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giovedì 10 aprile 2014

Un altro favore alla mafia

Cronostoria della riforma del 416 ter (voto di scambio politico-mafioso): dal Senato esce un testo ferocemente criticato da Forza Italia.

Questo testo arriva alla Camera il 3 aprile, dopo l'incontro di Berlusconi (il condannato) e Napolitano (il Capo dello Stato che si guarda bene dal testimoniare al processo sulla trattativa Stato-Mafia) e, sarà un caso, ma la riforma viene affossata e privata di ogni suo significato grazie ad un emendamento della maggioranza: vengono ridotte le pene e vengono resi impunibili i politici che si "mettono a disposizione" della mafia prima di ottenere i voti. Questa volta Forza Italia applaude.

Vista la modifica, il testo è tornato oggi al Senato, dove, per la seconda volta nella storia della Repubblica, viene applicata la ghigliottina su richiesta di senatori del PD e di Forza Italia. Viene, in altre parole, interrotta la discussione impedendo all'opposizione.... di fare opposizione! (QUI il video). Un provvedimento chiaramente antidemocratico voluto dalle stesse persone che vanno in televisione a definire il M5S "fascista" e "squadrista". Come per la Boldrini, che applicò la ghigliottina per regalare 7,5 mld alle banche, la scusa è l'urgenza: "vogliamo che la legge sia pronta per le europee".

Ed è anche comprensibile perché con questa legge il voto di scambio sarà molto più facile. Complimenti.






mercoledì 20 novembre 2013

L'ipocrisia uccide e l'arte della chiacchiera

Come ho sostenuto poco tempo fa quando morirono circa 250 immigrati vicino alle coste di Lampedusa, l'ipocrisia uccide.

Questa volta a morire sono gli italiani, in Sardegna, a causa di una calamità naturale: sull'isola si è abbattuta, in una sola giornata, l'acqua di sei mesi. Siamo tuttavia sicuri che, la politica, tanto per cambiare, non abbia colpe? La cementificazione distrugge il territorio e la Sardegna non è certo diversa dalla Liguria in tal senso. E' veramente accettabile ascoltare, ancora una volta, parole tanto solidali quanto vuote, di quegli stessi politici che hanno promosso la cementificazione del territorio?

Non è sterile polemica o strumentalizzazione politica, si tratta di capire il perchè di tutte quelle morti: se in Afghanistan un soldato italiano perde la vita, io me la prendo con il politico che ce l'ha mandato inutilmente, non mi limito a dispiacermi. Poche cose sono casuali: ciò che è accaduto in Sardegna e alle Cinque Terre a suo tempo poteva essere evitato semplicemente evitando la cementificazione selvaggia del territorio e mettendo in sicurezza le aree a rischio, l'unica grande opera di cui l'Italia ha bisogno.

Le lacrime del giorno dopo mi ricordano tanto un episodio assai più banale e meno grave: le ferrovie dello Stato che ogni inverno vengono sorprese dalla neve provocando ritardi e soppressioni perchè, in effetti, la neve in inverno è sempre un episodio imprevisto. La natura ogni tanto "reclama il suo spazio", non possiamo sorprenderci ma, piuttosto, fare in modo che certi disastri non accadano più con politiche di gestione del territorio efficaci ed intelligenti.

A proposito di ipocrisia, un applauso a tutti i candidati alla segreteria del Partito Democratico che, in televisione, dicono che la Cancellieri si deve dimettere e, in Parlamento, insieme al proprio seguito, votano in direzione esattamente contraria. E' stata infatti respinta pochi minuti fa la mozione di sfiducia presentata dal Movimento 5 Stelle. Napolitano, sempre più un monarca, ha ordinato: "la Cancellieri deve rimanere al suo posto!" e, i servi, hanno votato di conseguenza a dispetto delle promesse e dei proclami. E' la loro arte della chiacchiera.



venerdì 25 ottobre 2013

Re Giorgio non si può nominare in aula

E' ciò che si evince dalla dalla seduta alla Camera di ieri quando, un deputato del M5S, ha osato criticare il Presidente della Repubblica per aver convocato al Quirinale la maggioranza per parlare della legge elettorale. Perchè solo la maggioranza? E soprattutto: la legge elettorale non è forse competenza del Parlamento?

Alessandro di Battista (M5S) commenta così l'accaduto:

"Quel che e' accaduto oggi in aula e' intollerabile in una Repubblica parlamentare. Il collega Manlio Di Stefano (vedere video) fa un intervento legittimo sul Capo dello Stato. Lo critica duramente ma correttamente. La Presidente Sereni (PD) si comporta in modo parziale, piu' realista del Re Giorgio, censura, toglie la parola, mente (quando dice "ha finito il tempo" al secondo 48 quando si hanno 2 minuti negli interventi di fine seduta). Al momento della censura il gruppo del M5S, compatto, ha protestato sonoramente costringendo la Presidente a tornare sui suoi passi e ridare la parola al collega Di Stefano che conslude il suo fastastico intervento. Nel mentre Enzo Lattuca, deputato PD, aggrediva fisicamente e verbalmente la collega del M5S Maria Edera Spadoni, prima firmataria della Convenzione di Istanbul sulla violenza sulle donne, dimostrando un atteggiamento da squadrista di bassa categoria. Tutta questa bagarre nasce dal fatto che ormai, in questa legislatura dell'inciucio e della "rielezione", Presidenti di Camera e Senato ritengono il Presidente Napolitano innominabile e non criticabile. Ma dove siamo in dittatura? Se pensate di intimorire sappiate che state ottenendo l'opposto: state rafforzando i cittadini nelle Istituzioni. Presto andrete a casa e certi atteggiamenti da fine regime saranno soltanto un brutto ricordo. Invadete la rete con queste informazioni! Tutti devono sapere."

L'accaduto è veramente allucinante: la Presidente Sereni legge l'art.90 della Costituzione volendo in tal modo "istruire" i deputati che protestavano; peccato che tale articolo non impone in nessun modo il divieto di critica verso il Presidente della Repubblica. Questo dopo aver mentito ("ha finito il tempo") e dopo essersi arrogata il diritto, illegittimo, di suggerire cosa dire o non dire a un deputato della Repubblica che esercita la sua funzione nei limiti della legge e dei regolamenti.

Ecco il video:


venerdì 11 ottobre 2013

Piano Carceri del M5S e Reato di Clandestinità. Il Grillo fuori luogo.

Napolitano ha dimostrato di non essere un Presidente della Repubblica degno di tal ruolo dicendo, del Movimento 5 Stelle, che se ne frega dei problemi del Paese. Il Movimento si è infatti macchiato della grave colpa di aver avuto sospetti, assolutamente legittimi, sulla possibilità di un indulto volto a favorire la situazione del condannato più celebre d'Italia e, probabilmente, del pianeta.

Il Movimento 5 Stelle in questi mesi ha presentato diversi provvedimenti volti a migliorare le condizioni dei detenuti italiani; il Movimento è dunque ben consapevole del problema ma, probabilmente, il tutto è avvenuto a insaputa del presidente della Repubblica. Per rinfrescargli la memoria è stato consegnato al Quirinale un piano carceri che non comprenda amnistie o indulti (clicca QUI per vedere la conferenza stampa in cui lo si illustra) i quali sono provvedimenti inutili così come ben dimostrato dall'indulto di pochi anni fa. Dopo un anno saremmo infatti punto e a capo.

Strettamente correlato all'emergenza carceri è il problema del reato di clandestinità che, grazie al M5S, potrebbe essere abrogato. Il reato di clandestinità esiste anche in altri Paesi europei, peccato che da noi comporti una serie di norme assurde... fra queste l'obbligatorietà dell'azione penale che ha sovraccaricato un sistema giudiziario già messo a dura prova.

L'emendamento del M5S, approvato in commissione giustizia, potrebbe porre la parola fine su una legge assurda e rappresenta una vittoria per il Movimento stesso celebrata la sera stessa sul blog di Beppe Grillo con un post firmato da "M5S Senato". A rovinare l'atmosfera ci pensa proprio Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio pubblicando un post in cui si attacca duramente questa iniziativa dichiarandosi in disaccordo nel merito e nel metodo (in quanto non sarebbe stata approvata dall'assemblea) e dicendo che, se tale punto fosse stato inserito nel programma, il Movimento avrebbe preso percentuali da "prefisso telefonico".

Inutile sottolineare come questo post sia ridicolo alla luce del risultato ottenuto. Il disaccordo sul metodo ci può anche stare ma era veramente necessario pubblicarlo sul blog? Grillo si lamenta, quasi sempre a ragione, del trattamento ingeneroso dei media verso il Movimento; ebbene questi media non aspettano altro che un post del genere per attaccarlo, era necessario fornigli assist? Spesso sarebbe utile alzare il telefono ed essere più presenti, così come indicato da Alessandro di Battista.

Ciò che veramente è inconcepibile è il disaccordo sul merito giustificandolo con la frase "se fosse stato nel programma avremmo preso percentuali da prefisso telefonico". L'abolizione di tale reato, o almeno la radicale riformulazione, è talmente giusta che pone un interrogativo ben più profondo sugli obiettivi a lungo termine del Movimento 5 Stelle: è veramente giusto aspirare alla piena democrazia diretta? Partecipazione maggiore è ovviamente auspicabile e obbligatoria per una democrazia che voglia definirsi sana ma una democrazia diretta imporrebbe che il popolo prenda decisioni che difficilmente potrebbero essere corrette in certi contesti.

Il reato di clandestinità è fra questi perchè la sua abolizione viene interpretata, da molti, come un invito agli emigranti di tutto il globo a venire da noi quando, i più informati, sanno benissimo che non è così. Per fare un altro esempio: quanto sarebbe facile per il popolo legalizzare la pena di morte in seguito ad un reato particolarmente grave e cruento? La persona lucida sa benissimo che non è eticamente corretto legalizzarla, il popolo non è in grado. E' proprio il concetto della democrazia rappresentativa: scelgo un delegato, di comprovata onestà e competenza, che possa rappresentarmi e prendere decisioni che, da solo, non sarei in grado di prendere. Il problema dell'Italia è che questi delegati si chiamano Gasparri e via dicendo.

E' un discorso veramente interessante ma, per ora, vi saluto con un Travaglio particolarmente efficace nel spiegare il problema carceri.


domenica 29 settembre 2013

Il Padrone ordina e c'è la crisi di governo

I ministri del PDL del governo Letta si dimettono per volere del loro padrone e il governo va in crisi. E' l'inevitabile epilogo di un governo vergognoso che in eredità ci ha lasciato:

- 2 miliardi di euro di condono per le slot machine;
- altri miliardi di F35;
- IMU abolita per poter far dire a B. di aver mantenuto le sue promesse (fa niente se ci sarà la Service Tax, lui dirà che ha mantenuto la parola e il gregge lo seguirà);
- aumento dell'IVA che rende vane tutte le porcate di quell'altro fenomeno di Mario Monti.

Questo il breve riepilogo di sei mesi di governo PD-PDL. Li voterete ancora??? Siete soddisfatti???

Per l'ennesima volta una legislatura formata da PD o PDL non riesce a cambiare legge elettorale. E' evidente che questa legge elettorale fa comodo ai partiti: le segreterie possono scegliere liberamente le liste favorendo in tal modo accordi sottobanco e la compravendita di parlamentari promettendo sicure rielezioni. Il signor Razzi, vecchio "responsabile" ed ex Italia dei Valori è stato premiato da Berlusconi per la sua lealtà nel 2011 con la rielezione in questa legislatura. Per chi ancora non sa chi sia questo fenomeno può tranquillamente visionare QUESTO video.

Giachetti, un parlamentare del Partito Democratico, aveva per la verità presentato una mozione in cui si chiedeva di abolire il Porcellum in favore della precedente legge elettorale (Mattarellum) che non era la perfezione ma nemmeno una tale schifezza. A votare a favore sono stati sono stati solo i parlamentari del M5S e il firmatario della mozione. Anche i democratici hanno votato contro nel silenzio generale della stampa e della televisione.

Gli stessi che hanno votato contro in aula sono poi i fenomeni che ci ritroviamo nei talk show a sottolineare l'importanza di cambiare la legge elettorale. E gli italiani ancora che gli credono.

Come evidenziato da Di Maio (M5S) una legge elettorale si può cambiare anche senza governo, o meglio, col governo dimissionario, in appena due settimane. C'è la volontà di farlo? E' evidente che la risposta sia no. C'è anche il pericolo che un Parlamento di tale composizione potrebbe partorire qualcosa di ancora peggiore rispetto al Porcellum (è ciò che teme Grillo come sottolineato nel suo blog) ma andare a votare nelle medesime condizioni di pochi mesi fa renderebbe probabile una situazione di stallo analoga alla presente legislatura se gli italiani non smettono di votare PD e PDL.

Sarebbe stato utile che il sig. Napolitano sei mesi fa, visto che comunque il mandato al M5S non voleva darlo perchè sono brutti e cattivi, dicesse "Non c'è una maggioranza, sapete che c'è? Ora do il mandato a una figura super partes per un governo con il solo compito di fare una nuova legge elettorale, dopo torniamo a votare e mi dimetto". Ecco cosa avrebbe dovuto fare invece di appoggiare queste larghe intese (o larghe vergogne). Questo disastro è diretta responsabilità del nostro amato Presidente della Repubblica e per questo motivo mi aspetto le dimissioni.

L'ipotesi ventilata di un Letta bis fa semplicemente inorridire perchè alle parole e alle promesse preferisco sempre guardare ai fatti. Questi mi parlano di un Letta e di un Partito Democratico sottoposto al volere di un pregiudicato: dovrei essere felice di essere governato da questa gente? Ai ricatti si risponde ribaltando il tavolo, perchè il PD non l'ha fatto? Perchè Napolitano ha avallato tale situazione? Piuttosto che Letta è meglio piuttosto: subito al voto con tutti i rischi che esso comporta visto che la legge elettorale non la vogliono cambiare e speriamo che il M5S finalmente trionfi. Alla fin fine i sondaggi lasciano il tempo che trovano (il penultimo di Ballarò è stato fatto chiamando 10.200 persone e di queste, solo 800 hanno risposto: è un sondaggio affidabile?).





sabato 21 settembre 2013

Napolitano si schiera con B.

Sarà lo stress imposto dal suo ruolo, sarà l'età, sarà che indipendentemente da essa è uno dei peggiori Presidenti della Repubblica della nostra storia... ciò che è certo è che Napolitano ha passato di gran lunga il segno. Lo aveva già fatto firmando qualsiasi porcata venisse in mente a Berlusconi durante il suo governo e a maggior ragione lo fa oggi quando si schiera dalla parte della politica nello scontro istituzionale che sta vivendo il Paese fra politica e magistratura.

Uno scontro che, è bene specificare, è composto da politici che rubano e magistrati che tentano di trattarli come tutti gli altri cittadini italiani. E' questo il cosiddetto scontro istituzionale e ha per protagonista indiscusso Silvio Berlusconi. Napolitano si schiera platealmente con quest'ultimo invocando una riforma della giustizia e dicendo ai magistrati di avere "senso del limite". Per la verità, da un lato, Napolitano invoca anche rispetto per i magistrati ma dall'altro è chiaro come determinate parole nel clima che stiamo vivendo in questi giorni sembrano più che altro una legittimazione delle proteste del PDL che, in qualunque Paese civilizzato, sarebbero considerato eversive.

Gli unici a indignarsi sono come al solito i parlamentari del M5S che invocano le dimissioni. Il PD, al solito, è un sonnambulo che esprime solo commenti di circostanza e il PDL, al discorso di Napolitano, ovviamente risponde esultando. La Santanché dichiara: "anche Napolitano si sta accorgendo della malattia della giustizia".

Mi chiedo quando gli italiani si accorgeranno della "loro" di malattia.


venerdì 13 settembre 2013

Cronache di Ordinaria Follia: Amato alla Corte Costituzionale, deputati del M5S sospesi e Rimborsi Elettorali

Giuliano Amato è il nuovo membro della Corte Costituzionale, giusto riconoscimento ad una carriera piena di successi: amicone di Craxy e apprezzato da Berlusconi, Napolitano nel nominarlo, avrà tenuto sicuramente conto della bellissima idea del suo amichetto che, in una nottata del 1992, invece di dormire, pensò bene di effettuare un prelievo forzoso da ogni conto corrente. La nomina di Amato, famoso più per la sua pensione dorata che per quel che ha dato al Paese lascia quantomeno perplessi ma direi che è una costante della presidenza di re Giorgio.

Bisogna tuttavia stare tranquilli perchè a vigilare sul rispetto delle regole c'è la Boldrini inflessibile a punire quei criminali del Movimento 5 Stelle che hanno occupato il tetto di Montecitorio per srotolare uno striscione con la frase eversiva "la Costituzione è di tutti". Non mi si fraintenda: i gesti di disobbedienza civile infrangono, per definizione, qualche regola e bisogna accettarne le conseguenze; lascia tuttavia l'amaro in bocca vedere sospesi per 5 giorni 12 deputati del M5S e ancora comodamente seduto sulla sua poltrona un condannato per frode fiscale che ha rubato 300 milioni di euro alla collettività.

Insomma se difendi la Costituzione vieni punito, se frodi il fisco non c'è problema. E' un paradosso che non si può accettare con leggerezza.

A proposito di paradossi: la legge per abolire il finanziamento pubblico ai partiti, nonostante i proclami di Letta diffusi a intervalli regolari, trova un nuovo rinvio. Ricordo che ad essi si può rinunciare anche senza legge così come ben dimostrato dal Movimento 5 Stelle e che a luglio i partiti, ad una mozione del Movimento stesso per sospendere i pagamenti in attesa della legge, hanno votato NO.


venerdì 5 luglio 2013

Chiacchiere vs Fatti

Mentre il governo PD-PDL perde tempo dietro alle condanne di padron Berlusconi, rinviare una tassa (imu) per poi aumentarne altre (irpef, rifiuti e benzina) e promettere tagli ai costi della politica sempre e solo a parole c'è chi in Parlamento decide di agire di propria iniziativa senza che nessuna legge imponga alcunché:

i parlamentari del Movimento 5 Stelle infatti, restituiscono allo Stato italiano più di un milione e mezzo di euro ricavati dai loro stipendi e dalla diaria non utilizzata. Tale somma va ad aggiungersi ai 42 milioni di euro di rimborsi elettorali che il Movimento ha deciso di non riscattare nonostante, secondo la legge, ne avesse diritto.

Credo che un italiano con pensiero critico abbia il dovere morale di chiedersi perchè gli altri partiti e gli individui che li compongono non possano fare il medesimo gesto.

Neppure però si può puntare il dito sul governo Letta dicendo che stia con le mani in mano, il governo infatti risulta attivissimo: opportunamente mascherato da "Consiglio supremo della Difesa", formato appunto da una serie di ministri con l'aggiunta del Capo di Stato Maggiore della Difesa e del Presidente della Repubblica che lo presiede, ha deciso che il Parlamento non può porre veti sull'acquisto degli F35.
A decidere insomma è il solo esecutivo.

Il nostro status di sudditi degli Stati Uniti d'America, che nel frattempo perde tempo pure a spiare le nostre ambasciate, insieme ad un apparato militare offensivo che in virtù della nostra costituzione nemmeno dovrebbe esistere, conta più del benessere del popolo italiano. Decine di miliardi di euro buttati nell'acquisto di questi cacciabombardieri che, fra l'altro, sono pure difettosi.

A portare fino in fondo questa scelta è il governo del partito unico PD-PDL. Se fossimo in un Paese normale i loro elettori ne terrebbero pesantemente conto ma credo che essi preferiranno guardare con odio allo scandalo della mancanza di democrazia nel Movimento 5 Stelle mentre, a loro insaputa, i partiti che hanno votato espellono attivisti a giorni alterni e con l'esecutivo che hanno formato rendono il Parlamento un contenitore vuoto ed inutile con il solo compito di avvallare i suoi decreti legge.



venerdì 3 maggio 2013

Il Pensiero Unico

Voglio tornare allo spinoso problema dell'informazione perchè, ahimè, in Italia è sempre attuale.

Freedom House è un'organizzazione non governativa che misura la libertà democratica di ciascun paese con indici ritenuti affidabili nell'ambito della ricerca in scienze politiche.
Questa ONG definisce l'Italia "Paese parzialmente libero" per quanto riguarda la libertà di stampa con la seguente motivazione: "crescenti tentativi del governo di interferire con la politica editoriale dei mezzi di comunicazione pubblici".

Il riferimento lampante ha un nome e un cognome: Silvio Berlusconi. Egli possiede televisioni che arrivano su tutto il territorio nazionale e, in più, un giornale. Come se non bastasse, quando è al governo, può interferire pesantemente sulla tv pubblica e sull'editoria tramite il finanziamento pubblico al settore.

Il finanziamento pubblico all'editoria è in questo senso un cancro: spesso partorisce un pericolosissimo pensiero unico come nel caso della rielezione di Napolitano. E' forse un caso il clamoroso successo de "Il Fatto Quotidiano"? Giornale che non prende finanziamenti pubblici e che rappresenta spesso e volentieri l'unica voce fuori dal coro? Evidentemente le persone ne sentivano l'esigenza.

Ed è forse un caso il successo del tg di La7? Non certo un esempio di limpidezza e indipendenza ma che è comunque un telegiornale che le notizie prova a darle.

L'informazione non è un tema secondario, è fondamentale: dall'informazione nascono le intenzioni di voto e dal voto il nostro destino. Berlusconi è stato il primo a capirlo e ne raccoglie ancora oggi i frutti anche grazie ad un centrosinistra complice da vent'anni. In questo senso epica la dichiarazione di Violante alla Camera nel 2003: "L'onorevole Berlusconi sa per certo che gli è stata data la garanzia piena, non adesso ma nel 1994, che non sarebbero state toccate le televisioni".

L'informazione distorta fa in modo che passi il messaggio per il quale Beppe Grillo sarebbe colpevole della sparatoria a Palazzo Chigi di Preiti. E' consapevole volontà di strumentalizzare un fatto grave per interessi politici. Aldilà di quel che si possa pensare di Grillo, incolparlo di ciò che è accaduto è come incolpare Rambo per le guerre nel mondo e prendersela con i videogiochi violenti per il bullismo.
Se proprio si voleva parlare di figure politiche che incitano alla violenza, un'informazione equa e corretta, avrebbe dovuto citare oltre a Grillo, ad esempio, il dito medio di Gasparri ai manifestanti e gl inviti ventennali della Lega Nord a "imbracciare i fucili" sempre pronti a fomentare l'odio fra nord e sud Italia.

A proposito di informazione distorta, ecco cosa voleva veramente il PD dal M5S subito dopo le elezioni... una di loro ha confessato. Il M5S cerca di spiegarlo da mesi ma evidentemente il messaggio non è arrivato ugualmente...


Infine un video di Travaglio dove parla appunto della stampa del pensiero unico:


domenica 21 aprile 2013

Re Giorgio rieletto Presidente della Repubblica

Se nel mio post precedente denunciavo il suicidio politico del Partito Democratico attraverso le sue scellerate scelte sui candidati al Quirinale, quest'oggi cerco di analizzare la sua scelta finale. Dico "cerco" perchè per me è obiettivamente difficile farlo data la rabbia, delusione ed amarezza; tutti sentimenti che buona parte del popolo italiano condivide.

L'elezione di Napolitano era assolutamente inattesa dato che proprio quest'ultimo, il 14 aprile, aveva pronunciato le seguenti parole: "Non mi convinceranno a restare. Mia elezioni non è soluzione e sarebbe al limite del ridicolo".
Il nuovo mandato di Napolitano ha il medesimo significato che avrebbe avuto l'elezione di Marini: la scelta ponderata del Partito Democratico di fare un governo con il PDL.
Con Napolitano sarà infatti finalmente possibile, in un modo o nell'altro. Ci potrà essere un finto governo tecnico appoggiato in Parlamento da Pd, Pdl e Scelta Civica o addirittura un governo più politico con ministri pescati da una parte e dall'altra. Era questo l'obiettivo fin dall'inizio e per arrivarci si è arrivati a creare un caso unico nella storia della Repubblica: la rielezione del Presidente uscente.

La scelta scartata dai democratici si chiama Stefano Rodotà i cui consensi sono andati ben oltre il M5S: un largo appoggio e dichiarazioni di stima da parte del popolo italiano che, impotente, ha dovuto assistere al suo svilimento. Non conta niente l'opinione degli italiani; per i leader del Partito Democratico non contano nulla neppure i loro militanti tant'è vero che la Finocchiaro su di loro si è espressa in questo modo: "Ma chi è questa gente? Cosa vogliono?"

Quando l'elezione di Napolitano si faceva sempre più vicina la piazza si è riempita autonomamente, anche prima dell'appello di Beppe Grillo di scendere in piazza. I militanti del PD hanno strappato le loro tessere come a voler rispondere alla Finocchiaro sorda alle loro proteste. La rabbia è continuata a crescere e forse le parole di fuoco di Grillo che ha denunciato un colpo di stato sono state eccessive in una situazione così delicata tant'è che in seguito ha rinunciato a presentarsi a Montecitorio. Quel che è certo è che se di colpo di stato si vuole parlare questo è già avvenuto nel momento in cui la nostra democrazia rappresentativa ha smesso di rappresentare il popolo italiano.

Sono state bellissime le immagini dei parlamentari del M5S in piazza a parlare con le persone, a cercare di calmare una folla eterogenea. Vito Crimi ha dovuto subito chiarire che non era li come rappresentante del Movimento, la piazza non aveva infatti colori politici: tantissimi 5 stelle certamente ma anche piddini (giustamente i più inferociti), militanti di SEL, addirittura fascisti di forza nuova. Non un uomo dei partiti che hanno accettato lo scempio della rielezione di Napolitano ha avuto il coraggio di uscire e spiegare la propria scelta; forse perchè, evidentemente, una spiegazione accettabile non esisteva e, ancora una volta, avevano paura dei propri elettori. Come se fosse una cosa normale.

Non so se il Partito Democratico sopravvivrà a queste giornate: hanno compiuto un suicidio politico che potrebbe addirittura formalizzarsi in una o più scissioni. In ogni caso, quel che è certo, a meno di clamorosi stravolgimenti, è che alle prossime elezioni staranno a guardare la vittoria del PDL o del M5S con il primo drammaticamente favorito da un leader che mette d'accordo tutti. Il PDL è Silvio Berlusconi, senza di lui il partito non esiste. Il PD poteva condannare l'eterno nemico a 7 anni di Stefano Rodotà che non avrebbe accettato una parola, un atto, un decreto legge che andasse contro l'etica e la morale della nostra Costituzione, altro che ipotesi di farlo senatore a vita, ipotesi di una grazia o semplice omertà com'è sempre stato fino ad oggi. Sarebbe stata la sua fine, invece i democratici hanno scelta in piena autonomia di salvarlo, dargli un'importante voce in capitolo nel prossimo governo e spingerlo alla vittoria nelle prossime elezioni.

Complimenti, quest'oggi siete stati il peggior nemico del nostro Paese.


lunedì 1 aprile 2013

Napolitano Presidente indegno e gli errori del M5S

L'atto finale di Giorgio Napolitano chiude in modo incolore un intero mandato che definire indecoroso è fargli un complimento.

Credo sia interessante ripercorrere le prodezze del nostro Presidente.
Iniziamo con la serie di provvedimenti vergogna firmati senza battere ciglio:

  • il Lodo Alfano che, ricordo, prevedeva la sospensione dei processi penali per le alte cariche dello Stato. Napolitano la firmò senza nessun problema; venne poi abrogata nell'ottobre del 2009 dall'ovvia decisione della Corte Costituzionale che ritenne la legge, appunto, incostituzionale. Giorgione non ci poteva arrivare da solo?
  • lo Scudo Fiscale che fece rientrare capitali dall'estero per un totale di 80 miliardi (contro i 300 stimati inizialmente); un modo come un altro per permettere il riciclaggio di denaro sporco e, per di più, con un imponibile veramente ridicolo;
  • alle elezioni regionali del 2010 vennero escluse per irregolarità le liste del PDL nel Lazio e in Lombardia: Napolitano pensò bene di firmare in una notte un decreto legge del governo (devo veramente ricordare di che colore era?) per riammettere le liste escluse;
  • dopo il Lodo Alfano il PDL tenta nuovamente di proteggere il proprio leader con una legge sul legittimo impedimento nel presentarsi ai processi per il capo del governo e i suoi ministri; nessun problema: Giorgione la firma. La Corte Costituzionale la boccia nuovamente (anche se solo in parte).
Questi ovviamente sono solo i più eclatanti, ce ne sono diversi altri. Sia chiaro: so benissimo che se il Parlamento ripresenta nuovamente una legge, dopo un primo rifiuto, il Presidente della Repubblica sarebbe comunque obbligato a firmare ma esercitare con dignità il proprio mandato vuol dire anche saper alzare la voce quando l'etica e la morale vengono calpestati ad uso esclusivo di una parte politica o, come nel caso dello scudo fiscale, vengono calpestati i valori di giustizia e onestà che dovrebbero animare l'intero Paese.

Alle firme vergognose si aggiungono poi comportamenti non sempre irreprensibili. Vogliamo veramente parlare della recentissima invasione di un tribunale da parte degli eletti del PDL? Ne ho parlato diffusamente QUI. Napolitano ha reagito dicendo di capire la preoccupazione del partito. Il Presidente della Repubblica capisce un atto eversivo contro il potere giudiziario dello Stato. Incredibile.

Inoltre la complicità con il governo Monti è, a parer mio, di per sé un crimine. Ma mi rendo conto che questo è un parere strettamente soggettivo (anche se gli indicatori economici sono oggettivi) e non è questo il momento per approfondire tale tema.

Arriviamo infine alla formazione del nuovo governo: il mandato esplorativo di Bersani è un fallimento e Giorgione decide di nominare una lista di saggi! Sara Nicoli del Fatto Quotidiano li ha descritti alla perfezione:
"Sono nomi che rappresentano gli assi portanti di quell’antico sistema politico e istituzionale che ha portato l’Italia nel baratro in cui si trova oggi. Lentamente ma sistematicamente. E adesso siamo di nuovo nelle loro mani."

QUI l'articolo completo.

La risposta di Napolitano alla voglia di cambiamento espressa dal Partito Democratico (solo a parole) e dal M5S (con i fatti) è un governo "pseudo tecnico" che potrà essere appoggiato solo da un inciucio PDL-PD-Monti che, alla fine, è proprio ciò che speravano tutti, M5S compreso per chiarissimi motivi.

Il MoVimento ha fatto, a parer mio, diversi errori:
  • la comunicazione: il capogruppo non può dichiarare una cosa, essere smentito da Grillo e poi ritrattare il tutto in poche ore (mi riferisco in particolare, ma non solo, alla vicenda della votazione per il Presidente del Senato). Mettiamoci d'accordo e cerchiamo di capire chi comanda veramente: la mancanza di una struttura organizzativa che, a livello locale è ininfluente, è in Parlamento un grosso handicap rispetto agli altri partiti che possono permettersi di pianificare strategie chiare (o almeno provano a farlo);
  • il no a priori al PD: un approccio diverso avrebbe anche potuto significare esiti diversi al mandato esplorativo di Bersani. Il M5S avrebbe dovuto dire: "se mi garantite l'attuazione dei miei 20 punti io ti do la fiducia". Non mi si fraintenda, gli otto punti invece proposti da Bersani erano e sono tuttora giustamente irricevibili dal MoVimento: il PD non ha provato nemmeno a mettere in difficoltà il M5S proponendo punti VERAMENTE condivisibili ma la percezione diffusa è stata: "no a priori perchè siete il PD". Se da un lato è sinonimo di coerenza non allearsi con un partito diretto responsabile del baratro in cui ci troviamo e che è stato attaccato per tutta la campagna elettorale dall'altro lato ha creato una visione distorta della realtà: "il M5S non ha dato la fiducia e per questo ci ritroveremo un inciucio o nuove elezioni". Insomma si doveva fare in modo che fosse il PD a dire no e non viceversa, la percezione doveva essere: "il M5S ha fatto una proposta di 20 punti che il PD ha rifiutato";
  • l'ultimo errore è stato rilevato da Marco Travaglio negli ultimi giorni e condivido appieno le sue osservazioni: perchè diavolo il M5S non ha proposto una lista di nomi (esistono personalità importanti non legate ai partiti o alle banche!!!) che avrebbero accettato di supportare da dare a Napolitano. Anche qui non mi si fraintenda: Giorgione poteva benissimo fare una lista di nomi DEGNI autonomamente senza gli assist del MoVimento ma di nuovo in questo modo si è creata un'altra visione (stavolta distorta solo in parte) della realtà: "il M5S non ha presentato nessun nome, colpa sua" mentre sarebbe dovuto essere: "il M5S ha proposto nomi importanti ma Napolitano li ha rifiutati preferendo dare spazio ai vecchi partiti".
Ovviamente l'operato del M5S finora va anche valutato al netto delle cose belle che già ha fatto:
  • il rifiuto dei rimborsi elettorali, si parla di circa 42 milioni che rimarranno nelle tasche della collettività, quale altro partito può dire di fare altrettanto?
  • autoriduzione dello stipendio (comunque ottimo) fino ad un totale di 5.000 euro lordi;
  • l'opposizione alla creazione del gruppo parlamentare di "Fratelli d'Italia" che costerà 400.000 euro in più all'anno (soldi nostri ovviamente) invece avvallata da tutti gli altri partiti; ricordo che per formare un gruppo ci vogliono 20 persone, i deputati di Fratelli d'Italia sono 9 e sarebbero dovuti confluire nel gruppo misto;
  • martedì sarà proposto un taglio da 42 milioni di euro ai costi della politica; vedremo chi sarà a favore e chi contro.
Senza contare il cambiamento dell'agenda politica che il M5S con il suo successo ha imposto ai partiti: per fare un paio di esempi, ha obbligato il PDL a mettere nel programma l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti (anche se ovviamente la sua realizzazione da parte di quel partito è credibile come l'esistenza di Babbo Natale), ha imposto al PD di proporre candidati alle presidenze delle camere lontani dai vertici di partito spingendoli, una volta eletti, a decurtarsi pesantemente lo stipendio; tutti temi che, senza il M5S, probabilmente non sarebbero mai stati toccati.

Insomma, l'operato fin qui è degno di nota: direi che al netto degli errori i ragazzi del M5S con tutta la loro inesperienza e, a volte, ingenuità, sono il meglio che questa legislatura può offrire.
Spero inoltre, in questo mio lunghissimo post (me ne scuso, per il futuro starò più attento), di aver ben sottolineato perchè ritengo che Napolitano sia stato un PESSIMO Presidente della Repubblica.




mercoledì 13 marzo 2013

Napolitano indecente

Giorgio Napolitano non conosce vergogna. Non ho nemmeno fatto tempo a parlare bene di lui in occasione dell sua dura reazione alle parole di Steinbrueck che, recentemente, ha giustificato un plateale attacco al potere giudiziario dello Stato.

Ma veniamo ai fatti (estremamente riassunti): Berlusconi non si presenta in aula per uno dei suoi numerosi processi a causa di un ricovero; il tribunale decide di controllare e, inizialmente, nega il legittimo impedimento.
A quel punto l'intero PDL insorge: tutti gli eletti si precipitano in tribunale e lo invadono.

In qualsiasi Paese civile un atto simile sarebbe considerato eversivo e pericoloso, invece, in Italia, il Presidente della Repubblica, dice di capire la preoccupazione del PDL.

Ora, non bisogna per forza essere dei letterati con cinque lauree per capire che, indipendentemente dal caso specifico, un attacco diretto al potere giudiziario dello Stato è qualcosa che si può vedere solo nelle aspiranti dittature: la rigorosa divisione e indipendenza dei poteri sta alla base del moderno "Stato di diritto". Queste ultime non sono parole dette a caso ma le fondamenta stesse della nostra società.

Sarei sollevato se sapessi che tutti coloro che hanno partecipato a quella bieca manifestazione sono in malafede; tuttavia ho quasi la certezza (atroce) che ci sia veramente qualcuno che crede alla storiella delle toghe rosse e della magistratura criminale. E' vero che la giustizia in Italia ha dei difetti, ma fra questi non rientra certamente quello di perseguitare i leader politici, al massimo è il contrario: è B. che fa stalking alla magistratura.

Chi vuol capire come si viva sotto un potere esecutivo onnipotente così come lo vorrebbe B. apra qualche buon libro di storia e cerchi sotto la voce "dittatura".


martedì 4 settembre 2012

TAV e intercettazioni, temi di berlusconiana memoria

Agosto è finito e, con esso, si spera anche il soporifero clima politico che ha avvolto il paese.
Le novità sono pressoché zero, il che, visti i precedenti, è anche un bene: significa che il governo tecnico non ha fatto altri danni!

Tuttavia la stampa i giornali li deve pur riempire ed ecco che, ad esempio, troviamo Libero che ci delizia con una foto di Beppe Grillo che fa il saluto fascista. Peccato che la foto sia tratta da un film, e questi giornalai l'hanno spacciata per vera. Complimenti!
Questo è ovviamente solo uno degli innumerevoli episodi che vedono protagonista Grillo o il Movimento 5 Stelle sui giornali. Il 95% delle volte si tratta di falsità, ennesima conferma di come televisioni e giornali siano solo emanazioni del potere dei partiti, tutti interessati ad attaccare il Movimento.
Per fare un altro esempio, il Corriere ha caricato sul suo sito web un video in cui Grillo avrebbe fatto affermazioni xenofobe e razziste, peccato che abbiano tagliato una parte di video distorcendo contenuti ben diversi da quelli che hanno voluto far apparire.

Per il resto il Paese continua sui soliti inutili temi: il TAV! Oggi Mario Monti si è detto felice che il prossimo incontro bilaterale con Hollande avverrà a Lione per dare un segnale forte della volontà di Italia e Francia di costruire quell'abominio di ferrovia. Dell'argomento ne ho parlato ampiamente più di un anno fa e i motivi per cui l'alta velocità NON si deve fare non sono cambiati di una virgola (QUI i dettagli).
Fa comunque piacere capire qual è la priorità di questo governo: TAV e intercettazioni mentre la gente arranca per sopravvivere (non vivere).

Già le intercettazioni, il tormentone di berlusconiana memoria torna in voga in difesa del Quirinale che ospita, fortunatamente ancora per poco, uno dei peggiori presidenti della Repubblica che questo Paese abbia mai visto.
Con Berlusconi era il Presidente del "firmo qualunque legge mi mettano sotto al naso", oggi con Monti è il Presidente frignone del "sono stato intercettato buuuu".
Scherzi a parte, chi non ha niente da nascondere non avrebbe nulla da temere. L'ostentazione nel nascondere i contenuti di quella telefonata è invece motivo di sospetto.


mercoledì 23 novembre 2011

Napolitano a ruota libera: cittadinanza ai figli degli immigrati

Caduto Berlusconi, Napolitano si è probabilmente sentito libero di esprimere più liberamente il proprio pensiero su temi delicati. In particolare ieri, ha dichiarato che trova assurdo non concedere la cittadinanza italiana ai figli di immigrati nati in Italia.

In effetti, stavolta, tutti i torti non li ha. Se un bambino nasce in Italia perchè dovrebbe avere la cittadinanza, per esempio, albanese? Lo si spieghi all'Albania, ci riderà dietro. Ci sono migliaia di figli di immigrati che non sono tali e non sono nemmeno italiani. Cosa sono? Persone che pagano le tasse ad un Paese che non li riconosce come suoi figli. Assurdo.

Neanche a dirlo, la Lega Nord è in rivolta e Calderoli annuncia le barricate in Parlamento. Da buon ex fascista, La Russa segue a ruota, dicendo che questi sono gli argomenti giusti per far cadere il governo Monti e andare dritti alla urne.

In che mani siamo...


domenica 6 novembre 2011

La rivoluzione di Santoro tra una maggioranza che non esiste più

Martedì si tornerà a votare in aula il rendiconto dello Stato già bocciato l'11 ottobre alla Camera e i numeri per porre la fiducia sull'atto non ci sono. Secondo Verdini, non l'ultimo arrivato nel PDL, la maggioranza conta 306 membri dopo le numerose defezioni degli ultimi giorni, numero non sufficiente a definire la maggioranza tale.

L'appello di Napolitano di salvaguardare la credibilità dell'Italia evitando una imbarazzante bocciatura del rendiconto di Stato potrebbe, paradossalmente, essere un salvagente per il governo, sta di fatto che un governo che arranca non aiuta minimamente il paese.

In molti invocano una rivoluzione. A modo suo Michele Santoro l'ha già fatta con la prima puntata del suo Servizio Pubblico: oltre il 12% di share ottenuto tramite Sky, Internet e soprattutto televisioni private che hanno trovato nel programma di Santoro una vera e propria miniera d'oro, un risultato straordinario.
I numeri sono impressionanti: le sole tv private hanno collezionato più di due milioni di telespettatori, Sky quasi 650 mila e su internet si sono contati un totale di 5 milioni di contatti con un'utenza media di 300 mila.

Il Paese vuole avere la libertà di informarsi e di essere informato, possibilmente non dai Minzolini e dai Fede di turno. La fiamma della protesta che arde in tutta Italia viene accusata di essere demagogica, di fare solo antipolitica. Personalmente invece, credo che non si sia mai vista negli ultimi vent'anni una così grande voglia di cambiare, di migliorare, di lottare per i diritti, per la scuola e per il lavoro. E questa, non è forse politica? ...quella vera?


venerdì 7 ottobre 2011

Napolitano la deve smettere di dormire

A volte mi viene il dubbio che l'Italia non abbia un presidente della Repubblica.
In Parlamento si sta discutendo la legge più vergognosa della storia del nostro paese. Sarebbe stata una legge applaudita dai peggiori dittatori della storia dell'umanità, per dirla alla Di Pietro una vera e propria legge fascista. Se non si fosse capito sto parlando ancora della legge bavaglio (QUI ne parlo diffusamente).

Tuttavia Napolitano non fa nulla. Dall'inizio del suo mandato bofonchia moniti e appelli all'unità, coesione, dialogo e amenità varie. Tutto meraviglioso, però caro presidente, non sarebbe ora di dire chiaro e tondo "questa è una legge vergogna che non firmerò mai"??? Cosa diavolo aspetti???
Proprio ieri si è lagnato di come il suo sia un mandato difficile. Caro presidente il tuo non è un mandato difficile, andare a lavorare dieci ore al giorno per quarant'anni è difficile, tu devi solo avere gli attributi di dire "NO, NON LO FIRMO".

Credo che le persone non abbiano la percezione di ciò che sta accadendo. Non se ne rendono bene conto, è un po' la stessa pesante inerzia che caratterizzava gli italiani mentre Mussolini costruiva il regime. Evocare quelle immagini non è ne esagerato ne fuori luogo, perchè se togli alle persone la libertà di espressione e la libertà ai giornalisti di fare il loro mestiere, allora di dittatura si tratta. Non saremmo migliori del partito comunista cinese che censura ciò che vuole e manda in galera chi osa ribellarsi allo status quo.

Riflettiamo e informiamo parenti, conoscenti e amici, non si può rimanere indifferenti davanti a tutto questo.


sabato 1 ottobre 2011

Napolitano e Lega Nord: non è amore

A parole Giorgio Napolitano è spesso un bravo, bravissimo, presidente della repubblica. Un po' meno nei fatti.
Proprio ieri ha infatti redarguito il sempre moderato Umberto Bossi, chiarendo:

"E' chiaro, il popolo padano non esiste, si discute di federalismo fiscale, si chiede un livello piu' alto di partecipazione delle Regioni... Tutto questo e' lecito, ma ove dalle chiacchiere si passasse ad atti preparatori di qualcosa che va verso la secessione, tutto cambierebbe"

Si perchè Napolitano ricorda un esempio del passato: "Nel '43-44 di fronte al tentativo di organizzazione di un movimento separatista lo Stato non esito' a intervenire e si arrivo' all'arresto di un capo importante, Finocchiaro Aprile".

Lega Nord giustamente avvisata dunque. La domanda che tuttavia continuo a pormi è come possa una persona convinta della bontà di una eventuale secessione compiere il seguente giuramento, passo obbligatorio per divenire ministro:
"Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della nazione".
O si giura in malafede oppure si sta prendendo in giro quegli elettori che hanno deciso di dar fiducia all'eletto per perseguire la secessione. Ma tant'è.

Tornando al capo dello Stato... Giorgio Napolitano è l'unico presidente della Repubblica della nostra storia ad aver firmato QUALSIASI cosa. Forse non gli hanno spiegato bene le sue prerogative, oppure l'età gliele ha fatte dimenticare: in virtù della sua carica ha il sacrosanto diritto di avere un'opinione e di rimandare al mittente le leggi che non gli piacciono. Se poi torneranno da lui identiche sarà costretto a firmarle ma intanto avrebbe potuto dare segnali politici forti.

Non parliamo poi delle nomine a ministri: Maroni, condannato per resistenza a pubblico ufficiale e nominato ministro dell'Interno, sembra una barzelletta; Aldo Brancher, imputato per ricettazione e appropriazione indebita; infine Romano che è SOLAMENTE indagato per concorso esterno in associazione mafiosa... incommentabile.
Anche qui avrebbe potuto fare la voce grossa in quanto spetta al presidente della Repubblica nominare i ministri sotto suggerimento del presidente del Consiglio.

Giorgio Napolitano sarà ricordato come uno dei peggiori capi dello Stato di sempre, fare due moniti ogni tanto non è sufficiente. E fortuna che ai tempi della sua elezione c'era chi si lamentava del suo passato da comunista...



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