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martedì 27 maggio 2014

Grazie italiani!

Delusione, amarezza, tristezza e anche rabbia; fra ieri e oggi le ho passate tutte.

E' vero, il M5S porta avanti concetti così rivoluzionari che il 21% dei voti appare un miracolo in un Paese conservatore come il nostro ma si partiva comunque dal 25% del 2013 e ogni movimento deve puntare a crescere. E' una sconfitta pesante inutile negarlo.

Sicuramente la propaganda portata avanti da televisioni e carta stampata dai toni tipo "Grillo nazista", "urlano e basta", "cos'hanno fatto in Parlamento?" ha giocato un ruolo fondamentale nel conseguire questo risultato. D'altronde un Paese che viene dopo il Ghana per la libertà di stampa non può certo avere un'informazione degna di questo nome.

Il talento davanti alle telecamere di Renzi ha fatto il resto: ha saputo vendere bene il suo prodotto (il nulla) e gli italiani gli hanno dato fiducia nonostante abbia già dimostrato di essere un bugiardo seriale.

Non solo lui: parliamo ad esempio del nuovo Presidente della regione Piemonte Chiamparino, uno con una carriera politica di trent'anni alle spalle, ecco alcune delle sue prodezze, ampiamente documentate: PD, EXPO E TANGENTOPOLI, DEBITO MOSTRUOSO, SISTEMA TORINO, FIAT E MARCHIONNE, SUPER STIPENDI, CASO MURAZZI, SPRECHI MILIONARI, SCANDALO CSEA, GRANDI OPERE, EVENTI E CRIMINALITA', BUCHI DI MILIONI DI EURO, AMBIENTE, CEMENTO E BANCHE, 7 POLTRONE, PD, FIRME FARLE E RIMBORSOPOLI.

Sicuramente tutti i piemontesi che lo hanno votato conoscevano tutto a menadito. Così come sapevano perfettamente che fra le fila del PD, alle europee, sono stati candidati gli indagati Soru, Caputo, Petrone e Ferrandino. Ma loro, a differenza dei "grillini", hanno esperienza e sono persone note (soprattutto alle procure) dunque votarli va benissimo! Anzi, essere indagati, o ancora meglio condannati, sembrerebbe fare curriculum in Italia: Raffaele Fitto ha infatti incassato 284.000 preferenze pur essendo condannato in primo grado per corruzione. In Italia ci sono 284.000 corrotti che vogliono essere rappresentati?
QUI qualche altro impresentabile che gli italiani hanno mandato in Europa più o meno a loro insaputa, a seconda della loro buona o malafede.

L'italiano è un animale strano: se ne frega di essere preso per il culo, non vuole cambiamenti radicali; lo ha dimostrato con il voto. L'italiano medio è un democristiano che se ne sbatte di qualsiasi tipo di questione morale, almeno nei fatti. A parlare sono buoni tutti. Sta di fatto che hanno votato gente che avrebbe potuto, da vent'anni, creare una legge seria sul conflitto d'interesse e, almeno, ratificare le direttive dell'UE sulla corruzione che, guarda caso, sono fra i principali mali di questo Paese.

Non bastano i milioni e milioni di pensionati, la cui apertura mentale è, comprensibilmente, prossima allo zero, per giustificare certi risultati: come diavolo fa il partito del pregiudicato ad essere ancora al 16%??? Cosa doveva fare Berlusconi per non prendere più voti? Uccidere qualcuno? E la Lega? Vogliamo parlarne? Come fa ad esistere ancora? Io cerco di rispettare l'opinione di tutti ma a volte, lo ammetto, fatico a farlo. Votare Berlusconi dopo una condanna definitiva per frode fiscale ha senso solo se sei un evasore.

Il M5S ha, infine, sbagliato sicuramente qualcosa in campagna elettorale, soprattutto il blog di Beppe Grillo, reo di aver pubblicato post facilmente attaccabili dai media. Impossibile non immaginare che la "parafrasi" di Primo Levi sarebbe stata duramente criticata. Aldilà di qualche post opinabile comunque, l'operato dei parlamentari è stato ineccepibile. Mi chiedo a questo punto, anche alla luce dei risultati elettorali, quanto bene faccia la presenza di Grillo nel Movimento. L'impressione è che il comico spaventi gli indecisi e convinca i "già convinti". Potrei tuttavia sbagliarmi.

Sta di fatto che non bisogna arretrare di un passo, rimanere compatti e continuare a lottare. Cosa rimarrebbe se si perdesse la speranza di un futuro migliore?



giovedì 1 maggio 2014

Cosa rimane da festeggiare?

La festa dei lavoratori, ormai da diversi anni, ha sempre più il sapore della presa in giro. Sempre meno persone hanno motivo di festeggiare: in tantissimi un lavoro non ce l'hanno e, chi ha questa fortuna, è spesso un precario con un contratto che, ufficialmente, viene definito atipico e, ufficiosamente, ridicolo.

E' comparso proprio oggi sul Fatto Quotidiano un articolo molto interessante che parla della proliferazione dei contratti atipici in Europa: a fare da apripista a questo tipo di contratti è stata la Germania e, da allora, il resto dell'Unione ha cercato di seguire il suo esempio illudendosi che, un aumento dell'occupazione, determinasse anche un aumento del PIL e quindi la tanta agognata crescita. Se questo assunto poteva essere parzialmente vero in passato, oggi non è più così: i contratti atipici sono diventati un fenomeno di massa riguardando milioni di persone e provocando, in tal modo, non più un aumento di posti di lavoro ma una redistribuzione degli stessi inibendo in tal modo la tanto agognata crescita.

In Italia negli ultimi anni si è seguito l'andazzo generale: anche le riforme di Renzi (dl lavoro approvato alla Camera, approderà presto al Senato) vanno nella direzione di maggiore flessibilità (una parola carina da sostituire a precariato) senza, peraltro, garantire un reddito minimo come succede in tutto il resto d'Europa.

La tanto discussa proposta del Movimento 5 Stelle infatti, è già legge in tutti gli altri Paesi europei TRANNE che in Italia e in Grecia. In Italia insomma, si vogliono eliminare i contratti a tempo indeterminato a favore di una maggiore precarietà senza nemmeno garantire una minima forma di tutela: i suicidi per disperazione sono anche frutto di certe scelte politiche: incredibile come certa gente, al mattino, riesca a guardarsi allo specchio.

QUI l'ottimo articolo del FQ.




mercoledì 2 aprile 2014

L'abolizione delle province è l'ennesima farsa

Da giorni ormai il governo non fa altro che ripetere quanto è bello e bravo ad aver abrogato le province. Iniziamo a fare un po' di chiarezza. Innanzitutto le province non saranno assolutamente eliminate, per quello serve una riforma costituzionale; saranno semplicemente "ristrutturate":
  • non si voterà più, il presidente della provincia e i membri del consiglio provinciale saranno eletti dai sindaci e dai consiglieri comunali e non riceveranno nessun compenso;
  • addio alla "giunta provinciale", "arriva l'assemblea dei sindaci" come organo della provincia;
  • le sue funzioni saranno:
    a) pianificazione territoriale provinciale di coordinamento, nonché valorizzazione dell'ambiente, per gli aspetti di competenza;b) pianificazione dei servizi di trasporto in ambito provinciale, autorizzazione e controllo in materia di trasporto privato, in coerenza con la programmazione regionale, nonché costruzione e gestione delle strade provinciali e regolazione della circolazione stradale ad esse inerente;c) programmazione provinciale della rete scolastica, nel rispetto della programmazione regionale;d) raccolta ed elaborazione di dati, assistenza tecnico-amministrativa agli enti locali.
Fonte: Senato

C'è chi apprezzerà, aldilà del merito su questa trasformazione (e non abrogazione) delle province, il fatto che ci saranno meno politici da pagare (1700 in meno e non 3000 come sbandierato da Renzi). 
Tuttavia questo è solo una parte della riforma, c'è anche quella che riguarda i comuni dove assessori e consiglieri vengono sistematicamente aumentati. Praticamente il governo fa uscire dalle porte della provincia il politico e lo fa rientrare dalle finestre dei comuni.

Ma tanto va bene lo stesso: Renzi in tv dice che ha abolito le province, la stampa non verifica gli atti parlamentari e il governo passa per eroe. Film già visto.

Infine c'è anche l'introduzione di dieci "città metropolitane", altro livello intermedio fra comuni e regione, in altre parole, un nuovo mezzo della casta per creare poltrone e quindi posti di potere..... raccontatemi ancora la favola di quanto risparmieremo!


giovedì 27 marzo 2014

Jobs Act

Definire l'operato politico di Matteo Renzi ambiguo è un eufemismo: da una parte, in televisione, il premier ti spiega come il lavoro sia una priorità, che la disoccupazione vada combattuta e la giustizia sociale sia fondamentale; dall'altra parte invece, propone il suo "jobs act" e rimani basito nell'apprendere che i contratti a tempo determinato potranno essere prolungati senza interruzioni fino a tre anni.
E' praticamente un inno al precariato che non fa altro che rafforzare le differenze fra i lavoratori a tempo indeterminato e i lavoratori precari che non potranno permettersi di pianificare il proprio futuro.

Le certezze sul futuro sono sacrificate sull'altare di mezzo punto percentuale sull'occupazione che, chiaramente deve aumentare, ma mi chiedo se, per farlo, l'unica via sia affermare ancora di più il precariato, un fenomeno che già oggi uccide i sogni e le speranze per il futuro dei più giovani semplicemente perché un futuro non possono nemmeno permettersi di immaginarlo.

Fortunatamente in Parlamento non è ancora arrivato NULLA di tutto questo, sappiamo ormai bene che Matteo Renzi fa politica a forza di tanti spot elettorali e nessuna sostanza.




mercoledì 19 febbraio 2014

Le consultazioni con Renzi: autogol

Mancano ormai le parole per definire Matteo Renzi: quello che prometteva di rottamare la vecchia politica andrà, a breve, a governare con i rottamati. Fino a poche settimane fa diceva a Enrico Letta di stare sereno che lui, al governo, ci sarebbe andato solo con i voti. Aveva addirittura annunciato che si sarebbe ricandidato a sindaco di Firenze!

Il popolo italiano ormai crede che quanto dichiarato nei talk show sia un'indicazione politica credibile, non si sofferma mai a verificare se le parole vengono seguite dai fatti in Parlamento con il voto (e nemmeno telegiornali e stampa lo verificano al posto suo); allo stesso tempo, tuttavia, non riesce a ricordarsi di quanto Renzi dichiarava fino all'altro ieri prendendo per buone tutte le sue contraddizioni, come se l'ipocrisia fosse una nota di merito.

Sia chiaro, è lecito sostituire in corsa un primo ministro: siamo una repubblica parlamentare, è il presidente della Repubblica a nominare il primo ministro sentite, tramite consultazioni, le forze parlamentari. Niente di illegale dunque, ci mancherebbe. Viene meno "solo" quell'etica politica che vorrebbe vedere cambiare governo insieme al Parlamento perché solo una maggioranza parlamentare diversa potrebbe dar vita ad un governo diverso, non solo nei nomi, ma anche nei fatti.
In questo caso, per di più, le "consultazioni" con il Presidente della Repubblica appaiono più che altro una farsa: il governo si è deciso fuori dalle istituzioni e la maggioranza parlamentare sarà pressoché la medesima del governo precedente: qualcuno aveva dubbi? Come al solito "cambiare tutto per non cambiare niente".

Il Movimento 5 Stelle, in tutto questo, ha deciso di non presentarsi da Napolitano ed è stata una scelta felice: mai prendere parte ai teatrini, altrimenti si rischia di diventare attori al soldo del regista che già aveva deciso di affidare l'incarico di formare il governo a Renzi.

Le consultazioni con quest'ultimo sono, a parer mio, un discorso diverso. Non certo perché servissero a qualcosa: Renzi ha già i numeri per formare il governo avendo, come detto, il sostegno dei medesimi partiti che hanno sostenuto Letta; dunque non ha minimamente bisogno del M5S e non ha certo interesse a concedergli qualcosa. Che poi, anche fosse, com'è possibile fidarsi? Come ben rilevato da Carlo Martelli, anche se Renzi accettasse, ad esempio, di rinunciare al TAV in Val di Susa potrebbe inserire tale provvedimento in un decreto insieme a, altro esempio, tagli pesanti alla scuola pubblica. A quel punto cosa dovrebbe fare il Movimento 5 Stelle? Votare una porcata per portare a casa qualcosa di buono? E' esattamente ciò che è successo col decreto IMU-Bankitalia, i partiti operano così: mescolano in un solo decreto qualcosa di decente solo per coprire le loro porcate. Come è possibile dare la fiducia ad un bugiardo seriale?

Sul blog Grillo ha chiesto alla base se presentarsi o meno da Renzi. Ha vinto il si per una manciata di voti: uno scarto di circa 500 su 40.000 votanti. Io stesso ho votato per il si pur essendo consapevole, come detto, dell'inutilità pratica dell'incontro. Nel mio mondo utopico ci sarebbe dovuto essere da una parte Renzi che proponeva il suo programma e dall'altra un Di Battista o un Di Maio che ribattevano punto su punto, evidenziando le contraddizioni delle sue parole con i voti espressi in Parlamento dal suo partito. Il tutto ovviamente in diretta streaming in modo da sbugiardare Renzi davanti a tutti.

La diretta streaming c'è stata però ha visto in scena Beppe Grillo che, di fatto, non ha lasciato nemmeno parlare Renzi. Nel merito Beppe ha ragione in ogni sillaba che gli ha sputato in faccia ma, il metodo, fa in modo di regalare assist alla stampa che, da domani, tornerà a dipingere il M5S come un ammasso di fascisti che non vogliono il confronto e non lasciano parlare gli avversari politici. Per non parlare dei TG, già mi immagino i servizi. Grazie Beppe per aver buttato all'aria questa occasione: a saperlo avrei votato per non andare all'incontro e, come me, scommetto parecchi altri.

In questo modo si allontanano gli astenuti, gli scettici e gli indecisi che sono quelli che dovrebbero far vincere le elezioni al M5S: gli elettori convinti non hanno bisogno di questi show, sono già felici del lavoro di 160 parlamentari che, per una volta, dimostrano di far l'interesse dei cittadini e non dei soliti noti. Questi teatrini gettano nell'ombra il loro lavoro e Beppe dovrebbe essere abbastanza intelligente da capirlo. Basta autogol.



sabato 1 febbraio 2014

Cosa rimane della democrazia in Italia?

Quella del titolo è una domanda lecita da porsi visti i recentissimi episodi in Parlamento.

Una premessa: l'uso smodato di decreti legge da parte del governo è, da anni, una prassi consolidata. E' bene ricordare che la Costituzione ne permette l'uso SOLO per casi di straordinaria necessità ed urgenza. Inoltre un decreto deve essere OMOGENEO, cioè non deve contenere testi che non centrano nulla tra loro.

L'esempio lampante di decreto "incostituzionale" è quello dell'IMU-BANKITALIA. Aldilà infatti del vergognoso regalo di 7,5 miliardi di euro alle banche private (di cui ho parlato QUI), si è mischiato ad esso l'abrogazione parziale dell'IMU che, con la Banca d'Italia, centra ben poco. La scusa dell'IMU è comunque tornata utile per avere "l'urgenza" e dunque applicare la ghigliottina. Ovviamente si poteva scorporare la parte IMU e approvarla a parte ma ai partiti viene comodo coprire le loro porcate con qualcosa che può anche lontanamente essere definito sensato. Un'altra strada l'ha sottolineata Mentana QUI, contraddicendo Franceschini e dando luogo ad un raro esempio di buon giornalismo italiano.

La ghigliottina che, lo ricordo, consiste nel tagliare tutti gli interventi dell'opposizione e procedere immediatamente al voto, è un'altra cosa che non esiste nei regolamenti parlamentari; la Boldrini ha pertanto palesemente abusato dei suoi poteri.

Pensate che sia finita? Assolutamente no, leggete questo estratto:

Il testo della legge elettorale arriva in aula senza il voto della commissione Affari costituzionali. “Il presidente Sisto si è dato il mandato come relatore della legge elettorale ma non ha contato i voti. Abbiamo denunciato il mancato conteggio dei voti e il presidente Sisto, per tutta risposta, è andato via”. Ciò che inquieta è che, nelle stesse ore, la medesima cosa è avvenuta in commissione giustizia con il decreto “svuota-carceri”. “La presidente della commissione giustizia ci ha impedito di poter discutere gli emendamenti” spiegano i deputati a cinque stelle. “Evidentemente, anche i presidenti di commissione si stanno allineando al metodo dittatoriale della Boldrini”.

In Italia siamo abituati a cose allucinanti che, le pessime abitudini, hanno reso lecite e normali. C'è chi non capisce perché il Movimento 5 Stelle non ha incontrato Renzi per la legge elettorale: la risposta, chiara e semplice, è che le leggi non si discutono in una stanza a porte chiuse lontani dalle istituzioni. Il luogo del confronto è il Parlamento e le Commissioni parlamentari. In quei luoghi il Movimento si confronta con tutti perché sono le istituzioni il luogo di discussione.

Per citare Di Maio, gli italiani pagano un migliaio di parlamentari affinché facciano i passacarte di Renzi e Berlusconi. I parlamentari sono li per lavorare, non per riferire la volontà di un condannato in via definitiva per frode fiscale e un condannato in primo grado per danno erariale.

Le istituzioni tuttavia, come abbiamo visto, vengono svuotate progressivamente del loro significato: i decreti leggi e i voti di fiducia svuotano il Parlamento dal proprio ruolo ormai da anni e, adesso, nemmeno più le Commissioni possono essere luogo di confronto.

E' chiaro che in una situazione simile, un cittadino dentro le istituzioni, possa perdere le staffe ed esagerare nei toni. Sbagliato, sbagliatissimo; anche perché i telegiornali non aspettano altro che sentire una sillaba fuori posto di un membro del Movimento per montarci servizi infiniti. Le doverose scuse del gruppo parlamentare invece non vengono passate in tv, ci mancherebbe. Come nei telegiornali non si parla mai degli insulti giornalieri che i partiti rivolgono ai parlamentari a 5 stelle, quelli sono, a quanto pare, leciti e giusti. 
E' da giovedì che viene messa in atto una campagna mediatica per diffamare il Movimento 5 Stelle e farlo apparire come un gruppo di folli che hanno solo voglia di buttarla in "caciara". Viene dato ampio spazio ai principali esponenti degli altri partiti, compatti nel condannare il Movimento riempiendosi la bocca di paroloni come "fascisti" e "squadristi" mentre, tranquillamente, svuotano di significato ogni luogo di confronto democratico.
Epici i deputati di SEL che cantano, in risposta alle proteste del M5S, "oh bella ciao" mentre regalano 7,5 mld di euro alle banche. Ma che credibilità possono avere queste persone?
A proposito di buon giornalismo: Pierluigi Battista, Corriere della Sera, su Twitter, ha scritto che Dambruoso, il questore che ha dato uno schiaffo a Loredana Lupo, "ha esercitato una forza legittima". Questa è l'informazione in Italia.

Tornando a noi, un'opposizione a cui non è permesso di esprimersi è un'opposizione svuotata dei propri diritti, ed i loro elettori non possono di conseguenza essere rappresentati adeguatamente. In un tale stato di cose l'opposizione si dovrebbe rivolgere al Presidente della Repubblica e della Camera in quanto figure di garanzia, peccato che siano essi stessi i primi complici di tale sistema.
Dunque, tornando alla domanda iniziale, cosa rimane della democrazia in questo Paese?


martedì 21 gennaio 2014

L'ipocrisia di Renzi e la continuità dell'inciucio

La mia modesta, quanto negativa, opinione sul nuovo segretario del PD non mi ha negato la possibilità di dire che ero sempre pronto a ricredermi (l'ho scritto QUI). E' successo? NO!

Renzi è un fenomeno mediatico notevole: quasi tutta la stampa del Paese si inchina alle sue parole e, in pochi, analizzano invece i fatti che, come si sa, contano molto di più.

Se ci si fermasse alle parole infatti, Matteo Renzi sarebbe degno di lodi, prendiamo ad esempio quelle spese su Twitter:



Ineccepibile. Peccato che il primo vero atto politico rilevante da segretario del principale partito di governo sia stato quello di andare da Berlusconi a discutere la legge elettorale. Un Berlusconi, fra l'altro, che non è nemmeno più parlamentare per una motivazione ben precisa: è stato condannato in via definitiva per frode fiscale. Secondo Matteo Renzi dunque, Berlusconi è un interlocutore credibile e, al posto di mandarlo in pensione come diceva e scriveva, lo resuscita per l'ennesima volta regalandogli legittimità.

Come dovrebbero sentirsi i suoi elettori? Alle primarie hanno speso due euro per farsi scrivere la legge elettorale a Berlusconi? Di certo non era esattamente ciò che avevano in mente quando si parlava di rinnovamento e rottamazione. Matteo Renzi si è rivelato, a tempo di record, un grandissimo ipocrita.

D'altronde la coerenza di Renzi si manifesta anche in altri ambiti, come nella vicenda della Cancellieri ad esempio: a novembre per Renzi si doveva dimettere, peccato che poi, in aula, i "renziani", hanno votato contro la proposta del M5S (tanto per cambiare) di calendarizzare la mozione di sfiducia alla Cancellieri stessa.

Dunque qual è il vero indirizzo politico del PD? Quello espresso a parole dal nuovo segretario o quello dimostrato in aula con i fatti? La politica si fa in Parlamento e le parole, se non sono seguite dai fatti, sono solo uno show per creduloni. Renzi rappresenta la continuità di quel magnifico fenomeno chiamato "inciucio" fra il centrosinistra e il centrodestra italiano. Sono vent'anni che lavorano insieme (così come ben spiegato da Marco Travaglio nel video qui sotto) e tenteranno di farlo per altri venti.






giovedì 16 gennaio 2014

Scandali e incoerenze

Silvio Berlusconi, condannato in via definitiva per frode fiscale, è libero come se non fosse successo nulla. Ma il carcere? I servizi sociali?

Questo criminale viene intervistato dai soliti giornalai come tutti gli altri leader politici facendo più o meno finta di nulla e, per di più, viene legittimato dal leader del (presunto) partito nemico.

Renzi infatti ritiene che Silvio Berlusconi sia un interlocutore credibile per discutere la nuova legge elettorale. D'altronde fra condannati ci si capisce: in primo grado, è giusto ricordarlo, Renzi è stato condannato per danno erariale. Diciamo che a soli quarant'anni è sulla buona strada!

Nel frattempo i ministri di questo governo di pagliacci sembrano cadere sotto i colpi degli scandali uno dietro l'altro: prima la Idem che, perlomeno, ha avuto la decenza di dimettersi, poi Alfano, la Cancellieri e adesso la De Girolamo. Tutti ancora al loro posto come se fosse tutto normale.

La coerenza del PD continua tuttavia a spiazzare: solo poco tempo fa Renzi invocava le dimissioni della Cancellieri e, alla proposta di calendarizzazione del voto di sfiducia alla stessa del M5S, il PD, compatto, vota no. Renziani compresi dunque. Per carità alcuni renziani hanno ben altro a cui pensare: Faraone ad esempio è indagato per uso illecito di denaro pubblico.

Faraone è comunque in buona compagna: 97 indagati nella sola regione Sicilia a cui si affiancano i ben noti scandali della regione Piemonte. Cota, a proposito, non ci pensa nemmeno a dimettersi, nonostante la sentenza del TAR che, dopo tre anni e mezzo, ha annullato le elezioni della regione. La causa sono le firme false della lista dei pensionati, una lista piena di firme false anche per la Bresso che in questi giorni sembra tanto gongolare. Cota insomma intende fare ricorso al Consiglio di Stato con buona pace della dignità politica e del buon senso.

In mezzo a tutto questo marasma mi piacerebbe sapere come fa la gente a voler votare ancora PD e Forza Italia: credevo che il sadomasochismo fosse un genere di nicchia.


lunedì 16 dicembre 2013

Il ricatto di Renzi

All'assemblea nazionale del Partito Democratico, il nuovo segretario, svela la sua sorpresina (annunciata) per Beppe Grillo: rinuncerà ai 40 milioni di euro di rimborsi elettorali del prossimo anno SE il Movimento 5 Stelle appoggerà le riforme dei democratici in Parlamento che prevedono l'abolizione delle province, una nuova legge elettorale e il superamento del Senato.

Interessante come la  rinuncia doverosa di rimborsi dichiarati illegittimi dalla Corte dei Conti debba passare attraverso un ricatto (rinuncio se tu fai come dico). Dovrebbe essere una rinuncia dovuta e, anzi, dovrebbe implicare la restituzione delle somme già incassate, non solo la rinuncia delle somme ancora nelle casse dello Stato. Ma dell'argomento ho parlato diffusamente QUI.

Beppe Grillo risponde alla provocazione di Renzi spiegando come l'abolizione delle province sia nel programma del Movimento 5 Stelle e che un tale provvedimento verrà votato indipendentemente da chi lo presenterà. Tuttavia, aggiungo io, è interessante constatare come il PD abbia votato in aula, all'interno del decreto sul femminicidio,  un emendamento che le province le ha salvate per l'ennesima volta (clicca QUI se te lo sei perso). Si parla di un mese e mezzo fa e in quei giorni il M5S passava in tv e sui giornali per un gruppo contrario a contrastare la violenza di genere solo perchè si è rifiutato di votare l'ennesima porcata a favore della casta che, stavolta, ha utilizzato in modo ignobile un problema serio per salvare poltrone.
Adesso Renzi scopre di voler abolire le province, benissimo: se il PD proporrà qualcosa di serio il M5S voterà a favore.

Beppe Grillo chiude poi le porte per la legge elettorale in quanto questo Parlamento non ha legittimità costituzionale e, soprattutto, morale, per farne una. Non ha torto ma probabilmente la netta chiusura è anche dettata dalla paura che i partiti possano inventarsi una legge elettorale anti-movimento. A parer mio ha perfettamente ragione ad averne, non mi aspetterei nulla di meno dai partiti. Il M5S è stato anche accusato di voler a tutti i costi il Porcellum ma, è giusto ricordare, che è stato l'unico gruppo in Parlamento a votare a luglio a favore della mozione Giachetti che il Porcellum l'avrebbe eliminato per ripristinare il Mattarellum.

A proposito di Mattarellum, è' mia opinione personale (e non solo in certa misura) che l'attuale Parlamento non sia legittimato a fare un bel niente (riforme intelligenti o stupide che siano): la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale buona parte del Porcellum, ne consegue dunque che anche buona parte del Parlamento lo sia in quanto eletto da quella legge elettorale. Bisognerebbe subito tornare al Mattarellum (ultima legge elettorale valida, non certo perchè sia meravigliosa) e lasciare alla prossima legislatura il compito di fare le riforme.


 



lunedì 9 dicembre 2013

Chi era Renzi

Avevo già pronto un post che parlava di Europa sulla scia di quanto detto e proposto da Beppe Grillo al VDay; dimenticavo tuttavia le primarie del PD, probabilmente perché non me ne fregava assolutamente niente: qualunque candidato avesse vinto ero, e sono sicuro, che non cambierà sostanzialmente nulla in quel partito.

Certo, con Renzi magari il PD avrà qualche dinosauro in meno, ma quale sarà la linea del partito? Matteo Renzi era quello che in televisione risultava convinto della sicurezza degli inceneritori, arrivando addirittura ad inveire contro una povera oncologa che sosteneva il contrario (clicca QUI se te lo sei perso), era quello delle cene con banchieri e finanzieri che uscivano tutti entusiasti (interessante capire come gli interessi di quella categoria possano coincidere con quelli del "popolino", clicca QUI se te lo sei perso), era quello favorevole al TAV, era quello favorevole alla politica aziendale di Marchionne, era quello della cena ad Arcore da B. e, a proposito di B., era quello che voleva sconfiggerlo con le urne e non con le sentenze, come se fosse una questione di "onore" e non di giustizia (clicca QUI se te lo sei perso, questo video è veramente epico, ed è talmente bravo a muovere la bocca che sembra dica qualcosa di intelligente, sembra).

In molte di queste tematiche Renzi ha poi cambiato idea, casualmente spesso a ridosso delle primarie. L'impressione è che sia l'ennesimo animale da televisione tanto bravo a chiacchierare e a capire in che direzione soffia il vento.

Spero ovviamente di essere smentito, sono sempre pronto a ricredermi. Il nuovo segretario, per esempio, potrebbe iniziare a fare forti pressioni per tornare in fretta al Mattarellum e andare al voto, visto e considerato che la Corte Costituzionale, dopo otto anni, ha scoperto che il Porcellum non rispetta la Costituzione dichiarando di fatto illegittimi un notevole numero di parlamentari. Anche l'eventuale adozione di una nuova legge elettorale sarebbe viziata, a cascata, di illegittimità se fatta da un Parlamento illegittimo in quanto eletto con una legge elettorale in buona parte incostituzionale.

Per finire, l'accento e l'entusiasmo posto sulla partecipazione alle primarie con oltre due milioni di votanti lo trovo piuttosto immotivato essendo questo il trend:


Direi che è la "naturale" diminuzione di partecipazione dovuta alla malapolitica degli ultimi anni. Flop clamorosi comunque non ce ne sono stati. Da una parte fa piacere: la gente ha ancora voglia di dire la sua. Dall'altro lato tuttavia risulta incredibile come quasi tre milioni di persone abbiano speso due euro per esprimere il loro voto, non tanto per la modesta somma quanto per una semplice questione etica: la Corte dei Conti infatti, con calma dopo vent'anni, si è accorta che non è stato rispettato il referendum del 1993 che aveva abolito il finanziamento pubblico ai partiti e i rimborsi sono dunque incostituzionali (quando lo diceva prima Beppe Grillo e poi il M5S erano populisti demagoghi). I partiti dovrebbero restituire alla collettività un totale di 2,7 miliardi di euro e il Partito Democratico ha avuto ancora il coraggio di chiedere due euro ai propri elettori. Quasi tre milioni di persone ci sono state, dunque che dire? Contenti loro...



venerdì 24 maggio 2013

Le loro priorità

Nell'ultimo post che avevo scritto lamentavo l'ossessione della stampa per la diaria dei 5 stelle. Quest'ultima settimana c'è chi ha accusato questi ultimi di parlare solo di quello: meraviglioso! La stampa scrive boiate e se qualcuno risponde è colpevole di parlarne. Inviterei chi di dovere ad andare a vedere tutto ciò che è stato proposto in parlamento sui siti istituzionali oppure sulla pagina facebook del Movimento stesso (a proposito, QUI l'ultimo resoconto). Mentre il Movimento 5 stelle lavora, si può essere d'accordo o meno sulle proposte ma delle proposte le fa, il resto del Parlamento o è assente oppure propone l'improponibile.

Il PD ad esempio, invece di pensare a lavoro, sanità e istruzione, ha deciso che la sua priorità è impedire a chi non è un partito di partecipare alle elezioni. Ovviamente è una proposta generica rivolta a tutti i movimenti ma credo che l'obiettivo sia un movimento in particolare, o no?

Il PDL ha osato presentare, per poi fare subito un passo indietro, una legge che avrebbe dimezzato le pene per il concorso esterno in associazione mafiosa: sarà mica per Dell'Utri? Oppure come dice Travaglio è una proposta per i milioni di italiani perseguitati da quella pena?

Il tema dei rimborsi elettorali è epico: PD e PDL dicono di aspettare una legge ma basterebbe firmare un assegno intestato allo Stato per restituire il maltolto. Come si dice, basta la volontà.

A proposito di epicità: Matteo Renzi, principale candidato ad assumere la guida dei democratici in autunno, dichiara che votare l'inellegibilità di Berlusconi è ridicolo perchè gli avversari vanno sconfitti con le idee. Come sei nobile giovane Matteo, peccato che una legge del 1957 dichiara inelleggibile chiunque abbia una concessione da parte dello Stato. E ci mancherebbe. Insomma, Renzi inizia già a fare prove d'inciucio.

Avvisatemi quando inizieranno a parlare seriamente di lavoro, dopo tre mesi sono già stufo di fare il disoccupato... e c'è chi lo fa da anni, non ha più una casa e pensa al suicidio se già non l'ha fatto.

Per dare una sferzata di buon umore vi lascio con la foto dell'aula gremita di parlamentari che lavorano:

Aula vuota mentre si discute del Documento di Economia e Finanza (DEF), l’istituto che ha preso il posto del Dpef e impegna il governo alla politica economica. Presente in massa solo il M5S.


mercoledì 28 novembre 2012

Sistema sanitario nazionale a rischio

Il sistema sanitario nazionale è a rischio a meno che non si trovino nuove forme di finanziamento. Queste le parole di Monti dopo essere riuscito a mangiare in tasse la tredicesima di ogni lavoratore italiano.

Non che non si fosse capito il fine ultimo di questo governo: smantellare lo stato sociale. Tuttavia sentirlo dire chiaramente fa un certo effetto.

Il premier ha aggiunto in perfetto politichese che comunque il governo è "un prezioso alleato della sanità" e che l'innovazione medico-scientifica può essere decisiva. Mi piacerebbe capire come può l'innovazione e la ricerca ricoprire un ruolo di primo piano nella salvezza della sanità pubblica se è già stata tagliata per prima insieme ai fondi per l'istruzione e la scuola pubblica e, in questo contesto, mi piacerebbe anche capire come si possa affermare di essere un "prezioso alleato" della sanità stessa.

Ma non c'è da preoccuparsi, dalle primarie del PD uscirà il nuovo premier che sistemerà tutto: Bersani ripristinerà la pensione a 60 anni, Renzi farà pagare la crisi agli istituti finanziari, banche e assicurazioni investendo nella ricerca e nell'energia rinnovabile.... o no? Più probabile che Bersani renderà le bocce sport nazionale e Renzi ci costruirà sotto casa un inceneritore a testa.

giovedì 20 settembre 2012

La prospettiva di Renzi premier!

Ditemi che è uno scherzo: Berlusconi propone di togliere l'IMU e abbassare le tasse.

Fammi capire, in Parlamento voti a favore dell'introduzione dell'IMU ed ora che le elezioni si avvicinano te ne dimentichi e proponi di levarlo? In effetti Silvio fa bene: gli italiani hanno la memoria politica di un lombrico e già sento voci di elogio per le belle parole del cavaliere.

Nel frattempo il suo partito deve fare i conti con l'ennesimo scandalo, questa volta nel Lazio. Il tutto mentre la presidente della regione Polverini si ancora alla sua poltrona dichiarando di non voler pagare le colpe degli altri.
Le colpe sono sempre degli altri, ci mancherebbe, scommetto anche quelle che hanno portato al rinvio della seduta del Senato di oggi. Infatti, primo caso nella storia della repubblica, chi doveva presiedere l'aula non si è presentato. Di turno era Domenico Nania (PDL) ma probabilmente sarà stato trattenuto dalla sua soap opera preferita o da chissà quali altri improrogabili impegni.

Alla Camera intanto, viene approvata la verifica di soggetti terzi sui bilanci dei gruppi parlamentari. Un minimo di spesa risulta inevitabile per le funzioni del Parlamento, tuttavia sarebbe bene anche mettere in chiaro quali spese siano lecite e quali no. Altrimenti si tornerebbe al punto di partenza.
Al momento sembra che quest'ultimo tipo di controllo non sarà di competenza della società delegata ai controlli rendendola, a mio parere, di fatto impotente.
Sembrerebbe dunque un'operazione di facciata per salvare le apparenze, anche perchè, se si volesse veramente fare luce sulle spese dei nostri amati politici, basterebbe imporre una trasparenza totale sulle spese dei parlamentari rendendo obbligatoria la pubblicazione sul web delle spese effettuate.

Ad ogni modo non bisogna preoccuparsi troppo. Può essere infatti che il prossimo premier sia Matteo Renzi, il nuovo che avanza, uno che pensa che gli inceneritori emettano nell'aria bolle di sapone profumate. Infatti, parole sue, chi osa dire sulla base di dati scientifici che gli inceneritori provochino tumori è colpevole di terrirorismo psicologico.
Inoltre Berlusconi stesso ha detto che Renzi gli piace: ha le sue stesse idee... sicuramente questa dichiarazione fa curriculum!
Saremo in buone mani!


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