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martedì 27 maggio 2014

Grazie italiani!

Delusione, amarezza, tristezza e anche rabbia; fra ieri e oggi le ho passate tutte.

E' vero, il M5S porta avanti concetti così rivoluzionari che il 21% dei voti appare un miracolo in un Paese conservatore come il nostro ma si partiva comunque dal 25% del 2013 e ogni movimento deve puntare a crescere. E' una sconfitta pesante inutile negarlo.

Sicuramente la propaganda portata avanti da televisioni e carta stampata dai toni tipo "Grillo nazista", "urlano e basta", "cos'hanno fatto in Parlamento?" ha giocato un ruolo fondamentale nel conseguire questo risultato. D'altronde un Paese che viene dopo il Ghana per la libertà di stampa non può certo avere un'informazione degna di questo nome.

Il talento davanti alle telecamere di Renzi ha fatto il resto: ha saputo vendere bene il suo prodotto (il nulla) e gli italiani gli hanno dato fiducia nonostante abbia già dimostrato di essere un bugiardo seriale.

Non solo lui: parliamo ad esempio del nuovo Presidente della regione Piemonte Chiamparino, uno con una carriera politica di trent'anni alle spalle, ecco alcune delle sue prodezze, ampiamente documentate: PD, EXPO E TANGENTOPOLI, DEBITO MOSTRUOSO, SISTEMA TORINO, FIAT E MARCHIONNE, SUPER STIPENDI, CASO MURAZZI, SPRECHI MILIONARI, SCANDALO CSEA, GRANDI OPERE, EVENTI E CRIMINALITA', BUCHI DI MILIONI DI EURO, AMBIENTE, CEMENTO E BANCHE, 7 POLTRONE, PD, FIRME FARLE E RIMBORSOPOLI.

Sicuramente tutti i piemontesi che lo hanno votato conoscevano tutto a menadito. Così come sapevano perfettamente che fra le fila del PD, alle europee, sono stati candidati gli indagati Soru, Caputo, Petrone e Ferrandino. Ma loro, a differenza dei "grillini", hanno esperienza e sono persone note (soprattutto alle procure) dunque votarli va benissimo! Anzi, essere indagati, o ancora meglio condannati, sembrerebbe fare curriculum in Italia: Raffaele Fitto ha infatti incassato 284.000 preferenze pur essendo condannato in primo grado per corruzione. In Italia ci sono 284.000 corrotti che vogliono essere rappresentati?
QUI qualche altro impresentabile che gli italiani hanno mandato in Europa più o meno a loro insaputa, a seconda della loro buona o malafede.

L'italiano è un animale strano: se ne frega di essere preso per il culo, non vuole cambiamenti radicali; lo ha dimostrato con il voto. L'italiano medio è un democristiano che se ne sbatte di qualsiasi tipo di questione morale, almeno nei fatti. A parlare sono buoni tutti. Sta di fatto che hanno votato gente che avrebbe potuto, da vent'anni, creare una legge seria sul conflitto d'interesse e, almeno, ratificare le direttive dell'UE sulla corruzione che, guarda caso, sono fra i principali mali di questo Paese.

Non bastano i milioni e milioni di pensionati, la cui apertura mentale è, comprensibilmente, prossima allo zero, per giustificare certi risultati: come diavolo fa il partito del pregiudicato ad essere ancora al 16%??? Cosa doveva fare Berlusconi per non prendere più voti? Uccidere qualcuno? E la Lega? Vogliamo parlarne? Come fa ad esistere ancora? Io cerco di rispettare l'opinione di tutti ma a volte, lo ammetto, fatico a farlo. Votare Berlusconi dopo una condanna definitiva per frode fiscale ha senso solo se sei un evasore.

Il M5S ha, infine, sbagliato sicuramente qualcosa in campagna elettorale, soprattutto il blog di Beppe Grillo, reo di aver pubblicato post facilmente attaccabili dai media. Impossibile non immaginare che la "parafrasi" di Primo Levi sarebbe stata duramente criticata. Aldilà di qualche post opinabile comunque, l'operato dei parlamentari è stato ineccepibile. Mi chiedo a questo punto, anche alla luce dei risultati elettorali, quanto bene faccia la presenza di Grillo nel Movimento. L'impressione è che il comico spaventi gli indecisi e convinca i "già convinti". Potrei tuttavia sbagliarmi.

Sta di fatto che non bisogna arretrare di un passo, rimanere compatti e continuare a lottare. Cosa rimarrebbe se si perdesse la speranza di un futuro migliore?



giovedì 10 aprile 2014

Un altro favore alla mafia

Cronostoria della riforma del 416 ter (voto di scambio politico-mafioso): dal Senato esce un testo ferocemente criticato da Forza Italia.

Questo testo arriva alla Camera il 3 aprile, dopo l'incontro di Berlusconi (il condannato) e Napolitano (il Capo dello Stato che si guarda bene dal testimoniare al processo sulla trattativa Stato-Mafia) e, sarà un caso, ma la riforma viene affossata e privata di ogni suo significato grazie ad un emendamento della maggioranza: vengono ridotte le pene e vengono resi impunibili i politici che si "mettono a disposizione" della mafia prima di ottenere i voti. Questa volta Forza Italia applaude.

Vista la modifica, il testo è tornato oggi al Senato, dove, per la seconda volta nella storia della Repubblica, viene applicata la ghigliottina su richiesta di senatori del PD e di Forza Italia. Viene, in altre parole, interrotta la discussione impedendo all'opposizione.... di fare opposizione! (QUI il video). Un provvedimento chiaramente antidemocratico voluto dalle stesse persone che vanno in televisione a definire il M5S "fascista" e "squadrista". Come per la Boldrini, che applicò la ghigliottina per regalare 7,5 mld alle banche, la scusa è l'urgenza: "vogliamo che la legge sia pronta per le europee".

Ed è anche comprensibile perché con questa legge il voto di scambio sarà molto più facile. Complimenti.






martedì 21 gennaio 2014

L'ipocrisia di Renzi e la continuità dell'inciucio

La mia modesta, quanto negativa, opinione sul nuovo segretario del PD non mi ha negato la possibilità di dire che ero sempre pronto a ricredermi (l'ho scritto QUI). E' successo? NO!

Renzi è un fenomeno mediatico notevole: quasi tutta la stampa del Paese si inchina alle sue parole e, in pochi, analizzano invece i fatti che, come si sa, contano molto di più.

Se ci si fermasse alle parole infatti, Matteo Renzi sarebbe degno di lodi, prendiamo ad esempio quelle spese su Twitter:



Ineccepibile. Peccato che il primo vero atto politico rilevante da segretario del principale partito di governo sia stato quello di andare da Berlusconi a discutere la legge elettorale. Un Berlusconi, fra l'altro, che non è nemmeno più parlamentare per una motivazione ben precisa: è stato condannato in via definitiva per frode fiscale. Secondo Matteo Renzi dunque, Berlusconi è un interlocutore credibile e, al posto di mandarlo in pensione come diceva e scriveva, lo resuscita per l'ennesima volta regalandogli legittimità.

Come dovrebbero sentirsi i suoi elettori? Alle primarie hanno speso due euro per farsi scrivere la legge elettorale a Berlusconi? Di certo non era esattamente ciò che avevano in mente quando si parlava di rinnovamento e rottamazione. Matteo Renzi si è rivelato, a tempo di record, un grandissimo ipocrita.

D'altronde la coerenza di Renzi si manifesta anche in altri ambiti, come nella vicenda della Cancellieri ad esempio: a novembre per Renzi si doveva dimettere, peccato che poi, in aula, i "renziani", hanno votato contro la proposta del M5S (tanto per cambiare) di calendarizzare la mozione di sfiducia alla Cancellieri stessa.

Dunque qual è il vero indirizzo politico del PD? Quello espresso a parole dal nuovo segretario o quello dimostrato in aula con i fatti? La politica si fa in Parlamento e le parole, se non sono seguite dai fatti, sono solo uno show per creduloni. Renzi rappresenta la continuità di quel magnifico fenomeno chiamato "inciucio" fra il centrosinistra e il centrodestra italiano. Sono vent'anni che lavorano insieme (così come ben spiegato da Marco Travaglio nel video qui sotto) e tenteranno di farlo per altri venti.






giovedì 16 gennaio 2014

Scandali e incoerenze

Silvio Berlusconi, condannato in via definitiva per frode fiscale, è libero come se non fosse successo nulla. Ma il carcere? I servizi sociali?

Questo criminale viene intervistato dai soliti giornalai come tutti gli altri leader politici facendo più o meno finta di nulla e, per di più, viene legittimato dal leader del (presunto) partito nemico.

Renzi infatti ritiene che Silvio Berlusconi sia un interlocutore credibile per discutere la nuova legge elettorale. D'altronde fra condannati ci si capisce: in primo grado, è giusto ricordarlo, Renzi è stato condannato per danno erariale. Diciamo che a soli quarant'anni è sulla buona strada!

Nel frattempo i ministri di questo governo di pagliacci sembrano cadere sotto i colpi degli scandali uno dietro l'altro: prima la Idem che, perlomeno, ha avuto la decenza di dimettersi, poi Alfano, la Cancellieri e adesso la De Girolamo. Tutti ancora al loro posto come se fosse tutto normale.

La coerenza del PD continua tuttavia a spiazzare: solo poco tempo fa Renzi invocava le dimissioni della Cancellieri e, alla proposta di calendarizzazione del voto di sfiducia alla stessa del M5S, il PD, compatto, vota no. Renziani compresi dunque. Per carità alcuni renziani hanno ben altro a cui pensare: Faraone ad esempio è indagato per uso illecito di denaro pubblico.

Faraone è comunque in buona compagna: 97 indagati nella sola regione Sicilia a cui si affiancano i ben noti scandali della regione Piemonte. Cota, a proposito, non ci pensa nemmeno a dimettersi, nonostante la sentenza del TAR che, dopo tre anni e mezzo, ha annullato le elezioni della regione. La causa sono le firme false della lista dei pensionati, una lista piena di firme false anche per la Bresso che in questi giorni sembra tanto gongolare. Cota insomma intende fare ricorso al Consiglio di Stato con buona pace della dignità politica e del buon senso.

In mezzo a tutto questo marasma mi piacerebbe sapere come fa la gente a voler votare ancora PD e Forza Italia: credevo che il sadomasochismo fosse un genere di nicchia.


giovedì 28 novembre 2013

Ciò che avrebbe dovuto dire il PD

Silvio Berlusconi, dalle 17.42 di ieri non è più un senatore della Repubblica.
La buona notizia è che non potrà più avvalersi dell'immunità parlamentare: se servirà potrà essere intercettato, perquisito e arrestato liberamente in quanto non ha più la protezione di una carica istituzionale. A parte questo però, sostanzialmente, rispetto a prima, non cambia più o meno nulla: B. continuerà a fare politica dall'esterno così come dichiarato ieri sul palco di Palazzo Grazioli davanti ai suoi accaniti fan che, a questo punto, dovrebbero essere tutti in malafede perchè anche all'ignoranza ci dovrebbe essere un limite.

L'importanza etica della sua decadenza è comunque di fondamentale importanza e il merito va:
  • a quei magistrati coraggiosi che hanno deciso di trattare Berlusconi esattamente come ogni altro cittadino nonostante le inevitabili campagne diffamatorie mezzo stampa che avrebbero (ed effettivamente hanno) subito;
  • ai pochi giornalisti liberi che hanno sempre raccontato le sue malefatte mettendo in gioco, a volte, anche la propria carriera;
  • a Beppe Grillo che, già nel 2007, organizzò un VDay ponendo l'accento sulla necessità di un Parlamento Pulito raccogliendo, a tal proposito, 300.000 firme che i partiti decisero di ignorare. Anche da quell'episodio nacque il Movimento 5 Stelle che ieri ha votato per la decandenza di Berlusconi dopo essere stati decisivi nell'imposizione del voto palese (quanto facile sarebbe stato organizzare una nuova compravendita di senatori col voto segreto?).
Ciò che Berlusconi ha fatto comunque rimane, sia a livello culturale che legislativo: quante leggi andrebbero smantellate e riviste!!! Rimane in piedi il sistema ed in piedi rimangono i suoi migliori alleati del Partito Democratico che, in vent'anni, non si sono mai sognati di pronunciare le seguenti parole:





Un discorso memorabile.


mercoledì 13 novembre 2013

La democrazia diretta è auspicabile?

Non credo ci sia nemmeno bisogno di parlare della Cancellieri. In qualsiasi altro Paese civilizzato un ministro colto in flagrante mentre favorisce la scarcerazione di un detenuto in particolare si sarebbe dimesso immediatamente o, in caso contrario, il governo l'avrebbe cacciata a pedate.

Qui invece siamo in Italia, il Paese dove tutto è lecito e negare davanti all'evidenza è la regola. Il Presidente del Consiglio Letta va in giro per l'Europa a dichiarare: "dicono che ho le palle d'acciaio". Siamo una barzelletta. Berlusconi non è un problema per ciò che ha fatto ma per la cultura dell'illegittimo reso banale, normale. Per lui è anche normale paragonare i propri figli agli ebrei sotto Hitler visto quanto sono "perseguitati".

Parlare di queste cose non mi interessa particolarmente: la verità è palese. Quel che più mi interessa quest'oggi è affrontare un tema a me caro e portato alla ribalta dal Movimento 5 Stelle. La finalità ultima del Movimento, che tranquillamente si può definire utopica, è la democrazia diretta: il governo diretto del popolo.

Attualmente, la nostra, è una democrazia rappresentativa: il popolo elegge i suoi rappresentanti che, in virtù della loro onestà e della loro competenza, fanno gli interessi dell'intera popolazione. Il motivo per cui la democrazia rappresentativa è stata messa in discussione dal Movimento 5 Stelle è perchè quelle persone "oneste e competenti" si chiamano Razzi, Gasparri, Brunetta etc. etc. Insomma non sono certo personalità in grado di prendere decisioni migliori di qualsiasi altro italiano.

La domanda fondamentale è: "è giusto che sia il popolo a decidere direttamente?"

La risposta che personalmente mi sono dato è no, o meglio, ni. Mi spiego meglio: il popolo potrebbe anche decidere, il giorno dopo un omicidio particolarmente cruento, che la pena di morte sia legittima. Il popolo potrebbe pensare che il matrimonio fra omosessuali sia una cosa sbagliata. Il popolo potrebbe decidere, per colpa di una informazione malata, che la guerra in Afghanistan sia giustificabile.

Già, proprio l'informazione è un problema cruciale: un governo diretto del popolo implica la necessità che il popolo sia informato adeguatamente. Come può garantire tale condizione un Paese che "Freedom House" classifica come "parzialmente libero" relativamente alla libertà di stampa?
Non può nemmeno valere il discorso "deciderà chi lo vuole fare, chi non si interessa non conta nulla". Questo va benissimo per i referendum (il quorum va assolutamente eliminato) ma quando c'è da prendere una decisione moltissime persone si sentono in dovere e in diritto di dire la loro nonostante non siano minimamente informate dei fatti. Come può un tale contesto portare a decisioni sensate? Certo, probabilmente, se gliel'avessero chiesto agli italiani, non avremmo avuto la guerra in Afghanistan e in Iraq ma in altri contesti?

Beppe Grillo invoca un referendum sulla permanenza o meno nell'Unione Europea, ma come può la massa prendere una tale decisione? Ho due lauree e non saprei cosa votare: come può farlo qualuno che questi argomenti non li ha mai nemmeno sfiorati se non in qualche slogan politico e in qualche chiacchiera da bar? Molti economisti hanno opinioni divergenti sull'argomento e non sembra esserci una risposta univoca.

Tuttavia importa veramente che le decisioni del popolo siano corrette? Anche in caso di clamorosi errori una piena democrazia diretta sarebbe la piena realizzazione del sacrosanto principio per cui "la sovranità appartiene al popolo". Pur potendo prendere decisioni sbagliate piuttosto facilmente sarebbe comunque una forma di governo più "etica"sotto questo punto di vista.

Ma queste sono solo divagazioni, esercizi intellettuali: la democrazia diretta, auspicabile o meno, non arriverà di certo nei prossimi anni. Il tasto su cui si deve continuare a insistere è senza dubbio la maggior partecipazione: inconcepibile, ad esempio, che il Parlamento non abbia l'obbligo di discussione delle leggi di iniziativa popolare.

mercoledì 2 ottobre 2013

Berlusconi e la Pagliacciata

Nel mio ultimo post non ho colpevolmente tenuto conto dello scenario più probabile: la permanenza dell'attuale governo per l'incapacità fisica del PDL di mantenere la parola data, di essere coerenti e di non prendere in giro l'intero Paese.

Questa mattina Silvio ha cambiato idea ogni dieci minuti su cosa fare in aula (per lui quest'oggi seconda presenza dall'inizio della legislatura, assenze sopra il 99%) e alla fine ha optato per confermare la fiducia al governo! Sarà mica vero che, come dichiarato, continua a credere nonostante "travagli interni", alla bontà di questo esecutivo? Direi proprio di no, semplicemente non voleva essere messo in un angolo dal suo stesso partito perchè una discreta fetta di senatori pidiellini avrebbe comunque votato la fiducia per questo governo.
Berlusconi pretendeva forse che rinunciassero a quella comoda poltrona senza nessuna assicurazione su future ricandidature? Sia mai. Assicurarsi della stabilità di quella poltrona è il primo dei pensieri di questi pagliacci; per dirla alla Razzi "qui dentro mi faccio i cazzi miei, caro amico!"

Letta dal canto suo, all'annuncio di Berlusconi sul si alla fiducia, gli fa, sorridendo, i complimenti: "grande". E' ormai una storia d'amore quella fra PD e PDL: dopo l'abbraccio fraterno fra Alfano e Bersani in occasione dell'elezione del Presidente della Repubblica, le parole dolci si sprecano... almeno fra una litigata e l'altra ad uso e consumo dei talk show e degli italiani ipnotizzati davanti allo schermo a credere che siano veramente in disaccordo, mentre in aula, votano insieme.

Nel frattempo il TG4 afferma con convinzione questo "capolavoro politico di Berlusconi" mentre il resto del pianeta, al solito, ci prende per il culo con dei titoli che sono tutto un programma: "Le Monde parla del voto di oggi come “l’ultimo colpo di teatro di Berlusconi”, mentre la tedesca Bild sottolinea “il grande disonore” per il Cavaliere. L’agenzia Reuters titola “L’inversione a U di Berlusconi assicura la sopravvivenza del governo” e The Times apre con una frase ad effetto: “Berlusconi appoggia la coalizione con un umiliante dietrofront”." (fonte: FQ online)

Ormai usare la parola "credibilità" per l'Italia a livello internazionale non ha senso, lasciamo perdere.

Vi lascio con il video della senatrice Taverna rilasciata oggi prima del breve discorso di Berlusconi, perfetto riassunto delle porcate di questa maggioranza, dura solo 11 minuti, dateci un occhio che ne vale la pena.


domenica 29 settembre 2013

Il Padrone ordina e c'è la crisi di governo

I ministri del PDL del governo Letta si dimettono per volere del loro padrone e il governo va in crisi. E' l'inevitabile epilogo di un governo vergognoso che in eredità ci ha lasciato:

- 2 miliardi di euro di condono per le slot machine;
- altri miliardi di F35;
- IMU abolita per poter far dire a B. di aver mantenuto le sue promesse (fa niente se ci sarà la Service Tax, lui dirà che ha mantenuto la parola e il gregge lo seguirà);
- aumento dell'IVA che rende vane tutte le porcate di quell'altro fenomeno di Mario Monti.

Questo il breve riepilogo di sei mesi di governo PD-PDL. Li voterete ancora??? Siete soddisfatti???

Per l'ennesima volta una legislatura formata da PD o PDL non riesce a cambiare legge elettorale. E' evidente che questa legge elettorale fa comodo ai partiti: le segreterie possono scegliere liberamente le liste favorendo in tal modo accordi sottobanco e la compravendita di parlamentari promettendo sicure rielezioni. Il signor Razzi, vecchio "responsabile" ed ex Italia dei Valori è stato premiato da Berlusconi per la sua lealtà nel 2011 con la rielezione in questa legislatura. Per chi ancora non sa chi sia questo fenomeno può tranquillamente visionare QUESTO video.

Giachetti, un parlamentare del Partito Democratico, aveva per la verità presentato una mozione in cui si chiedeva di abolire il Porcellum in favore della precedente legge elettorale (Mattarellum) che non era la perfezione ma nemmeno una tale schifezza. A votare a favore sono stati sono stati solo i parlamentari del M5S e il firmatario della mozione. Anche i democratici hanno votato contro nel silenzio generale della stampa e della televisione.

Gli stessi che hanno votato contro in aula sono poi i fenomeni che ci ritroviamo nei talk show a sottolineare l'importanza di cambiare la legge elettorale. E gli italiani ancora che gli credono.

Come evidenziato da Di Maio (M5S) una legge elettorale si può cambiare anche senza governo, o meglio, col governo dimissionario, in appena due settimane. C'è la volontà di farlo? E' evidente che la risposta sia no. C'è anche il pericolo che un Parlamento di tale composizione potrebbe partorire qualcosa di ancora peggiore rispetto al Porcellum (è ciò che teme Grillo come sottolineato nel suo blog) ma andare a votare nelle medesime condizioni di pochi mesi fa renderebbe probabile una situazione di stallo analoga alla presente legislatura se gli italiani non smettono di votare PD e PDL.

Sarebbe stato utile che il sig. Napolitano sei mesi fa, visto che comunque il mandato al M5S non voleva darlo perchè sono brutti e cattivi, dicesse "Non c'è una maggioranza, sapete che c'è? Ora do il mandato a una figura super partes per un governo con il solo compito di fare una nuova legge elettorale, dopo torniamo a votare e mi dimetto". Ecco cosa avrebbe dovuto fare invece di appoggiare queste larghe intese (o larghe vergogne). Questo disastro è diretta responsabilità del nostro amato Presidente della Repubblica e per questo motivo mi aspetto le dimissioni.

L'ipotesi ventilata di un Letta bis fa semplicemente inorridire perchè alle parole e alle promesse preferisco sempre guardare ai fatti. Questi mi parlano di un Letta e di un Partito Democratico sottoposto al volere di un pregiudicato: dovrei essere felice di essere governato da questa gente? Ai ricatti si risponde ribaltando il tavolo, perchè il PD non l'ha fatto? Perchè Napolitano ha avallato tale situazione? Piuttosto che Letta è meglio piuttosto: subito al voto con tutti i rischi che esso comporta visto che la legge elettorale non la vogliono cambiare e speriamo che il M5S finalmente trionfi. Alla fin fine i sondaggi lasciano il tempo che trovano (il penultimo di Ballarò è stato fatto chiamando 10.200 persone e di queste, solo 800 hanno risposto: è un sondaggio affidabile?).





venerdì 6 settembre 2013

Berlusconi vince ancora

L'ho scritto nel mio ultimo intervento: Berlusconi ha costruito un'intera campagna elettorale sull'abolizione dell'IMU dopo aver votato per la sua istituzione sotto il governo Monti ed ora, grazie agli alleati del Partito Democratico, può dire di essere riuscito ad eliminarla. Il PDL era un partito sconfitto due mesi prima delle elezioni ma, grazie alla scialba (per usare un eufemismo) campagna elettorale del PD è riuscito a recuperare il gap che lo divideva dal presunto nemico; ciò nonostante il PDL è comunque sconfitto ma i democratici gli offrono il governo su un piatto d'argento ed ora, per concludere, gli permettono di chiudere il cerchio abolendo l'IMU.

Non importa niente se al suo posto compare la Service Tax. Berlusconi ha detto che ha abolito l'IMU, ha "mantenuto la promessa" e la schiera dei suoi sostenitori è pronta a credergli comunque; nonostante la nuova tassa pronta a sostituirla, nonostante la condanna e nonostante il vergognoso concetto di tassazione uguale per tutti.

Infatti, è bene sottolineare, che l'uguaglianza fra ricchi e poveri quando si parla di tasse non è democrazia ma ingiustizia sociale. Dovremmo ricordarlo quando si viene a sapere che il sig. Brunetta non pagherà l'IMU per il suo villone con piscina.


martedì 27 agosto 2013

Priorità: salvare Silvio

Il grottesco spettacolo della politica italiana non si è fermato nemmeno ad agosto. Il pregiudicato Silvio Berlusconi si becca in rapida successione l'apertura da parte di Napolitano per una grazia e la possibilità di mandare la legge Severino in ricorso alla Consulta.

La legge Severino è, per chi non lo sapesse, quella legge votata sotto "l'illuminato" governo Monti che impone l'incandidabilità (o la decadenza dal ruolo se già in carica) per i condannati in via definitiva per più di due anni e votata, pensate un po', anche dal PDL che ora vorrebbe farla passare come incostituzionale.

Un po' come la storia dell'IMU: il PDL vota a favore della sua istituzione sotto il governo Monti e neanche un anno dopo fa un'intera campagna elettorale contro la sua esistenza. E il popolo italiano lo ha votato... io adoro gli italiani.

Se gli italiani avessero tanta voglia di informarsi quanta quella di vedere la moviola di quel presunto calcio di rigore probabilmente darebbero meno peso alle parole e più ai fatti. Non rivoterebbero gli stessi partiti che hanno promesso di non comprare gli F35 e di non prendere rimborsi elettorali per poi votare in senso opposto in Parlamento. Non lo farebbero mai, sarebbe masochismo. Invece nella vita di tutti i giorni è più importante capire se quel rigore c'era o meno.

Ad ogni modo la priorità è solo una: salvare Silvio. A settembre si voterà per la decadenza del senatore Berlusconi (che, per la cronaca, ha messo piede in Senato solo il giorno della fiducia al governo) e sarà interessante vedere come si comporteranno gli alleati piddini.

Non mi si fraintenda, votare per la decadenza dal ruolo è un fatto che dovrebbe essere ovvio come l'alba e il tramonto: nessun merito, solo il minimo dei doveri. Tuttavia al fango non c'è mai fine, non mi stupirei di colpi di scena in tal senso: i migliori alleati di B. d'altronde sono sempre loro, così come ben dimostrato da Violante nel 2003: "Vi avevamo promesso già dal '94 che non avremmo toccato le televisioni", confessando con tale frase oscuri accordi con il presunto nemico. Il matrimonio si è poi celebrato sotto il governo Monti e nell'attuale legislatura in cui i due partiti hanno potuto consumare la loro unione governando insieme (pur mantenendo, a parole, un immancabile astio: è fondamentale per lo show e per i creduloni).



giovedì 8 agosto 2013

Come fate a votarli ancora?

C'era un tempo, definito come "campagna elettorale" in cui PD e PDL facevano proclami ben precisi promettendo, con una sola voce, di eliminare il finanziamento pubblico ai partiti, di investire in modo più intelligente i miliardi degli F35, di diminuire il numero di parlamentari e di cambiare la legge elettorale.

Pur promettendo le stesse cose e pur venendo da un anno e mezzo di alleanza sotto il governo Monti, i due partiti si davano battaglia... in particolare il PD affermava: "mai con Berlusconi!". Seppur un Enrico Letta profetico faceva già presagire che quelle sarebbero state solo parole "piuttosto che M5S meglio che i voti vadano al PDL".

Finito il tempo della campagna elettorale Bersani chiede la fiducia per un governo di minoranza PD al M5S, dunque non un'alleanza come lo stesso ex segretario dei democratici ha recentemente ammesso (guarda QUI il video). Come poteva il Movimento concedere una fiducia basata sul nulla visti i loro precedenti vent'anni di politica malata?

Il PD avrebbe poi, con i fatti, dato ragione al M5S: innanzitutto sceglie di andare al governo col presunto nemico, decide poi per l'acquisto degli F35 senza nemmeno coinvolgere il Parlamento in una discussione, a luglio il M5S presenta una mozione per sospendere i pagamenti dei rimborsi elettorali dopo aver già rinunciato autonomamente a 42 milioni di euro e l'intero Parlamento, PD compreso, rifiuta e passa alla cassa. A questo proposito è proprio di ieri la notizia che la discussione sul finanziamento pubblico ai partiti è spostata a settembre: con calma non c'è problema! E pensare che già mesi fa Letta faceva eclatanti proclami sull'argomento! Anche se, è giusto sottolineare, per rinunciare ai rimborsi elettorali basta la volontà anche senza una legge specifica così come ampiamente dimostrato da quegli irresponsabili del MoVimento 5 Stelle.

Infine c'è l'atteggiamento riguardo la vicenda Berlusconi dove i democratici dimostrano di avere dignità pari ad un cane da compagnia: il padrone ordina e loro scodinzolano felici. Nessuna vergogna nel dichiarare di combattere l'evasione fiscale mentre sono al governo con un condannato per frode fiscale. Nessuna vergogna nello stare al governo con un pregiudicato: ci vuole responsabilità. Ma responsabilità di cosa? L'unica azione responsabile per un governo così moralmente elevato era provare a cambiare la legge elettorale e tornare al voto (tutti in campagna elettorale la vogliono cambiare e nessuno lo fa da oltre sei anni, chi deve rendere conto se non PD e PDL?)

C'è viceversa la volontà di modificare la Costituzione; un condannato che mette mano alla Costituzione... una bestemmia: firma QUI la petizione online per impedirlo, hanno già firmato in 320mila.
 
In questi giorni si parla insistentemente di "riforma della giustizia": è il prezzo da pagare per governare con un condannato in via definitiva. Quale condannato non vorrebbe riformare la giustizia? C'è da capirlo. Un po' meno compresione ne ho per un presidente della Repubblica che si fa ricattare dallo stesso condannato: "o la grazia o il voto". E ancor meno comprensione per quel partito di masochisti dei democratici.

Insomma, il colpo del KO a Berlusconi, gli alleati del PD e Re Giorgio non glielo vogliono dare ma quel che ancora mi chiedo è... COME DIAVOLO FATE A VOTARLI ANCORA?


venerdì 2 agosto 2013

Berlusconi condannato: è la fine?

Silvio Berlusconi è condannato in via definitiva a 4 anni di galera per l'ormai celeberrimo processo Mediaset.

E' la fine di un percorso lungo decenni fatto di 9 processi archiviati, 6 prescrizioni e altri due reati estinti per amnistia. Tutti procedimenti conclusi per motivazioni ben diverse dall'assoluzione.

Chi crede che quest'uomo sia innocente e un perseguitato pecca senza dubbio di ignoranza, un'ignoranza ancora più acuta se condivide la necessità di avere "una magistratura eletta dal popolo". Stiamo scherzando? L'articolo 104 della Costituzione italiana sancisce l'indipendenza da ogni altro potere della magistratura stessa mentre l'articolo 101 ricorda come essi siano soggetti soltanto alla legge.
Su che base poi i magistrati dovrebbero essere votati? Sulle sentenze? Li voteremo in base a chi mettono dentro e a chi non mettono dentro? E' il sogno proibito dei fan di Silvio: tramite il loro voto potrebbero salvare il leader.

Per questo è tuttavia troppo tardi. Da ieri sera Silvio Berlusconi è un pregiudicato. Tramite un video messaggio prega gli elettori di concedergli la maggioranza dei voti "per riformare la giustizia" promettendo in questo modo, ancora una volta, di tenere in ostaggio l'intero Paese mettendolo al servizio dei suoi problemi giudiziari. Come se, in ogni caso, riformare la giustizia fosse la priorità di uno Stato economicamente al collasso come il nostro. Come se la giustizia fosse più importante della gente che, ogni giorno, si ammazza per la crisi.

Solo in Italia è possibile vedere un condannato in via definitiva che dichiara di voler "rimanere in campo".
Solo in Italia è possibile vedere un partito come il PD, alleato senza problemi con il partito di un condannato, voler continuare il governo con loro anche dopo la sentenza di Cassazione.
Solo in Italia è possibile vedere il partito di un condannato per frode fiscale voler modificare una Costituzione scritta da dei giganti: Gasparri che modifica ciò che scrisse De Gasperi. A questo proposito vi invito a firmare la petizione promossa dal Fatto Quotidiano QUI.

Non so se Berlusconi sia finalmente un uomo politicamente morto: applicare la sentenza è un procedimento piuttosto lungo, almeno sei mesi. In teoria non dovrebbe riuscire ad applicare le sue promesse/minacce ma visti i precedenti...


venerdì 5 luglio 2013

Chiacchiere vs Fatti

Mentre il governo PD-PDL perde tempo dietro alle condanne di padron Berlusconi, rinviare una tassa (imu) per poi aumentarne altre (irpef, rifiuti e benzina) e promettere tagli ai costi della politica sempre e solo a parole c'è chi in Parlamento decide di agire di propria iniziativa senza che nessuna legge imponga alcunché:

i parlamentari del Movimento 5 Stelle infatti, restituiscono allo Stato italiano più di un milione e mezzo di euro ricavati dai loro stipendi e dalla diaria non utilizzata. Tale somma va ad aggiungersi ai 42 milioni di euro di rimborsi elettorali che il Movimento ha deciso di non riscattare nonostante, secondo la legge, ne avesse diritto.

Credo che un italiano con pensiero critico abbia il dovere morale di chiedersi perchè gli altri partiti e gli individui che li compongono non possano fare il medesimo gesto.

Neppure però si può puntare il dito sul governo Letta dicendo che stia con le mani in mano, il governo infatti risulta attivissimo: opportunamente mascherato da "Consiglio supremo della Difesa", formato appunto da una serie di ministri con l'aggiunta del Capo di Stato Maggiore della Difesa e del Presidente della Repubblica che lo presiede, ha deciso che il Parlamento non può porre veti sull'acquisto degli F35.
A decidere insomma è il solo esecutivo.

Il nostro status di sudditi degli Stati Uniti d'America, che nel frattempo perde tempo pure a spiare le nostre ambasciate, insieme ad un apparato militare offensivo che in virtù della nostra costituzione nemmeno dovrebbe esistere, conta più del benessere del popolo italiano. Decine di miliardi di euro buttati nell'acquisto di questi cacciabombardieri che, fra l'altro, sono pure difettosi.

A portare fino in fondo questa scelta è il governo del partito unico PD-PDL. Se fossimo in un Paese normale i loro elettori ne terrebbero pesantemente conto ma credo che essi preferiranno guardare con odio allo scandalo della mancanza di democrazia nel Movimento 5 Stelle mentre, a loro insaputa, i partiti che hanno votato espellono attivisti a giorni alterni e con l'esecutivo che hanno formato rendono il Parlamento un contenitore vuoto ed inutile con il solo compito di avvallare i suoi decreti legge.



venerdì 3 maggio 2013

Il Pensiero Unico

Voglio tornare allo spinoso problema dell'informazione perchè, ahimè, in Italia è sempre attuale.

Freedom House è un'organizzazione non governativa che misura la libertà democratica di ciascun paese con indici ritenuti affidabili nell'ambito della ricerca in scienze politiche.
Questa ONG definisce l'Italia "Paese parzialmente libero" per quanto riguarda la libertà di stampa con la seguente motivazione: "crescenti tentativi del governo di interferire con la politica editoriale dei mezzi di comunicazione pubblici".

Il riferimento lampante ha un nome e un cognome: Silvio Berlusconi. Egli possiede televisioni che arrivano su tutto il territorio nazionale e, in più, un giornale. Come se non bastasse, quando è al governo, può interferire pesantemente sulla tv pubblica e sull'editoria tramite il finanziamento pubblico al settore.

Il finanziamento pubblico all'editoria è in questo senso un cancro: spesso partorisce un pericolosissimo pensiero unico come nel caso della rielezione di Napolitano. E' forse un caso il clamoroso successo de "Il Fatto Quotidiano"? Giornale che non prende finanziamenti pubblici e che rappresenta spesso e volentieri l'unica voce fuori dal coro? Evidentemente le persone ne sentivano l'esigenza.

Ed è forse un caso il successo del tg di La7? Non certo un esempio di limpidezza e indipendenza ma che è comunque un telegiornale che le notizie prova a darle.

L'informazione non è un tema secondario, è fondamentale: dall'informazione nascono le intenzioni di voto e dal voto il nostro destino. Berlusconi è stato il primo a capirlo e ne raccoglie ancora oggi i frutti anche grazie ad un centrosinistra complice da vent'anni. In questo senso epica la dichiarazione di Violante alla Camera nel 2003: "L'onorevole Berlusconi sa per certo che gli è stata data la garanzia piena, non adesso ma nel 1994, che non sarebbero state toccate le televisioni".

L'informazione distorta fa in modo che passi il messaggio per il quale Beppe Grillo sarebbe colpevole della sparatoria a Palazzo Chigi di Preiti. E' consapevole volontà di strumentalizzare un fatto grave per interessi politici. Aldilà di quel che si possa pensare di Grillo, incolparlo di ciò che è accaduto è come incolpare Rambo per le guerre nel mondo e prendersela con i videogiochi violenti per il bullismo.
Se proprio si voleva parlare di figure politiche che incitano alla violenza, un'informazione equa e corretta, avrebbe dovuto citare oltre a Grillo, ad esempio, il dito medio di Gasparri ai manifestanti e gl inviti ventennali della Lega Nord a "imbracciare i fucili" sempre pronti a fomentare l'odio fra nord e sud Italia.

A proposito di informazione distorta, ecco cosa voleva veramente il PD dal M5S subito dopo le elezioni... una di loro ha confessato. Il M5S cerca di spiegarlo da mesi ma evidentemente il messaggio non è arrivato ugualmente...


Infine un video di Travaglio dove parla appunto della stampa del pensiero unico:


venerdì 19 aprile 2013

Bersani si dimette: il PD e il suo suicidio politico

Il suicidio politico del Partito Democratico ha dell'incredibile! Non credo che potesse fare di peggio: Bersani ha avuto un incontro notturno con Berlusconi e, alle spalle dei suoi elettori, ha concordato con il "nemico" il nome di Franco Marini. Praticamente un candidato del PD che sarebbe poi stato eletto dal PDL in vista sicuramente di un governo di larghe intese.

Peccato che le alte sfere del PD non abbiano fatto i conti con i propri elettori, con i militanti e anche, è giusto dirlo, con una parte dei democratici stessi che si sono rifiutati di votare un candidato comodo a Berlusconi.

Contro il Movimento 5 Stelle si possono fare critiche più o meno lecite ma non si possono obiettivamente discutere i nomi di altissimo profilo usciti da quelle consultazioni online così mal viste da chi ha votato i partiti tradizionali: il metodo è opinabile, il risultato assolutamente no.
Se per la Gabanelli e per Strada si poteva muovere la critica (a parer mio ridicola) di "incompetenza politica", questa obiezione non può essere mossa a Stefano Rodotà che, per la cronaca, ha le stesse origini politiche dei democratici.

Allora perchè il Partito Democratico non vota Rodotà? Per citare Gino Strada "è troppo onesto?"
Non lo credo, sono convinto che il nome di Marini sia uscito per meri calcoli politici e scambi di favori. Quella complicità e quei sotterfugi di cui gli italiani sono, per usare un eufemismo, stanchi di sopportare.

Eppure detta così, la situazione non è ancora chiara, soprattutto alla luce dell'apertura del M5S ad un governo in caso di elezioni a Presidente di Rodotà. Il PD avrebbe potuto fare un favore a se stesso dimenticando un'intesa col PDL e formare un governo sotto la guida di Rodotà stesso che, come detto, è della stessa area politica dei democratici. Allora perchè il rifiuto di questo candidato così apprezzato dai propri elettori e militanti? Semplicemente perchè, a parer mio, Rodotà proporrà come premier una figura super partes e le alte sfere del PD hanno paura di tale figura.

Dunque dov'è finita la responsabilità di cui tanto parlava Bersani fino a pochi giorni fa? Dimenticata in favore di interessi più incombenti?

Il nome di Romano Prodi, uscito dopo la reazione sdegnata di elettori e militanti piddini al candidato precedente, è sicuramente tre spanne migliore di quello di Marini ed è stato probabilmente fatto per mettere in crisi Scelta Civica e M5S. Missione fallita visto che la prima ha optato per la Cancellieri (no comment) e il secondo è rimasto fedele all'indicazione data dai 50.000 iscritti al Movimento (cosa assolutamente prevedibile).

Dopo il fallimento di Marini e di Prodi il Partito Democratico è allo sbando: prima la Bindi e dopo Bersani si sono dimessi e quel che accadrà è imprevedibile. Ora come ora gli scenari possono essere due: convergenza ancora col PDL su D'Alema o Amato oppure, finalmente, i democratici si decideranno a votare Rodotà facendo un favore al loro partito e soprattutto al Paese. Tuttavia come abbiamo imparato in questi giorni le sorprese non finiscono mai.
Certo è che se dovesse diventare Presidente D'Alema il PD alle prossime elezioni farà lo spettatore e la vittoria se la giocheranno PDL e M5S.

Vi lascio con un Travaglio particolarmente in forma:


lunedì 25 marzo 2013

Bersani con le spalle al muro

Siamo un Paese meraviglioso: in 7 anni, da quando il Porcellum è entrato in vigore (e subito criticato) ad oggi, nessun governo ha mai pensato di cambiare legge elettorale; ora la colpa dell'ingovernabilità del Paese è del Movimento 5 Stelle che "non si prende le sue responsabilità".

Il Partito Democratico ha messo in difficoltà il M5S sulle presidenze delle camere, in particolare, ovviamente, al Senato: ha infatti proposto Grasso, personaggio lontano dai vertici del partito che, fra l'altro, si contrapponeva all'incubo Schifani. Il senatore del M5S a quel punto si è posto una domanda: "posso permettermi di votare un candidato del MoVimento col rischio poi di far eleggere nuovamente Schifani?"
Diversi senatori evidentemente, alla domanda, si sono risposti di no, cadendo quindi nella trappola del PD. Una trappola perchè Grasso, seppur non paragonabile a Schifani, non è certo un santo così come è stato ben messo in luce da Travaglio non solo in questi ultimi giorni ma nell'ultimo decennio in diversi suoi lavori.

Tuttavia la discussione non sta sulla bontà o meno del neo presidente del Senato. Il punto è che il PD, in quel modo, è riuscito a mettere in difficoltà il M5S facendolo tentennare dalle sue fermissime posizioni.
Ottima manovra "politica" dei democratici quindi ma dove invece il partito di Bersani ha sbagliato di grosso?
Nel proporre otto punti che sono come un brodino di pollo quando sarebbero stati necessari potenti antibiotici.

Gli otto punti di Bersani sono acqua calda semplicemente perchè non poteva permettersi di fare scelte più coraggiose e radicali; ma qual è la conseguenze di questo dato di fatto? Che il M5S ha in questo modo ragione di rifiutare qualsiasi fiducia ad un governo PD non solo per una questione di coerenza ed immagine (come posso votare la fiducia ad un partito che massacro da anni?) ma anche per una questione meramente di contenuti di programma: troppo poco e si tralasciano punti che per il MoVimento 5 Stelle sono fondamentali.

Cosa sarebbe successo invece se il PD avesse aderito ai 20 punti del M5S? Alcuni punti in comune ci sono sia chiaro, ad esempio una legge sul conflitto di interessi: peccato che se poi si va a leggere la proposta dal partito di Bersani ci si accorge che questa fa letteralmente ridere (vedi QUI).
Come diavolo è possibile che il M5S voti la fiducia ad un governo che si basa su otto punti ridicoli? Stiamo scherzando? Quale elettore del MoVimento ha votato come ha fatto con l'aspettativa che questo si alleasse col PD su un programma basato sul nulla?

Il PD non ha messo in difficoltà il M5S scegliendo di proporre otto punti irricevibili dalla lista di Grillo e "pagherà" questa scelta alleandosi col PDL con il quale è stato in maggioranza per oltre un anno: per loro è meglio così; ci sono più punti in comune col partito di Berlusconi che con il MoVimento.
L'altra alternativa è votare nuovamente: i sondaggi danno il MoVimento vicino al 30%, non si sa mai che possa prendere il premio di maggioranza alla Camera e, al Senato, il PD possa "prendersi le sue responsabilità" e appoggiare un governo 5 stelle sulla base di quei famosi 20 punti facendo un favore al Paese, ai suoi elettori e al prestigio del Partito Democratico.


mercoledì 13 marzo 2013

Napolitano indecente

Giorgio Napolitano non conosce vergogna. Non ho nemmeno fatto tempo a parlare bene di lui in occasione dell sua dura reazione alle parole di Steinbrueck che, recentemente, ha giustificato un plateale attacco al potere giudiziario dello Stato.

Ma veniamo ai fatti (estremamente riassunti): Berlusconi non si presenta in aula per uno dei suoi numerosi processi a causa di un ricovero; il tribunale decide di controllare e, inizialmente, nega il legittimo impedimento.
A quel punto l'intero PDL insorge: tutti gli eletti si precipitano in tribunale e lo invadono.

In qualsiasi Paese civile un atto simile sarebbe considerato eversivo e pericoloso, invece, in Italia, il Presidente della Repubblica, dice di capire la preoccupazione del PDL.

Ora, non bisogna per forza essere dei letterati con cinque lauree per capire che, indipendentemente dal caso specifico, un attacco diretto al potere giudiziario dello Stato è qualcosa che si può vedere solo nelle aspiranti dittature: la rigorosa divisione e indipendenza dei poteri sta alla base del moderno "Stato di diritto". Queste ultime non sono parole dette a caso ma le fondamenta stesse della nostra società.

Sarei sollevato se sapessi che tutti coloro che hanno partecipato a quella bieca manifestazione sono in malafede; tuttavia ho quasi la certezza (atroce) che ci sia veramente qualcuno che crede alla storiella delle toghe rosse e della magistratura criminale. E' vero che la giustizia in Italia ha dei difetti, ma fra questi non rientra certamente quello di perseguitare i leader politici, al massimo è il contrario: è B. che fa stalking alla magistratura.

Chi vuol capire come si viva sotto un potere esecutivo onnipotente così come lo vorrebbe B. apra qualche buon libro di storia e cerchi sotto la voce "dittatura".


martedì 26 febbraio 2013

5 Stelle prima forza politica in Italia

Ancora una volta il MoVimento 5 Stelle ridicolizza i sondaggi pre elettorali e ottiene percentuali elevatissime: 25,54% alla camera e 23,79% al Senato. Alla camera è addirittura il primo partito!

Aldilà della mia somma gioia per il successo del MoVimento che ho votato con convinzione volevo fare con voi un discorso sulla situazione che si è venuta a creare con queste elezioni.

L'ingovernabilità non è frutto del successo delle 5 stelle ma di una legge elettorale chiamata Porcellum per un motivo preciso: fa schifo! Il bello è che lo si era capito il giorno dopo della sua entrata in vigore alla fine del 2005. Sono sette anni abbondanti che è in vigore: dove diavolo sono stati i partiti nel frattempo? Perchè nessuno l'ha cambiata? Sarà che le liste bloccate facevano comodo a qualcuno?

Ciò che bisogna fare adesso è cambiare questa porcata di legge elettorale e tornare al voto dando finalmente un governo a questo Paese allo sfascio. E' chiaro che il timore più grande è subire cinque anni di super inciucio fra PD e PDL in nome del "bene del Paese"; l'unica cosa che consola di questo possibile scenario è la forte opposizione che costituirà il MoVimento.
 
P.S. Complimenti vivissimi a quell'italiano su tre che ha votato di nuovo Berlusconi: disapprovo con la stessa forza il voto alla coalizione di centrosinistra ma perlomeno è una scelta che con un certo sforzo si può comprendere; avrei le parole adatte a spiegare il voto alla coalizione di centrodestra ma ho paura di beccarmi una denuncia quindi meglio che mi censuro.

P.P.S. Complimenti ancora più grandi al 25% della popolazione italiana che a votare nemmeno ci è andata; spero che siate contenti di come vanno le cose perchè se incontro uno di voi che si lamenta non rispondo delle mie azioni!!!

P.P.P.S. La prossima volta ricordatevi che l'unico voto utile è quello al MoVimento: non disperdere il tuo voto!!! ;-)


mercoledì 20 febbraio 2013

Lo spot elettorale più squallido

Questa è stata una delle campagne elettorali più squallide che io ricordi. Il merito va soprattutto al trattamento da perfetti imbecilli che i principali partiti hanno riservato ai propri elettori credendo, forse in parte a ragione, che gli italiani dimentichino ciò che è successo l'altro ieri.

Le promesse che sconfessano l'operato politico che questi partiti hanno seguito finora sembrano a chi vi scrive abbastanza offensive; tuttavia, il centrodestra, decide di rincarare la dose prima con le battute a sfondo sessuale di Berlusconi verso Angela Bruno (QUI per chi se lo fosse perso) e infine con qualcosa che va anche oltre il cattivo gusto: mi riferisco alla "parodia" per nulla simpatica della coppia omosessuale comparsa a Sanremo che, con una serie di cartelli, denunciava l'impossibilità di sposarsi in Italia.

Qui sotto lo spot elettorale di "Fratelli d'Italia"; giudicate voi.

 


Aggiornamento: appena uscita la notizia il video è stato reso non disponibile; riassumendo era un inno alla famiglia tradizionale invitando alla fine di votare "con la testa e con il cuore, non con il culo". Complimenti di nuovo agli autori.

Aggiornamento 2: il Fatto Quotidiano riesce ad ottenere il video e lo pubblica; cliccate QUI per vederlo.

mercoledì 13 febbraio 2013

Contestazione a Sanremo: chi sono i mandanti?

Se fate parte di quella metà del Paese che ieri sera ha guardato Sanremo vi sarete ovviamente accorti delle presunte contestazioni a Maurizio Crozza. E' una storia che si ripete praticamente ogni anno; l'anno scorso con Celentano ci furono gli stessi problemi e pensare male è un'ovvietà: se non si ha la certezza è perlomeno forte il sospetto che determinate persone siano mandate appositamente da una parte politica per contestare determinati personaggi quando parlano di determinati argomenti.

La tendenza in Italia è preoccupante: siamo l'unico Paese al mondo dove i politici rispondono seriamente ai comici. D'altronde è anche la conseguenza diretta dell'inesistente credibilità dei politici: se questi ultimi fossero in qualche modo credibili nessuno darebbe peso alle parole di un comico (Crozza o Littizzetto che siano, diverso il discorso per Grillo impegnato attivamente in politica seppur come megafono di un MoVimento). I ruoli si invertono evidentemente perchè un paio di comici danno voce a delle persone ammutolite da un panorama politico imbarazzante.

Quel che sconcerta è la parte politica che più si lamenta delle pungenti parole dei comici: quella presunta destra che praticamente monopolizza le televisioni e manda il suo leader in onda 24h su 24 non è disposta ad accettare venti minuti di Crozza a Sanremo per di più ingabbiato in una par condicio che ha penalizzato la sua performance (troppa carne al fuoco in pochissimo tempo).

Vi lascio con un'immagine del carnevale tedesco significativa della considerazione che l'Europa ha di un noto politico italiano...


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