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venerdì 11 gennaio 2013

Servizio Pubblico o Servizio per Silvio?

Come molti, ieri sera, ho ceduto alla tentazione di guardare la trasmissione di Santoro aspettandomi, da quest'ultimo, fuoco e fiamme sui temi più scottanti della mirabolante vita politica (e non) di Berlusconi: mafia, conflitto di interessi e via dicendo.

Invece ho come avuto l'impressione che Santoro ci sia andato piano, sono stato l'unico? Sono state sicuramente portate alla luce le contraddizioni della recentissima attività politica del PDL (votano l'IMU in Parlamento e poi la vogliono togliere ad esempio) ma questo è un argomento su cui Berlusconi ha saputo ribattere punto su punto, non sulle ragioni sia chiaro, ma quanto sulla retorica e sulla dialettica.

Anche il primo dei due interventi di Marco Travaglio invece di tirare uno schiaffo a Berlusconi gli ha fatto una carezza e li, ero tentato di spegnere il televisore. Sarebbe stato un peccato perchè mi sarei perso il suo secondo editoriale che, invece, è stato l'unico vero macigno espresso nella trasmissione di ieri (che qui ripropongo).

Anche coloro che dovevano rivestire il ruolo di "contraddittorio", Giulia Innocenzi e Luisella Costamagna sono apparse delle agnelline di fronte al nano; appare strano soprattutto l'atteggiamento di quest'ultima, solitamente "spietata". 

Concludendo, nel complesso, non mi sembra che Servizio Pubblico ieri sera sia stato tale ma piuttosto un Servizio a Berlusconi che ha potuto, quasi indisturbato, proporre il suo ennesimo comizio fatto di verità distorte, omesse e bugie neanche tanto mascherate davanti a milioni di telespettatori attirati da uno scontro che si preannunciava epico e che invece si è rivelato una gara di barzellette e battute sarcastiche.




(p.s. una battuta di Travaglio però è stata degna di nota: "lei confonde i processi civili con quelli penali, se fossi il criminale che descrive nella lettera come minimo mi avrebbe fatto presidente del Senato")

martedì 20 dicembre 2011

Ruotolo risponde a chi si lamenta dei politici a Servizio Pubblico

Con interesse, ho seguito qualche giorno fa il programma in diretta streaming "Feedback" condotto dalla Innocenzi e da Ruotolo, appuntamento che ruota attorno alla trasmissione "Servizio Pubblico" di Santoro in cui si tenta di rispondere alle migliaia di commenti sulla pagina Facebook e dar voce, tramite telefonata, agli ascoltatori.

Premesso che questa è una iniziativa degna di lode, trovo curiosa la risposta di Ruotolo alle centinaia di messaggi lasciati dagli spettatori di Servizio Pubblico contro l'invito in trasmissione dei politici.

Il giornalista in merito dice che Servizio Pubblico deve garantire la pluralità dell'informazione e come da ampio spazio a piccoli imprenditori, operai e quindi persone comuni, deve anche dar voce alla politica per fornire un'informazione veramente plurale.

Ok tutto bellissimo, tuttavia da questa risposta traspare una miopia che non ci si aspetterebbe da un giornalista di tale calibro: le persone non rifiutano un globale confronto di opinioni, rifiutano semplicemente di essere presi in giro. Perchè dobbiamo ospitare in questa trasmissione persone che hanno governato negli ultimi 30 anni e che sono la causa diretta della crisi odierna? Il cittadino che ha donato volentieri dieci euro al progetto di Servizio Pubblico, sente giustamente la trasmissione anche un po' sua; di conseguenza ascoltare il politico che fa campagna elettorale nel SUO programma e che parla come se al governo non ci fosse mai stato, fa francamente ribrezzo. Non si tratta quindi di confronto di opinioni, si tratta di USARE Servizio Pubblico per la propria campagna elettorale.

C'è quindi da stupirsi se lo share rispetto alla prima puntata è praticamente dimezzato? Il risultato resta comunque eclatante, sia chiaro, rimane sempre la prima trasmissione di approfondimento politico, anche perchè il fatto che dia voce alle persone comuni è indubitabile. Tuttavia c'è anche quest'altra faccia della medaglia che Santoro farebbe bene a considerare. Il pubblico resta pur sempre un suo creditore.


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