parte degli iscritti al sito di Beppe Grillo.

Travaglio, nel merito, ha sottolineato come sia ridicolo da parte di PD e Forza Italia fare la paternale sulla democrazia interna al Movimento 5 Stelle ponendo, alla fine, una domanda fondamentale:

"....assisteremo alla solita sceneggiata dei partiti più antidemocratici d’Europa che danno lezioni di democrazia. Ma sarà soltanto un espediente ipocrita e propagandistico per rinviare la discussione su un problema che riguarda tutti: davvero la democrazia è chiamare ogni tanto i cittadini alle urne, incassarne i voti su un certo programma e usarli per fare esattamente l’opposto?"

C'è infine anche il sospetto che sia solo una questione di soldi: i precedenti espulsi dal Movimento hanno dimostrato che, alla fine, ciò che gli premeva, era tenere l'intero stipendio. La mancanza di "democrazia interna" era una scusa per farsi espellere o uscire dal gruppo. Lo capisco, è difficile non tenersi 20.000 euro al mese e Beppe Grillo l'aveva preventivato, pronosticando, in tempi non sospetti, un 20% di possibili voltafaccia... speriamo si resti sotto tale soglia.
Tacconi e Catalano, fuoriusciti di loro iniziativa in seguito alle espulsioni, sono due esempi di soggetti che non hanno mai restituito ciò che è stato stabilito dalle regole interne al Movimento. Come è possibile non pensare male?

Il tempo dirà cosa faranno i parlamentari ex pentastellati: avranno un minimo di credibilità solo se rinunceranno a gran parte del denaro che gli spetterebbe a norma di legge così come avevano promesso ai loro elettori, seguendo, al contempo, i principi e lo spirito del MoVimento, altrimenti, le loro accuse rimarranno solo illazioni e chiacchiere inutili.

Clicca sui nomi di Travaglio e Scanzi per leggere i loro articoli, critici ma obiettivi, in merito alle espulsioni.

P.S. Dambruoso sospeso per 15 giorni in seguito allo schiaffo verso la parlamentare del M5S Lupo; 10 giorni di sospensione a 23 parlamentari del M5S dopo la protesta in occasione del decreto IMU-Bankitalia e ben 23 giorni di sospensione per Alessandro di Battista, gran parte dei quali per aver detto a Speranza (PD), prima della sua conferenza stampa, "se menti ti sbugiardo" spingendo il piddino a fare quella conferenza stampa nel suo ufficio. Conclusioni: tirare uno schiaffo ad una donna è meno grave rispetto alla "minaccia" di sbugiardare un deputato in conferenza stampa.







mercoledì 19 febbraio 2014

Le consultazioni con Renzi: autogol

Mancano ormai le parole per definire Matteo Renzi: quello che prometteva di rottamare la vecchia politica andrà, a breve, a governare con i rottamati. Fino a poche settimane fa diceva a Enrico Letta di stare sereno che lui, al governo, ci sarebbe andato solo con i voti. Aveva addirittura annunciato che si sarebbe ricandidato a sindaco di Firenze!

Il popolo italiano ormai crede che quanto dichiarato nei talk show sia un'indicazione politica credibile, non si sofferma mai a verificare se le parole vengono seguite dai fatti in Parlamento con il voto (e nemmeno telegiornali e stampa lo verificano al posto suo); allo stesso tempo, tuttavia, non riesce a ricordarsi di quanto Renzi dichiarava fino all'altro ieri prendendo per buone tutte le sue contraddizioni, come se l'ipocrisia fosse una nota di merito.

Sia chiaro, è lecito sostituire in corsa un primo ministro: siamo una repubblica parlamentare, è il presidente della Repubblica a nominare il primo ministro sentite, tramite consultazioni, le forze parlamentari. Niente di illegale dunque, ci mancherebbe. Viene meno "solo" quell'etica politica che vorrebbe vedere cambiare governo insieme al Parlamento perché solo una maggioranza parlamentare diversa potrebbe dar vita ad un governo diverso, non solo nei nomi, ma anche nei fatti.
In questo caso, per di più, le "consultazioni" con il Presidente della Repubblica appaiono più che altro una farsa: il governo si è deciso fuori dalle istituzioni e la maggioranza parlamentare sarà pressoché la medesima del governo precedente: qualcuno aveva dubbi? Come al solito "cambiare tutto per non cambiare niente".

Il Movimento 5 Stelle, in tutto questo, ha deciso di non presentarsi da Napolitano ed è stata una scelta felice: mai prendere parte ai teatrini, altrimenti si rischia di diventare attori al soldo del regista che già aveva deciso di affidare l'incarico di formare il governo a Renzi.

Le consultazioni con quest'ultimo sono, a parer mio, un discorso diverso. Non certo perché servissero a qualcosa: Renzi ha già i numeri per formare il governo avendo, come detto, il sostegno dei medesimi partiti che hanno sostenuto Letta; dunque non ha minimamente bisogno del M5S e non ha certo interesse a concedergli qualcosa. Che poi, anche fosse, com'è possibile fidarsi? Come ben rilevato da Carlo Martelli, anche se Renzi accettasse, ad esempio, di rinunciare al TAV in Val di Susa potrebbe inserire tale provvedimento in un decreto insieme a, altro esempio, tagli pesanti alla scuola pubblica. A quel punto cosa dovrebbe fare il Movimento 5 Stelle? Votare una porcata per portare a casa qualcosa di buono? E' esattamente ciò che è successo col decreto IMU-Bankitalia, i partiti operano così: mescolano in un solo decreto qualcosa di decente solo per coprire le loro porcate. Come è possibile dare la fiducia ad un bugiardo seriale?

Sul blog Grillo ha chiesto alla base se presentarsi o meno da Renzi. Ha vinto il si per una manciata di voti: uno scarto di circa 500 su 40.000 votanti. Io stesso ho votato per il si pur essendo consapevole, come detto, dell'inutilità pratica dell'incontro. Nel mio mondo utopico ci sarebbe dovuto essere da una parte Renzi che proponeva il suo programma e dall'altra un Di Battista o un Di Maio che ribattevano punto su punto, evidenziando le contraddizioni delle sue parole con i voti espressi in Parlamento dal suo partito. Il tutto ovviamente in diretta streaming in modo da sbugiardare Renzi davanti a tutti.

La diretta streaming c'è stata però ha visto in scena Beppe Grillo che, di fatto, non ha lasciato nemmeno parlare Renzi. Nel merito Beppe ha ragione in ogni sillaba che gli ha sputato in faccia ma, il metodo, fa in modo di regalare assist alla stampa che, da domani, tornerà a dipingere il M5S come un ammasso di fascisti che non vogliono il confronto e non lasciano parlare gli avversari politici. Per non parlare dei TG, già mi immagino i servizi. Grazie Beppe per aver buttato all'aria questa occasione: a saperlo avrei votato per non andare all'incontro e, come me, scommetto parecchi altri.

In questo modo si allontanano gli astenuti, gli scettici e gli indecisi che sono quelli che dovrebbero far vincere le elezioni al M5S: gli elettori convinti non hanno bisogno di questi show, sono già felici del lavoro di 160 parlamentari che, per una volta, dimostrano di far l'interesse dei cittadini e non dei soliti noti. Questi teatrini gettano nell'ombra il loro lavoro e Beppe dovrebbe essere abbastanza intelligente da capirlo. Basta autogol.



martedì 21 gennaio 2014

L'ipocrisia di Renzi e la continuità dell'inciucio

La mia modesta, quanto negativa, opinione sul nuovo segretario del PD non mi ha negato la possibilità di dire che ero sempre pronto a ricredermi (l'ho scritto QUI). E' successo? NO!

Renzi è un fenomeno mediatico notevole: quasi tutta la stampa del Paese si inchina alle sue parole e, in pochi, analizzano invece i fatti che, come si sa, contano molto di più.

Se ci si fermasse alle parole infatti, Matteo Renzi sarebbe degno di lodi, prendiamo ad esempio quelle spese su Twitter:



Ineccepibile. Peccato che il primo vero atto politico rilevante da segretario del principale partito di governo sia stato quello di andare da Berlusconi a discutere la legge elettorale. Un Berlusconi, fra l'altro, che non è nemmeno più parlamentare per una motivazione ben precisa: è stato condannato in via definitiva per frode fiscale. Secondo Matteo Renzi dunque, Berlusconi è un interlocutore credibile e, al posto di mandarlo in pensione come diceva e scriveva, lo resuscita per l'ennesima volta regalandogli legittimità.

Come dovrebbero sentirsi i suoi elettori? Alle primarie hanno speso due euro per farsi scrivere la legge elettorale a Berlusconi? Di certo non era esattamente ciò che avevano in mente quando si parlava di rinnovamento e rottamazione. Matteo Renzi si è rivelato, a tempo di record, un grandissimo ipocrita.

D'altronde la coerenza di Renzi si manifesta anche in altri ambiti, come nella vicenda della Cancellieri ad esempio: a novembre per Renzi si doveva dimettere, peccato che poi, in aula, i "renziani", hanno votato contro la proposta del M5S (tanto per cambiare) di calendarizzare la mozione di sfiducia alla Cancellieri stessa.

Dunque qual è il vero indirizzo politico del PD? Quello espresso a parole dal nuovo segretario o quello dimostrato in aula con i fatti? La politica si fa in Parlamento e le parole, se non sono seguite dai fatti, sono solo uno show per creduloni. Renzi rappresenta la continuità di quel magnifico fenomeno chiamato "inciucio" fra il centrosinistra e il centrodestra italiano. Sono vent'anni che lavorano insieme (così come ben spiegato da Marco Travaglio nel video qui sotto) e tenteranno di farlo per altri venti.






giovedì 16 gennaio 2014

Scandali e incoerenze

Silvio Berlusconi, condannato in via definitiva per frode fiscale, è libero come se non fosse successo nulla. Ma il carcere? I servizi sociali?

Questo criminale viene intervistato dai soliti giornalai come tutti gli altri leader politici facendo più o meno finta di nulla e, per di più, viene legittimato dal leader del (presunto) partito nemico.

Renzi infatti ritiene che Silvio Berlusconi sia un interlocutore credibile per discutere la nuova legge elettorale. D'altronde fra condannati ci si capisce: in primo grado, è giusto ricordarlo, Renzi è stato condannato per danno erariale. Diciamo che a soli quarant'anni è sulla buona strada!

Nel frattempo i ministri di questo governo di pagliacci sembrano cadere sotto i colpi degli scandali uno dietro l'altro: prima la Idem che, perlomeno, ha avuto la decenza di dimettersi, poi Alfano, la Cancellieri e adesso la De Girolamo. Tutti ancora al loro posto come se fosse tutto normale.

La coerenza del PD continua tuttavia a spiazzare: solo poco tempo fa Renzi invocava le dimissioni della Cancellieri e, alla proposta di calendarizzazione del voto di sfiducia alla stessa del M5S, il PD, compatto, vota no. Renziani compresi dunque. Per carità alcuni renziani hanno ben altro a cui pensare: Faraone ad esempio è indagato per uso illecito di denaro pubblico.

Faraone è comunque in buona compagna: 97 indagati nella sola regione Sicilia a cui si affiancano i ben noti scandali della regione Piemonte. Cota, a proposito, non ci pensa nemmeno a dimettersi, nonostante la sentenza del TAR che, dopo tre anni e mezzo, ha annullato le elezioni della regione. La causa sono le firme false della lista dei pensionati, una lista piena di firme false anche per la Bresso che in questi giorni sembra tanto gongolare. Cota insomma intende fare ricorso al Consiglio di Stato con buona pace della dignità politica e del buon senso.

In mezzo a tutto questo marasma mi piacerebbe sapere come fa la gente a voler votare ancora PD e Forza Italia: credevo che il sadomasochismo fosse un genere di nicchia.


lunedì 16 dicembre 2013

Il ricatto di Renzi

All'assemblea nazionale del Partito Democratico, il nuovo segretario, svela la sua sorpresina (annunciata) per Beppe Grillo: rinuncerà ai 40 milioni di euro di rimborsi elettorali del prossimo anno SE il Movimento 5 Stelle appoggerà le riforme dei democratici in Parlamento che prevedono l'abolizione delle province, una nuova legge elettorale e il superamento del Senato.

Interessante come la  rinuncia doverosa di rimborsi dichiarati illegittimi dalla Corte dei Conti debba passare attraverso un ricatto (rinuncio se tu fai come dico). Dovrebbe essere una rinuncia dovuta e, anzi, dovrebbe implicare la restituzione delle somme già incassate, non solo la rinuncia delle somme ancora nelle casse dello Stato. Ma dell'argomento ho parlato diffusamente QUI.

Beppe Grillo risponde alla provocazione di Renzi spiegando come l'abolizione delle province sia nel programma del Movimento 5 Stelle e che un tale provvedimento verrà votato indipendentemente da chi lo presenterà. Tuttavia, aggiungo io, è interessante constatare come il PD abbia votato in aula, all'interno del decreto sul femminicidio,  un emendamento che le province le ha salvate per l'ennesima volta (clicca QUI se te lo sei perso). Si parla di un mese e mezzo fa e in quei giorni il M5S passava in tv e sui giornali per un gruppo contrario a contrastare la violenza di genere solo perchè si è rifiutato di votare l'ennesima porcata a favore della casta che, stavolta, ha utilizzato in modo ignobile un problema serio per salvare poltrone.
Adesso Renzi scopre di voler abolire le province, benissimo: se il PD proporrà qualcosa di serio il M5S voterà a favore.

Beppe Grillo chiude poi le porte per la legge elettorale in quanto questo Parlamento non ha legittimità costituzionale e, soprattutto, morale, per farne una. Non ha torto ma probabilmente la netta chiusura è anche dettata dalla paura che i partiti possano inventarsi una legge elettorale anti-movimento. A parer mio ha perfettamente ragione ad averne, non mi aspetterei nulla di meno dai partiti. Il M5S è stato anche accusato di voler a tutti i costi il Porcellum ma, è giusto ricordare, che è stato l'unico gruppo in Parlamento a votare a luglio a favore della mozione Giachetti che il Porcellum l'avrebbe eliminato per ripristinare il Mattarellum.

A proposito di Mattarellum, è' mia opinione personale (e non solo in certa misura) che l'attuale Parlamento non sia legittimato a fare un bel niente (riforme intelligenti o stupide che siano): la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale buona parte del Porcellum, ne consegue dunque che anche buona parte del Parlamento lo sia in quanto eletto da quella legge elettorale. Bisognerebbe subito tornare al Mattarellum (ultima legge elettorale valida, non certo perchè sia meravigliosa) e lasciare alla prossima legislatura il compito di fare le riforme.


 



sabato 14 dicembre 2013

Letta mantiene la sua promessa

Letta mantiene la promessa di abolire i tanto odiati rimborsi elettorali... o forse no?

I rimborsi elettorali sono stati dichiarati illegittimi dalla Corte dei Conti con molto comodo dopo vent'anni e, finalmente, sono stati aboliti dal governo di Letta... o forse no, appunto. I rimborsi elettorali spariranno completamente solo dal 2018 dopo che dal 2015 verranno progressivamente abbassati.

Già questa sarebbe una presa per il culo bella e buona perchè se la Corte dei Conti dice che i partiti hanno rubato dal '93 quasi tre miliardi di euro non vedo perchè debba rubare altri milioni fino al 2017 compreso; anzi bisognerebbe prendere provvedimenti affinché i partiti restituiscano il maltolto. Ma figuriamoci, sarebbe utopia, questi ladri non hanno nemmeno la decenza di restituire ciò che hanno preso a luglio (quando Letta con una mano scriveva di voler abolire i rimborsi e con l'altra mano incassava).

Come se non bastasse sarà previsto il due per mille che i cittadini potranno devolvere al partito che vorranno (questo da subito, così i partiti avranno una doppia entrata fino al 2017), se non verrà indicata una preferenza la somma resterà allo Stato. La cosa, in questi termini, potrebbe anche andare bene se non fosse che è previsto un apposito fondo dello Stato che coprirà tutte le donazioni che i cittadini non faranno. Insomma, alla fin fine a pagare sono sempre gli stessi: cambia solo la forma e le modalità.

E' finita? Assolutamente no: i corsi di formazione politica promossi dai partiti infatti, godranno di detrazioni che arriveranno fino al 75%. In altre parole se un corso costerà 100 euro, 75 li mette lo Stato e 25 il partecipante. Queste detrazioni sono ovviamente di gran lunga superiori a quelle di cui gode l'istruzione ordinaria e permette ai partiti che lo vorranno di creare un gran numero di corsi inutili semplicemente per far cassa.
Voi direte: "possibile che non abbiano messo nessun paletto a riguardo?". Certo che l'hanno messo: ci sarà una "Commissione di garanzia" che ogni anno dovrà approvare questi corsi di formazione e assicurarsi che non siano "fuori tema", cioè messi li appunto solo per incassare. Peccato che questa commissione sarà di natura parlamentare e dunque composta dai partiti stessi: il controllore corrisponde al controllato, un classico all'italiana!

Infine, esistono dei paletti per le donazioni private? Perché la politica americana dominata dalle lobbies che finanziano i partiti in cambio "di qualcos'altro" non è esattamente un bel modello a cui ispirarsi.

Tuttavia Letta può andare in televisione a dire che ha eliminato i rimborsi elettorali, cinguettare su Twitter che lui è uno che mantiene le promesse e far sì che i renziani possano esultare di questo benefico "effetto Renzi" non meglio identificato. A me sembra il solito "effetto presa per il culo" che piace tanto agli italiani.


* fonte: ilfattoquotidiano.it

lunedì 9 dicembre 2013

Chi era Renzi

Avevo già pronto un post che parlava di Europa sulla scia di quanto detto e proposto da Beppe Grillo al VDay; dimenticavo tuttavia le primarie del PD, probabilmente perché non me ne fregava assolutamente niente: qualunque candidato avesse vinto ero, e sono sicuro, che non cambierà sostanzialmente nulla in quel partito.

Certo, con Renzi magari il PD avrà qualche dinosauro in meno, ma quale sarà la linea del partito? Matteo Renzi era quello che in televisione risultava convinto della sicurezza degli inceneritori, arrivando addirittura ad inveire contro una povera oncologa che sosteneva il contrario (clicca QUI se te lo sei perso), era quello delle cene con banchieri e finanzieri che uscivano tutti entusiasti (interessante capire come gli interessi di quella categoria possano coincidere con quelli del "popolino", clicca QUI se te lo sei perso), era quello favorevole al TAV, era quello favorevole alla politica aziendale di Marchionne, era quello della cena ad Arcore da B. e, a proposito di B., era quello che voleva sconfiggerlo con le urne e non con le sentenze, come se fosse una questione di "onore" e non di giustizia (clicca QUI se te lo sei perso, questo video è veramente epico, ed è talmente bravo a muovere la bocca che sembra dica qualcosa di intelligente, sembra).

In molte di queste tematiche Renzi ha poi cambiato idea, casualmente spesso a ridosso delle primarie. L'impressione è che sia l'ennesimo animale da televisione tanto bravo a chiacchierare e a capire in che direzione soffia il vento.

Spero ovviamente di essere smentito, sono sempre pronto a ricredermi. Il nuovo segretario, per esempio, potrebbe iniziare a fare forti pressioni per tornare in fretta al Mattarellum e andare al voto, visto e considerato che la Corte Costituzionale, dopo otto anni, ha scoperto che il Porcellum non rispetta la Costituzione dichiarando di fatto illegittimi un notevole numero di parlamentari. Anche l'eventuale adozione di una nuova legge elettorale sarebbe viziata, a cascata, di illegittimità se fatta da un Parlamento illegittimo in quanto eletto con una legge elettorale in buona parte incostituzionale.

Per finire, l'accento e l'entusiasmo posto sulla partecipazione alle primarie con oltre due milioni di votanti lo trovo piuttosto immotivato essendo questo il trend:


Direi che è la "naturale" diminuzione di partecipazione dovuta alla malapolitica degli ultimi anni. Flop clamorosi comunque non ce ne sono stati. Da una parte fa piacere: la gente ha ancora voglia di dire la sua. Dall'altro lato tuttavia risulta incredibile come quasi tre milioni di persone abbiano speso due euro per esprimere il loro voto, non tanto per la modesta somma quanto per una semplice questione etica: la Corte dei Conti infatti, con calma dopo vent'anni, si è accorta che non è stato rispettato il referendum del 1993 che aveva abolito il finanziamento pubblico ai partiti e i rimborsi sono dunque incostituzionali (quando lo diceva prima Beppe Grillo e poi il M5S erano populisti demagoghi). I partiti dovrebbero restituire alla collettività un totale di 2,7 miliardi di euro e il Partito Democratico ha avuto ancora il coraggio di chiedere due euro ai propri elettori. Quasi tre milioni di persone ci sono state, dunque che dire? Contenti loro...



mercoledì 20 novembre 2013

L'ipocrisia uccide e l'arte della chiacchiera

Come ho sostenuto poco tempo fa quando morirono circa 250 immigrati vicino alle coste di Lampedusa, l'ipocrisia uccide.

Questa volta a morire sono gli italiani, in Sardegna, a causa di una calamità naturale: sull'isola si è abbattuta, in una sola giornata, l'acqua di sei mesi. Siamo tuttavia sicuri che, la politica, tanto per cambiare, non abbia colpe? La cementificazione distrugge il territorio e la Sardegna non è certo diversa dalla Liguria in tal senso. E' veramente accettabile ascoltare, ancora una volta, parole tanto solidali quanto vuote, di quegli stessi politici che hanno promosso la cementificazione del territorio?

Non è sterile polemica o strumentalizzazione politica, si tratta di capire il perchè di tutte quelle morti: se in Afghanistan un soldato italiano perde la vita, io me la prendo con il politico che ce l'ha mandato inutilmente, non mi limito a dispiacermi. Poche cose sono casuali: ciò che è accaduto in Sardegna e alle Cinque Terre a suo tempo poteva essere evitato semplicemente evitando la cementificazione selvaggia del territorio e mettendo in sicurezza le aree a rischio, l'unica grande opera di cui l'Italia ha bisogno.

Le lacrime del giorno dopo mi ricordano tanto un episodio assai più banale e meno grave: le ferrovie dello Stato che ogni inverno vengono sorprese dalla neve provocando ritardi e soppressioni perchè, in effetti, la neve in inverno è sempre un episodio imprevisto. La natura ogni tanto "reclama il suo spazio", non possiamo sorprenderci ma, piuttosto, fare in modo che certi disastri non accadano più con politiche di gestione del territorio efficaci ed intelligenti.

A proposito di ipocrisia, un applauso a tutti i candidati alla segreteria del Partito Democratico che, in televisione, dicono che la Cancellieri si deve dimettere e, in Parlamento, insieme al proprio seguito, votano in direzione esattamente contraria. E' stata infatti respinta pochi minuti fa la mozione di sfiducia presentata dal Movimento 5 Stelle. Napolitano, sempre più un monarca, ha ordinato: "la Cancellieri deve rimanere al suo posto!" e, i servi, hanno votato di conseguenza a dispetto delle promesse e dei proclami. E' la loro arte della chiacchiera.



domenica 29 settembre 2013

Il Padrone ordina e c'è la crisi di governo

I ministri del PDL del governo Letta si dimettono per volere del loro padrone e il governo va in crisi. E' l'inevitabile epilogo di un governo vergognoso che in eredità ci ha lasciato:

- 2 miliardi di euro di condono per le slot machine;
- altri miliardi di F35;
- IMU abolita per poter far dire a B. di aver mantenuto le sue promesse (fa niente se ci sarà la Service Tax, lui dirà che ha mantenuto la parola e il gregge lo seguirà);
- aumento dell'IVA che rende vane tutte le porcate di quell'altro fenomeno di Mario Monti.

Questo il breve riepilogo di sei mesi di governo PD-PDL. Li voterete ancora??? Siete soddisfatti???

Per l'ennesima volta una legislatura formata da PD o PDL non riesce a cambiare legge elettorale. E' evidente che questa legge elettorale fa comodo ai partiti: le segreterie possono scegliere liberamente le liste favorendo in tal modo accordi sottobanco e la compravendita di parlamentari promettendo sicure rielezioni. Il signor Razzi, vecchio "responsabile" ed ex Italia dei Valori è stato premiato da Berlusconi per la sua lealtà nel 2011 con la rielezione in questa legislatura. Per chi ancora non sa chi sia questo fenomeno può tranquillamente visionare QUESTO video.

Giachetti, un parlamentare del Partito Democratico, aveva per la verità presentato una mozione in cui si chiedeva di abolire il Porcellum in favore della precedente legge elettorale (Mattarellum) che non era la perfezione ma nemmeno una tale schifezza. A votare a favore sono stati sono stati solo i parlamentari del M5S e il firmatario della mozione. Anche i democratici hanno votato contro nel silenzio generale della stampa e della televisione.

Gli stessi che hanno votato contro in aula sono poi i fenomeni che ci ritroviamo nei talk show a sottolineare l'importanza di cambiare la legge elettorale. E gli italiani ancora che gli credono.

Come evidenziato da Di Maio (M5S) una legge elettorale si può cambiare anche senza governo, o meglio, col governo dimissionario, in appena due settimane. C'è la volontà di farlo? E' evidente che la risposta sia no. C'è anche il pericolo che un Parlamento di tale composizione potrebbe partorire qualcosa di ancora peggiore rispetto al Porcellum (è ciò che teme Grillo come sottolineato nel suo blog) ma andare a votare nelle medesime condizioni di pochi mesi fa renderebbe probabile una situazione di stallo analoga alla presente legislatura se gli italiani non smettono di votare PD e PDL.

Sarebbe stato utile che il sig. Napolitano sei mesi fa, visto che comunque il mandato al M5S non voleva darlo perchè sono brutti e cattivi, dicesse "Non c'è una maggioranza, sapete che c'è? Ora do il mandato a una figura super partes per un governo con il solo compito di fare una nuova legge elettorale, dopo torniamo a votare e mi dimetto". Ecco cosa avrebbe dovuto fare invece di appoggiare queste larghe intese (o larghe vergogne). Questo disastro è diretta responsabilità del nostro amato Presidente della Repubblica e per questo motivo mi aspetto le dimissioni.

L'ipotesi ventilata di un Letta bis fa semplicemente inorridire perchè alle parole e alle promesse preferisco sempre guardare ai fatti. Questi mi parlano di un Letta e di un Partito Democratico sottoposto al volere di un pregiudicato: dovrei essere felice di essere governato da questa gente? Ai ricatti si risponde ribaltando il tavolo, perchè il PD non l'ha fatto? Perchè Napolitano ha avallato tale situazione? Piuttosto che Letta è meglio piuttosto: subito al voto con tutti i rischi che esso comporta visto che la legge elettorale non la vogliono cambiare e speriamo che il M5S finalmente trionfi. Alla fin fine i sondaggi lasciano il tempo che trovano (il penultimo di Ballarò è stato fatto chiamando 10.200 persone e di queste, solo 800 hanno risposto: è un sondaggio affidabile?).





sabato 21 settembre 2013

Napolitano si schiera con B.

Sarà lo stress imposto dal suo ruolo, sarà l'età, sarà che indipendentemente da essa è uno dei peggiori Presidenti della Repubblica della nostra storia... ciò che è certo è che Napolitano ha passato di gran lunga il segno. Lo aveva già fatto firmando qualsiasi porcata venisse in mente a Berlusconi durante il suo governo e a maggior ragione lo fa oggi quando si schiera dalla parte della politica nello scontro istituzionale che sta vivendo il Paese fra politica e magistratura.

Uno scontro che, è bene specificare, è composto da politici che rubano e magistrati che tentano di trattarli come tutti gli altri cittadini italiani. E' questo il cosiddetto scontro istituzionale e ha per protagonista indiscusso Silvio Berlusconi. Napolitano si schiera platealmente con quest'ultimo invocando una riforma della giustizia e dicendo ai magistrati di avere "senso del limite". Per la verità, da un lato, Napolitano invoca anche rispetto per i magistrati ma dall'altro è chiaro come determinate parole nel clima che stiamo vivendo in questi giorni sembrano più che altro una legittimazione delle proteste del PDL che, in qualunque Paese civilizzato, sarebbero considerato eversive.

Gli unici a indignarsi sono come al solito i parlamentari del M5S che invocano le dimissioni. Il PD, al solito, è un sonnambulo che esprime solo commenti di circostanza e il PDL, al discorso di Napolitano, ovviamente risponde esultando. La Santanché dichiara: "anche Napolitano si sta accorgendo della malattia della giustizia".

Mi chiedo quando gli italiani si accorgeranno della "loro" di malattia.


venerdì 6 settembre 2013

Berlusconi vince ancora

L'ho scritto nel mio ultimo intervento: Berlusconi ha costruito un'intera campagna elettorale sull'abolizione dell'IMU dopo aver votato per la sua istituzione sotto il governo Monti ed ora, grazie agli alleati del Partito Democratico, può dire di essere riuscito ad eliminarla. Il PDL era un partito sconfitto due mesi prima delle elezioni ma, grazie alla scialba (per usare un eufemismo) campagna elettorale del PD è riuscito a recuperare il gap che lo divideva dal presunto nemico; ciò nonostante il PDL è comunque sconfitto ma i democratici gli offrono il governo su un piatto d'argento ed ora, per concludere, gli permettono di chiudere il cerchio abolendo l'IMU.

Non importa niente se al suo posto compare la Service Tax. Berlusconi ha detto che ha abolito l'IMU, ha "mantenuto la promessa" e la schiera dei suoi sostenitori è pronta a credergli comunque; nonostante la nuova tassa pronta a sostituirla, nonostante la condanna e nonostante il vergognoso concetto di tassazione uguale per tutti.

Infatti, è bene sottolineare, che l'uguaglianza fra ricchi e poveri quando si parla di tasse non è democrazia ma ingiustizia sociale. Dovremmo ricordarlo quando si viene a sapere che il sig. Brunetta non pagherà l'IMU per il suo villone con piscina.


martedì 27 agosto 2013

Priorità: salvare Silvio

Il grottesco spettacolo della politica italiana non si è fermato nemmeno ad agosto. Il pregiudicato Silvio Berlusconi si becca in rapida successione l'apertura da parte di Napolitano per una grazia e la possibilità di mandare la legge Severino in ricorso alla Consulta.

La legge Severino è, per chi non lo sapesse, quella legge votata sotto "l'illuminato" governo Monti che impone l'incandidabilità (o la decadenza dal ruolo se già in carica) per i condannati in via definitiva per più di due anni e votata, pensate un po', anche dal PDL che ora vorrebbe farla passare come incostituzionale.

Un po' come la storia dell'IMU: il PDL vota a favore della sua istituzione sotto il governo Monti e neanche un anno dopo fa un'intera campagna elettorale contro la sua esistenza. E il popolo italiano lo ha votato... io adoro gli italiani.

Se gli italiani avessero tanta voglia di informarsi quanta quella di vedere la moviola di quel presunto calcio di rigore probabilmente darebbero meno peso alle parole e più ai fatti. Non rivoterebbero gli stessi partiti che hanno promesso di non comprare gli F35 e di non prendere rimborsi elettorali per poi votare in senso opposto in Parlamento. Non lo farebbero mai, sarebbe masochismo. Invece nella vita di tutti i giorni è più importante capire se quel rigore c'era o meno.

Ad ogni modo la priorità è solo una: salvare Silvio. A settembre si voterà per la decadenza del senatore Berlusconi (che, per la cronaca, ha messo piede in Senato solo il giorno della fiducia al governo) e sarà interessante vedere come si comporteranno gli alleati piddini.

Non mi si fraintenda, votare per la decadenza dal ruolo è un fatto che dovrebbe essere ovvio come l'alba e il tramonto: nessun merito, solo il minimo dei doveri. Tuttavia al fango non c'è mai fine, non mi stupirei di colpi di scena in tal senso: i migliori alleati di B. d'altronde sono sempre loro, così come ben dimostrato da Violante nel 2003: "Vi avevamo promesso già dal '94 che non avremmo toccato le televisioni", confessando con tale frase oscuri accordi con il presunto nemico. Il matrimonio si è poi celebrato sotto il governo Monti e nell'attuale legislatura in cui i due partiti hanno potuto consumare la loro unione governando insieme (pur mantenendo, a parole, un immancabile astio: è fondamentale per lo show e per i creduloni).



giovedì 8 agosto 2013

Come fate a votarli ancora?

C'era un tempo, definito come "campagna elettorale" in cui PD e PDL facevano proclami ben precisi promettendo, con una sola voce, di eliminare il finanziamento pubblico ai partiti, di investire in modo più intelligente i miliardi degli F35, di diminuire il numero di parlamentari e di cambiare la legge elettorale.

Pur promettendo le stesse cose e pur venendo da un anno e mezzo di alleanza sotto il governo Monti, i due partiti si davano battaglia... in particolare il PD affermava: "mai con Berlusconi!". Seppur un Enrico Letta profetico faceva già presagire che quelle sarebbero state solo parole "piuttosto che M5S meglio che i voti vadano al PDL".

Finito il tempo della campagna elettorale Bersani chiede la fiducia per un governo di minoranza PD al M5S, dunque non un'alleanza come lo stesso ex segretario dei democratici ha recentemente ammesso (guarda QUI il video). Come poteva il Movimento concedere una fiducia basata sul nulla visti i loro precedenti vent'anni di politica malata?

Il PD avrebbe poi, con i fatti, dato ragione al M5S: innanzitutto sceglie di andare al governo col presunto nemico, decide poi per l'acquisto degli F35 senza nemmeno coinvolgere il Parlamento in una discussione, a luglio il M5S presenta una mozione per sospendere i pagamenti dei rimborsi elettorali dopo aver già rinunciato autonomamente a 42 milioni di euro e l'intero Parlamento, PD compreso, rifiuta e passa alla cassa. A questo proposito è proprio di ieri la notizia che la discussione sul finanziamento pubblico ai partiti è spostata a settembre: con calma non c'è problema! E pensare che già mesi fa Letta faceva eclatanti proclami sull'argomento! Anche se, è giusto sottolineare, per rinunciare ai rimborsi elettorali basta la volontà anche senza una legge specifica così come ampiamente dimostrato da quegli irresponsabili del MoVimento 5 Stelle.

Infine c'è l'atteggiamento riguardo la vicenda Berlusconi dove i democratici dimostrano di avere dignità pari ad un cane da compagnia: il padrone ordina e loro scodinzolano felici. Nessuna vergogna nel dichiarare di combattere l'evasione fiscale mentre sono al governo con un condannato per frode fiscale. Nessuna vergogna nello stare al governo con un pregiudicato: ci vuole responsabilità. Ma responsabilità di cosa? L'unica azione responsabile per un governo così moralmente elevato era provare a cambiare la legge elettorale e tornare al voto (tutti in campagna elettorale la vogliono cambiare e nessuno lo fa da oltre sei anni, chi deve rendere conto se non PD e PDL?)

C'è viceversa la volontà di modificare la Costituzione; un condannato che mette mano alla Costituzione... una bestemmia: firma QUI la petizione online per impedirlo, hanno già firmato in 320mila.
 
In questi giorni si parla insistentemente di "riforma della giustizia": è il prezzo da pagare per governare con un condannato in via definitiva. Quale condannato non vorrebbe riformare la giustizia? C'è da capirlo. Un po' meno compresione ne ho per un presidente della Repubblica che si fa ricattare dallo stesso condannato: "o la grazia o il voto". E ancor meno comprensione per quel partito di masochisti dei democratici.

Insomma, il colpo del KO a Berlusconi, gli alleati del PD e Re Giorgio non glielo vogliono dare ma quel che ancora mi chiedo è... COME DIAVOLO FATE A VOTARLI ANCORA?


venerdì 2 agosto 2013

Berlusconi condannato: è la fine?

Silvio Berlusconi è condannato in via definitiva a 4 anni di galera per l'ormai celeberrimo processo Mediaset.

E' la fine di un percorso lungo decenni fatto di 9 processi archiviati, 6 prescrizioni e altri due reati estinti per amnistia. Tutti procedimenti conclusi per motivazioni ben diverse dall'assoluzione.

Chi crede che quest'uomo sia innocente e un perseguitato pecca senza dubbio di ignoranza, un'ignoranza ancora più acuta se condivide la necessità di avere "una magistratura eletta dal popolo". Stiamo scherzando? L'articolo 104 della Costituzione italiana sancisce l'indipendenza da ogni altro potere della magistratura stessa mentre l'articolo 101 ricorda come essi siano soggetti soltanto alla legge.
Su che base poi i magistrati dovrebbero essere votati? Sulle sentenze? Li voteremo in base a chi mettono dentro e a chi non mettono dentro? E' il sogno proibito dei fan di Silvio: tramite il loro voto potrebbero salvare il leader.

Per questo è tuttavia troppo tardi. Da ieri sera Silvio Berlusconi è un pregiudicato. Tramite un video messaggio prega gli elettori di concedergli la maggioranza dei voti "per riformare la giustizia" promettendo in questo modo, ancora una volta, di tenere in ostaggio l'intero Paese mettendolo al servizio dei suoi problemi giudiziari. Come se, in ogni caso, riformare la giustizia fosse la priorità di uno Stato economicamente al collasso come il nostro. Come se la giustizia fosse più importante della gente che, ogni giorno, si ammazza per la crisi.

Solo in Italia è possibile vedere un condannato in via definitiva che dichiara di voler "rimanere in campo".
Solo in Italia è possibile vedere un partito come il PD, alleato senza problemi con il partito di un condannato, voler continuare il governo con loro anche dopo la sentenza di Cassazione.
Solo in Italia è possibile vedere il partito di un condannato per frode fiscale voler modificare una Costituzione scritta da dei giganti: Gasparri che modifica ciò che scrisse De Gasperi. A questo proposito vi invito a firmare la petizione promossa dal Fatto Quotidiano QUI.

Non so se Berlusconi sia finalmente un uomo politicamente morto: applicare la sentenza è un procedimento piuttosto lungo, almeno sei mesi. In teoria non dovrebbe riuscire ad applicare le sue promesse/minacce ma visti i precedenti...


giovedì 25 luglio 2013

Se non è un tentativo di colpo di stato questo...

Partiamo dal capitolo "decreto del fare": il Movimento 5 Stelle propone oltre 400 emendamenti per migliorare, dove possibile, il testo del governo. Ebbene sono colpevoli di lavorare troppo: rallentano le riforme! Il M5S risponde riducendo gli emendamenti ad otto, i punti considerati irrinunciabili; il governo infine se ne frega dichiarando la volontà di porre la fiducia sul decreto. Per i profani ciò significa che il Parlamento è ancora una volta esautorato dalle sue funzioni e non può discutere e modificare il testo proposto dal governo dovendo quindi limitarsi a votare "si" o "no". Una situazione di questo tipo è particolarmente odiosa per un decreto che di fatto include molti provvedimenti importanti in svariati campi e che quindi, di regola, dovrebbe essere il più condiviso possibile.

Aldilà di questo modus operandi vergognoso ciò che desta veramente preoccupazione è il disegno di legge costituzionale di delega al Governo per le riforme. Questo provvedimento permetterebbe al famoso comitato di saggi (tutti rigorosamente filo governativi del pd, pdl e scelta civica, ci mancherebbe) di avere un ruolo istituzionale nelle riforme costituzionali limitando il Parlamento, ancora una volta, alla sola ratifica dei provvedimenti del comitato. Sarebbe quest'ultimo infatti a pensare ed elaborare le riforme.

Si tratta, di fatto, di aggirare l'articolo 138 della Costituzione che recita:

"Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi. Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti."

E' un articolo che rende la revisione costituzionale difficile a meno di avere un'ampia condivisione, prolungata nel tempo, su un determinato tema. Ed è giustissimo che sia così. Rendere più facile modificare la Costituzione così com'è chiaramente intenzione di questo provvedimento significa consegnare il Paese e i pilastri della nostra democrazia al governo eletto di turno. Un governo capace di modificare facilmente la Costituzione potrebbe, ad esempio, sottomettere il potere legislativo e giudiziario al potere politico (sogno proibito di B.). Anche Hitler fu votato dal popolo. E' fondamentale avere un'ancora di salvezza come la Costituzione anche per contrastare le "passioni momentanee": quanto sarebbe facile, altrimenti, istituire la pena di morte dopo un mostruoso delitto?

Permettere una modifica più agevole della Costituzione, per di più pensata da un Comitato assolutamente di parte, in nome di "riforme necessarie e fondamentali" è solo uno specchietto per le allodole. Prima della Costituzione i partiti inizino a dirottare i miliardi degli F35, i milioni dei rimborsi elettorali e del TAV dove servono davvero.
Ai ragazzi del Movimento 5 Stelle che stanno facendo ostruzionismo da ormai 24 ore contro questo attentato alla Costituzione va tutta la mia gratitudine.


lunedì 22 luglio 2013

Prodezze di Mezza Estate

Uno non riesce nemmeno a farsi tranquillo una settimana di mare che il relax viene turbato dalle mirabolanti prodezze dei nostri politici preferiti: quelli italiani.

Iniziamo dal sempre verde (in tutti i sensi) Calderoli che definisce il ministro Kyenge un orango. Sarebbe meraviglioso poter etichettare questo personaggio come un imbecille qualsiasi da ignorare bellamente tuttavia, questo signore, è l'attuale vicepresidente del Senato della Repubblica italiana votato, e quindi voluto in tale carica, da 119 parlamentari compresi quelli del Partito Democratico. Credevano che Calderoli fosse l'uomo adatto per ricoprire un importante ruolo istituzionale? Eppure qualche piccolo indizio sul valore della sua persona l'aveva lasciato in passato... giusto per fare un paio di esempi:
- "alcune etnie hanno una maggiore propensione a delinquere"
- "tornino giu nel deserto a parlare con i cammelli o nella giungla con le scimmie"

Di questo ometto e delle sue esternazioni se ne è accorto anche il Financial Times contribuendo in questo modo a peggiorare la nostra già magnifica reputazione all'estero.

Rispetto alle parole tuttavia, restano di gran lunga peggiori le azioni, come ad esempio consegnare innocenti nelle mani della dittatura kazaca. Il ministro dell'Interno Alfano si giustifica dicendo che lui non ne sapeva nulla... come se fosse una cosa normale... e poco importa se la Costituzione impone il principio della responsabilità oggettiva per il quale ogni ministro è responsabile del proprio ministero. A pagare sono stati come sempre i pesci piccoli mentre la mozione di sfiducia per Alfano è stata bocciata dal partito unico PD-PDL.

Se la nostra politica estera fa pietà possiamo come sempre "consolarci" sul lato interno. Infatti la mozione del M5S che chiedeva la sospensione dei pagamenti dei rimborsi elettorali di luglio per destinarli dove realmente sarebbero serviti è stata bocciata dall'intero Parlamento ad eccezione della Lega Nord e, ovviamente, dal Movimento 5 Stelle stesso.
E' facile fare gli splendidi in campagna elettorale promettendo la rimozione dei rimborsi, poi quando si tratta di incassare nessuno si tira indietro (sempre M5S a parte).


giovedì 11 luglio 2013

Partito Democratico indecente: lo difende Telese

Il Partito Democratico approva la sospensione dei lavori del Parlamento così come richiesto dal PDL: il padrone comanda, lo schiavo ubbidisce.

Se è ormai risaputo che il PDL esiste ad uso e consumo di Silvio Berlusconi non posso fare a meno di essere indignato di fronte al comportamento dei democratici che si confermano i loro migliori alleati. Senza rispetto per i loro elettori che di certo non li hanno votati per vederli governare con il (presunto) nemico e senza rispetto per milioni di italiani che dal Parlamento pretendono risposte ad una situazione che ogni giorno vede aziende chiudere e persone suicidarsi. Incredibile come qualche irriducibile elettore piddino riesca ancora a difendere il suo partito preferito: dovrebbe far indignare ancor di più perchè ad ogni campagna elettorale si professano diversi e migliori di Berlusconi&co.

Non mi preoccupo nemmeno più di attaccare troppo duramente i democratici perchè a loro difesa si erge Luca Telese, un uomo capace di scrivere queste cose:

"È un indicatore di civiltà offrire una tregua agli avversari se il loro leader rischia il carcere. La bandiera bianca e il suo riconoscimento non sono un indicatore di compromissione, ma la certificazione della diversità. Ed è forse per questo che trovo incredibile l'attacco del Movimento 5 Stelle contro i parlamentari del Pd, quei cori di dileggio in Aula "Servi-servi! Buffoni!". [...] molti grillini cercano di interpretare quella tregua di mezza giornata concessa al Pdl come una gravissima compromissione. Invece secondo me il Pd ha fatto benissimo a votare quella sospensione e non ha rinunciato a nessun valore, non ha sfigurato la democrazia".

Non so come funziona nel meraviglioso mondo ideale di Telese ma io vorrei un Paese in cui non fosse nemmeno pensabile che il leader del principale partito di centrodestra rischi il carcere (in Italia è una costante e non certo per persecuzione come vuol far credere) e che, anche fosse, questo non influisca in nessun modo sull'attività politica della repubblica italiana visto e considerato che gli interessi di sessanta milioni di italiani andrebbero comunque tutelati a prescindere da questo o quel processo. 

Davanti ad un Parlamento che si inchina ai bisogni di un singolo individuo non posso che applaudire l'esemplare protesta del M5S: via giacca e cravatta e sit in davanti Montecitorio. Dopo i primi mesi di assestamento stanno insegnando a fare politica, quella vera, a quella marea di pagliacci che scalda la sedia da 10, 20 o addirittura 30 anni. Tutte le attività parlamentari del M5S sono facilmente monitorabili tramite questo gruppo facebook oltre che sui normali siti istituzionali. 


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