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giovedì 27 febbraio 2014

Le espulsioni dal Movimento, sono veramente solo una questione di democrazia interna?

La questione delle espulsioni del M5S non è banale e sarebbe ridicolo liquidarla in poche righe. Tacciare tali espulsioni come "fasciste" o "antidemocratiche" è demagogia, non spiega nulla: non si tratta solo di democrazia interna ma anche di democrazia nella sua totalità.

Mi spiego meglio: allontanare chi la pensa diversamente da te è sicuramente un concetto antidemocratico, non ci piove. Ma è veramente questo il caso?
Da più parti, all'interno del Movimento ma anche in contesti giornalistici seri, sono saltate fuori testimonianze che possono essere riassunte nelle seguenti parole di Alessandro di Battista:

"Io ho visto in queste 4 persone, sistematicamente, da mesi, e in modo organizzato, la logica del dolo, la malafede, il sabotaggio di tutte le grandissime battaglie che abbiamo portato avanti come gruppo. Ogni qual volta avevamo un successo da comunicare (e voi sapete quanto per il M5S che ha il 99% dei mezzi di informazione contro sia difficile comunicare) usciva, sistematicamente una dichiarazione di uno dei 4 pronta a coprire il messaggio del gruppo. Ogni qual volta serviva lanciarsi e buttare il cuore al di là dell'ostacolo (molte battaglie le abbiamo iniziate senza sapere come sarebbero finite, senza nemmeno immaginare le conseguenze agli occhi dell'opinione pubblica, vedi art.138) c'era sempre uno dei 4 che si trasformava in “zavorra professionale”, una zavorra che puntava all'immobilismo. E per un Movimento restare fermi è la morte assoluta."

Non è dunque questione di dissenso interno. Il dissenso esiste nel merito delle leggi e delle azioni da portare avanti, si discute, ci si confronta, si vota all'interno del gruppo e si porta in Parlamento la volontà della maggioranza. La parte "perdente", se leale, si adegua per quella volta alla maggioranza senza rilasciare dichiarazioni al vetriolo alla stampa, altrimenti si sta facendo un danno alla propria parte politica. Questo è un concetto che i 4 senatori espulsi non hanno mai imparato.

Certo è che, se dopo ogni votazione, mi trovo in disaccordo la maggior parte delle volte, allora c'è qualcosa che non va: mi chiederei se sono in linea con il gruppo politico che mi ha portato in Parlamento e, in caso contrario, prenderei di mia iniziativa le distanze uscendo dal gruppo parlamentare e dando le dimissioni. L'onestà intellettuale imporrebbe questa condotta, un'onestà intellettuale che è mancata ai quattro senatori espulsi che hanno aspettato il provvedimento dall'assemblea del M5S riunita in seduta comune e la successiva ratifica dell'espulsione da parte degli iscritti al sito di Beppe Grillo.

Travaglio, nel merito, ha sottolineato come sia ridicolo da parte di PD e Forza Italia fare la paternale sulla democrazia interna al Movimento 5 Stelle ponendo, alla fine, una domanda fondamentale:

"....assisteremo alla solita sceneggiata dei partiti più antidemocratici d’Europa che danno lezioni di democrazia. Ma sarà soltanto un espediente ipocrita e propagandistico per rinviare la discussione su un problema che riguarda tutti: davvero la democrazia è chiamare ogni tanto i cittadini alle urne, incassarne i voti su un certo programma e usarli per fare esattamente l’opposto?"

C'è infine anche il sospetto che sia solo una questione di soldi: i precedenti espulsi dal Movimento hanno dimostrato che, alla fine, ciò che gli premeva, era tenere l'intero stipendio. La mancanza di "democrazia interna" era una scusa per farsi espellere o uscire dal gruppo. Lo capisco, è difficile non tenersi 20.000 euro al mese e Beppe Grillo l'aveva preventivato, pronosticando, in tempi non sospetti, un 20% di possibili voltafaccia... speriamo si resti sotto tale soglia.
Tacconi e Catalano, fuoriusciti di loro iniziativa in seguito alle espulsioni, sono due esempi di soggetti che non hanno mai restituito ciò che è stato stabilito dalle regole interne al Movimento. Come è possibile non pensare male?

Il tempo dirà cosa faranno i parlamentari ex pentastellati: avranno un minimo di credibilità solo se rinunceranno a gran parte del denaro che gli spetterebbe a norma di legge così come avevano promesso ai loro elettori, seguendo, al contempo, i principi e lo spirito del MoVimento, altrimenti, le loro accuse rimarranno solo illazioni e chiacchiere inutili.

Clicca sui nomi di Travaglio e Scanzi per leggere i loro articoli, critici ma obiettivi, in merito alle espulsioni.

P.S. Dambruoso sospeso per 15 giorni in seguito allo schiaffo verso la parlamentare del M5S Lupo; 10 giorni di sospensione a 23 parlamentari del M5S dopo la protesta in occasione del decreto IMU-Bankitalia e ben 23 giorni di sospensione per Alessandro di Battista, gran parte dei quali per aver detto a Speranza (PD), prima della sua conferenza stampa, "se menti ti sbugiardo" spingendo il piddino a fare quella conferenza stampa nel suo ufficio. Conclusioni: tirare uno schiaffo ad una donna è meno grave rispetto alla "minaccia" di sbugiardare un deputato in conferenza stampa.







martedì 21 gennaio 2014

L'ipocrisia di Renzi e la continuità dell'inciucio

La mia modesta, quanto negativa, opinione sul nuovo segretario del PD non mi ha negato la possibilità di dire che ero sempre pronto a ricredermi (l'ho scritto QUI). E' successo? NO!

Renzi è un fenomeno mediatico notevole: quasi tutta la stampa del Paese si inchina alle sue parole e, in pochi, analizzano invece i fatti che, come si sa, contano molto di più.

Se ci si fermasse alle parole infatti, Matteo Renzi sarebbe degno di lodi, prendiamo ad esempio quelle spese su Twitter:



Ineccepibile. Peccato che il primo vero atto politico rilevante da segretario del principale partito di governo sia stato quello di andare da Berlusconi a discutere la legge elettorale. Un Berlusconi, fra l'altro, che non è nemmeno più parlamentare per una motivazione ben precisa: è stato condannato in via definitiva per frode fiscale. Secondo Matteo Renzi dunque, Berlusconi è un interlocutore credibile e, al posto di mandarlo in pensione come diceva e scriveva, lo resuscita per l'ennesima volta regalandogli legittimità.

Come dovrebbero sentirsi i suoi elettori? Alle primarie hanno speso due euro per farsi scrivere la legge elettorale a Berlusconi? Di certo non era esattamente ciò che avevano in mente quando si parlava di rinnovamento e rottamazione. Matteo Renzi si è rivelato, a tempo di record, un grandissimo ipocrita.

D'altronde la coerenza di Renzi si manifesta anche in altri ambiti, come nella vicenda della Cancellieri ad esempio: a novembre per Renzi si doveva dimettere, peccato che poi, in aula, i "renziani", hanno votato contro la proposta del M5S (tanto per cambiare) di calendarizzare la mozione di sfiducia alla Cancellieri stessa.

Dunque qual è il vero indirizzo politico del PD? Quello espresso a parole dal nuovo segretario o quello dimostrato in aula con i fatti? La politica si fa in Parlamento e le parole, se non sono seguite dai fatti, sono solo uno show per creduloni. Renzi rappresenta la continuità di quel magnifico fenomeno chiamato "inciucio" fra il centrosinistra e il centrodestra italiano. Sono vent'anni che lavorano insieme (così come ben spiegato da Marco Travaglio nel video qui sotto) e tenteranno di farlo per altri venti.






venerdì 11 ottobre 2013

Piano Carceri del M5S e Reato di Clandestinità. Il Grillo fuori luogo.

Napolitano ha dimostrato di non essere un Presidente della Repubblica degno di tal ruolo dicendo, del Movimento 5 Stelle, che se ne frega dei problemi del Paese. Il Movimento si è infatti macchiato della grave colpa di aver avuto sospetti, assolutamente legittimi, sulla possibilità di un indulto volto a favorire la situazione del condannato più celebre d'Italia e, probabilmente, del pianeta.

Il Movimento 5 Stelle in questi mesi ha presentato diversi provvedimenti volti a migliorare le condizioni dei detenuti italiani; il Movimento è dunque ben consapevole del problema ma, probabilmente, il tutto è avvenuto a insaputa del presidente della Repubblica. Per rinfrescargli la memoria è stato consegnato al Quirinale un piano carceri che non comprenda amnistie o indulti (clicca QUI per vedere la conferenza stampa in cui lo si illustra) i quali sono provvedimenti inutili così come ben dimostrato dall'indulto di pochi anni fa. Dopo un anno saremmo infatti punto e a capo.

Strettamente correlato all'emergenza carceri è il problema del reato di clandestinità che, grazie al M5S, potrebbe essere abrogato. Il reato di clandestinità esiste anche in altri Paesi europei, peccato che da noi comporti una serie di norme assurde... fra queste l'obbligatorietà dell'azione penale che ha sovraccaricato un sistema giudiziario già messo a dura prova.

L'emendamento del M5S, approvato in commissione giustizia, potrebbe porre la parola fine su una legge assurda e rappresenta una vittoria per il Movimento stesso celebrata la sera stessa sul blog di Beppe Grillo con un post firmato da "M5S Senato". A rovinare l'atmosfera ci pensa proprio Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio pubblicando un post in cui si attacca duramente questa iniziativa dichiarandosi in disaccordo nel merito e nel metodo (in quanto non sarebbe stata approvata dall'assemblea) e dicendo che, se tale punto fosse stato inserito nel programma, il Movimento avrebbe preso percentuali da "prefisso telefonico".

Inutile sottolineare come questo post sia ridicolo alla luce del risultato ottenuto. Il disaccordo sul metodo ci può anche stare ma era veramente necessario pubblicarlo sul blog? Grillo si lamenta, quasi sempre a ragione, del trattamento ingeneroso dei media verso il Movimento; ebbene questi media non aspettano altro che un post del genere per attaccarlo, era necessario fornigli assist? Spesso sarebbe utile alzare il telefono ed essere più presenti, così come indicato da Alessandro di Battista.

Ciò che veramente è inconcepibile è il disaccordo sul merito giustificandolo con la frase "se fosse stato nel programma avremmo preso percentuali da prefisso telefonico". L'abolizione di tale reato, o almeno la radicale riformulazione, è talmente giusta che pone un interrogativo ben più profondo sugli obiettivi a lungo termine del Movimento 5 Stelle: è veramente giusto aspirare alla piena democrazia diretta? Partecipazione maggiore è ovviamente auspicabile e obbligatoria per una democrazia che voglia definirsi sana ma una democrazia diretta imporrebbe che il popolo prenda decisioni che difficilmente potrebbero essere corrette in certi contesti.

Il reato di clandestinità è fra questi perchè la sua abolizione viene interpretata, da molti, come un invito agli emigranti di tutto il globo a venire da noi quando, i più informati, sanno benissimo che non è così. Per fare un altro esempio: quanto sarebbe facile per il popolo legalizzare la pena di morte in seguito ad un reato particolarmente grave e cruento? La persona lucida sa benissimo che non è eticamente corretto legalizzarla, il popolo non è in grado. E' proprio il concetto della democrazia rappresentativa: scelgo un delegato, di comprovata onestà e competenza, che possa rappresentarmi e prendere decisioni che, da solo, non sarei in grado di prendere. Il problema dell'Italia è che questi delegati si chiamano Gasparri e via dicendo.

E' un discorso veramente interessante ma, per ora, vi saluto con un Travaglio particolarmente efficace nel spiegare il problema carceri.


lunedì 1 aprile 2013

Napolitano Presidente indegno e gli errori del M5S

L'atto finale di Giorgio Napolitano chiude in modo incolore un intero mandato che definire indecoroso è fargli un complimento.

Credo sia interessante ripercorrere le prodezze del nostro Presidente.
Iniziamo con la serie di provvedimenti vergogna firmati senza battere ciglio:

  • il Lodo Alfano che, ricordo, prevedeva la sospensione dei processi penali per le alte cariche dello Stato. Napolitano la firmò senza nessun problema; venne poi abrogata nell'ottobre del 2009 dall'ovvia decisione della Corte Costituzionale che ritenne la legge, appunto, incostituzionale. Giorgione non ci poteva arrivare da solo?
  • lo Scudo Fiscale che fece rientrare capitali dall'estero per un totale di 80 miliardi (contro i 300 stimati inizialmente); un modo come un altro per permettere il riciclaggio di denaro sporco e, per di più, con un imponibile veramente ridicolo;
  • alle elezioni regionali del 2010 vennero escluse per irregolarità le liste del PDL nel Lazio e in Lombardia: Napolitano pensò bene di firmare in una notte un decreto legge del governo (devo veramente ricordare di che colore era?) per riammettere le liste escluse;
  • dopo il Lodo Alfano il PDL tenta nuovamente di proteggere il proprio leader con una legge sul legittimo impedimento nel presentarsi ai processi per il capo del governo e i suoi ministri; nessun problema: Giorgione la firma. La Corte Costituzionale la boccia nuovamente (anche se solo in parte).
Questi ovviamente sono solo i più eclatanti, ce ne sono diversi altri. Sia chiaro: so benissimo che se il Parlamento ripresenta nuovamente una legge, dopo un primo rifiuto, il Presidente della Repubblica sarebbe comunque obbligato a firmare ma esercitare con dignità il proprio mandato vuol dire anche saper alzare la voce quando l'etica e la morale vengono calpestati ad uso esclusivo di una parte politica o, come nel caso dello scudo fiscale, vengono calpestati i valori di giustizia e onestà che dovrebbero animare l'intero Paese.

Alle firme vergognose si aggiungono poi comportamenti non sempre irreprensibili. Vogliamo veramente parlare della recentissima invasione di un tribunale da parte degli eletti del PDL? Ne ho parlato diffusamente QUI. Napolitano ha reagito dicendo di capire la preoccupazione del partito. Il Presidente della Repubblica capisce un atto eversivo contro il potere giudiziario dello Stato. Incredibile.

Inoltre la complicità con il governo Monti è, a parer mio, di per sé un crimine. Ma mi rendo conto che questo è un parere strettamente soggettivo (anche se gli indicatori economici sono oggettivi) e non è questo il momento per approfondire tale tema.

Arriviamo infine alla formazione del nuovo governo: il mandato esplorativo di Bersani è un fallimento e Giorgione decide di nominare una lista di saggi! Sara Nicoli del Fatto Quotidiano li ha descritti alla perfezione:
"Sono nomi che rappresentano gli assi portanti di quell’antico sistema politico e istituzionale che ha portato l’Italia nel baratro in cui si trova oggi. Lentamente ma sistematicamente. E adesso siamo di nuovo nelle loro mani."

QUI l'articolo completo.

La risposta di Napolitano alla voglia di cambiamento espressa dal Partito Democratico (solo a parole) e dal M5S (con i fatti) è un governo "pseudo tecnico" che potrà essere appoggiato solo da un inciucio PDL-PD-Monti che, alla fine, è proprio ciò che speravano tutti, M5S compreso per chiarissimi motivi.

Il MoVimento ha fatto, a parer mio, diversi errori:
  • la comunicazione: il capogruppo non può dichiarare una cosa, essere smentito da Grillo e poi ritrattare il tutto in poche ore (mi riferisco in particolare, ma non solo, alla vicenda della votazione per il Presidente del Senato). Mettiamoci d'accordo e cerchiamo di capire chi comanda veramente: la mancanza di una struttura organizzativa che, a livello locale è ininfluente, è in Parlamento un grosso handicap rispetto agli altri partiti che possono permettersi di pianificare strategie chiare (o almeno provano a farlo);
  • il no a priori al PD: un approccio diverso avrebbe anche potuto significare esiti diversi al mandato esplorativo di Bersani. Il M5S avrebbe dovuto dire: "se mi garantite l'attuazione dei miei 20 punti io ti do la fiducia". Non mi si fraintenda, gli otto punti invece proposti da Bersani erano e sono tuttora giustamente irricevibili dal MoVimento: il PD non ha provato nemmeno a mettere in difficoltà il M5S proponendo punti VERAMENTE condivisibili ma la percezione diffusa è stata: "no a priori perchè siete il PD". Se da un lato è sinonimo di coerenza non allearsi con un partito diretto responsabile del baratro in cui ci troviamo e che è stato attaccato per tutta la campagna elettorale dall'altro lato ha creato una visione distorta della realtà: "il M5S non ha dato la fiducia e per questo ci ritroveremo un inciucio o nuove elezioni". Insomma si doveva fare in modo che fosse il PD a dire no e non viceversa, la percezione doveva essere: "il M5S ha fatto una proposta di 20 punti che il PD ha rifiutato";
  • l'ultimo errore è stato rilevato da Marco Travaglio negli ultimi giorni e condivido appieno le sue osservazioni: perchè diavolo il M5S non ha proposto una lista di nomi (esistono personalità importanti non legate ai partiti o alle banche!!!) che avrebbero accettato di supportare da dare a Napolitano. Anche qui non mi si fraintenda: Giorgione poteva benissimo fare una lista di nomi DEGNI autonomamente senza gli assist del MoVimento ma di nuovo in questo modo si è creata un'altra visione (stavolta distorta solo in parte) della realtà: "il M5S non ha presentato nessun nome, colpa sua" mentre sarebbe dovuto essere: "il M5S ha proposto nomi importanti ma Napolitano li ha rifiutati preferendo dare spazio ai vecchi partiti".
Ovviamente l'operato del M5S finora va anche valutato al netto delle cose belle che già ha fatto:
  • il rifiuto dei rimborsi elettorali, si parla di circa 42 milioni che rimarranno nelle tasche della collettività, quale altro partito può dire di fare altrettanto?
  • autoriduzione dello stipendio (comunque ottimo) fino ad un totale di 5.000 euro lordi;
  • l'opposizione alla creazione del gruppo parlamentare di "Fratelli d'Italia" che costerà 400.000 euro in più all'anno (soldi nostri ovviamente) invece avvallata da tutti gli altri partiti; ricordo che per formare un gruppo ci vogliono 20 persone, i deputati di Fratelli d'Italia sono 9 e sarebbero dovuti confluire nel gruppo misto;
  • martedì sarà proposto un taglio da 42 milioni di euro ai costi della politica; vedremo chi sarà a favore e chi contro.
Senza contare il cambiamento dell'agenda politica che il M5S con il suo successo ha imposto ai partiti: per fare un paio di esempi, ha obbligato il PDL a mettere nel programma l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti (anche se ovviamente la sua realizzazione da parte di quel partito è credibile come l'esistenza di Babbo Natale), ha imposto al PD di proporre candidati alle presidenze delle camere lontani dai vertici di partito spingendoli, una volta eletti, a decurtarsi pesantemente lo stipendio; tutti temi che, senza il M5S, probabilmente non sarebbero mai stati toccati.

Insomma, l'operato fin qui è degno di nota: direi che al netto degli errori i ragazzi del M5S con tutta la loro inesperienza e, a volte, ingenuità, sono il meglio che questa legislatura può offrire.
Spero inoltre, in questo mio lunghissimo post (me ne scuso, per il futuro starò più attento), di aver ben sottolineato perchè ritengo che Napolitano sia stato un PESSIMO Presidente della Repubblica.




venerdì 11 gennaio 2013

Servizio Pubblico o Servizio per Silvio?

Come molti, ieri sera, ho ceduto alla tentazione di guardare la trasmissione di Santoro aspettandomi, da quest'ultimo, fuoco e fiamme sui temi più scottanti della mirabolante vita politica (e non) di Berlusconi: mafia, conflitto di interessi e via dicendo.

Invece ho come avuto l'impressione che Santoro ci sia andato piano, sono stato l'unico? Sono state sicuramente portate alla luce le contraddizioni della recentissima attività politica del PDL (votano l'IMU in Parlamento e poi la vogliono togliere ad esempio) ma questo è un argomento su cui Berlusconi ha saputo ribattere punto su punto, non sulle ragioni sia chiaro, ma quanto sulla retorica e sulla dialettica.

Anche il primo dei due interventi di Marco Travaglio invece di tirare uno schiaffo a Berlusconi gli ha fatto una carezza e li, ero tentato di spegnere il televisore. Sarebbe stato un peccato perchè mi sarei perso il suo secondo editoriale che, invece, è stato l'unico vero macigno espresso nella trasmissione di ieri (che qui ripropongo).

Anche coloro che dovevano rivestire il ruolo di "contraddittorio", Giulia Innocenzi e Luisella Costamagna sono apparse delle agnelline di fronte al nano; appare strano soprattutto l'atteggiamento di quest'ultima, solitamente "spietata". 

Concludendo, nel complesso, non mi sembra che Servizio Pubblico ieri sera sia stato tale ma piuttosto un Servizio a Berlusconi che ha potuto, quasi indisturbato, proporre il suo ennesimo comizio fatto di verità distorte, omesse e bugie neanche tanto mascherate davanti a milioni di telespettatori attirati da uno scontro che si preannunciava epico e che invece si è rivelato una gara di barzellette e battute sarcastiche.




(p.s. una battuta di Travaglio però è stata degna di nota: "lei confonde i processi civili con quelli penali, se fossi il criminale che descrive nella lettera come minimo mi avrebbe fatto presidente del Senato")

venerdì 9 novembre 2012

La giusta misura

A parer mio uno dei difetti principali della nostra informazione sta nel peso che da ad un fatto rispetto ad un altro.

Prendiamo Di Pietro: Report come al solito non fa sconti a nessuno e ha parlato delle proprietà del leader IDV.
Non c'è niente di penalmente rilevante, Di Pietro è probabilmente una delle poche persone oneste che siedono in parlamento. Quel che gli si può contestare è al limite una questione di opportunità e trasparenza, oltre ovviamente all'indiscutibile fatto che si sia mischiato e aver partecipato al disgustoso spettacolo politico degli ultimi dieci anni.
Tuttavia la trasmissione parla di 56 particelle catastali che non corrispondono assolutamente a 56 appartamenti, sono infatti compresi terreni, cantine e box; gli appartamenti sono, in verità, undici.
Non c'è alcun nesso tra la ricchezza di Di Pietro e i finanziamenti pubblici presi dall'Italia dei Valori, l'ha già provato in passato la magistratura.
Dunque per cosa ci si indigna e di cosa si sta parlando? E' normale dare tutto questo peso alla vicenda? E' normale che invece nessuno parli di ALTRE puntate di Report, una su tutte quella su Comunione e Liberazione?

Poi c'è la furiosa polemica che ha investito Beppe Grillo per il divieto agli eletti e candidati di andare nei talk show televisvi. Ho già espresso il mio parere negativo poco tempo addietro ma forse, anche qui, si è persa la misura dell'accaduto. Cos'è una regola interna ad un movimento politico rispetto agli scandali veri che ha investito praticamente ogni partito italiano? Se non piace la regola, non ti iscrivi al movimento, è semplice. L'ha spiegato benissimo ieri Travaglio a Servizio Pubblico.
Ecco a voi il video.



giovedì 7 giugno 2012

La sostanziale inutilità del governo tecnico

Se qualcuno mi spiegasse l'utilità di avere questi professoroni al governo gliene sarei grato: finora il governo tecnico è servito per mettere in atto quei provvedimenti che i partiti non hanno voluto ne potuto promulgare (pena il suicidio politico alle prossime elezioni), vale a dire tutte quelle simpatiche tasse che i soliti poveracci devono pagare per sostenere questo Paese allo sfascio.

Adesso ok, siamo usciti dalla situazione catastrofica che Silvio ci ha lasciato e il governo tecnico ha finalmente annunciato provvedimenti per la crescita, dunque cosa fa?
Rende più semplici i licenziamenti! D'altronde in un Paese con un tasso di disoccupazione mostruoso il problema è proprio licenziare, una logica eccezionale!

In che modo questo provvedimento dovrebbe sostenere la crescita? Quando anche la Camera approverà ci saranno semplicemente più disoccupati perchè se il lavoro in Italia non esiste e continuano a chiudere aziende ogni giorno, l'equazione "licenziamenti facili" = "flessibilità del lavoro" non regge!
L'unico effetto a cui assisteremo sarà una diminuzione dei consumi con conseguente stimolo per la recessione. Altro che crescita.

Ma siccome non voglio essere etichettato come demagogo, populista e sostenitore della tesi "sono tutti uguali", voglio provare a proporre una parziale soluzione a questa crisi, già peraltro citata da altre fonti:

ABOLIRE IL CONTANTE

Senza contante ogni pagamento sarà effettuato tramite carte di credito, bancomat, carte prepagate e assegni. In questo modo ogni pagamento sarà tracciabile rendendo IMPOSSIBILE qualsiasi forma di evasione fiscale e soprattutto di corruzione.

Si eliminerebbero in un colpo solo i due più grandi problemi del nostro Paese. Al contempo ovviamente, visto che lo Stato in questo modo potrebbe incassare il doppio di quanto avviene attualmente, si dovrebbe abbattere pesantemente la pressione fiscale, specialmente per le aziende.

Questo genere di intervento si che farebbe crescere il Paese.

Invece il governo tecnico resta a guardare: lo stesso Monti ha dichiarato che determinate tematiche non possono essere affrontate perchè potrebbero spaccare la maggioranza del suo governo, nell'intervista ha portato l'esempio della cittadinanza ai figli minorenni di stranieri.

Queste dichiarazioni sono la conferma di qualcosa che ufficiosamente si sapeva da tempo: il governo Monti POTREBBE essere non incompetente, bensì, impossibilitato a prendere determinate decisioni in quanto ostaggio dei politici.

Ma se le cose stanno così, cosa ci sta a fare un governo illeggittimo e antidemocratico di nominati?




venerdì 16 marzo 2012

Cicchitto non va a Servizio Pubblico a parlare di mafia

Il sig. Cicchitto ieri, ha deciso di non partecipare alla trasmissione di Servizio Pubblico nella quale si è parlato di mafia a causa di un'intervista a Massimo Ciancimino ritenuto, a ragione o torto, un falso pentito.
La sua assenza ha comunque contribuito a rendere la trasmissione estremamente interessante (la trovate QUI) in quanto sarebbe stato disgustoso, in un simile contesto, vedere a fianco di Borsellino un uomo compagno di partito di Dell'Utri e Schifani.

Ma la politica non smette mai di stupire, perchè dall'altro schieramento, è stato ospitato Veltroni, che si è dimostrato estremamente preparato sull'argomento della serata a dimostrazione che, i politici, a parole sono (quasi) tutti bravi, ma allo stesso tempo lasciano pensare che loro, al governo, non ci siano mai stati.

A proposito di cose disgustose, ecco la foto di Bersani, Casini e Alfano belli sorridenti durante l'incontro con Monti: prepariamoci a vederli insieme alle prossime elezioni per il più grande inciucio di tutti i tempi.


Detto questo vi propongo l'intervento di Travaglio, il quale chiarisce alcuni punti sul processo di Dell'Utri.


venerdì 24 febbraio 2012

L'etica made in Italy

Trovo che l'etica in Italia sia molto flessibile: cambia a seconda dei propri interessi. Marco Travaglio ieri da Santoro ha rivelato il codice etico della RAI capace di essere inesorabile con le voci libere di cui parlavo nel mio ultimo post e assopirsi per tutto ciò che fa comodo ai poteri forti, chiamati politica e Vaticano.

Ma il problema etico non è solo della RAI, parliamo della giustizia: Formigli e la RAI stessa, sono stati condannati a pagare SETTE milioni di euro alla FIAT per un servizio di cinquanta secondi andato in onda su Annozero in cui semplicemente si rilevava che una macchina dell'azienda torinese era, su circuito, più lenta di altri due modelli di altre aziende; un dato per altro, mai confutato.

Il danno procurato è stato quantificato a DUE milioni di euro, i restanti CINQUE milioni sono considerati danni morali. Il che fa specie visto e considerato che un genitore che perde un figlio ha diritto a poco più di 300.000 euro. Il messaggio che passa è che uccidere qualcuno è economicamente meno dannoso che attaccare (per altro con dati oggettivi) la FIAT.
E' una sentenza che non solo è eticamente scorretta, ma è anche concretamente pericolosa: il già martoriato giornalismo italiano cosa dovrebbe trarre da tutto questo? Semplicemente che contro alcuni, certi servizi non vadano proprio fatti con buona pace della cara, vecchia, libertà di critica, di parola e di opinione.

E per quanto riguarda la RAI? E' evidente che il problema sono i partiti, già Berlinguer diceva che essi non sono altro che "macchine di potere e di clientela"; e se questo era vero ai suoi tempi, si può forse dire che oggi le cose sono cambiate? Probabilmente si, e in peggio. Ma allora la speranza?

Ce la spiega Celentano.


giovedì 13 ottobre 2011

L'informazione libera vista da Marco Travaglio


Marco Travaglio parla di informazione e legge bavaglio alla manifestazione Ricucire L'Italia, sabato 8 ottobre, a Milano. In tutto sono 25 minuti, consiglio a tutti la visione dei video in quanto a suo modo rende perfettamente l'idea di ciò che significa "legge bavaglio" e le implicazioni in caso di approvazione.




Fortunatamente la crisi di governo dovrebbe mettere un freno a questo scempio.
Nella giornata odierna Berlusconi parlerà alla Camera e domani si voterà la fiducia. Tuttavia anche se questo governo vergognoso dovesse cadere non si dovrà mai abbassare la guardia: la prima bozza del bavaglio infatti, come notato da Travaglio, è frutto di un governo di centrosinistra.

lunedì 26 settembre 2011

Il coraggio di Fazio: 15 minuti di monologo per Marco Travaglio

Ieri sera abbiamo assistito ad un ultimo sussulto di televisione pubblica di qualità.
Il merito è di Fazio che ha avuto il coraggio di lasciar parlare Marco Travaglio nella sua trasmissione "Che tempo che fa". Di coraggio si tratta perchè lasciare spazio per un monologo di un quarto d'ora al giornalista più scomodo dell'intero paese non è un atto utile per un conduttore che vuole lavorare tranquillamente in QUESTA rai.

In un paese normale Marco Travaglio sarebbe corteggiato da qualunque trasmissione televisiva a sfondo politico, in Italia è un facinoroso comunista (poco importa se si dichiara un liberale di destra), d'altronde per esserlo basta provare a dire la verità.

Qui sotto il suo intervento integrale dove parla delle manovre economiche, dura solo 13 minuti e, come spesso capita per i suoi monologhi, è tempo davvero ben speso.


Di seguito l'intervista di Fazio a Marzo Travaglio, antecedente il monologo, anche questa molto interessante.


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