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martedì 11 marzo 2014

Quote Rosa

Sarà qualcosa di impopolare da dire ma sono fermamente contrario alle quote rosa nella politica. Ciò non significa che nel mercato del lavoro le donne abbiano raggiunto la parità di genere: c'è ancora molto da fare in tal senso. Tutti, però, dovrebbero avere eguali possibilità di accedere alla vita politica del Paese, indipendente dal genere, razza, religione e orientamento sessuale. Le uniche discriminanti accettabili dovrebbero essere il merito e la competenza, il resto vien da sé; tant'è vero che il Movimento 5 Stelle, nelle consultazioni online per le elezioni politiche dell'anno scorso, ha eletto donne per il 55%.

L'unico mezzo per premiare merito e competenza è la "preferenza". Se il cittadino potesse scegliere liberamente chi mandare in Parlamento cercherebbe di eleggere la persona migliore, almeno dal suo punto di vista, indipendentemente dal sesso.

La Camera ha, a tal proposito, affossato questa opzione bocciando le preferenze. Protetti dal voto segreto molti deputati di maggioranza hanno votato a favore ma non è bastato: il patto fra Renzi e il condannato Berlusconi viene legittimato dal voto in aula dimostrando che l'azionista di maggioranza del PD è proprio quest'ultimo.



giovedì 27 febbraio 2014

Le espulsioni dal Movimento, sono veramente solo una questione di democrazia interna?

La questione delle espulsioni del M5S non è banale e sarebbe ridicolo liquidarla in poche righe. Tacciare tali espulsioni come "fasciste" o "antidemocratiche" è demagogia, non spiega nulla: non si tratta solo di democrazia interna ma anche di democrazia nella sua totalità.

Mi spiego meglio: allontanare chi la pensa diversamente da te è sicuramente un concetto antidemocratico, non ci piove. Ma è veramente questo il caso?
Da più parti, all'interno del Movimento ma anche in contesti giornalistici seri, sono saltate fuori testimonianze che possono essere riassunte nelle seguenti parole di Alessandro di Battista:

"Io ho visto in queste 4 persone, sistematicamente, da mesi, e in modo organizzato, la logica del dolo, la malafede, il sabotaggio di tutte le grandissime battaglie che abbiamo portato avanti come gruppo. Ogni qual volta avevamo un successo da comunicare (e voi sapete quanto per il M5S che ha il 99% dei mezzi di informazione contro sia difficile comunicare) usciva, sistematicamente una dichiarazione di uno dei 4 pronta a coprire il messaggio del gruppo. Ogni qual volta serviva lanciarsi e buttare il cuore al di là dell'ostacolo (molte battaglie le abbiamo iniziate senza sapere come sarebbero finite, senza nemmeno immaginare le conseguenze agli occhi dell'opinione pubblica, vedi art.138) c'era sempre uno dei 4 che si trasformava in “zavorra professionale”, una zavorra che puntava all'immobilismo. E per un Movimento restare fermi è la morte assoluta."

Non è dunque questione di dissenso interno. Il dissenso esiste nel merito delle leggi e delle azioni da portare avanti, si discute, ci si confronta, si vota all'interno del gruppo e si porta in Parlamento la volontà della maggioranza. La parte "perdente", se leale, si adegua per quella volta alla maggioranza senza rilasciare dichiarazioni al vetriolo alla stampa, altrimenti si sta facendo un danno alla propria parte politica. Questo è un concetto che i 4 senatori espulsi non hanno mai imparato.

Certo è che, se dopo ogni votazione, mi trovo in disaccordo la maggior parte delle volte, allora c'è qualcosa che non va: mi chiederei se sono in linea con il gruppo politico che mi ha portato in Parlamento e, in caso contrario, prenderei di mia iniziativa le distanze uscendo dal gruppo parlamentare e dando le dimissioni. L'onestà intellettuale imporrebbe questa condotta, un'onestà intellettuale che è mancata ai quattro senatori espulsi che hanno aspettato il provvedimento dall'assemblea del M5S riunita in seduta comune e la successiva ratifica dell'espulsione da parte degli iscritti al sito di Beppe Grillo.

Travaglio, nel merito, ha sottolineato come sia ridicolo da parte di PD e Forza Italia fare la paternale sulla democrazia interna al Movimento 5 Stelle ponendo, alla fine, una domanda fondamentale:

"....assisteremo alla solita sceneggiata dei partiti più antidemocratici d’Europa che danno lezioni di democrazia. Ma sarà soltanto un espediente ipocrita e propagandistico per rinviare la discussione su un problema che riguarda tutti: davvero la democrazia è chiamare ogni tanto i cittadini alle urne, incassarne i voti su un certo programma e usarli per fare esattamente l’opposto?"

C'è infine anche il sospetto che sia solo una questione di soldi: i precedenti espulsi dal Movimento hanno dimostrato che, alla fine, ciò che gli premeva, era tenere l'intero stipendio. La mancanza di "democrazia interna" era una scusa per farsi espellere o uscire dal gruppo. Lo capisco, è difficile non tenersi 20.000 euro al mese e Beppe Grillo l'aveva preventivato, pronosticando, in tempi non sospetti, un 20% di possibili voltafaccia... speriamo si resti sotto tale soglia.
Tacconi e Catalano, fuoriusciti di loro iniziativa in seguito alle espulsioni, sono due esempi di soggetti che non hanno mai restituito ciò che è stato stabilito dalle regole interne al Movimento. Come è possibile non pensare male?

Il tempo dirà cosa faranno i parlamentari ex pentastellati: avranno un minimo di credibilità solo se rinunceranno a gran parte del denaro che gli spetterebbe a norma di legge così come avevano promesso ai loro elettori, seguendo, al contempo, i principi e lo spirito del MoVimento, altrimenti, le loro accuse rimarranno solo illazioni e chiacchiere inutili.

Clicca sui nomi di Travaglio e Scanzi per leggere i loro articoli, critici ma obiettivi, in merito alle espulsioni.

P.S. Dambruoso sospeso per 15 giorni in seguito allo schiaffo verso la parlamentare del M5S Lupo; 10 giorni di sospensione a 23 parlamentari del M5S dopo la protesta in occasione del decreto IMU-Bankitalia e ben 23 giorni di sospensione per Alessandro di Battista, gran parte dei quali per aver detto a Speranza (PD), prima della sua conferenza stampa, "se menti ti sbugiardo" spingendo il piddino a fare quella conferenza stampa nel suo ufficio. Conclusioni: tirare uno schiaffo ad una donna è meno grave rispetto alla "minaccia" di sbugiardare un deputato in conferenza stampa.







mercoledì 19 febbraio 2014

Le consultazioni con Renzi: autogol

Mancano ormai le parole per definire Matteo Renzi: quello che prometteva di rottamare la vecchia politica andrà, a breve, a governare con i rottamati. Fino a poche settimane fa diceva a Enrico Letta di stare sereno che lui, al governo, ci sarebbe andato solo con i voti. Aveva addirittura annunciato che si sarebbe ricandidato a sindaco di Firenze!

Il popolo italiano ormai crede che quanto dichiarato nei talk show sia un'indicazione politica credibile, non si sofferma mai a verificare se le parole vengono seguite dai fatti in Parlamento con il voto (e nemmeno telegiornali e stampa lo verificano al posto suo); allo stesso tempo, tuttavia, non riesce a ricordarsi di quanto Renzi dichiarava fino all'altro ieri prendendo per buone tutte le sue contraddizioni, come se l'ipocrisia fosse una nota di merito.

Sia chiaro, è lecito sostituire in corsa un primo ministro: siamo una repubblica parlamentare, è il presidente della Repubblica a nominare il primo ministro sentite, tramite consultazioni, le forze parlamentari. Niente di illegale dunque, ci mancherebbe. Viene meno "solo" quell'etica politica che vorrebbe vedere cambiare governo insieme al Parlamento perché solo una maggioranza parlamentare diversa potrebbe dar vita ad un governo diverso, non solo nei nomi, ma anche nei fatti.
In questo caso, per di più, le "consultazioni" con il Presidente della Repubblica appaiono più che altro una farsa: il governo si è deciso fuori dalle istituzioni e la maggioranza parlamentare sarà pressoché la medesima del governo precedente: qualcuno aveva dubbi? Come al solito "cambiare tutto per non cambiare niente".

Il Movimento 5 Stelle, in tutto questo, ha deciso di non presentarsi da Napolitano ed è stata una scelta felice: mai prendere parte ai teatrini, altrimenti si rischia di diventare attori al soldo del regista che già aveva deciso di affidare l'incarico di formare il governo a Renzi.

Le consultazioni con quest'ultimo sono, a parer mio, un discorso diverso. Non certo perché servissero a qualcosa: Renzi ha già i numeri per formare il governo avendo, come detto, il sostegno dei medesimi partiti che hanno sostenuto Letta; dunque non ha minimamente bisogno del M5S e non ha certo interesse a concedergli qualcosa. Che poi, anche fosse, com'è possibile fidarsi? Come ben rilevato da Carlo Martelli, anche se Renzi accettasse, ad esempio, di rinunciare al TAV in Val di Susa potrebbe inserire tale provvedimento in un decreto insieme a, altro esempio, tagli pesanti alla scuola pubblica. A quel punto cosa dovrebbe fare il Movimento 5 Stelle? Votare una porcata per portare a casa qualcosa di buono? E' esattamente ciò che è successo col decreto IMU-Bankitalia, i partiti operano così: mescolano in un solo decreto qualcosa di decente solo per coprire le loro porcate. Come è possibile dare la fiducia ad un bugiardo seriale?

Sul blog Grillo ha chiesto alla base se presentarsi o meno da Renzi. Ha vinto il si per una manciata di voti: uno scarto di circa 500 su 40.000 votanti. Io stesso ho votato per il si pur essendo consapevole, come detto, dell'inutilità pratica dell'incontro. Nel mio mondo utopico ci sarebbe dovuto essere da una parte Renzi che proponeva il suo programma e dall'altra un Di Battista o un Di Maio che ribattevano punto su punto, evidenziando le contraddizioni delle sue parole con i voti espressi in Parlamento dal suo partito. Il tutto ovviamente in diretta streaming in modo da sbugiardare Renzi davanti a tutti.

La diretta streaming c'è stata però ha visto in scena Beppe Grillo che, di fatto, non ha lasciato nemmeno parlare Renzi. Nel merito Beppe ha ragione in ogni sillaba che gli ha sputato in faccia ma, il metodo, fa in modo di regalare assist alla stampa che, da domani, tornerà a dipingere il M5S come un ammasso di fascisti che non vogliono il confronto e non lasciano parlare gli avversari politici. Per non parlare dei TG, già mi immagino i servizi. Grazie Beppe per aver buttato all'aria questa occasione: a saperlo avrei votato per non andare all'incontro e, come me, scommetto parecchi altri.

In questo modo si allontanano gli astenuti, gli scettici e gli indecisi che sono quelli che dovrebbero far vincere le elezioni al M5S: gli elettori convinti non hanno bisogno di questi show, sono già felici del lavoro di 160 parlamentari che, per una volta, dimostrano di far l'interesse dei cittadini e non dei soliti noti. Questi teatrini gettano nell'ombra il loro lavoro e Beppe dovrebbe essere abbastanza intelligente da capirlo. Basta autogol.



sabato 1 febbraio 2014

Cosa rimane della democrazia in Italia?

Quella del titolo è una domanda lecita da porsi visti i recentissimi episodi in Parlamento.

Una premessa: l'uso smodato di decreti legge da parte del governo è, da anni, una prassi consolidata. E' bene ricordare che la Costituzione ne permette l'uso SOLO per casi di straordinaria necessità ed urgenza. Inoltre un decreto deve essere OMOGENEO, cioè non deve contenere testi che non centrano nulla tra loro.

L'esempio lampante di decreto "incostituzionale" è quello dell'IMU-BANKITALIA. Aldilà infatti del vergognoso regalo di 7,5 miliardi di euro alle banche private (di cui ho parlato QUI), si è mischiato ad esso l'abrogazione parziale dell'IMU che, con la Banca d'Italia, centra ben poco. La scusa dell'IMU è comunque tornata utile per avere "l'urgenza" e dunque applicare la ghigliottina. Ovviamente si poteva scorporare la parte IMU e approvarla a parte ma ai partiti viene comodo coprire le loro porcate con qualcosa che può anche lontanamente essere definito sensato. Un'altra strada l'ha sottolineata Mentana QUI, contraddicendo Franceschini e dando luogo ad un raro esempio di buon giornalismo italiano.

La ghigliottina che, lo ricordo, consiste nel tagliare tutti gli interventi dell'opposizione e procedere immediatamente al voto, è un'altra cosa che non esiste nei regolamenti parlamentari; la Boldrini ha pertanto palesemente abusato dei suoi poteri.

Pensate che sia finita? Assolutamente no, leggete questo estratto:

Il testo della legge elettorale arriva in aula senza il voto della commissione Affari costituzionali. “Il presidente Sisto si è dato il mandato come relatore della legge elettorale ma non ha contato i voti. Abbiamo denunciato il mancato conteggio dei voti e il presidente Sisto, per tutta risposta, è andato via”. Ciò che inquieta è che, nelle stesse ore, la medesima cosa è avvenuta in commissione giustizia con il decreto “svuota-carceri”. “La presidente della commissione giustizia ci ha impedito di poter discutere gli emendamenti” spiegano i deputati a cinque stelle. “Evidentemente, anche i presidenti di commissione si stanno allineando al metodo dittatoriale della Boldrini”.

In Italia siamo abituati a cose allucinanti che, le pessime abitudini, hanno reso lecite e normali. C'è chi non capisce perché il Movimento 5 Stelle non ha incontrato Renzi per la legge elettorale: la risposta, chiara e semplice, è che le leggi non si discutono in una stanza a porte chiuse lontani dalle istituzioni. Il luogo del confronto è il Parlamento e le Commissioni parlamentari. In quei luoghi il Movimento si confronta con tutti perché sono le istituzioni il luogo di discussione.

Per citare Di Maio, gli italiani pagano un migliaio di parlamentari affinché facciano i passacarte di Renzi e Berlusconi. I parlamentari sono li per lavorare, non per riferire la volontà di un condannato in via definitiva per frode fiscale e un condannato in primo grado per danno erariale.

Le istituzioni tuttavia, come abbiamo visto, vengono svuotate progressivamente del loro significato: i decreti leggi e i voti di fiducia svuotano il Parlamento dal proprio ruolo ormai da anni e, adesso, nemmeno più le Commissioni possono essere luogo di confronto.

E' chiaro che in una situazione simile, un cittadino dentro le istituzioni, possa perdere le staffe ed esagerare nei toni. Sbagliato, sbagliatissimo; anche perché i telegiornali non aspettano altro che sentire una sillaba fuori posto di un membro del Movimento per montarci servizi infiniti. Le doverose scuse del gruppo parlamentare invece non vengono passate in tv, ci mancherebbe. Come nei telegiornali non si parla mai degli insulti giornalieri che i partiti rivolgono ai parlamentari a 5 stelle, quelli sono, a quanto pare, leciti e giusti. 
E' da giovedì che viene messa in atto una campagna mediatica per diffamare il Movimento 5 Stelle e farlo apparire come un gruppo di folli che hanno solo voglia di buttarla in "caciara". Viene dato ampio spazio ai principali esponenti degli altri partiti, compatti nel condannare il Movimento riempiendosi la bocca di paroloni come "fascisti" e "squadristi" mentre, tranquillamente, svuotano di significato ogni luogo di confronto democratico.
Epici i deputati di SEL che cantano, in risposta alle proteste del M5S, "oh bella ciao" mentre regalano 7,5 mld di euro alle banche. Ma che credibilità possono avere queste persone?
A proposito di buon giornalismo: Pierluigi Battista, Corriere della Sera, su Twitter, ha scritto che Dambruoso, il questore che ha dato uno schiaffo a Loredana Lupo, "ha esercitato una forza legittima". Questa è l'informazione in Italia.

Tornando a noi, un'opposizione a cui non è permesso di esprimersi è un'opposizione svuotata dei propri diritti, ed i loro elettori non possono di conseguenza essere rappresentati adeguatamente. In un tale stato di cose l'opposizione si dovrebbe rivolgere al Presidente della Repubblica e della Camera in quanto figure di garanzia, peccato che siano essi stessi i primi complici di tale sistema.
Dunque, tornando alla domanda iniziale, cosa rimane della democrazia in questo Paese?


lunedì 16 dicembre 2013

Il ricatto di Renzi

All'assemblea nazionale del Partito Democratico, il nuovo segretario, svela la sua sorpresina (annunciata) per Beppe Grillo: rinuncerà ai 40 milioni di euro di rimborsi elettorali del prossimo anno SE il Movimento 5 Stelle appoggerà le riforme dei democratici in Parlamento che prevedono l'abolizione delle province, una nuova legge elettorale e il superamento del Senato.

Interessante come la  rinuncia doverosa di rimborsi dichiarati illegittimi dalla Corte dei Conti debba passare attraverso un ricatto (rinuncio se tu fai come dico). Dovrebbe essere una rinuncia dovuta e, anzi, dovrebbe implicare la restituzione delle somme già incassate, non solo la rinuncia delle somme ancora nelle casse dello Stato. Ma dell'argomento ho parlato diffusamente QUI.

Beppe Grillo risponde alla provocazione di Renzi spiegando come l'abolizione delle province sia nel programma del Movimento 5 Stelle e che un tale provvedimento verrà votato indipendentemente da chi lo presenterà. Tuttavia, aggiungo io, è interessante constatare come il PD abbia votato in aula, all'interno del decreto sul femminicidio,  un emendamento che le province le ha salvate per l'ennesima volta (clicca QUI se te lo sei perso). Si parla di un mese e mezzo fa e in quei giorni il M5S passava in tv e sui giornali per un gruppo contrario a contrastare la violenza di genere solo perchè si è rifiutato di votare l'ennesima porcata a favore della casta che, stavolta, ha utilizzato in modo ignobile un problema serio per salvare poltrone.
Adesso Renzi scopre di voler abolire le province, benissimo: se il PD proporrà qualcosa di serio il M5S voterà a favore.

Beppe Grillo chiude poi le porte per la legge elettorale in quanto questo Parlamento non ha legittimità costituzionale e, soprattutto, morale, per farne una. Non ha torto ma probabilmente la netta chiusura è anche dettata dalla paura che i partiti possano inventarsi una legge elettorale anti-movimento. A parer mio ha perfettamente ragione ad averne, non mi aspetterei nulla di meno dai partiti. Il M5S è stato anche accusato di voler a tutti i costi il Porcellum ma, è giusto ricordare, che è stato l'unico gruppo in Parlamento a votare a luglio a favore della mozione Giachetti che il Porcellum l'avrebbe eliminato per ripristinare il Mattarellum.

A proposito di Mattarellum, è' mia opinione personale (e non solo in certa misura) che l'attuale Parlamento non sia legittimato a fare un bel niente (riforme intelligenti o stupide che siano): la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale buona parte del Porcellum, ne consegue dunque che anche buona parte del Parlamento lo sia in quanto eletto da quella legge elettorale. Bisognerebbe subito tornare al Mattarellum (ultima legge elettorale valida, non certo perchè sia meravigliosa) e lasciare alla prossima legislatura il compito di fare le riforme.


 



lunedì 2 dicembre 2013

La mia personale cronaca del V3Day

Quello di ieri è stato il mio primo Vday, i primi due li avevo saltati perchè ero ancora impegnato a credere ai partiti, alle parole vuote e ai fatti inesistenti. L'unico mio punto di paragone era la visita di Beppe Grillo nella mia città in occasione delle amministrative: ricordo infatti con piacere la piazza della mia città gremita all'inverosimile. Inutile sottolineare come Piazza della Vittoria di Genova non sia nemmeno paragonabile alla nostra piccola Piazza Martiri!!!

Nelle settimane prima dell'evento ho iniziato a chiedere chi volesse accompagnarmi con risultati piuttosto scarsi, tuttavia, alla fine, mia madre ha deciso di venire con me... peccato che sia stata poco bene poco prima della partenza! Non potevo tuttavia mancare, infatti, pur non conoscendo nessuno, mi sono recato al ritrovo stabilito dal Movimento Cinque Stelle di Novara che ha organizzato un autobus per raggiungere l'evento ad un prezzo assolutamente conveniente.

Con mio grande piacere, sull'autobus con noi, c'era anche un deputato novarese del Movimento che ha passato buona parte del viaggio a rispondere alle nostre domande. Si trattava di Davide Crippa, vicepresidente della Commissione attività produttive, turismo e commercio. Mentre questo ragazzo rispondeva con competenza alle nostre curiosità ripassavo mentalmente le interviste ai politici "classici", quelli dove la competenza è un optional e l'apparenza è l'unica cosa che conta. Avevo di fronte un deputato un po' spettinato, vestito con jeans e una semplice felpa, una persona che non solo dava l'impressione di essere uno di noi ma lo era realmente.

Nella piazza gremita infatti, in mezzo a noi, c'era un gran numero di parlamentari del Movimento 5 Stelle che, come Davide, rispondevano con piacere alle nostre domande: quando mai in Italia si è vista una cosa del genere? I membri dei partiti non si muovono senza scorta nemmeno per andare al supermercato, figuriamoci stare liberamente in mezzo alla gente durante una manifestazione politica.

Siamo arrivati in Piazza della Vittoria poco prima dell'una e la prima cosa che mi ha colpito è la sua grandezza in quanto non c'ero mai stato neanche per altri motivi. Sinceramente ho pensato che sarebbe stato impossibile riempirla tutta... non sapevo quanto mi stavo sbagliando!!! Dopo aver mangiato un panino velocemente ho deciso di avvicinarmi il più possibile al palco: mica ero arrivato fino a Genova per vedere i protagonisti solo sul megaschermo posto fra il palco e l'arco della Piazza! Sono riuscito, alla fine, ad arrivare a una decina di metri dal palco, un po' spostato sulla sinistra.

Da quel momento, pian piano, la gente intorno a me aumentava esponenzialmente: intorno alle due non vedevo fisicamente la fine della marea umana che mi circondava nonostante i miei 192cm di altezza. Dalle foto "aeree" viste poi in serata avrei scoperto che la piazza era gremita dal palco all'arco: chi conosce quella piazza sa cosa vuol dire. Non saprei quantificare numericamente le presenze, so solo che sono partito da solo e sono arrivato in una famiglia di decine di migliaia di persone, tutte unite nel pretendere un cambiamento.

Ma chi sono stati i protagonisti di questa giornata? 

Alle due e mezza circa ha parlato Beppe Grillo alla sua maniera, illustrando le sue "modeste" proposte di cambiamento per l'Europa, lanciando, in tal modo, la campagna elettorale per le europee. Sulla bontà di tali proposte ci sarà tempo per discutere, non è la giornata della polemica ma una vera e propria festa. E' significativo, a parer mio, anche il passaggio in cui ammette "voi mi avete superato", il Movimento infatti non è più solo Beppe Grillo e a testimoniarlo c'è la partecipazione numerosissima agli incontri promossi dai parlamentari cinque stelle che nei week end girano l'Italia per incontrare i propri elettori.

Dopo Beppe si è presentato sul palco l'ospite che, forse, ho gradito più di tutti gli altri: Micah White, uno dei fondatori di Occupy Wall Street, uno dei movimenti di contestazione pacifica più celebri al mondo, ha parlato alla Piazza del Movimento 5 Stelle con ammirazione per i risultati raggiunti dallo stesso qui in Italia dicendo che Occupy Wall Street deve prenderne ispirazione ed esempio.

Paul Connett, che non credevo fosse un così bravo oratore, è l'ideatore della strategia "rifiuti zero" e, anche lui, è intervenuto di persona al VDay, sottolineando la partecipazione di 72 comuni italiani a tale strategia.

Il successivo ospite è Helena Norberg Hodge, fondatrice dell'International Society for Ecology and Culture. Questa signora è ormai considerata fra le dieci ambientaliste più influenti al mondo e si occupa dell'impatto dell'economia globale sulle culture e sull’agricoltura. Missione dell’Istituto ISEC è quella di esaminare le cause profonde della nostra crisi sociale ed ambientale, promuovendo modelli di produzione, di consumi e di vita più equi e sostenibili sia a nord che a sud del nostro pianeta.

E' intervenuto anche Riccardo Petrella, economista politico che ha pubblicato, nel 2001, il Manifesto mondiale dell'acqua che, generalmente parlando, pone l'attenzione sull'acqua come fonte insostituibile di vita e, in quanto tale, il suo accesso deve essere un diritto umano e sociale imprescindibile. Con tale premessa è ovvio che la gestione dell'acqua deve essere pubblica: a tal proposito Petrella ha ricordato l'esito del referendum sull'acqua pubblica completamente ignorato dalle istituzioni.

Si è anche parlato di architettura sostenibile: il relatore ha mostrato come sia possibile ristrutturare edifici, anche storici e con gli inquilini dentro, in modo da farli diventare strutture con una classe energetica adeguata. E' stato infatti sottolineato come il 98% degli edifici in Italia siano "vecchi" e dunque inefficienti sotto il profilo del risparmio energetico.

Il criminologo norvegese di fama mondiale Nils Christie è stato l'ultimo ospite ad apparire sul palco del VDay, ha parlato della sua avversità verso le prigioni in quanto vere e proprie "università del crimine" esponendo una visione di società che, per noi italiani, è totalmente estranea così presi dal ritenere la carcerazione un provvedimento punitivo piuttosto che riabilitativo.

Prima di lui tuttavia ha parlato il premio nobel per la letteratura Dario Fò che, alla sua età, risulta più lucido che mai. Il suo intervento, tutt'altro che banale, ha colpito parecchio la piazza; quasi commovente il momento in cui ha ricordato sua moglie Franca: "sarebbe felice di essere qui con noi quest'oggi".

Grande assente della giornata è Julian Assange, fondatore di Wikileaks, ricercato in mezzo mondo per aver divulgato segreti di stato. Oggi vive come un ostaggio a Londra all'ambasciata dell'Ecuador che gli ha concesso asilo politico. Avrebbe voluto mandare un video ma gliel'hanno sconsigliato: è comunque una persona che negli Stati Uniti sarebbe condannata a morte. La sua simpatia per il Movimento 5 Stelle non è certo un mistero; fra l'altro, poche settimane fa, sono andati a trovarlo una delegazione del Movimento stesso. 

Il sostegno di cui gode il Movimento 5 Stelle anche all'estero da personaggi così importanti e influenti è sorprendente. Rende chiaro come si possano superare perfino i confini nazionali.

Sono tornato a casa decisamente infreddolito, ma anche contento e soddisfatto di poter dire "io c'ero", e chissà che non possa diventare un giorno, spero non troppo lontano, "io ero fra le decine di migliaia di persone che in Piazza della Vittoria a Genova volevano un cambiamento e l'hanno ottenuto".

 

mercoledì 20 novembre 2013

L'ipocrisia uccide e l'arte della chiacchiera

Come ho sostenuto poco tempo fa quando morirono circa 250 immigrati vicino alle coste di Lampedusa, l'ipocrisia uccide.

Questa volta a morire sono gli italiani, in Sardegna, a causa di una calamità naturale: sull'isola si è abbattuta, in una sola giornata, l'acqua di sei mesi. Siamo tuttavia sicuri che, la politica, tanto per cambiare, non abbia colpe? La cementificazione distrugge il territorio e la Sardegna non è certo diversa dalla Liguria in tal senso. E' veramente accettabile ascoltare, ancora una volta, parole tanto solidali quanto vuote, di quegli stessi politici che hanno promosso la cementificazione del territorio?

Non è sterile polemica o strumentalizzazione politica, si tratta di capire il perchè di tutte quelle morti: se in Afghanistan un soldato italiano perde la vita, io me la prendo con il politico che ce l'ha mandato inutilmente, non mi limito a dispiacermi. Poche cose sono casuali: ciò che è accaduto in Sardegna e alle Cinque Terre a suo tempo poteva essere evitato semplicemente evitando la cementificazione selvaggia del territorio e mettendo in sicurezza le aree a rischio, l'unica grande opera di cui l'Italia ha bisogno.

Le lacrime del giorno dopo mi ricordano tanto un episodio assai più banale e meno grave: le ferrovie dello Stato che ogni inverno vengono sorprese dalla neve provocando ritardi e soppressioni perchè, in effetti, la neve in inverno è sempre un episodio imprevisto. La natura ogni tanto "reclama il suo spazio", non possiamo sorprenderci ma, piuttosto, fare in modo che certi disastri non accadano più con politiche di gestione del territorio efficaci ed intelligenti.

A proposito di ipocrisia, un applauso a tutti i candidati alla segreteria del Partito Democratico che, in televisione, dicono che la Cancellieri si deve dimettere e, in Parlamento, insieme al proprio seguito, votano in direzione esattamente contraria. E' stata infatti respinta pochi minuti fa la mozione di sfiducia presentata dal Movimento 5 Stelle. Napolitano, sempre più un monarca, ha ordinato: "la Cancellieri deve rimanere al suo posto!" e, i servi, hanno votato di conseguenza a dispetto delle promesse e dei proclami. E' la loro arte della chiacchiera.



mercoledì 13 novembre 2013

La democrazia diretta è auspicabile?

Non credo ci sia nemmeno bisogno di parlare della Cancellieri. In qualsiasi altro Paese civilizzato un ministro colto in flagrante mentre favorisce la scarcerazione di un detenuto in particolare si sarebbe dimesso immediatamente o, in caso contrario, il governo l'avrebbe cacciata a pedate.

Qui invece siamo in Italia, il Paese dove tutto è lecito e negare davanti all'evidenza è la regola. Il Presidente del Consiglio Letta va in giro per l'Europa a dichiarare: "dicono che ho le palle d'acciaio". Siamo una barzelletta. Berlusconi non è un problema per ciò che ha fatto ma per la cultura dell'illegittimo reso banale, normale. Per lui è anche normale paragonare i propri figli agli ebrei sotto Hitler visto quanto sono "perseguitati".

Parlare di queste cose non mi interessa particolarmente: la verità è palese. Quel che più mi interessa quest'oggi è affrontare un tema a me caro e portato alla ribalta dal Movimento 5 Stelle. La finalità ultima del Movimento, che tranquillamente si può definire utopica, è la democrazia diretta: il governo diretto del popolo.

Attualmente, la nostra, è una democrazia rappresentativa: il popolo elegge i suoi rappresentanti che, in virtù della loro onestà e della loro competenza, fanno gli interessi dell'intera popolazione. Il motivo per cui la democrazia rappresentativa è stata messa in discussione dal Movimento 5 Stelle è perchè quelle persone "oneste e competenti" si chiamano Razzi, Gasparri, Brunetta etc. etc. Insomma non sono certo personalità in grado di prendere decisioni migliori di qualsiasi altro italiano.

La domanda fondamentale è: "è giusto che sia il popolo a decidere direttamente?"

La risposta che personalmente mi sono dato è no, o meglio, ni. Mi spiego meglio: il popolo potrebbe anche decidere, il giorno dopo un omicidio particolarmente cruento, che la pena di morte sia legittima. Il popolo potrebbe pensare che il matrimonio fra omosessuali sia una cosa sbagliata. Il popolo potrebbe decidere, per colpa di una informazione malata, che la guerra in Afghanistan sia giustificabile.

Già, proprio l'informazione è un problema cruciale: un governo diretto del popolo implica la necessità che il popolo sia informato adeguatamente. Come può garantire tale condizione un Paese che "Freedom House" classifica come "parzialmente libero" relativamente alla libertà di stampa?
Non può nemmeno valere il discorso "deciderà chi lo vuole fare, chi non si interessa non conta nulla". Questo va benissimo per i referendum (il quorum va assolutamente eliminato) ma quando c'è da prendere una decisione moltissime persone si sentono in dovere e in diritto di dire la loro nonostante non siano minimamente informate dei fatti. Come può un tale contesto portare a decisioni sensate? Certo, probabilmente, se gliel'avessero chiesto agli italiani, non avremmo avuto la guerra in Afghanistan e in Iraq ma in altri contesti?

Beppe Grillo invoca un referendum sulla permanenza o meno nell'Unione Europea, ma come può la massa prendere una tale decisione? Ho due lauree e non saprei cosa votare: come può farlo qualuno che questi argomenti non li ha mai nemmeno sfiorati se non in qualche slogan politico e in qualche chiacchiera da bar? Molti economisti hanno opinioni divergenti sull'argomento e non sembra esserci una risposta univoca.

Tuttavia importa veramente che le decisioni del popolo siano corrette? Anche in caso di clamorosi errori una piena democrazia diretta sarebbe la piena realizzazione del sacrosanto principio per cui "la sovranità appartiene al popolo". Pur potendo prendere decisioni sbagliate piuttosto facilmente sarebbe comunque una forma di governo più "etica"sotto questo punto di vista.

Ma queste sono solo divagazioni, esercizi intellettuali: la democrazia diretta, auspicabile o meno, non arriverà di certo nei prossimi anni. Il tasto su cui si deve continuare a insistere è senza dubbio la maggior partecipazione: inconcepibile, ad esempio, che il Parlamento non abbia l'obbligo di discussione delle leggi di iniziativa popolare.

venerdì 11 ottobre 2013

Piano Carceri del M5S e Reato di Clandestinità. Il Grillo fuori luogo.

Napolitano ha dimostrato di non essere un Presidente della Repubblica degno di tal ruolo dicendo, del Movimento 5 Stelle, che se ne frega dei problemi del Paese. Il Movimento si è infatti macchiato della grave colpa di aver avuto sospetti, assolutamente legittimi, sulla possibilità di un indulto volto a favorire la situazione del condannato più celebre d'Italia e, probabilmente, del pianeta.

Il Movimento 5 Stelle in questi mesi ha presentato diversi provvedimenti volti a migliorare le condizioni dei detenuti italiani; il Movimento è dunque ben consapevole del problema ma, probabilmente, il tutto è avvenuto a insaputa del presidente della Repubblica. Per rinfrescargli la memoria è stato consegnato al Quirinale un piano carceri che non comprenda amnistie o indulti (clicca QUI per vedere la conferenza stampa in cui lo si illustra) i quali sono provvedimenti inutili così come ben dimostrato dall'indulto di pochi anni fa. Dopo un anno saremmo infatti punto e a capo.

Strettamente correlato all'emergenza carceri è il problema del reato di clandestinità che, grazie al M5S, potrebbe essere abrogato. Il reato di clandestinità esiste anche in altri Paesi europei, peccato che da noi comporti una serie di norme assurde... fra queste l'obbligatorietà dell'azione penale che ha sovraccaricato un sistema giudiziario già messo a dura prova.

L'emendamento del M5S, approvato in commissione giustizia, potrebbe porre la parola fine su una legge assurda e rappresenta una vittoria per il Movimento stesso celebrata la sera stessa sul blog di Beppe Grillo con un post firmato da "M5S Senato". A rovinare l'atmosfera ci pensa proprio Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio pubblicando un post in cui si attacca duramente questa iniziativa dichiarandosi in disaccordo nel merito e nel metodo (in quanto non sarebbe stata approvata dall'assemblea) e dicendo che, se tale punto fosse stato inserito nel programma, il Movimento avrebbe preso percentuali da "prefisso telefonico".

Inutile sottolineare come questo post sia ridicolo alla luce del risultato ottenuto. Il disaccordo sul metodo ci può anche stare ma era veramente necessario pubblicarlo sul blog? Grillo si lamenta, quasi sempre a ragione, del trattamento ingeneroso dei media verso il Movimento; ebbene questi media non aspettano altro che un post del genere per attaccarlo, era necessario fornigli assist? Spesso sarebbe utile alzare il telefono ed essere più presenti, così come indicato da Alessandro di Battista.

Ciò che veramente è inconcepibile è il disaccordo sul merito giustificandolo con la frase "se fosse stato nel programma avremmo preso percentuali da prefisso telefonico". L'abolizione di tale reato, o almeno la radicale riformulazione, è talmente giusta che pone un interrogativo ben più profondo sugli obiettivi a lungo termine del Movimento 5 Stelle: è veramente giusto aspirare alla piena democrazia diretta? Partecipazione maggiore è ovviamente auspicabile e obbligatoria per una democrazia che voglia definirsi sana ma una democrazia diretta imporrebbe che il popolo prenda decisioni che difficilmente potrebbero essere corrette in certi contesti.

Il reato di clandestinità è fra questi perchè la sua abolizione viene interpretata, da molti, come un invito agli emigranti di tutto il globo a venire da noi quando, i più informati, sanno benissimo che non è così. Per fare un altro esempio: quanto sarebbe facile per il popolo legalizzare la pena di morte in seguito ad un reato particolarmente grave e cruento? La persona lucida sa benissimo che non è eticamente corretto legalizzarla, il popolo non è in grado. E' proprio il concetto della democrazia rappresentativa: scelgo un delegato, di comprovata onestà e competenza, che possa rappresentarmi e prendere decisioni che, da solo, non sarei in grado di prendere. Il problema dell'Italia è che questi delegati si chiamano Gasparri e via dicendo.

E' un discorso veramente interessante ma, per ora, vi saluto con un Travaglio particolarmente efficace nel spiegare il problema carceri.


venerdì 13 settembre 2013

Cronache di Ordinaria Follia: Amato alla Corte Costituzionale, deputati del M5S sospesi e Rimborsi Elettorali

Giuliano Amato è il nuovo membro della Corte Costituzionale, giusto riconoscimento ad una carriera piena di successi: amicone di Craxy e apprezzato da Berlusconi, Napolitano nel nominarlo, avrà tenuto sicuramente conto della bellissima idea del suo amichetto che, in una nottata del 1992, invece di dormire, pensò bene di effettuare un prelievo forzoso da ogni conto corrente. La nomina di Amato, famoso più per la sua pensione dorata che per quel che ha dato al Paese lascia quantomeno perplessi ma direi che è una costante della presidenza di re Giorgio.

Bisogna tuttavia stare tranquilli perchè a vigilare sul rispetto delle regole c'è la Boldrini inflessibile a punire quei criminali del Movimento 5 Stelle che hanno occupato il tetto di Montecitorio per srotolare uno striscione con la frase eversiva "la Costituzione è di tutti". Non mi si fraintenda: i gesti di disobbedienza civile infrangono, per definizione, qualche regola e bisogna accettarne le conseguenze; lascia tuttavia l'amaro in bocca vedere sospesi per 5 giorni 12 deputati del M5S e ancora comodamente seduto sulla sua poltrona un condannato per frode fiscale che ha rubato 300 milioni di euro alla collettività.

Insomma se difendi la Costituzione vieni punito, se frodi il fisco non c'è problema. E' un paradosso che non si può accettare con leggerezza.

A proposito di paradossi: la legge per abolire il finanziamento pubblico ai partiti, nonostante i proclami di Letta diffusi a intervalli regolari, trova un nuovo rinvio. Ricordo che ad essi si può rinunciare anche senza legge così come ben dimostrato dal Movimento 5 Stelle e che a luglio i partiti, ad una mozione del Movimento stesso per sospendere i pagamenti in attesa della legge, hanno votato NO.


giovedì 25 luglio 2013

Se non è un tentativo di colpo di stato questo...

Partiamo dal capitolo "decreto del fare": il Movimento 5 Stelle propone oltre 400 emendamenti per migliorare, dove possibile, il testo del governo. Ebbene sono colpevoli di lavorare troppo: rallentano le riforme! Il M5S risponde riducendo gli emendamenti ad otto, i punti considerati irrinunciabili; il governo infine se ne frega dichiarando la volontà di porre la fiducia sul decreto. Per i profani ciò significa che il Parlamento è ancora una volta esautorato dalle sue funzioni e non può discutere e modificare il testo proposto dal governo dovendo quindi limitarsi a votare "si" o "no". Una situazione di questo tipo è particolarmente odiosa per un decreto che di fatto include molti provvedimenti importanti in svariati campi e che quindi, di regola, dovrebbe essere il più condiviso possibile.

Aldilà di questo modus operandi vergognoso ciò che desta veramente preoccupazione è il disegno di legge costituzionale di delega al Governo per le riforme. Questo provvedimento permetterebbe al famoso comitato di saggi (tutti rigorosamente filo governativi del pd, pdl e scelta civica, ci mancherebbe) di avere un ruolo istituzionale nelle riforme costituzionali limitando il Parlamento, ancora una volta, alla sola ratifica dei provvedimenti del comitato. Sarebbe quest'ultimo infatti a pensare ed elaborare le riforme.

Si tratta, di fatto, di aggirare l'articolo 138 della Costituzione che recita:

"Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi. Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti."

E' un articolo che rende la revisione costituzionale difficile a meno di avere un'ampia condivisione, prolungata nel tempo, su un determinato tema. Ed è giustissimo che sia così. Rendere più facile modificare la Costituzione così com'è chiaramente intenzione di questo provvedimento significa consegnare il Paese e i pilastri della nostra democrazia al governo eletto di turno. Un governo capace di modificare facilmente la Costituzione potrebbe, ad esempio, sottomettere il potere legislativo e giudiziario al potere politico (sogno proibito di B.). Anche Hitler fu votato dal popolo. E' fondamentale avere un'ancora di salvezza come la Costituzione anche per contrastare le "passioni momentanee": quanto sarebbe facile, altrimenti, istituire la pena di morte dopo un mostruoso delitto?

Permettere una modifica più agevole della Costituzione, per di più pensata da un Comitato assolutamente di parte, in nome di "riforme necessarie e fondamentali" è solo uno specchietto per le allodole. Prima della Costituzione i partiti inizino a dirottare i miliardi degli F35, i milioni dei rimborsi elettorali e del TAV dove servono davvero.
Ai ragazzi del Movimento 5 Stelle che stanno facendo ostruzionismo da ormai 24 ore contro questo attentato alla Costituzione va tutta la mia gratitudine.


lunedì 22 luglio 2013

Prodezze di Mezza Estate

Uno non riesce nemmeno a farsi tranquillo una settimana di mare che il relax viene turbato dalle mirabolanti prodezze dei nostri politici preferiti: quelli italiani.

Iniziamo dal sempre verde (in tutti i sensi) Calderoli che definisce il ministro Kyenge un orango. Sarebbe meraviglioso poter etichettare questo personaggio come un imbecille qualsiasi da ignorare bellamente tuttavia, questo signore, è l'attuale vicepresidente del Senato della Repubblica italiana votato, e quindi voluto in tale carica, da 119 parlamentari compresi quelli del Partito Democratico. Credevano che Calderoli fosse l'uomo adatto per ricoprire un importante ruolo istituzionale? Eppure qualche piccolo indizio sul valore della sua persona l'aveva lasciato in passato... giusto per fare un paio di esempi:
- "alcune etnie hanno una maggiore propensione a delinquere"
- "tornino giu nel deserto a parlare con i cammelli o nella giungla con le scimmie"

Di questo ometto e delle sue esternazioni se ne è accorto anche il Financial Times contribuendo in questo modo a peggiorare la nostra già magnifica reputazione all'estero.

Rispetto alle parole tuttavia, restano di gran lunga peggiori le azioni, come ad esempio consegnare innocenti nelle mani della dittatura kazaca. Il ministro dell'Interno Alfano si giustifica dicendo che lui non ne sapeva nulla... come se fosse una cosa normale... e poco importa se la Costituzione impone il principio della responsabilità oggettiva per il quale ogni ministro è responsabile del proprio ministero. A pagare sono stati come sempre i pesci piccoli mentre la mozione di sfiducia per Alfano è stata bocciata dal partito unico PD-PDL.

Se la nostra politica estera fa pietà possiamo come sempre "consolarci" sul lato interno. Infatti la mozione del M5S che chiedeva la sospensione dei pagamenti dei rimborsi elettorali di luglio per destinarli dove realmente sarebbero serviti è stata bocciata dall'intero Parlamento ad eccezione della Lega Nord e, ovviamente, dal Movimento 5 Stelle stesso.
E' facile fare gli splendidi in campagna elettorale promettendo la rimozione dei rimborsi, poi quando si tratta di incassare nessuno si tira indietro (sempre M5S a parte).


venerdì 5 luglio 2013

Chiacchiere vs Fatti

Mentre il governo PD-PDL perde tempo dietro alle condanne di padron Berlusconi, rinviare una tassa (imu) per poi aumentarne altre (irpef, rifiuti e benzina) e promettere tagli ai costi della politica sempre e solo a parole c'è chi in Parlamento decide di agire di propria iniziativa senza che nessuna legge imponga alcunché:

i parlamentari del Movimento 5 Stelle infatti, restituiscono allo Stato italiano più di un milione e mezzo di euro ricavati dai loro stipendi e dalla diaria non utilizzata. Tale somma va ad aggiungersi ai 42 milioni di euro di rimborsi elettorali che il Movimento ha deciso di non riscattare nonostante, secondo la legge, ne avesse diritto.

Credo che un italiano con pensiero critico abbia il dovere morale di chiedersi perchè gli altri partiti e gli individui che li compongono non possano fare il medesimo gesto.

Neppure però si può puntare il dito sul governo Letta dicendo che stia con le mani in mano, il governo infatti risulta attivissimo: opportunamente mascherato da "Consiglio supremo della Difesa", formato appunto da una serie di ministri con l'aggiunta del Capo di Stato Maggiore della Difesa e del Presidente della Repubblica che lo presiede, ha deciso che il Parlamento non può porre veti sull'acquisto degli F35.
A decidere insomma è il solo esecutivo.

Il nostro status di sudditi degli Stati Uniti d'America, che nel frattempo perde tempo pure a spiare le nostre ambasciate, insieme ad un apparato militare offensivo che in virtù della nostra costituzione nemmeno dovrebbe esistere, conta più del benessere del popolo italiano. Decine di miliardi di euro buttati nell'acquisto di questi cacciabombardieri che, fra l'altro, sono pure difettosi.

A portare fino in fondo questa scelta è il governo del partito unico PD-PDL. Se fossimo in un Paese normale i loro elettori ne terrebbero pesantemente conto ma credo che essi preferiranno guardare con odio allo scandalo della mancanza di democrazia nel Movimento 5 Stelle mentre, a loro insaputa, i partiti che hanno votato espellono attivisti a giorni alterni e con l'esecutivo che hanno formato rendono il Parlamento un contenitore vuoto ed inutile con il solo compito di avvallare i suoi decreti legge.



mercoledì 12 giugno 2013

Adele Gambaro e una strategia per la comunicazione

I risultati deludenti delle amministrative da parte del Movimento 5 Stelle impongono quanto meno un cambio di strategia per quanto riguarda la comunicazione: se la coordinazione fra il blog di Beppe Grillo e i gruppi locali può anche venir meno, diventa assolutamente indispensabile a livello nazionale con rappresentanti del Movimento in Parlamento. Semplicemente perchè i giornalisti continuano (anche giustamente per carità) a chieder conto ai parlamentari delle dichiarazioni rilasciate sul blog da Grillo mettendoli chiaramente in difficoltà. Il linguaggio provocatorio del comico va benissimo ma come possono fare lo stesso dei parlamentari della Repubblica italiana? Ci vuole diplomazia e, a remare contro in questo caso, c'è anche l'inesperienza e, a volte, l'ingenuità.

Se si parla strettamente di contenuti Beppe Grillo raramente ha torto:

- pensiamo al caso Rodotà: è sbagliato dire che è un miracolato della rete e che fino alla candidatura proposta dal Movimento era "in freezer"? Certamente non sarà stato con le mani in mano ma chi diavolo lo conosceva prima che il suo nome fosse portato alla ribalta dai 5 stelle? E' sbagliato, pertanto, dire che se aveva critiche da muovere poteva chiamare direttamente Grillo invece di rilasciare interviste su interviste? A parer mio no, Beppe Grillo aveva ragione. E' stata tuttavia una mossa intelligente criticarlo pubblicamente? No, assolutamente: è stata percepita come un'incoerenza. Si doveva fare finta di nulla, magari fare una telefonata a Rodotà stesso e parlargli facendo appello alla sua indiscutibile intelligenza.


- passiamo ora alla definizione di Parlamento come "tomba maleodorante": ha torto? Quando è stata l'ultima volta che il Parlamento ha fatto gli interessi degli italiani? Il Parlamento ospita condannati, corrotti ed evasori fiscali e ha agito spesso e volentieri in favore di questi. Quindi la definizione di Grillo non è sbagliata. E' stato giusto esternarla? No perchè con questa definizione poi i parlamentari del Movimento dovranno confrontarsi senza poter sostenere la stessa cosa: in Parlamento ci lavorano e lo fanno anche bene.

- infine c'è il recentissimo caso di Adele Gambaro, senatrice del M5S che ha definito Beppe Grillo la causa del flop del Movimento alle amministrative. Se è chiaro che a volte sbaglia ed esagera nelle sue esternazioni definirlo "la causa" mi sembra eccessivo anche perchè, se non fosse per lui, la senatrice non sarebbe di certo tale. Beppe Grillo riempie all'inverosimile ogni singola piazza in cui va a parlare e ha portato quasi con le sue sole forze in pochissimi anni un nuovo movimento politico in Parlamento. Come detto le strategie di comunicazione vanno riviste ma la signora Adele Gambaro è stata di un'ingenuità disarmante perchè Grillo ha ancora una volta ragione quando dice che le sue affermazioni danneggiano il Movimento.
E' stato giusto invitarla ad abbandonare il Movimento? Credo di no, queste decisioni vanno prese dal gruppo parlamentare. Ok, è stato un "invito" ma un invito di Grillo ha tanto il sapore di un ordine.

Riassumento credo che il Movimento 5 Stelle debba rivedere drasticamente il proprio modo di comunicare. Dal punto di vista dei parlamentarti far parlare chi è capace di farlo: i precedenti capigruppo non sono stati, a parer mio, all'altezza per quanto riguarda la comunicazione con l'esterno. Episodi come quello della Gambaro andrebbero evitati (supponendo che non ci sia malafede ovviamente, altrimenti c'è ben poco da fare). Dal lato di Beppe Grillo sarebbe utile confrontarsi quotidianamente con i parlamentari e riflettere, prima di scrivere qualcosa, se ciò che andrà sul blog potrà mettere in difficoltà i propri ragazzi davanti alla stampa.
Per il resto non facciamo drammi: i cambiamenti richiedono tempo anche se, il Paese, di tempo, ne ha sempre meno.


mercoledì 29 maggio 2013

Franca Rame insultata dal TG2 e commenti sulle amministrative

I risultati delle amministrative rilevano un dato significativo se l'indizio delle politiche non è bastato: a vincere è stato l'astensionismo. Certamente ci sono state altre valutazioni: il PDL si ritiene soddisfatto, qualcuno del PD ha addirittura parlato di trionfo ed è stato invece indicato come un flop il risultato del Movimento 5 Stelle.
Se si paragonano le amministrative alle politiche, operazione non troppo lecita se si vuole fare un'analisi seria, allora questi commenti possono starci, ma se si paragonano le amministrative del 2013 a quelle del 2008 il quadro cambio radicalmente così come ben mostrato da questa immagine:


Certamente quello del Movimento 5 Stelle non è stato un flop ma altrettanto certo è che non sono stati confermati i numeri esaltanti delle elezioni politiche. Perchè? A mio modesto parere c'è un problema di fondo: una larga parte dei milioni dei voti presi alle politiche sono di persone che il Movimento 5 Stelle l'hanno votato per mera protesta soffermandosi poco o nulla su ciò che propone. Voti del genere sono "volatili", oggi ci sono e domani non ci sono più. Bisogna rivedere a parer mio le strategie comunicative per arrivare di più e meglio alla gente e, questa, è un'operazione tutt'altro che semplice considerata la situazione drammatica dell'informazione italiana.

Un paio di esempi (come se non ne avessi già parlato diffusamente!!!)

Rai2 ha ricordato Franca Rame usando le seguenti, testuali, parole: "ha usato la bellezza fisica per imporre attenzione fino a quando non è stata stuprata". Non mi invento niente, QUI il video. Qualcuno mi spieghi come diavolo è possibile una cosa del genere su un telegiornale nazionale.

Quest'altro esempio risponde a coloro che credono che basti andare un po' di più in televisione per dare una visione chiara del Movimento 5 Stelle: l'inviato del programma Quinta Colonna istruisce i presenti sulla domanda che verrà fatta durante la serata e, alle proteste della gente che avrebbe voluto parlare liberamente, l'inviato risponde che l'argomento non lo impone lui. QUI il video. Questa è televisione che non vuole informare ma che vuole FORMARE idee.

Questa è l'informazione in Italia. Un'informazione che quasi esulta al presunto flop del Movimento (che cmq raddoppia i rappresentati nei comuni) e che non sottolinea minimamente i milioni di voti persi dal partito unico PD-PDL.

venerdì 24 maggio 2013

Le loro priorità

Nell'ultimo post che avevo scritto lamentavo l'ossessione della stampa per la diaria dei 5 stelle. Quest'ultima settimana c'è chi ha accusato questi ultimi di parlare solo di quello: meraviglioso! La stampa scrive boiate e se qualcuno risponde è colpevole di parlarne. Inviterei chi di dovere ad andare a vedere tutto ciò che è stato proposto in parlamento sui siti istituzionali oppure sulla pagina facebook del Movimento stesso (a proposito, QUI l'ultimo resoconto). Mentre il Movimento 5 stelle lavora, si può essere d'accordo o meno sulle proposte ma delle proposte le fa, il resto del Parlamento o è assente oppure propone l'improponibile.

Il PD ad esempio, invece di pensare a lavoro, sanità e istruzione, ha deciso che la sua priorità è impedire a chi non è un partito di partecipare alle elezioni. Ovviamente è una proposta generica rivolta a tutti i movimenti ma credo che l'obiettivo sia un movimento in particolare, o no?

Il PDL ha osato presentare, per poi fare subito un passo indietro, una legge che avrebbe dimezzato le pene per il concorso esterno in associazione mafiosa: sarà mica per Dell'Utri? Oppure come dice Travaglio è una proposta per i milioni di italiani perseguitati da quella pena?

Il tema dei rimborsi elettorali è epico: PD e PDL dicono di aspettare una legge ma basterebbe firmare un assegno intestato allo Stato per restituire il maltolto. Come si dice, basta la volontà.

A proposito di epicità: Matteo Renzi, principale candidato ad assumere la guida dei democratici in autunno, dichiara che votare l'inellegibilità di Berlusconi è ridicolo perchè gli avversari vanno sconfitti con le idee. Come sei nobile giovane Matteo, peccato che una legge del 1957 dichiara inelleggibile chiunque abbia una concessione da parte dello Stato. E ci mancherebbe. Insomma, Renzi inizia già a fare prove d'inciucio.

Avvisatemi quando inizieranno a parlare seriamente di lavoro, dopo tre mesi sono già stufo di fare il disoccupato... e c'è chi lo fa da anni, non ha più una casa e pensa al suicidio se già non l'ha fatto.

Per dare una sferzata di buon umore vi lascio con la foto dell'aula gremita di parlamentari che lavorano:

Aula vuota mentre si discute del Documento di Economia e Finanza (DEF), l’istituto che ha preso il posto del Dpef e impegna il governo alla politica economica. Presente in massa solo il M5S.


venerdì 19 aprile 2013

Bersani si dimette: il PD e il suo suicidio politico

Il suicidio politico del Partito Democratico ha dell'incredibile! Non credo che potesse fare di peggio: Bersani ha avuto un incontro notturno con Berlusconi e, alle spalle dei suoi elettori, ha concordato con il "nemico" il nome di Franco Marini. Praticamente un candidato del PD che sarebbe poi stato eletto dal PDL in vista sicuramente di un governo di larghe intese.

Peccato che le alte sfere del PD non abbiano fatto i conti con i propri elettori, con i militanti e anche, è giusto dirlo, con una parte dei democratici stessi che si sono rifiutati di votare un candidato comodo a Berlusconi.

Contro il Movimento 5 Stelle si possono fare critiche più o meno lecite ma non si possono obiettivamente discutere i nomi di altissimo profilo usciti da quelle consultazioni online così mal viste da chi ha votato i partiti tradizionali: il metodo è opinabile, il risultato assolutamente no.
Se per la Gabanelli e per Strada si poteva muovere la critica (a parer mio ridicola) di "incompetenza politica", questa obiezione non può essere mossa a Stefano Rodotà che, per la cronaca, ha le stesse origini politiche dei democratici.

Allora perchè il Partito Democratico non vota Rodotà? Per citare Gino Strada "è troppo onesto?"
Non lo credo, sono convinto che il nome di Marini sia uscito per meri calcoli politici e scambi di favori. Quella complicità e quei sotterfugi di cui gli italiani sono, per usare un eufemismo, stanchi di sopportare.

Eppure detta così, la situazione non è ancora chiara, soprattutto alla luce dell'apertura del M5S ad un governo in caso di elezioni a Presidente di Rodotà. Il PD avrebbe potuto fare un favore a se stesso dimenticando un'intesa col PDL e formare un governo sotto la guida di Rodotà stesso che, come detto, è della stessa area politica dei democratici. Allora perchè il rifiuto di questo candidato così apprezzato dai propri elettori e militanti? Semplicemente perchè, a parer mio, Rodotà proporrà come premier una figura super partes e le alte sfere del PD hanno paura di tale figura.

Dunque dov'è finita la responsabilità di cui tanto parlava Bersani fino a pochi giorni fa? Dimenticata in favore di interessi più incombenti?

Il nome di Romano Prodi, uscito dopo la reazione sdegnata di elettori e militanti piddini al candidato precedente, è sicuramente tre spanne migliore di quello di Marini ed è stato probabilmente fatto per mettere in crisi Scelta Civica e M5S. Missione fallita visto che la prima ha optato per la Cancellieri (no comment) e il secondo è rimasto fedele all'indicazione data dai 50.000 iscritti al Movimento (cosa assolutamente prevedibile).

Dopo il fallimento di Marini e di Prodi il Partito Democratico è allo sbando: prima la Bindi e dopo Bersani si sono dimessi e quel che accadrà è imprevedibile. Ora come ora gli scenari possono essere due: convergenza ancora col PDL su D'Alema o Amato oppure, finalmente, i democratici si decideranno a votare Rodotà facendo un favore al loro partito e soprattutto al Paese. Tuttavia come abbiamo imparato in questi giorni le sorprese non finiscono mai.
Certo è che se dovesse diventare Presidente D'Alema il PD alle prossime elezioni farà lo spettatore e la vittoria se la giocheranno PDL e M5S.

Vi lascio con un Travaglio particolarmente in forma:


martedì 9 aprile 2013

Il Parlamento può lavorare: PD, PDL e Lista Monti lo impediscono

Disinformazione dilagante. Incredibile.
Il MoVimento 5 Stelle chiede a gran voce la formazione delle commissioni permanenti per permettere al Parlamento di iniziare a legiferare anche senza un governo.

Le obiezioni a tale richiesta si sprecano, le scuse sono le più fantasiose. La più gettonata è che le commissioni devono rispecchiare la proporzione fra maggioranza ed opposizione e, nel contesto attuale, i due schieramenti non possono essere individuati.
BENISSIMO: basta leggere il regolamento della Camera dei Deputati, liberamente consultabile QUI  per accorgersi che le commissioni permanenti devono rispettare le proporzioni dei GRUPPI parlamentari già chiaramente formati. Da nessuna parte si parla di "maggioranza" o "opposizione".

Critica leggermente più logica ma comunque senz'altro infondata è quella che vorrebbe insegnare che le leggi, per essere promulgate, devono essere ovviamente firmate dal Presidente della Repubblica ma anche controfirmate dal Presidente del Consiglio dei Ministri ovviamente assente in quanto assente è anche un governo.
Giusto? Sbagliato! Un governo c'è: quello tecnico di Monti anche se dimissionario.

Un governo uscente si deve occupare degli "affari correnti", non è prassi che "firmi" nuove leggi (da qui la logica maggiore rispetto alla precedente obiezione), tuttavia non esiste DA NESSUNA PARTE un regolamento che lo vieti. Addirittura non esistono norme che elencano i compiti di un governo dimissionario se non quei generici "affari correnti" non specificati da nessuna legge. Non è un vuoto normativo, semplicemente si volle lasciare libertà al governo, anche se dimissionario, di agire con tutti i mezzi necessari in caso di emergenza.

Il Paese è in PIENA emergenza e il Parlamento può lavorare! PD, PDL e Lista Monti lo impediscono. Perchè?


lunedì 25 marzo 2013

Bersani con le spalle al muro

Siamo un Paese meraviglioso: in 7 anni, da quando il Porcellum è entrato in vigore (e subito criticato) ad oggi, nessun governo ha mai pensato di cambiare legge elettorale; ora la colpa dell'ingovernabilità del Paese è del Movimento 5 Stelle che "non si prende le sue responsabilità".

Il Partito Democratico ha messo in difficoltà il M5S sulle presidenze delle camere, in particolare, ovviamente, al Senato: ha infatti proposto Grasso, personaggio lontano dai vertici del partito che, fra l'altro, si contrapponeva all'incubo Schifani. Il senatore del M5S a quel punto si è posto una domanda: "posso permettermi di votare un candidato del MoVimento col rischio poi di far eleggere nuovamente Schifani?"
Diversi senatori evidentemente, alla domanda, si sono risposti di no, cadendo quindi nella trappola del PD. Una trappola perchè Grasso, seppur non paragonabile a Schifani, non è certo un santo così come è stato ben messo in luce da Travaglio non solo in questi ultimi giorni ma nell'ultimo decennio in diversi suoi lavori.

Tuttavia la discussione non sta sulla bontà o meno del neo presidente del Senato. Il punto è che il PD, in quel modo, è riuscito a mettere in difficoltà il M5S facendolo tentennare dalle sue fermissime posizioni.
Ottima manovra "politica" dei democratici quindi ma dove invece il partito di Bersani ha sbagliato di grosso?
Nel proporre otto punti che sono come un brodino di pollo quando sarebbero stati necessari potenti antibiotici.

Gli otto punti di Bersani sono acqua calda semplicemente perchè non poteva permettersi di fare scelte più coraggiose e radicali; ma qual è la conseguenze di questo dato di fatto? Che il M5S ha in questo modo ragione di rifiutare qualsiasi fiducia ad un governo PD non solo per una questione di coerenza ed immagine (come posso votare la fiducia ad un partito che massacro da anni?) ma anche per una questione meramente di contenuti di programma: troppo poco e si tralasciano punti che per il MoVimento 5 Stelle sono fondamentali.

Cosa sarebbe successo invece se il PD avesse aderito ai 20 punti del M5S? Alcuni punti in comune ci sono sia chiaro, ad esempio una legge sul conflitto di interessi: peccato che se poi si va a leggere la proposta dal partito di Bersani ci si accorge che questa fa letteralmente ridere (vedi QUI).
Come diavolo è possibile che il M5S voti la fiducia ad un governo che si basa su otto punti ridicoli? Stiamo scherzando? Quale elettore del MoVimento ha votato come ha fatto con l'aspettativa che questo si alleasse col PD su un programma basato sul nulla?

Il PD non ha messo in difficoltà il M5S scegliendo di proporre otto punti irricevibili dalla lista di Grillo e "pagherà" questa scelta alleandosi col PDL con il quale è stato in maggioranza per oltre un anno: per loro è meglio così; ci sono più punti in comune col partito di Berlusconi che con il MoVimento.
L'altra alternativa è votare nuovamente: i sondaggi danno il MoVimento vicino al 30%, non si sa mai che possa prendere il premio di maggioranza alla Camera e, al Senato, il PD possa "prendersi le sue responsabilità" e appoggiare un governo 5 stelle sulla base di quei famosi 20 punti facendo un favore al Paese, ai suoi elettori e al prestigio del Partito Democratico.


giovedì 7 marzo 2013

Malessere sociale e dissenso

Il malessere sociale è l'acqua e l'aria di ogni tipo di estremismo. Ciò che sta succedendo in Grecia è a dir poco inquietante: Alba Dorata, movimento neo nazista, ottiene sempre più consensi ogni giorno che passa. I suoi candidati parlano apertamente di trasformare gli immigrati in saponette minacciandoli di riaprire i forni.
A riguardo il Fatto Quotidiano dedica oggi un articolo: clicca QUI per leggerlo. 

Non è un post d'accusa verso i greci, ci mancherebe, la loro unica colpa è di aver avuto una classe politica corrotta addirittura più della nostra (non era facile). La ricerca della soluzione facile fa parte della natura umana: se mandiamo via gli stranieri la crisi passerà. Contateci.

Qui in Italia fortunatamente la situazione è radicalmente diversa: tutto il Paese dovrebbe essere grato al MoVimento 5 Stelle per aver circoscritto il dissenso nell'estremo rispetto dei principi fondamentali della nostra Costituzione che, invece, i partiti calpestano da sempre: l'Italia ripudia la guerra ad esempio, dice niente? Sembra una piccolezza ormai agli occhi dell'opinione pubblica; vorrei che fosse chiaro come il nostro Paese va tranquillamente all'estero ad ammazzare delle persone come noi. 
Il dissenso qui in Italia è inserito nel contesto politico pulito di un MoVimento progressista che crede in un valore ormai dimenticato: il rispetto del diverso. Rispetto per le altre religioni, per le altre razze, per i diritti degli omosessuali e via dicendo. Sempre senza dimenticare il rispetto per l'ambiente e per il diritto all'istruzione. 

Al posto di un 'grazie' tuttavia, i partiti da mesi giudicano il MoVimento 5 stelle come "fascista" o "comunista", a seconda da chi arriva la critica, senza ricordare minimamente cosa sia VERAMENTE fascista. Alba Dorata dovrebbe ricordarlo a tutti ogni giorno: nella patria della democrazia, la culla della nostra cultura, una forza politica neo nazista è entrata in Parlamento. Solo il pensiero mi fa rabbrividire. 

Un'altra cosa che non capisco sono le critiche ai ragazzi neo eletti, giudicati degli imbecilli per brevi parole di presentazione senza che gli siano stati concessi neanche due giorni di lavoro mentre, al contrario, si difende a spada tratta gente che lucra sulle nostre spalle da trent'anni. Mi chiedo chi sia veramente ottuso: chi ha paura di cambiare o chi prova a crederci nel cambiamento?


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