Sono particolarmente interessato ai temi etici e morali, ne parlo poco ma spesso il moralismo di stampo cattolico mi fa imbestialire. E' il caso del movimento antiabortista.
Fortunatamente almeno in Italia non sembra godere di particolare seguito: proprio ieri la maratona di 24 ore contro la legge 194 (quella che permette, a certe condizioni, di abortire) si è ridotta ad un presidio di una decina di persone davanti all'ospedale Mangiagalli di Milano.
Essi ritengono, a ragione o torto, che dal momento del concepimento nella pancia della mamma c'è una vita e che l'aborto sia da considerare un omicidio. Giusto o sbagliato che sia non importa, l'aborto c'è sempre stato, è una pratica che va avanti da secoli!
Quel che è cambiato con la legge 194 è che lo si può fare in un ospedale con l'assistenza di medici e infermieri e in un ambiente sterile che rende l'operazione sicura per la vita della donna che prende questa difficile decisione.
Se si togliesse la legge non si risolverebbe quindi il presunto problema etico e morale, l'aborto continuerebbe ad esistere come è sempre stato ma con il rischio aggiuntivo della morte della madre.
Per di più, trovo addirittura ripugnante la presunta superiorità morale con cui le persone antiabortiste si rivolgono alle donne che prendono la decisione di abortire: cosa ne sanno loro di quanto travagliata possa essere una tale decisione? Chi sono per giudicare gli altri?
L'aborto è una scelta, togliere la possibiltà di scegliere va contro ogni principio democratico per cui l'occidente ha sempre combattuto. Dovremmo poter scegliere anche come morire, estendere queste libertà, non limitarle.
Negli anni '70 la legge 194 venne vista come una conquista, ora c'è chi la condanna, eppure scegliere è ciò che ci rende liberi.
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sabato 3 novembre 2012
venerdì 24 febbraio 2012
L'etica made in Italy
Trovo che l'etica in Italia sia molto flessibile: cambia a seconda dei propri interessi. Marco Travaglio ieri da Santoro ha rivelato il codice etico della RAI capace di essere inesorabile con le voci libere di cui parlavo nel mio ultimo post e assopirsi per tutto ciò che fa comodo ai poteri forti, chiamati politica e Vaticano.
Ma il problema etico non è solo della RAI, parliamo della giustizia: Formigli e la RAI stessa, sono stati condannati a pagare SETTE milioni di euro alla FIAT per un servizio di cinquanta secondi andato in onda su Annozero in cui semplicemente si rilevava che una macchina dell'azienda torinese era, su circuito, più lenta di altri due modelli di altre aziende; un dato per altro, mai confutato.
Il danno procurato è stato quantificato a DUE milioni di euro, i restanti CINQUE milioni sono considerati danni morali. Il che fa specie visto e considerato che un genitore che perde un figlio ha diritto a poco più di 300.000 euro. Il messaggio che passa è che uccidere qualcuno è economicamente meno dannoso che attaccare (per altro con dati oggettivi) la FIAT.
E' una sentenza che non solo è eticamente scorretta, ma è anche concretamente pericolosa: il già martoriato giornalismo italiano cosa dovrebbe trarre da tutto questo? Semplicemente che contro alcuni, certi servizi non vadano proprio fatti con buona pace della cara, vecchia, libertà di critica, di parola e di opinione.
E per quanto riguarda la RAI? E' evidente che il problema sono i partiti, già Berlinguer diceva che essi non sono altro che "macchine di potere e di clientela"; e se questo era vero ai suoi tempi, si può forse dire che oggi le cose sono cambiate? Probabilmente si, e in peggio. Ma allora la speranza?
Ce la spiega Celentano.
Ma il problema etico non è solo della RAI, parliamo della giustizia: Formigli e la RAI stessa, sono stati condannati a pagare SETTE milioni di euro alla FIAT per un servizio di cinquanta secondi andato in onda su Annozero in cui semplicemente si rilevava che una macchina dell'azienda torinese era, su circuito, più lenta di altri due modelli di altre aziende; un dato per altro, mai confutato.
E' una sentenza che non solo è eticamente scorretta, ma è anche concretamente pericolosa: il già martoriato giornalismo italiano cosa dovrebbe trarre da tutto questo? Semplicemente che contro alcuni, certi servizi non vadano proprio fatti con buona pace della cara, vecchia, libertà di critica, di parola e di opinione.
E per quanto riguarda la RAI? E' evidente che il problema sono i partiti, già Berlinguer diceva che essi non sono altro che "macchine di potere e di clientela"; e se questo era vero ai suoi tempi, si può forse dire che oggi le cose sono cambiate? Probabilmente si, e in peggio. Ma allora la speranza?
Ce la spiega Celentano.
mercoledì 13 luglio 2011
La casta dopo la vita, decide anche la morte dei cittadini: biotestamento
Questo è troppo. La casta invade continuamente ogni istituzione pubblica, dalle tv alle università. Da oggi pretende anche di decidere al posto dei cittadini come e quando devono essere curati, come e quando devono morire.
E' passato alla camera il testo sul biotestamento, un testo che annulla di fatto la volontà di ogni cittadino facendo divenire le "dichiarazioni anticipate di trattamento" semplici orientamenti senza obbligo di esecuzione da parte dei medici. Anzi, questi ultimi saranno obbligati dalla legge a infilare un tubo nell'intestino dei pazienti che ne avessero bisogno per sopravvivere anche se questi hanno esplicitamente dichiarato di non volerlo.
Trovo scandaloso e immorale permettere alla politica di decidere della mia vita. Trovo vergognoso che una legge pretenda di sostituirsi al libero arbitrio in faccende così intime e personali.
Trovo anche vergognoso che nessuno si indigni.
E' passato alla camera il testo sul biotestamento, un testo che annulla di fatto la volontà di ogni cittadino facendo divenire le "dichiarazioni anticipate di trattamento" semplici orientamenti senza obbligo di esecuzione da parte dei medici. Anzi, questi ultimi saranno obbligati dalla legge a infilare un tubo nell'intestino dei pazienti che ne avessero bisogno per sopravvivere anche se questi hanno esplicitamente dichiarato di non volerlo.
Trovo scandaloso e immorale permettere alla politica di decidere della mia vita. Trovo vergognoso che una legge pretenda di sostituirsi al libero arbitrio in faccende così intime e personali.
Trovo anche vergognoso che nessuno si indigni.
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