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venerdì 9 novembre 2012

La giusta misura

A parer mio uno dei difetti principali della nostra informazione sta nel peso che da ad un fatto rispetto ad un altro.

Prendiamo Di Pietro: Report come al solito non fa sconti a nessuno e ha parlato delle proprietà del leader IDV.
Non c'è niente di penalmente rilevante, Di Pietro è probabilmente una delle poche persone oneste che siedono in parlamento. Quel che gli si può contestare è al limite una questione di opportunità e trasparenza, oltre ovviamente all'indiscutibile fatto che si sia mischiato e aver partecipato al disgustoso spettacolo politico degli ultimi dieci anni.
Tuttavia la trasmissione parla di 56 particelle catastali che non corrispondono assolutamente a 56 appartamenti, sono infatti compresi terreni, cantine e box; gli appartamenti sono, in verità, undici.
Non c'è alcun nesso tra la ricchezza di Di Pietro e i finanziamenti pubblici presi dall'Italia dei Valori, l'ha già provato in passato la magistratura.
Dunque per cosa ci si indigna e di cosa si sta parlando? E' normale dare tutto questo peso alla vicenda? E' normale che invece nessuno parli di ALTRE puntate di Report, una su tutte quella su Comunione e Liberazione?

Poi c'è la furiosa polemica che ha investito Beppe Grillo per il divieto agli eletti e candidati di andare nei talk show televisvi. Ho già espresso il mio parere negativo poco tempo addietro ma forse, anche qui, si è persa la misura dell'accaduto. Cos'è una regola interna ad un movimento politico rispetto agli scandali veri che ha investito praticamente ogni partito italiano? Se non piace la regola, non ti iscrivi al movimento, è semplice. L'ha spiegato benissimo ieri Travaglio a Servizio Pubblico.
Ecco a voi il video.



sabato 4 agosto 2012

Calcioscommesse, politica e furti

C'è qualcosa di sbagliato in un paese i cui abitanti si indignano per il calcioscommesse senza conoscere minimamente quel che lo costringe ad una vita da disoccupato o precario. Lo si dice tutti i giorni ma l'assuefazione non passa: ed è così che diventa possibile sul sottofondo della preoccupazione per la possibile squalifica di  Conte, ignorare che la casta si è regalata dieci milioni in più in un fondo di spesa dei gruppi parlamentari.

In totale, in due anni, i partiti avranno 160 milioni dai 150 precedentemente previsti. Soldi che, sia chiaro, sono un "di più" rispetto al finanziamento pubblico ai partiti, ci mancherebbe! Per onestà bisogna però specificare che il PD devolve il denaro in beneficienza e l'IDV non partecipa, come è più corretto che sia, alla spartizione.

Il provvedimento, per portare la presa per i fondelli ai nostri danni a livelli più elevati, è contenuto nello stesso decreto che mette in ginocchio gli enti locali tagliando sulla sanità e che non è riuscito a trovare una soluzione per duemila esodati di Finmeccanica.

Il blog di Grillo ha poi pubblicato un post dove viene reso noto il numero delle pensioni d'oro: sarebbero 100000 e costerebbero ai contribuenti la bellezza di 13 miliardi di euro. Se queste pensioni venissero abbassate a 5000 euro netti al mese si risparmierebbero 7 miliardi.

A proposito di soldi buttati, su queste pagine avevo annunciato con gioia che il beauty contest che avrebbe regalato (unico paese al mondo) le frequenze del digitale a rai e mediaset sarebbe stato sostituito da un'asta pubblica. Beh tutte palle, anche il governo tecnico decide di rinunciare ad almeno 5 miliardi di euro e travestirsi da Babbo Natale prima del tempo.

Nel frattempo la disoccupazione sale, le tasse aumentano e siamo sempre più in recessione, ma l'importante è la squalifica di Conte.


mercoledì 28 settembre 2011

L'Italia dei "presunti" Valori e la coerenza

La mia città è tappezzata di cartelloni pubblicitari dell'Italia dei Valori dove si dice "basta alla casta". E' un po' come se Selen e Cicciolina (che sta prendendo tra l'altro la pensione da parlamentare) andassero in giro a lottare contro la pornografia.

Ovviamente, il costo di questa campagna pubblicitaria è a carico dei contribuenti grazie ai famosi finanziamenti pubblici ai partiti camuffati da rimborsi elettorali.

Per carità, il tutto è volto alla raccolta di firme per ottenere un referendum che elimini l'attuale legge elettorale, il fine è dunque buono e giusto, il mezzo un po' meno.

Scrivere infatti "basta alla casta" senza rinunciare ai rimborsi elettorali per il proprio partito, senza dimezzarsi lo stipendio e senza rinunciare ai privilegi da parlamentare è un po' come dire "basta alla droga" e farsi quotidianamente di eroina.
Senza contare che il signor Di Pietro ha imposto la candidatura del figlio per le prossime elezioni regionali del Molise... più casta di così!

Nel 2007 Beppe Grillo riuscì a raccogliere 350.000 firme in un solo giorno a costo zero se si escludono le offerte volontarie dei cittadini. Quando la causa è giusta i cittadini rispondono, sempre.
La politica istituzionale tuttavia, non ne sarebbe mai capace semplicemente perchè non è più credibile. E i motivi per i quali non lo è più li viviamo ogni giorno sulla nostra pelle e in campagne incoerenti come quella sopra esposta.

L'Italia dei Valori? Valore ha un senso solo in economia.


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