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domenica 25 maggio 2014

Europee 2014: ecco perché votare M5S

Mi rendo conto che non è immediato capire perchè bisogna votare il Movimento Cinque Stelle. Nè pretendo di riuscire a spiegare le mie motivazioni in poco spazio. Al di là del lavoro svolto finora dagli eletti, che trovate qui e potete giudicare da soli, vorrei solo evidenziare come Grillo, e il programma del movimento, sia l'unico a parlare di temi tanto fondamentali quanto sistematicamente ignorati da PD, PDL e tutti gli altri partitini, anche i più progressisti. La lista per Tsipras, per esempio, ha un programma quasi identico al M5S, ma manca completamente un'analisi su quanto sia insostenibile continuare a basarsi sulla crescita.

Le nostre società, anche le più ricche, sono destinate a collassare, non importa quanto ben governate esse siano. È il sistema che è insostenibile, tutti gli indicatori lo dicono, ma i partiti attuali si prendono e ci prendono in giro, non affrontano mai i problemi strutturali. Perché? O perché sono coinvolti (lobbies, corruzione, massoneria, siamo pieni di prove di questo tipo...), o perché sono incapaci.

L'Europa è il nostro futuro, ma bisogna andare nelle istituzioni e prenderne il controllo, prima che i partiti attuali, che giocano a fare la destra e la sinistra, continuino a trasformarla in una falsa democrazia controllata da banche e aziende, dove il bene pubblico non esiste. Sono sulla buona strada, purtroppo, perché noi cittadini non ci siamo mai interessati all'Europa. Questo deve finire. Interessiamoci, e andiamo a votare. Le Europee sono le elezioni più importanti. Per l'occasione, vi ripropongo una breve guida sull'Unione Europea che scrissi anni fa, ma ancora valida.

Non posso riassumere qui i tanti punti fondamentali che Grillo e il M5S affrontano. Grillo ha la capacità di mettere insieme idee, problemi e soluzioni nei suoi discorsi, quindi vi propongo la visione di questo video:


Per chi non ha tempo di guardarlo tutto, consiglio di partire dal minuto 21:00. Assolutamente da guardare dal minuto 35 alla fine).
Al di là di alcuni candidati discutibili, al di là degli errori suoi e di altri, io voterei M5S perché Grillo è l'unico che fa di questi punti un programma politico.

Se dovessi individuare alcuni dei motivi per cui votare M5S, e non altri partiti che pur si presentano con un bel programma, sono questi (ordine casuale, lista non esauriente):
1) "Il lavoro deve essere una parte importante della tua vita, non tutta la tua vita."
"Questi qua parlano ancora di Pil, di queste cose qui, ma con la crescita non si creano posti di lavoro".
"Non serve crescita, serve SVILUPPO".


Grillo è l'unico che parla pubblicamente del lavoro affrontando i problemi FONDAMENTALI, e non di superficie. Nel prossimo futuro non possiamo continuare a basarci su una società in cui si dipende dal lavoro, questo la sinistra e i sindacati non lo riescono o non lo vogliono capire.
I posti di lavoro in buona parte spariscono, macchine e software sostituiscono l'uomo, e giganti come la Cina assorbono il lavoro tradizionale. Il lavoro manuale si sposterà di paese in paese, cosi funziona il capitalismo. Questo è un problema strutturale che nessun partito affronta, in Italia o in altri paesi europei. Ci ritroveremo il problema addosso senza accorgercene, se continuiamo a votare partiti collusi che non vogliono cambiare i fondamentali.

Grillo parla più nello specifico di una nuova idea di lavoro, e in particolare edilizia, riconversione, efficienza energetica, al minuto 35:00 e di reddito di cittadinanza al minuto 38:30.

2) Il M5S vuole un'Europa che sia una comunità, non una unione di banche e multinazionali che hanno più poteri dei governi. Io voglio un'Europa forte, è l'unico modo di imporre una nuova visione della società.

3) Le logiche del libero mercato sono folli. Problemi come le arance che restano nei campi perché costa meno importarle dalla Tunisia sono solo la punta dell'iceberg di un sistema insostenibile. Nessun partito, eccetto il M5S, riflette su questi problemi. Grillo parla spesso di queste cose.

4) L'Europa deve smetterla di distribuire fondi europei alle regioni del Sud, non servono a niente, finanziano solo le mafie e alimentano il clientelismo

5) Io penso che l'Unione Europea sia l'unica forza che può iniziare a smantellare questo sistema economico folle e inefficiente, e iniziare a realizzare la visione di un sistema economico che NON si basi sul produrre più possibile oggetti che si devono guastare prima possibile e diventare rifiuti. Come ha sempre detto Grillo da decenni, prima che ingegneri e filosofi iniziassero a parlarne, "se c'è un rifiuto vuol dire che c'è un difetto nella progettazione". Se per voi queste cose non hanno importanza, allora continuate pure a votare PD e compagni.

6) I partiti parlano di energia in modo generico. Qualcuno accenna alle energie rinnovabili, altri folli parlano di "shale gas", ovvero trivellare e iniettare tonnellate di fluidi inquinanti nel sottosuolo per estrarre gas dalle rocce. Follia.
Ma nessuno tocca un sistema energetico basato sulla centralizzazione, ovvero mega-aziende che producono elettricità, e cittadini passivi che pagano. Grillo e il M5S ribaltano questa idea, proponendo energia rinnovabile e DECENTRALIZZATA, ogni casa produce energia. Concetti che piano piano si stanno facendo strada.

7) PD e PDL hanno svenduto il paese in vari modi. La sinistra italiana ha privatizzato più che della destra. Privatizzare vuol dire svendere beni pubblici a privati, e spesso scaricare i costi sulla collettività. Renzi è solo l'ultimo tra i tanti al servizio di colossi privati che acquistano industrie, banche e ben presto patrimonio artistico.

8) Ridefinire il problema del debito, abolire il fiscal compact e procedere con gli eurobond. Agire a livello europeo su queste tematiche è fondamentale.
L'unico punto del programma M5S su cui non sono d'accordo è il referendum sull'euro. Una follia secondo me.

9) Grillo ha sempre detto, fin da tempi non sospetti quando nessuno le criticava, che le banche devono tornare a fare le banche, ovvero prendere i risparmi e rimetterli in circolo. Niente attività finanziarie, ricchezza virtuale. E, ovviamente, alta tassazione sulle operazioni finanziarie.

Mi fermo qui. Chiaramente ci sono altri gruppi politici che hanno idee simili, anche se solitamente manca l'analisi dei problemi fondamentali e delle soluzioni. Questo perché spesso sono partiti e persone integrate nel sistema, che guadagnano dal sistema e servono la funzione di creare una falsa democrazia. Le elites non vogliono la democrazia, questo è dimostrato dalla storia, dai fatti, e da documenti ufficiali (leggete Noam Chomsky). La democrazia infastidisce le elites, lo dicono esplicitamente.

Per questo e tanti altri motivi, e nonostante cose che non mi convincono appieno, invito a votare M5S e a partecipare attivamente per controllare che gli eletti lavorino bene.

P.S. Progressisti in buona fede che ancora credono nel PD? Leggete questo: http://www.tzetze.it/redazione/2014/05/renzi_e_berlinguer_il_commento_di_travaglio/index.html

Articolo di Stefano Espositohttp://isoladikrino.blogspot.it/

martedì 7 gennaio 2014

L'Unione Europea ha fallito

Dopo il VDay è arrivato il momento di riflettere su ciò che è stato detto, in particolar modo sull'Europa. Grillo chiede un referendum sulla permanenza o meno nell'Unione Europea, o meglio, sulla permanenza dell'euro. Tale referendum trova l'ostacolo dell'articolo 75 della Costituzione che vieta proprio i referendum volti ad autorizzare la ratifica di trattati internazionale; in questo caso tuttavia, se il referendum fosse sull'uscita dall'Unione, i trattati sarebbero da abrogare, dunque potrebbe essere fattibile a livello giuridico.

Il condizionale è comunque d'obbligo in quanto, Grillo stesso, ritiene fondamentale studiare adeguatamente il caso prima di fare qualunque mossa: bisogna capire se è fattibile perseguire la strada di un Euro2 più debole insieme ai Paesi in crisi del Mediterraneo, se la Germania ci permetterà finalmente l'adozione di eurobond e soprattutto bisognerebbe capire gli effetti di un eventuale ritorno alla lira.

Studiare un "piano B" è comunque fondamentale perchè le opinioni in merito possono essere numerose ma il fatto incontestabile è che l'Unione Europea ha fallito e le prove sono davanti ai nostri occhi, aldilà del mar Adriatico, dove ad un Paese dell'Unione stessa è stato permesso di diventare un Paese del Terzo Mondo; o meglio, gli è stato imposto di diventarlo. Questo perchè la risposta alla crisi degli economisti "classici", coloro che disegnano la linea di BCE e FMI, è stata sempre quella di contenere la spesa pubblica, aprire i mercati locali agli investimenti stranieri e una generale politica monetaria deflazionista. I risultati? In Grecia i cittadini acquistano cibo scaduto perchè venduto a prezzo inferiore e lo Stato ha difficoltà ad acquistare medicinali, il tutto condito da disoccupazione dilagante (in confronto l'Italia è un Paese pieno di opportunità), suicidi e anche neonazisti in Parlamento.

La Grecia è il caso limite, dove lo stato ha perso qualsiasi briciola di sovranità ma, è bene sapere, che la stessa "cura" in formato ridotto è attribuita all'Italia e agli altri Paesi in difficoltà. La direzione è quella, in questo caso non ci sono opinioni ma duri dati di fatto.

L'Unione Europea è di fatto una sola unione economica, con una integrazione politica minima, quasi inesistente, ed è stata formata sulla convinzione che ogni Paese dell'Unione reagisse agli stimoli economici esterni alla stessa maniera. Oggi è chiaro che quella premessa era totalmente errata: l'Europa va a due velocità: bene al nord, malissimo al sud. Tale premessa è stata formulata da quegli stessi economisti che oggi impongono ai Paesi in crisi manovre da "lacrime e sangue" senza curarsi minimamente del benessere dei cittadini.

Grillo può essere benissimo considerato il primo cretino che passa ma ciò che chiede non se lè sognato di notte in preda alla follia come vogliono farci credere i media e, ovviamente, i partiti tradizionali: l'errato approccio della governance europea alla crisi è stato affrontato da illustri economisti, raramente ascoltati, quali Joseph Stiglitz e Jean-Paul Fitoussi.

Il comico non ha di certo torto quando dice "certi economisti non ne azzeccano una da vent'anni". Le fondamenta stessa su cui poggia l'Unione Europea sono frutto di una premessa sbagliata: le economie europee sono tutt'altro che simili ed oggi, i cittadini, e non politici, economisti e banchieri, ne fanno le spese.


lunedì 16 dicembre 2013

Il ricatto di Renzi

All'assemblea nazionale del Partito Democratico, il nuovo segretario, svela la sua sorpresina (annunciata) per Beppe Grillo: rinuncerà ai 40 milioni di euro di rimborsi elettorali del prossimo anno SE il Movimento 5 Stelle appoggerà le riforme dei democratici in Parlamento che prevedono l'abolizione delle province, una nuova legge elettorale e il superamento del Senato.

Interessante come la  rinuncia doverosa di rimborsi dichiarati illegittimi dalla Corte dei Conti debba passare attraverso un ricatto (rinuncio se tu fai come dico). Dovrebbe essere una rinuncia dovuta e, anzi, dovrebbe implicare la restituzione delle somme già incassate, non solo la rinuncia delle somme ancora nelle casse dello Stato. Ma dell'argomento ho parlato diffusamente QUI.

Beppe Grillo risponde alla provocazione di Renzi spiegando come l'abolizione delle province sia nel programma del Movimento 5 Stelle e che un tale provvedimento verrà votato indipendentemente da chi lo presenterà. Tuttavia, aggiungo io, è interessante constatare come il PD abbia votato in aula, all'interno del decreto sul femminicidio,  un emendamento che le province le ha salvate per l'ennesima volta (clicca QUI se te lo sei perso). Si parla di un mese e mezzo fa e in quei giorni il M5S passava in tv e sui giornali per un gruppo contrario a contrastare la violenza di genere solo perchè si è rifiutato di votare l'ennesima porcata a favore della casta che, stavolta, ha utilizzato in modo ignobile un problema serio per salvare poltrone.
Adesso Renzi scopre di voler abolire le province, benissimo: se il PD proporrà qualcosa di serio il M5S voterà a favore.

Beppe Grillo chiude poi le porte per la legge elettorale in quanto questo Parlamento non ha legittimità costituzionale e, soprattutto, morale, per farne una. Non ha torto ma probabilmente la netta chiusura è anche dettata dalla paura che i partiti possano inventarsi una legge elettorale anti-movimento. A parer mio ha perfettamente ragione ad averne, non mi aspetterei nulla di meno dai partiti. Il M5S è stato anche accusato di voler a tutti i costi il Porcellum ma, è giusto ricordare, che è stato l'unico gruppo in Parlamento a votare a luglio a favore della mozione Giachetti che il Porcellum l'avrebbe eliminato per ripristinare il Mattarellum.

A proposito di Mattarellum, è' mia opinione personale (e non solo in certa misura) che l'attuale Parlamento non sia legittimato a fare un bel niente (riforme intelligenti o stupide che siano): la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale buona parte del Porcellum, ne consegue dunque che anche buona parte del Parlamento lo sia in quanto eletto da quella legge elettorale. Bisognerebbe subito tornare al Mattarellum (ultima legge elettorale valida, non certo perchè sia meravigliosa) e lasciare alla prossima legislatura il compito di fare le riforme.


 



venerdì 11 ottobre 2013

Piano Carceri del M5S e Reato di Clandestinità. Il Grillo fuori luogo.

Napolitano ha dimostrato di non essere un Presidente della Repubblica degno di tal ruolo dicendo, del Movimento 5 Stelle, che se ne frega dei problemi del Paese. Il Movimento si è infatti macchiato della grave colpa di aver avuto sospetti, assolutamente legittimi, sulla possibilità di un indulto volto a favorire la situazione del condannato più celebre d'Italia e, probabilmente, del pianeta.

Il Movimento 5 Stelle in questi mesi ha presentato diversi provvedimenti volti a migliorare le condizioni dei detenuti italiani; il Movimento è dunque ben consapevole del problema ma, probabilmente, il tutto è avvenuto a insaputa del presidente della Repubblica. Per rinfrescargli la memoria è stato consegnato al Quirinale un piano carceri che non comprenda amnistie o indulti (clicca QUI per vedere la conferenza stampa in cui lo si illustra) i quali sono provvedimenti inutili così come ben dimostrato dall'indulto di pochi anni fa. Dopo un anno saremmo infatti punto e a capo.

Strettamente correlato all'emergenza carceri è il problema del reato di clandestinità che, grazie al M5S, potrebbe essere abrogato. Il reato di clandestinità esiste anche in altri Paesi europei, peccato che da noi comporti una serie di norme assurde... fra queste l'obbligatorietà dell'azione penale che ha sovraccaricato un sistema giudiziario già messo a dura prova.

L'emendamento del M5S, approvato in commissione giustizia, potrebbe porre la parola fine su una legge assurda e rappresenta una vittoria per il Movimento stesso celebrata la sera stessa sul blog di Beppe Grillo con un post firmato da "M5S Senato". A rovinare l'atmosfera ci pensa proprio Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio pubblicando un post in cui si attacca duramente questa iniziativa dichiarandosi in disaccordo nel merito e nel metodo (in quanto non sarebbe stata approvata dall'assemblea) e dicendo che, se tale punto fosse stato inserito nel programma, il Movimento avrebbe preso percentuali da "prefisso telefonico".

Inutile sottolineare come questo post sia ridicolo alla luce del risultato ottenuto. Il disaccordo sul metodo ci può anche stare ma era veramente necessario pubblicarlo sul blog? Grillo si lamenta, quasi sempre a ragione, del trattamento ingeneroso dei media verso il Movimento; ebbene questi media non aspettano altro che un post del genere per attaccarlo, era necessario fornigli assist? Spesso sarebbe utile alzare il telefono ed essere più presenti, così come indicato da Alessandro di Battista.

Ciò che veramente è inconcepibile è il disaccordo sul merito giustificandolo con la frase "se fosse stato nel programma avremmo preso percentuali da prefisso telefonico". L'abolizione di tale reato, o almeno la radicale riformulazione, è talmente giusta che pone un interrogativo ben più profondo sugli obiettivi a lungo termine del Movimento 5 Stelle: è veramente giusto aspirare alla piena democrazia diretta? Partecipazione maggiore è ovviamente auspicabile e obbligatoria per una democrazia che voglia definirsi sana ma una democrazia diretta imporrebbe che il popolo prenda decisioni che difficilmente potrebbero essere corrette in certi contesti.

Il reato di clandestinità è fra questi perchè la sua abolizione viene interpretata, da molti, come un invito agli emigranti di tutto il globo a venire da noi quando, i più informati, sanno benissimo che non è così. Per fare un altro esempio: quanto sarebbe facile per il popolo legalizzare la pena di morte in seguito ad un reato particolarmente grave e cruento? La persona lucida sa benissimo che non è eticamente corretto legalizzarla, il popolo non è in grado. E' proprio il concetto della democrazia rappresentativa: scelgo un delegato, di comprovata onestà e competenza, che possa rappresentarmi e prendere decisioni che, da solo, non sarei in grado di prendere. Il problema dell'Italia è che questi delegati si chiamano Gasparri e via dicendo.

E' un discorso veramente interessante ma, per ora, vi saluto con un Travaglio particolarmente efficace nel spiegare il problema carceri.


lunedì 1 aprile 2013

Napolitano Presidente indegno e gli errori del M5S

L'atto finale di Giorgio Napolitano chiude in modo incolore un intero mandato che definire indecoroso è fargli un complimento.

Credo sia interessante ripercorrere le prodezze del nostro Presidente.
Iniziamo con la serie di provvedimenti vergogna firmati senza battere ciglio:

  • il Lodo Alfano che, ricordo, prevedeva la sospensione dei processi penali per le alte cariche dello Stato. Napolitano la firmò senza nessun problema; venne poi abrogata nell'ottobre del 2009 dall'ovvia decisione della Corte Costituzionale che ritenne la legge, appunto, incostituzionale. Giorgione non ci poteva arrivare da solo?
  • lo Scudo Fiscale che fece rientrare capitali dall'estero per un totale di 80 miliardi (contro i 300 stimati inizialmente); un modo come un altro per permettere il riciclaggio di denaro sporco e, per di più, con un imponibile veramente ridicolo;
  • alle elezioni regionali del 2010 vennero escluse per irregolarità le liste del PDL nel Lazio e in Lombardia: Napolitano pensò bene di firmare in una notte un decreto legge del governo (devo veramente ricordare di che colore era?) per riammettere le liste escluse;
  • dopo il Lodo Alfano il PDL tenta nuovamente di proteggere il proprio leader con una legge sul legittimo impedimento nel presentarsi ai processi per il capo del governo e i suoi ministri; nessun problema: Giorgione la firma. La Corte Costituzionale la boccia nuovamente (anche se solo in parte).
Questi ovviamente sono solo i più eclatanti, ce ne sono diversi altri. Sia chiaro: so benissimo che se il Parlamento ripresenta nuovamente una legge, dopo un primo rifiuto, il Presidente della Repubblica sarebbe comunque obbligato a firmare ma esercitare con dignità il proprio mandato vuol dire anche saper alzare la voce quando l'etica e la morale vengono calpestati ad uso esclusivo di una parte politica o, come nel caso dello scudo fiscale, vengono calpestati i valori di giustizia e onestà che dovrebbero animare l'intero Paese.

Alle firme vergognose si aggiungono poi comportamenti non sempre irreprensibili. Vogliamo veramente parlare della recentissima invasione di un tribunale da parte degli eletti del PDL? Ne ho parlato diffusamente QUI. Napolitano ha reagito dicendo di capire la preoccupazione del partito. Il Presidente della Repubblica capisce un atto eversivo contro il potere giudiziario dello Stato. Incredibile.

Inoltre la complicità con il governo Monti è, a parer mio, di per sé un crimine. Ma mi rendo conto che questo è un parere strettamente soggettivo (anche se gli indicatori economici sono oggettivi) e non è questo il momento per approfondire tale tema.

Arriviamo infine alla formazione del nuovo governo: il mandato esplorativo di Bersani è un fallimento e Giorgione decide di nominare una lista di saggi! Sara Nicoli del Fatto Quotidiano li ha descritti alla perfezione:
"Sono nomi che rappresentano gli assi portanti di quell’antico sistema politico e istituzionale che ha portato l’Italia nel baratro in cui si trova oggi. Lentamente ma sistematicamente. E adesso siamo di nuovo nelle loro mani."

QUI l'articolo completo.

La risposta di Napolitano alla voglia di cambiamento espressa dal Partito Democratico (solo a parole) e dal M5S (con i fatti) è un governo "pseudo tecnico" che potrà essere appoggiato solo da un inciucio PDL-PD-Monti che, alla fine, è proprio ciò che speravano tutti, M5S compreso per chiarissimi motivi.

Il MoVimento ha fatto, a parer mio, diversi errori:
  • la comunicazione: il capogruppo non può dichiarare una cosa, essere smentito da Grillo e poi ritrattare il tutto in poche ore (mi riferisco in particolare, ma non solo, alla vicenda della votazione per il Presidente del Senato). Mettiamoci d'accordo e cerchiamo di capire chi comanda veramente: la mancanza di una struttura organizzativa che, a livello locale è ininfluente, è in Parlamento un grosso handicap rispetto agli altri partiti che possono permettersi di pianificare strategie chiare (o almeno provano a farlo);
  • il no a priori al PD: un approccio diverso avrebbe anche potuto significare esiti diversi al mandato esplorativo di Bersani. Il M5S avrebbe dovuto dire: "se mi garantite l'attuazione dei miei 20 punti io ti do la fiducia". Non mi si fraintenda, gli otto punti invece proposti da Bersani erano e sono tuttora giustamente irricevibili dal MoVimento: il PD non ha provato nemmeno a mettere in difficoltà il M5S proponendo punti VERAMENTE condivisibili ma la percezione diffusa è stata: "no a priori perchè siete il PD". Se da un lato è sinonimo di coerenza non allearsi con un partito diretto responsabile del baratro in cui ci troviamo e che è stato attaccato per tutta la campagna elettorale dall'altro lato ha creato una visione distorta della realtà: "il M5S non ha dato la fiducia e per questo ci ritroveremo un inciucio o nuove elezioni". Insomma si doveva fare in modo che fosse il PD a dire no e non viceversa, la percezione doveva essere: "il M5S ha fatto una proposta di 20 punti che il PD ha rifiutato";
  • l'ultimo errore è stato rilevato da Marco Travaglio negli ultimi giorni e condivido appieno le sue osservazioni: perchè diavolo il M5S non ha proposto una lista di nomi (esistono personalità importanti non legate ai partiti o alle banche!!!) che avrebbero accettato di supportare da dare a Napolitano. Anche qui non mi si fraintenda: Giorgione poteva benissimo fare una lista di nomi DEGNI autonomamente senza gli assist del MoVimento ma di nuovo in questo modo si è creata un'altra visione (stavolta distorta solo in parte) della realtà: "il M5S non ha presentato nessun nome, colpa sua" mentre sarebbe dovuto essere: "il M5S ha proposto nomi importanti ma Napolitano li ha rifiutati preferendo dare spazio ai vecchi partiti".
Ovviamente l'operato del M5S finora va anche valutato al netto delle cose belle che già ha fatto:
  • il rifiuto dei rimborsi elettorali, si parla di circa 42 milioni che rimarranno nelle tasche della collettività, quale altro partito può dire di fare altrettanto?
  • autoriduzione dello stipendio (comunque ottimo) fino ad un totale di 5.000 euro lordi;
  • l'opposizione alla creazione del gruppo parlamentare di "Fratelli d'Italia" che costerà 400.000 euro in più all'anno (soldi nostri ovviamente) invece avvallata da tutti gli altri partiti; ricordo che per formare un gruppo ci vogliono 20 persone, i deputati di Fratelli d'Italia sono 9 e sarebbero dovuti confluire nel gruppo misto;
  • martedì sarà proposto un taglio da 42 milioni di euro ai costi della politica; vedremo chi sarà a favore e chi contro.
Senza contare il cambiamento dell'agenda politica che il M5S con il suo successo ha imposto ai partiti: per fare un paio di esempi, ha obbligato il PDL a mettere nel programma l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti (anche se ovviamente la sua realizzazione da parte di quel partito è credibile come l'esistenza di Babbo Natale), ha imposto al PD di proporre candidati alle presidenze delle camere lontani dai vertici di partito spingendoli, una volta eletti, a decurtarsi pesantemente lo stipendio; tutti temi che, senza il M5S, probabilmente non sarebbero mai stati toccati.

Insomma, l'operato fin qui è degno di nota: direi che al netto degli errori i ragazzi del M5S con tutta la loro inesperienza e, a volte, ingenuità, sono il meglio che questa legislatura può offrire.
Spero inoltre, in questo mio lunghissimo post (me ne scuso, per il futuro starò più attento), di aver ben sottolineato perchè ritengo che Napolitano sia stato un PESSIMO Presidente della Repubblica.




venerdì 9 novembre 2012

La giusta misura

A parer mio uno dei difetti principali della nostra informazione sta nel peso che da ad un fatto rispetto ad un altro.

Prendiamo Di Pietro: Report come al solito non fa sconti a nessuno e ha parlato delle proprietà del leader IDV.
Non c'è niente di penalmente rilevante, Di Pietro è probabilmente una delle poche persone oneste che siedono in parlamento. Quel che gli si può contestare è al limite una questione di opportunità e trasparenza, oltre ovviamente all'indiscutibile fatto che si sia mischiato e aver partecipato al disgustoso spettacolo politico degli ultimi dieci anni.
Tuttavia la trasmissione parla di 56 particelle catastali che non corrispondono assolutamente a 56 appartamenti, sono infatti compresi terreni, cantine e box; gli appartamenti sono, in verità, undici.
Non c'è alcun nesso tra la ricchezza di Di Pietro e i finanziamenti pubblici presi dall'Italia dei Valori, l'ha già provato in passato la magistratura.
Dunque per cosa ci si indigna e di cosa si sta parlando? E' normale dare tutto questo peso alla vicenda? E' normale che invece nessuno parli di ALTRE puntate di Report, una su tutte quella su Comunione e Liberazione?

Poi c'è la furiosa polemica che ha investito Beppe Grillo per il divieto agli eletti e candidati di andare nei talk show televisvi. Ho già espresso il mio parere negativo poco tempo addietro ma forse, anche qui, si è persa la misura dell'accaduto. Cos'è una regola interna ad un movimento politico rispetto agli scandali veri che ha investito praticamente ogni partito italiano? Se non piace la regola, non ti iscrivi al movimento, è semplice. L'ha spiegato benissimo ieri Travaglio a Servizio Pubblico.
Ecco a voi il video.



giovedì 1 novembre 2012

Un nuovo miracolo politico e atteggiamenti da leader

Come descrivere altrimenti il clamoroso successo del MoVimento 5 stelle in una regione storicamente indietro per quanto riguarda internet e adsl?
Il 18% in Sicilia significa almeno il 25% a livello nazionale e marzo è ancora lontano: c'è ancora tempo affinché i partiti possano spingere qualche altro migliaio di voti alla lista 5 stelle.

I partiti, sono proprio loro i veri sconfitti delle elezioni regionali in Sicilia. I loro numeri rispetto alle elezioni del 2008 sono infatti imbarazzanti, quelli del PDL particolarmente disastrosi:


I partiti sono talmente allo sbando che se ne è accorto pure Monti che, recentemente se nè uscito con questa dichiarazione: "Questo governo maledetto piace comunque più dei partiti".
Il che è vero ed è anche tutto dire visto che l'attuale governo non ha fatto altro che smantellare lo stato sociale.

Tuttavia non c'è solo gioia ed abbracci nel Movimento. A far discutere sono le regole imposte da Grillo per le elezioni politiche di marzo. Infatti sul suo blog compare un vero e proprio codice di comportamento che i candidati dovranno accettare per essere tali.
In particolare, sotto la voce "comunicazione" compare il divieto di partecipare ai talk show televisivi.
Conosciamo tutti l'avversione di Grillo verso le televisioni e il già noto "consiglio" agli eletti del MoVimento di non parteciparvi, ma imporre una regola vera e propria mi sembra assolutamente fuori luogo.
L'indipendenza delle liste civiche territoriali nel decidere programma e candidati è stata ampiamente testimoniata da tutti, perchè ora si vuole limitare tale indipendenza imponendo una regola scritta sgradita a molti?
La comunicazione è uno degli aspetti decisivi di una campagna elettorale e, i candidati, dovrebbero poter agire autonomamente senza imposizioni dall'alto.

A far discutere è anche uno dei requisiti per poter essere un candidato: bisogna infatti essersi presentati ad elezioni comunali e regionali in una lista del MoVimento. Tale requisito taglia fuori una fetta notevole di persone tra le quali, probabilmente, ci sono competenze non indifferenti. E' giusto premiare chi si è mosso in prima linea già da tempo ma, come ogni cosa, ha i suoi pro e i suoi contro.

Insomma, Grillo sta facendo troppo il leader, nonostante abbia detto ai giornalisti che tale termine non gli è gradito insieme a moltissimi altri... per la cronaca, le istruzioni ai giornalisti si davano in altri tempi e altri contesti.






mercoledì 3 ottobre 2012

Gli scandali nelle regioni sono il frutto della partitocrazia

Il governo ha appena promesso che non ci saranno più condannati in Parlamento.
La stampa esalta la promessa dimenticando che 5 anni fa Beppe Grillo riuscì a raccogliere 350 mila firme proprio a tale scopo, firme che, lo ricordiamo, per tutto questo tempo sono marcite in un cassetto del Senato.
Dov'era quella stessa stampa cinque anni fa?

Ovviamente tutti si augurano che un provvedimento del genere passi prima o poi, anche perchè non è facile capire come un Parlamento in cui siedono un centinaio di indagati possa approvare un disegno di legge contro, per esempio, la corruzione.

Nel frattempo i scandali nelle regioni continuano a dilagare. Sette consigli regionali sono sotto indagine, i soldi pubblici spariscono ovunque a dimostrazione di come il passaggio di poteri dal centro (stato) alla periferia (regioni) sia stato attuato in un modo tutto italiano; cioè col solo fine di aprire nuovi spazi di potere che i partiti potessero occupare.

Tutto questo è il frutto del regime politico in cui viviamo: una partitocrazia dove il potere non appartiene al popolo ma ai partiti stessi che, si badi bene, non sono più da tempo espressione dell'opinione pubblica.
Quanti di voi ascoltano ogni giorno commenti smarriti di conoscenti che non sanno chi votare?

Vi lascio con due video: il primo è il ritorno di Saviano, che come al solito fa un monologo intelligente, capace di far riflettere; il secondo è l'intervento di Maurizio Crozza a Ballarò che ai politici ridendo e scherzando riesce a dirne più di chiunque altro (d'altronde visti gli ospiti...).



giovedì 16 agosto 2012

Spazi tv pagati con denaro pubblico: un'altra polemica sul MoVimento

E' recentissima la notizia secondo cui gli esponenti del Movimento 5 Stelle avrebbero pagato, con soldi pubblici le loro comparsate sulle televisioni.

Tuttavia, prima di indignarsi è necessario fare alcune osservazioni: innanzitutto questa è una prassi radicata da sempre e che vale per tutti gli esponenti politici: vuol dire che paghiamo anche quando vediamo la faccia di Borghezio in qualche talk show.

Va poi sottolineata la frequenza con cui gli esponenti del MoVimento vanno in televisione: cento volte meno dei componenti dei partiti tradizionali. Inoltre, bisogna rilevare che la lista a 5 stelle ha rinunciato ai rimborsi elettorati, unica forza politica a farlo, e che ogni eletto nelle istituzioni si abbassa lo stipendio a 2.500 euro.

E' proprio da tale autoriduzione che provengono i fondi per le comparsate in tv, in altre parole si pagano le ospitate con i propri stipendi: parlando dei consiglieri regionali, ogni mese dovrebbero percepire per legge (non si può rifiutare) una cifra che si aggira intorno ai 10.000 euro; sottraendo a tale cifra i 2.500 euro spettanti agli eletti, il resto lo si versa in un fondo che viene utilizzato, ad esempio, per tutele legali gratuire, progetti di utilità collettiva e anche per stampare volantini, opuscoli e manifesti. Nel mezzo di questa attività ci sta anche il pagamento delle rare comparsate nelle televisioni.

La differenza con i partiti, chiaramente, è abissale. Questa non è altro che l'ennesima polemica montata ad arte che indica la foglia senza guardare il tronco, in una sorta di grande coalizione che vede i partiti tutti uniti per la causa "antigrillina".

Poi per carità, discutere è lecito: Beppe Grillo sostiene che pagare per andare in tv è come pagare per andare ad un funerale e, come lui, sono in molti a sostenere l'inutilità di tale spesa. E' anche vero tuttavia che la televisione è ancora il mezzo di informazione più seguito dagli italiani che, neanche a dirlo, vivono in un Paese che è il terzo mondo di internet.

L'argomento è ambiguo: è giusto rinunciare a tale visibilità in nome di un ulteriore risparmio?


sabato 4 agosto 2012

Calcioscommesse, politica e furti

C'è qualcosa di sbagliato in un paese i cui abitanti si indignano per il calcioscommesse senza conoscere minimamente quel che lo costringe ad una vita da disoccupato o precario. Lo si dice tutti i giorni ma l'assuefazione non passa: ed è così che diventa possibile sul sottofondo della preoccupazione per la possibile squalifica di  Conte, ignorare che la casta si è regalata dieci milioni in più in un fondo di spesa dei gruppi parlamentari.

In totale, in due anni, i partiti avranno 160 milioni dai 150 precedentemente previsti. Soldi che, sia chiaro, sono un "di più" rispetto al finanziamento pubblico ai partiti, ci mancherebbe! Per onestà bisogna però specificare che il PD devolve il denaro in beneficienza e l'IDV non partecipa, come è più corretto che sia, alla spartizione.

Il provvedimento, per portare la presa per i fondelli ai nostri danni a livelli più elevati, è contenuto nello stesso decreto che mette in ginocchio gli enti locali tagliando sulla sanità e che non è riuscito a trovare una soluzione per duemila esodati di Finmeccanica.

Il blog di Grillo ha poi pubblicato un post dove viene reso noto il numero delle pensioni d'oro: sarebbero 100000 e costerebbero ai contribuenti la bellezza di 13 miliardi di euro. Se queste pensioni venissero abbassate a 5000 euro netti al mese si risparmierebbero 7 miliardi.

A proposito di soldi buttati, su queste pagine avevo annunciato con gioia che il beauty contest che avrebbe regalato (unico paese al mondo) le frequenze del digitale a rai e mediaset sarebbe stato sostituito da un'asta pubblica. Beh tutte palle, anche il governo tecnico decide di rinunciare ad almeno 5 miliardi di euro e travestirsi da Babbo Natale prima del tempo.

Nel frattempo la disoccupazione sale, le tasse aumentano e siamo sempre più in recessione, ma l'importante è la squalifica di Conte.


lunedì 21 maggio 2012

Terza Repubblica o ingovernabilità?

Federico Pizzarotti, candidato del Movimento 5 stelle, è sindaco di Parma. Come dice Grillo potrebbe essere l'inizio della Terza Repubblica: i cittadini prendono il timone di una città importante e, nei limiti delle possibilità concesse agli enti locali, cercheranno di applicare un programma redatto in rete da 800000 persone.

Se queste sono le premesse attendo con ansia il 2013! Sarà infatti una sfida ambigua: da un lato, se il Movimento ha avuto un risultato così eclatante alle amministrative dove, a rigor di logica, la protesta dovrebbe essere meno sentita in quanto l'operato dei sindaci è certamente più oggettivo rispetto alle politiche dove intervengono più prepotentemente le "ideologie" (o ciò che ne rimane) allora nel 2013 è facile dire che il Movimento 5 Stelle andrà ben oltre le aspettative e i sondaggi.

Dall'altro lato tuttavia, appunto per questi residui ideologici, che sono un'arma a doppio taglio, le persone potrebbero essere orientate a votare un partito per non far vincere l'altro, per scongiurare la sciagura di altri cinque anni di PDL. E' anche vero che oggi come oggi i partiti sono delegittimati nella loro totalità e che hanno problemi di alleanza piuttosto rilevanti: PDL e Lega, nel caso tornassero inisieme, non vinceranno mai le elezioni, ma PD+IDV+SEL arriveranno al 51%? Ho i miei dubbi.

L'unica alleanza sicura di governare sarebbe PDL+PD+UDC, insomma il solito vomitevole inciucio.

D'altra parte, pur essendo auspicabile, pensare al Movimento 5 Stelle che arriva al 51% mi è obiettivamente difficile. Di conseguenza il problema dell'ingovernabilità è qualcosa da tenere a mente: potremmo facilmente ritrovarci nella stessa situazione politica della Grecia dove formare un governo è, di fatto, impossibile.

Il futuro è dunque un'incognita, oggi c'è però la certezza di avere un'Italia migliore.

p.s. Napolitano l'hai sentito il boom?


venerdì 20 aprile 2012

Il Movimento 5 stelle protagonista: bersaglio dei partiti e dei media

Fa tenerezza ciò a cui stiamo assistendo: PDL, PD e UDC d'accordo sul condannare il supremo nemico Beppe Grillo. Non si spendono più parole per sostenere le proprie ideologie come nella prima repubblica, le ideologie sono morte proprio come la funzione dei partiti stessi, ed ecco che questi ultimi si uniscono a difesa del proprio essere contro l'antipolitica.

Ma cos'è l'antipolitica? Beppe Grillo? O piuttosto la cattiva politica esercitata dai politici? I partiti stessi sono l'antipolitica perchè Beppe Grillo fino a prova contraria fa più politica di tutti loro messi insieme con un programma ben preciso e ben più concreto degli assiomi classici "crescita, grandi opere, banche e cemento".

La posizione dei partiti verso il Movimento 5 stelle dunque la conosciamo. Ma i media come si comportano? Neanche a dirlo in modo vergognoso. Ieri sera a Servizio Pubblico la parola "Movimento 5 stelle" non è mai stata pronunciata, si è parlato solo di Beppe Grillo e di "grillini" come se il Movimento iniziasse e finisse con lui a prescindere dai centinaia di eletti e, a questo punto, da migliaia di militanti in tutta Italia.

Il tutto ovviamente, guarda caso, in concomitanza con le elezioni amministrative.

E' stato invitato in studio il consigliere regionale dell'Emilia Romagna Giovanni Favia... beh ha parlato per circa cinque minuti su tre ore di trasmissione e la metà del tempo lo ha dovuto spendere per rispondere ad una (legittima) domanda di Santoro, il quale ha chiesto come fosse possibile che, essendo Grillo proprietario del marchio del Movimento, "ognuno vale uno", slogan principale della lista a 5 stelle (ne ho parlato anche io QUI sul blog tempo fa)

La domanda di Santoro è l'unica critica legittima che si può fare (finora) al Movimento 5 stelle, tuttavia essa indica la foglia secca trascurando l'albero rigoglioso: non è stato ad esempio detto che mentre i partiti rubavano CENTINAIA DI MILIONI di euro di "rimborsi" elettorali il Movimento 5 stelle ha rifiutato per le elezioni regionali quasi due milioni di euro che, per legge, gli sarebbero spettati. Non è stato detto poi che ogni eletto si è ridotto lo stipendio dell'80% arrivando a prendere 2.500 euro (stipendio comunque faraonico) al posto di 12000. Non è stata poi spesa una parola sul programma del Movimento 5 stelle che, per chi fosse interessato, riporto QUI.

Qualcuna di queste cose sono state dette dallo stesso Beppe Grillo, mandato in onda per parecchi minuti, ribadendo quindi il messaggio implicito della lista civica a 5 stelle personificata nel comico genovese, neanche fosse il candidato premier. Altri principi del Movimento sono stati poi detti da Matteo Renzi, sindaco di Firenze del PD, protagonista assoluto della serata, il quale non ha fatto altro che COPIARE pezzi del programma del Movimento e farli suoi. Peccato che mentre predica bene egli razzola male facendo parte di un partito che ha rubato e continua a rubare con i rimborsi elettorali.

Mi chiedo come sia possibile sostenere l'illegittimità dei rimborsi elettorali, della presenza di politici con più di 2-3 mandati e poi fare parte di un partito che riceve milioni di euro di finanziamento pubblico e presenta tra i suoi elementi di spicco elementi come D'Alema e Fassino. Ci sarebbe un valore che si chiama coerenza.

Ma questo è un problema di Matteo Renzi. Ciò che mi preme è trasmettere un messaggio: quando si parla di Movimento 5 stelle non fidatevi degli esponenti politici, delle televisioni e dei giornali. Cercate su internet: ogni comune e regione d'Italia in cui è presente il Movimento ha un sito internet dove i militanti caricano le loro proposte e soprattutto i video di ciò che fanno nei Consigli comunali e regionali favorendo la tanto acclamata trasparenza che la politica "istituzionale" fa da sempre mancare.

martedì 6 marzo 2012

Il film grottesco della politica italiana e la prima epurazione del M5S

La politica italiana potrebbe passare tranquillamente per un film grottesco: si veda Umberto Bossi che praticamente minaccia di morte Monti ("rischia la vita, il nord lo farà fuori") o si veda il Partito Democratico che perde, per l'ennesima volta, le sue stesse primarie. Il partito di Bersani ormai ha una credibilità prossima allo zero: nei sondaggi è diventato il primo partito solo perchè, gli altri, sono riusciti a fare molto peggio.

Nel frattempo il Movimento 5 Stelle vede il suo primo espulso: Valentino Tavolazzi, consigliere comunale di Ferrara, colpevole di aver organizzato un convegno (per altro abbastanza snobbato dai militanti) molto simile al congresso di un partito in cui si sarebbe discusso dell'organizzazione del Movimento e quindi di un eventuale leader. Sono temi questi che vanno contro l'essenza stessa del Movimento 5 Stelle il cui "non statuto" sancisce l'assenza di una sede e di leader.

Grillo, fondatore del Movimento, si è autonominato controllore dello stesso, ed in virtù di tale qualifica è stato costretto a cacciare il consigliere comunale. Tuttavia c'è un MA: se un leader non ci deve essere l'atto di Grillo come dovrebbe essere interpretato? Il comico potrebbe aver ragione ad aver epurato Tavolazzi, ma se egli ha il potere di decidere chi sta dentro e chi sta fuori beh, ad un leader ci assomiglia eccome, sbaglio?

Si noti bene comunque, che una protezione contro le persone che vogliono trasformare il Movimento in partito è assolutamente necessaria. C'è sempre il pericolo di "farsi prendere la mano". Tuttavia è questo il metodo più corretto? Se si, non si dica più che all'interno del Movimento "uno vale uno" perchè Grillo, evidentemente, vale di più. Giusto o sbagliato che sia.


mercoledì 25 gennaio 2012

Beppe Grillo è impazzito

Dal suo blog, il comico stavolta l'ha sparata un po' troppo grossa: lo spinoso problema della cittadinanza ai figli degli stranieri è stato infatti liquidato in questo modo:

La cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso. O meglio, un senso lo ha. Distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarli in tifosi. Da una parte i buonisti della sinistra senza se e senza ma che lasciano agli italiani gli oneri dei loro deliri. Dall'altra i leghisti e i movimenti xenofobi che crescono nei consensi per paura della "liberalizzazione" delle nascite.

La cittadinanza ai figli degli stranieri invece un senso ce l'ha eccome: infatti, come riporta il Fatto Quotidiano, sono ormai circa un milione i ragazzi  nati e cresciuti nel nostro paese e rappresentano l'11% del PIL nazionale.
Per quale assurdo motivo non possono essere considerati italiani?

I problemi reali di cui parla Grillo sono molteplici, ma il tema in oggetto è sicuramente fra questi.


venerdì 20 gennaio 2012

Sicilia in rivolta


Il movimento dei forconi sta di fatto immobilizzando la Sicilia. Migliaia di persone stanno facendo dei blocchi lungo le strade fermando l'economia siciliana: sono autotrasportatori, studenti, disoccupati ed agricoltori e la protesta ha già assunto proporzioni ragguardevoli.

Tutto questo succede con l'appoggio della gran parte degli italiani, ovviamente di quelli che conoscono l'esistenza di questo movimento, si perchè i media stanno ben attenti a non parlarne.
A dar voce a queste persone ci ha pensato ieri Servizio Pubblico e, a riguardo, qui sotto propongo un video.

In questo contesto, tra le forze politiche delegittimate ed in crisi (il tutto per ovvi e "meritati" motivi) a salire nei sondaggi è il Movimento 5 Stelle, che si attesta intorno al 7,5% diventando una delle principali forze politiche del paese superando addirittura l'UDC (altro che terzo polo).


mercoledì 4 gennaio 2012

Tutti contro Grillo

Come spesso capita, le critiche più feroci verso Beppe Grillo sono quelle che meno hanno senso. Di critiche costruttive verso il comico se ne potrebbero fare tante, invece ci si scaglia su cose veramente ridicole.
Mi riferisco alla polemica nata dalle parole di Grillo per il quale non bisogna limitarsi a condannare gli attentati ad Equitalia ma anche capire i motivi per i quali essa è diventata un bersaglio.

Sono parole a parer mio giuste, che riflettono una tensione sociale che in Italia va sempre in crescendo.

Equitalia, lo sanno tutti, è fortemente criticata per la sua lentezza amministrativa, per tassi di interesse talmente alti da essere definiti da "usura" e per la facilità con la quale ricorre al pignoramento di beni anche per debiti relativamente modesti.
Prendendo un paragrafo da Wikipedia: "L'inefficienza amministrativa di Equitalia è tale che molto spesso il debitore non sa neanche di avere la casa ipotecata a causa di un debito inizialmente modesto. Può succedere infatti che una modesta multa stradale lieviti molto a causa degli elevati tassi di interesse e della lentezza amministrativa di Equitalia, rendendo impossibile il pagamento (per una persona che non vive in una situazione economica agiata) e causando quindi il pignoramento di immobili o il fermo amministrativo di veicoli."

Come se questo non bastasse, Equitalia sembrerebbe tutt'altro che equa:

"Secondo la trasmissione TV Report, Equitalia punisce partiti, grandi imprenditori e VIP con una severità molto minore rispetto a quella che usa con le persone meno abbienti, accanendosi con le persone non agiate e chiudendo un occhio con le persone più ricche"

Desta quindi perplessità lo scalpore provocato dalle parole di Grillo. Per il nostro mondo politico che condanna la violenza senza se e senza ma, la primavera araba sarebbe stata compiuta da criminali privi di scrupoli invece che da eroi pronti a morire per un ideale di libertà.

La violenza va condannata, ma capire i motivi che l'hanno provocata è un puro e semplice dovere civile.



venerdì 16 dicembre 2011

Il pronto soccorso del nuovo millennio

Quest'oggi riporto semplicemente un trafiletto apparso sul blog di Beppe Grillo, fa capire in poche righe lo stato della sanità italiana, è una lettura estremamente interessante ed è firmata da "un cittadino qualunque".

"Ieri mattina mi è sembrato di vivere in un sogno surreale: mia madre cadendo si è fratturata un piede cosi l'ho portata al pronto soccorso. Il parcheggio dell'auto era solo a pagamento ed è stato inevitabile pagare, poi entrati dentro verso mezzogiorno ci siamo subito impressionati per le sale e i corridoi che erano piene di barelle con gente semi nuda, senza tendine, senza camere, con un brusio costante di parenti. Gli infermieri si muovevano in continuazione, ognuno aveva lo stesso tragitto da percorrere e l'aria viziata era irrespirabile, non c'era una sedia dove appoggiarsi e le attrezzature non erano sufficienti per accogliere tutti, i barellieri si fottevano le barelle e le sedie a rotelle,....e noi in piedi, fermi a osservare il marasma e ad attendere il nostro turno. Gente ferita che era li dalle quattro di mattina, sembrava un pò di essere in guerra e nel mentre pensavo:"...per lavorare in ospedale ci vuole del coraggio, io non ci riuscirei mai..." ..dopo un ora ci chiama una specie di infermiere un pò agitato. Ci fa entrare nella stanza e mentre preparava l'occorrente per mettere il gesso, di punto in bianco mi disse che era napoletano e che si trovava a Genova da trenta giorni con disinvoltura, poi mi guardava in faccia chiedendomi se lo potevo aiutare e senza nemmeno darmi il tempo di rispondere mi mise un camice bianco e in conclusione l'ho aiutato a mettere il gambaletto di gesso a mia madre...infine, per ricevere il foglio della pratica di soccorso abbiamo aspettato almeno un'ora e mezza per una firma della dottoressa . Mentre mi ha consegnato il foglio le ho chiesto che cosa c'era scritto e lei di tutta fretta mi ha risposto : "Non lo so.." ...il servizio fai da te...al pronto soccorso ".

Ah ovviamente c'è anche chi deve fare le notti in ospedale perchè manca il personale per guardare tutti i pazienti. Tagliamo ancora un po' i fondi per la sanità.

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