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giovedì 1 maggio 2014

Cosa rimane da festeggiare?

La festa dei lavoratori, ormai da diversi anni, ha sempre più il sapore della presa in giro. Sempre meno persone hanno motivo di festeggiare: in tantissimi un lavoro non ce l'hanno e, chi ha questa fortuna, è spesso un precario con un contratto che, ufficialmente, viene definito atipico e, ufficiosamente, ridicolo.

E' comparso proprio oggi sul Fatto Quotidiano un articolo molto interessante che parla della proliferazione dei contratti atipici in Europa: a fare da apripista a questo tipo di contratti è stata la Germania e, da allora, il resto dell'Unione ha cercato di seguire il suo esempio illudendosi che, un aumento dell'occupazione, determinasse anche un aumento del PIL e quindi la tanta agognata crescita. Se questo assunto poteva essere parzialmente vero in passato, oggi non è più così: i contratti atipici sono diventati un fenomeno di massa riguardando milioni di persone e provocando, in tal modo, non più un aumento di posti di lavoro ma una redistribuzione degli stessi inibendo in tal modo la tanto agognata crescita.

In Italia negli ultimi anni si è seguito l'andazzo generale: anche le riforme di Renzi (dl lavoro approvato alla Camera, approderà presto al Senato) vanno nella direzione di maggiore flessibilità (una parola carina da sostituire a precariato) senza, peraltro, garantire un reddito minimo come succede in tutto il resto d'Europa.

La tanto discussa proposta del Movimento 5 Stelle infatti, è già legge in tutti gli altri Paesi europei TRANNE che in Italia e in Grecia. In Italia insomma, si vogliono eliminare i contratti a tempo indeterminato a favore di una maggiore precarietà senza nemmeno garantire una minima forma di tutela: i suicidi per disperazione sono anche frutto di certe scelte politiche: incredibile come certa gente, al mattino, riesca a guardarsi allo specchio.

QUI l'ottimo articolo del FQ.




venerdì 3 maggio 2013

Il Pensiero Unico

Voglio tornare allo spinoso problema dell'informazione perchè, ahimè, in Italia è sempre attuale.

Freedom House è un'organizzazione non governativa che misura la libertà democratica di ciascun paese con indici ritenuti affidabili nell'ambito della ricerca in scienze politiche.
Questa ONG definisce l'Italia "Paese parzialmente libero" per quanto riguarda la libertà di stampa con la seguente motivazione: "crescenti tentativi del governo di interferire con la politica editoriale dei mezzi di comunicazione pubblici".

Il riferimento lampante ha un nome e un cognome: Silvio Berlusconi. Egli possiede televisioni che arrivano su tutto il territorio nazionale e, in più, un giornale. Come se non bastasse, quando è al governo, può interferire pesantemente sulla tv pubblica e sull'editoria tramite il finanziamento pubblico al settore.

Il finanziamento pubblico all'editoria è in questo senso un cancro: spesso partorisce un pericolosissimo pensiero unico come nel caso della rielezione di Napolitano. E' forse un caso il clamoroso successo de "Il Fatto Quotidiano"? Giornale che non prende finanziamenti pubblici e che rappresenta spesso e volentieri l'unica voce fuori dal coro? Evidentemente le persone ne sentivano l'esigenza.

Ed è forse un caso il successo del tg di La7? Non certo un esempio di limpidezza e indipendenza ma che è comunque un telegiornale che le notizie prova a darle.

L'informazione non è un tema secondario, è fondamentale: dall'informazione nascono le intenzioni di voto e dal voto il nostro destino. Berlusconi è stato il primo a capirlo e ne raccoglie ancora oggi i frutti anche grazie ad un centrosinistra complice da vent'anni. In questo senso epica la dichiarazione di Violante alla Camera nel 2003: "L'onorevole Berlusconi sa per certo che gli è stata data la garanzia piena, non adesso ma nel 1994, che non sarebbero state toccate le televisioni".

L'informazione distorta fa in modo che passi il messaggio per il quale Beppe Grillo sarebbe colpevole della sparatoria a Palazzo Chigi di Preiti. E' consapevole volontà di strumentalizzare un fatto grave per interessi politici. Aldilà di quel che si possa pensare di Grillo, incolparlo di ciò che è accaduto è come incolpare Rambo per le guerre nel mondo e prendersela con i videogiochi violenti per il bullismo.
Se proprio si voleva parlare di figure politiche che incitano alla violenza, un'informazione equa e corretta, avrebbe dovuto citare oltre a Grillo, ad esempio, il dito medio di Gasparri ai manifestanti e gl inviti ventennali della Lega Nord a "imbracciare i fucili" sempre pronti a fomentare l'odio fra nord e sud Italia.

A proposito di informazione distorta, ecco cosa voleva veramente il PD dal M5S subito dopo le elezioni... una di loro ha confessato. Il M5S cerca di spiegarlo da mesi ma evidentemente il messaggio non è arrivato ugualmente...


Infine un video di Travaglio dove parla appunto della stampa del pensiero unico:


domenica 12 febbraio 2012

Il Papa morirà, il marcio della Chiesa di Roma


A beneficio di chi ancora non conoscesse appieno la vicenda, QUI un piccolo riassunto.

Lo scoop del Fatto Quotidiano mi sorprende fino ad un certo punto: il Vaticano è stato storicamente protagonista di torbide lotte intestine per il potere. Come disse a suo tempo il "poco" amato Andreotti, il potere logora chi non ce l'ha, e questo vale anche per le gerarchie ecclesiastiche.

La vicenda si inserisce quindi in una tradizione fatta di mille contraddizioni, dalla strana morte di papa Luciani alle "piccole" cose di tutti i giorni. Penso ad esempio ai migliaia di senzatetto lasciati morire al gelo ogni sacrosanto inverno, penso all'amato Papa Wojtyla mentre stringe la mano all'assassino Pinochet, penso alle parole contro l'uso del preservativo, penso alle parole di ogni Papa contro la fame del mondo vestiti con oro, gioielli e scarpe di Prada e anche, perchè no, ai dogmi assurdi per cui un suicida non merita il funerale ma gli assassini si, alla discriminazione sistematica degli omosessuali, alla copertura e protezione dei preti pedofili, ai divorziati che non meritano la comunione e via di questo passo.

Grandi e piccole cose che allontanano la gente dalle chiese.

Se il cardinale Romeo sa qualcosa ora DEVE parlare, e se dirà di non sapere nulla, DEVE spiegare perchè ha pronunciato quelle parole in Cina.

Forse per una volta, almeno uno dei segreti della Chiesa di Roma verrà alla luce.



martedì 31 gennaio 2012

I finti tagli ai costi della politica

Gli onorevoli, titolano i giornali, avranno poco più di mille euro in meno in busta paga. Ma le cose stanno veramente così? A quanto sembra no.

E' ciò che emerge da un articolo del Fatto Quotidiano, nel quale si legge come i soldi risparmiati, circa 1300 euro lordi per deputato, sarebbero nuovamente aggiunti in busta paga in virtù del passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo.

Insomma, l'unica cosa a cui la casta ha rinunciato è stato un aumento. Altro che sacrifici, quelli spettano solo ai cittadini. Ovviamente in queste ore i politici stanno rilasciando patetiche dichiarazioni per le quali "finalmente la politica si mette in linea con gli italiani".

Nel frattempo la disoccupazione giovanile sale al 31%, senza contare ovviamente coloro che il lavoro nemmeno lo cercano. La Germania invece, che porta la bandiera dei paesi veramente civili, in questo dato tocca il minimo storico: 6,7%. Della serie "trova le differenze"...


sabato 8 ottobre 2011

Critica a Beppe Grillo: la questione di Saviano e del Fatto

Premessa: la critica è al personaggio pubblico Beppe Grillo, non al Movimento 5 stelle. Pur essendo vero che il comico è il fondatore del MoVimento, quest'ultimo è arrivato ad un punto tale da acquisire una sua identità.
Beppe Grillo è il megafono di qualcosa di più grande. Se non fosse per il comico sarebbe censurato da tutti i media, televisioni o giornali che siano.La mia critica è dunque rivolta a Grillo in quanto persona e si ferma li.

Venendo al punto trovo sconcertante il suo atteggiamento pieno di astio verso tutto quel che rischia di "rubare" pubblico al suo blog. Mi spiego, due sono gli obiettivi che nell'ultimo anno hanno contraddistinto gli interventi del comico: Saviano ai tempi di "Vieni via con me" e il Fatto Quotidiano.

Cosa hanno in comune Grillo, Saviano e il Fatto? Hanno in comune il pubblico, in quanto chi compra il giornale di Padellaro e Travaglio è spesso assiduo frequentatore del blog di Grillo che, allo stesso modo, legge o guarda con piacere Saviano.

Parliamo prima delle critiche allo scrittore: Saviano fu accusato da Grillo di non fare nomi, il riferimento è all'ultima puntata di "Vieni via con me" dove in uno dei suoi monologhi l'autore di Gomorra fece riferimento a rapporti tra Lega Nord e 'ndrangheta senza entrare nello specifico con nomi e cognomi.
Sono d'accordo che sarebbe stato meglio dire chiaramente chi furono i personaggi coinvolti in tali vicende, tuttavia trovo anche comprensibile che Saviano, un uomo che vive sotto scorta e che rischia quotidianamente la vita per ciò che dice e che scrive, abbia voluto evitare querele e denunce in una trasmissione già scomoda e già intralciata in ogni modo dal cda della RAI.
Criticare ferocemente Saviano dopo che lo stesso ha scritto un libro che ha fatto storia e che ha prodotto probabilmente il miglior programma dell'ultimo decennio visto in RAI, beh, mi sa tanto di voler cercare il pelo nell'uovo e di aver voglia di far polemiche sterili.

Veniamo al Fatto Quotidiano. Le frecciatine non si contano, l'ultima delle quali ha probabilmente provocato l'addio di Marco Travaglio al suo Passaparola (QUI i dettagli). Parlo dell'affermazione di Grillo che definisce Padellaro e Colombo "residuati dell'Unità che ha vissuto con contributi statali".
A sancire la rottura definitiva tra il Fatto e il comico, è il video in cui quest'ultimo ha definito di gran lunga peggiore un giornale che si finanzia con la pubblicità di Enel o Telecom rispetto ad un altro giornale che si finanzia con contributi pubblici.

Il riferimento al Fatto Quotidiano non è stato esplicito ma ampiamente comprensibile sotto le righe, anche perchè di giornali che non prendono finanziamenti pubblici ce ne sono veramente pochi.
Probabilmente Grillo ha paura che l'indipendenza del giornale sia compromessa se finanziati da tali colossi. Tuttavia il comico probabilmente non ricorda l'episodio dell'ottobre 2010, esattamente un anno fa: Il Fatto criticò la politica dell'Enel e quest'ultima ritirò la sua pubblicità (salvo poi rimetterla più avanti, probabilmente gli conveniva economicamente così).
Beh il giornale è sopravvissuto lo stesso perchè vende parecchio, e se vende parecchio tante altre aziende vorranno comprare pubblicità sulle sue colonne. Insomma gli ottimi risultati del Fatto Quotidiano sono una garanzia di indipendenza ed affidabilità. Per ora ovviamente, poi qualora si ravvisassero cambiamenti di condotta si valuterà in futuro com'è giusto che sia.

Dunque caro Beppe, ti lamenti spesso di essere isolato, cerca di non allontanare anche i media potenzialmente alleati e soprattutto il tuo nutrito seguito, che spesso di Saviano e del FQ hanno una gran stima e sono poco propensi a polemizzare con loro inutilmente.

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