Non so se il primo maggio abbia ancora un senso. Non sono nella posizione di festeggiare nulla: sono un disoccupato. Tuttavia quest'oggi volevo riportare un pensiero positivo che l'ultimo libro di Roberto Saviano è riuscito a trasmettermi. Parlo proprio di "Zero zero zero", un libro che parla della storia e soprattutto dei meccanismi che governano il narcotraffico. A prima vista non c'è nulla di positivo: la cocaina sembra essere addirittura il motore economico del mondo. L'autore però, a fine volume, regala un briciolo di speranza, una speranza che risiede nella conoscenza:
"Conservo
ancora rispetto. Rispetto per chi legge. Per chi strappa un tempo
importante della sua vita per costruire nuova vita. Nulla è più potente
della lettura, nessuno è più bugiardo di chi afferma che leggere un
libro è un gesto passivo. Leggere, sentire, studiare, capire è l'unico
modo di costruire vita oltre alla vita, vita a fianco della vita.
Leggere è un atto pericoloso perchè dà forma e dimensione
alle parole, le incarna e le disperde in ogni direzione. Capolvolge
tutto, fa cadere dalle tasche del mondo monete e biglietti e polvere.
Conoscere il narcotraffico, conoscere il legame tra la razionalità del
male e del danaro, squarciare il velo che ottunde la supposta
consapevolezza del mondo. Conoscere è iniziare a cambiare. A chi queste
storie non le butta via, non le tralascia, le sente proprie, a queste
persone va il mio rispetto. Chi si sente addosso le parole, chi se le
incide sulla pelle, chi si costruisce un nuovo vocabolario, sta mutando
il corso del mondo perchè ha capito come starci. E' come spezzare le
catene. Le parole sono azione, sono tessuto connettivo. Solo chi conosce
queste storie può difendersi da queste storie. Solo chi le racconta al
figlio, all'amico, al marito, solo chi le porta nei luoghi pubblici, nei
salotti, in aula, sta articolando una possibilità di resistenza. Per
chi sta da solo sull'abisso è come stare in gabbia, ma se sono molti a
decidere di affrontare l'abisso, allora le sbarre di quella cella si
squagliano. E una cella senza sbarre non è più una cella."
Può la conoscenza sconfiggere un nemico così potente?
Un'altra frase, sempre presa dall'ultimo capitolo, mi ha particolarmente colpito:
"Tutto diventa fisiologico. E quando diventa fisiologico non se ne accorge più nessuno"
Qui ovviamente Saviano si riferiva al narcotraffico in particolare ma pensiamoci bene: il ragionamento è valido per qualunque cosa. Ogni giorno in televisione ci parlano di omicidi e l'omicidio diventa parte del nostro quotidiano, diventa meno importante. Il nuovo governo di mafia non ha parlato nemmeno: fa parte di noi, è fisiologico, è inutile parlarne. La cocaina? Qualche sequestro qua e la e poi il silenzio: inutile dire alla gente cosa c'è dietro quella polvere bianca.
Tutti noi abbiamo il dovere morale di informarci come meglio possiamo affrontando "l'abisso" e di non fare mai l'errore di ritenere "fisiologico" ciò che accade nel mondo che ci circonda. Niente deve essere scontato.
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mercoledì 1 maggio 2013
Il primo maggio e una Speranza
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mercoledì 3 ottobre 2012
Gli scandali nelle regioni sono il frutto della partitocrazia
Il governo ha appena promesso che non ci saranno più condannati in Parlamento.
La stampa esalta la promessa dimenticando che 5 anni fa Beppe Grillo riuscì a raccogliere 350 mila firme proprio a tale scopo, firme che, lo ricordiamo, per tutto questo tempo sono marcite in un cassetto del Senato.
Dov'era quella stessa stampa cinque anni fa?
Ovviamente tutti si augurano che un provvedimento del genere passi prima o poi, anche perchè non è facile capire come un Parlamento in cui siedono un centinaio di indagati possa approvare un disegno di legge contro, per esempio, la corruzione.
Nel frattempo i scandali nelle regioni continuano a dilagare. Sette consigli regionali sono sotto indagine, i soldi pubblici spariscono ovunque a dimostrazione di come il passaggio di poteri dal centro (stato) alla periferia (regioni) sia stato attuato in un modo tutto italiano; cioè col solo fine di aprire nuovi spazi di potere che i partiti potessero occupare.
Tutto questo è il frutto del regime politico in cui viviamo: una partitocrazia dove il potere non appartiene al popolo ma ai partiti stessi che, si badi bene, non sono più da tempo espressione dell'opinione pubblica.
Quanti di voi ascoltano ogni giorno commenti smarriti di conoscenti che non sanno chi votare?
Vi lascio con due video: il primo è il ritorno di Saviano, che come al solito fa un monologo intelligente, capace di far riflettere; il secondo è l'intervento di Maurizio Crozza a Ballarò che ai politici ridendo e scherzando riesce a dirne più di chiunque altro (d'altronde visti gli ospiti...).
La stampa esalta la promessa dimenticando che 5 anni fa Beppe Grillo riuscì a raccogliere 350 mila firme proprio a tale scopo, firme che, lo ricordiamo, per tutto questo tempo sono marcite in un cassetto del Senato.
Dov'era quella stessa stampa cinque anni fa?
Ovviamente tutti si augurano che un provvedimento del genere passi prima o poi, anche perchè non è facile capire come un Parlamento in cui siedono un centinaio di indagati possa approvare un disegno di legge contro, per esempio, la corruzione.
Nel frattempo i scandali nelle regioni continuano a dilagare. Sette consigli regionali sono sotto indagine, i soldi pubblici spariscono ovunque a dimostrazione di come il passaggio di poteri dal centro (stato) alla periferia (regioni) sia stato attuato in un modo tutto italiano; cioè col solo fine di aprire nuovi spazi di potere che i partiti potessero occupare.
Tutto questo è il frutto del regime politico in cui viviamo: una partitocrazia dove il potere non appartiene al popolo ma ai partiti stessi che, si badi bene, non sono più da tempo espressione dell'opinione pubblica.
Quanti di voi ascoltano ogni giorno commenti smarriti di conoscenti che non sanno chi votare?
Vi lascio con due video: il primo è il ritorno di Saviano, che come al solito fa un monologo intelligente, capace di far riflettere; il secondo è l'intervento di Maurizio Crozza a Ballarò che ai politici ridendo e scherzando riesce a dirne più di chiunque altro (d'altronde visti gli ospiti...).
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domenica 15 gennaio 2012
Referendum, Cosentino e il comportamento della Lega: sempre più in basso
La Corte Costitunazionale ha respinto i due quesiti referendari per abrogare in toto o parzialmente l'attuale legge elettorale. Le motivazioni non sono ancora state rese note, quel che è certo è che ancora una volta, i cittadini contano meno di zero, esattamente come le 350mila firme per la legge sul Parlamento Pulito e la decisione di 27 milioni di italiani di gestire l'acqua col settore pubblico.
Nel frattempo, mentre la sovranità popolare viene calpestata, il sig. Cosentino, tutt'altro che onorevole, viene salvato dai suoi degni compagni, in particolar modo da PDL, Radicali e Lega Nord. Ricordo che questo signore è accusato di avere legami con il clan dei Casalesi.
La casta come al solito si tutela ed evita la prigione a questo soggetto.
La decisione della Lega Nord desta ancor più scalpore visto il comportamento di Davide Boni, presidente del Consiglio lombardo. Il Fatto Quotidiano infatti, rileva come questo signore diserti polemicamente la premiazione a cittadino onorario di Milano di Saviano, giustificandosi dicendo come l'autore di Gomorra non abbia fatto niente per il capoluogo lombardo.
Tutto questo è curioso: il suo partito salva in Parlamento uno accusato di essere legato ai Casalesi mentre diserta una premiazione per un uomo che ha sacrificato la sua vita per lottare contro la mafia.
Siamo il Bel Paese.
Nel frattempo, mentre la sovranità popolare viene calpestata, il sig. Cosentino, tutt'altro che onorevole, viene salvato dai suoi degni compagni, in particolar modo da PDL, Radicali e Lega Nord. Ricordo che questo signore è accusato di avere legami con il clan dei Casalesi.
La casta come al solito si tutela ed evita la prigione a questo soggetto.
La decisione della Lega Nord desta ancor più scalpore visto il comportamento di Davide Boni, presidente del Consiglio lombardo. Il Fatto Quotidiano infatti, rileva come questo signore diserti polemicamente la premiazione a cittadino onorario di Milano di Saviano, giustificandosi dicendo come l'autore di Gomorra non abbia fatto niente per il capoluogo lombardo.
Tutto questo è curioso: il suo partito salva in Parlamento uno accusato di essere legato ai Casalesi mentre diserta una premiazione per un uomo che ha sacrificato la sua vita per lottare contro la mafia.
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