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mercoledì 4 aprile 2012

Dopo Lusi è il turno di Belsito: anche la Lega travolta dagli scandali

Anche la Lega travolta dagli scandali: Francesco Belsito, tesoriere del partito "padano", è infatti accusato di truffa ai danni dello stato, di finanziamento illecito ai partiti, riciclaggio e di avere rapporti decennali con la mafia.

Insomma una bellissima persona. Parte dei soldi rubati sono stati anche usati per finanziare i bisogni della famiglia Bossi, tra cui i lavori alla sua villa di Germonio.
Il senatur ha recentemente dichiarato: "denuncerò chiunque abbia finanziato i lavori alla mia casa con i soldi della Lega". Cos'è una barzelletta? Si aggiunge al caso Scajola, colpito al cuore da un malfattore che gli ha pagato la casa.

Ma d'altronde sono cose che capitano, a tutti noi sarà successo di essersi trovati lavori pagati da terzi.... o no?

In ogni caso Belsito è stato immediatamente isolato! Nessun compagno di partito sapeva niente dei suoi loschi traffici, ci mancherebbe. Questi tesorieri sono delle vere e proprie volpi, la fanno sotto al naso a tutti. Che dite, ci dobbiamo credere?


martedì 6 marzo 2012

Il film grottesco della politica italiana e la prima epurazione del M5S

La politica italiana potrebbe passare tranquillamente per un film grottesco: si veda Umberto Bossi che praticamente minaccia di morte Monti ("rischia la vita, il nord lo farà fuori") o si veda il Partito Democratico che perde, per l'ennesima volta, le sue stesse primarie. Il partito di Bersani ormai ha una credibilità prossima allo zero: nei sondaggi è diventato il primo partito solo perchè, gli altri, sono riusciti a fare molto peggio.

Nel frattempo il Movimento 5 Stelle vede il suo primo espulso: Valentino Tavolazzi, consigliere comunale di Ferrara, colpevole di aver organizzato un convegno (per altro abbastanza snobbato dai militanti) molto simile al congresso di un partito in cui si sarebbe discusso dell'organizzazione del Movimento e quindi di un eventuale leader. Sono temi questi che vanno contro l'essenza stessa del Movimento 5 Stelle il cui "non statuto" sancisce l'assenza di una sede e di leader.

Grillo, fondatore del Movimento, si è autonominato controllore dello stesso, ed in virtù di tale qualifica è stato costretto a cacciare il consigliere comunale. Tuttavia c'è un MA: se un leader non ci deve essere l'atto di Grillo come dovrebbe essere interpretato? Il comico potrebbe aver ragione ad aver epurato Tavolazzi, ma se egli ha il potere di decidere chi sta dentro e chi sta fuori beh, ad un leader ci assomiglia eccome, sbaglio?

Si noti bene comunque, che una protezione contro le persone che vogliono trasformare il Movimento in partito è assolutamente necessaria. C'è sempre il pericolo di "farsi prendere la mano". Tuttavia è questo il metodo più corretto? Se si, non si dica più che all'interno del Movimento "uno vale uno" perchè Grillo, evidentemente, vale di più. Giusto o sbagliato che sia.


venerdì 4 novembre 2011

Italia commissariata dal Fondo Monetario Internazionale

Mi viene da pensare che un po' tutti i politici europei abbiano una malattia che impedisca loro di mettere un filtro tra i loro pensieri e le loro parole. Non si spiegherebbe altrimenti il possibile ripensamento di Papandreou per quanto riguarda il referendum per il piano sul debito greco deciso da Bruxelles il 27 ottobre.

Parlare di un referendum del genere e poi non farlo serve solo a bruciare miliardi di euro sui mercati e supera in stupidità le parole di Bossi per il quale l'Italia non durerà un giorno. Parole al vento come se non sapessero che ogni sillaba che questi signori pronunciano va a riflettersi sull'andamento delle borse.

Per carità è una notizia tutta da verificare ma se fosse vero forse sarebbe il caso di regalare al premier greco una museruola. Non è molto consolante sapere che un premier straniero è probabilmente pari o addirittura peggiore del nostro.

Nel frattempo l'Italia viene commisariata: il Fondo Monetario Internazionale effettuerà ogni tre mesi una relazione sulle misure adottate dal nostro governo per aiutare la crescita. Roma smentisce mentre Barroso, presidente della Commissione europea, dichiara addirittura che è stata l'Italia a chiedere aiuto.
Insomma, per i nostri politici il concetto di trasparenza è proprio qualcosa di estraneo.


martedì 1 novembre 2011

Papandreou terrorizza l'Europa, mercati nel panico

L'Unione Europea ha creduto alla lettera di intenti del nostro governo garantendo la tenuta dei mercati almeno per qualche giorno. Dalla giornata di ieri tuttavia, la magia sembra essere svanita, crollano infatti le borse e lo spread sale al massimo storico di 460 punti.

Record non certo ambiti ma comunque reali. La sfiducia verso il nostro governo non è qualcosa che si possa cancellare con due parole dell'Unione sui nostri presunti intenti.
Ma ad innescare questa giornata nera per le borse europee è stata probabilmente la dichiarazione di Papandreou, premier greco, nella quale ipotizzava un referendum per accettare l'accordo nato in seno alla UE per quanto riguarda la crisi del debito.
Inutile dire che un referendum di tale entità sarebbe sicuramente bocciata dal popolo greco sancendo finalmente il definitivo default greco con ripercussioni importanti sulle economia di Germania e Francia, molto esposte al debito di Atene.

In questa situazione drammatica nella quale l'Italia ha la maglia nera, Bossi impara dal suo padrone mr B. e minaccia di spaccare la faccia ai giornalisti rei di inventarsi un sacco di storie, prima fra tutte la denuncia della precoce pensione della moglie. Una minaccia del genere da un anziano malato è credibile quanto la castità di Berlusconi, ma tant'è.

Magari gli speculatori finanziari ci credono e torneranno a investire sui nostri titoli di stato per paura dell'ira del senatur... o no?


giovedì 27 ottobre 2011

La lettera di intenti di B. è una nuova macelleria sociale

Il contenuto della famosa letterina di intenti (quasi fosse una lettera di desideri da inviare a Babbo Natale) presentata ieri sera all'Unione Europea è venuto finalmente a galla.

Si tratta della solita macelleria sociale che andrà a toccare le pensioni, renderà i licenziamenti più facili, aumenterà le tasse universitarie e avvierà privatizzazioni di massa.

Leggendo il testo della lettera non si riesce a capire se sia meglio ridere o piangere: praticamente metà del documento è costituita da un'autocelebrazione del governo che loda il suo stesso operato in questi anni.
Poco importa se i risultati li abbiamo tutti sotto gli occhi, la lettera è per i loro pari: politici che non sanno cosa sia la vita reale.

Infatti sorprendentemente l'Unione sembra accogliere bene la lettera del nostro governo; forse non sanno che in Italia tra il dire e il fare ce ne passa e che le promesse dei nostri politici valgono quanto i titoli di stato greci (o grechi, come direbbe la Santanché) indipendentemente dal loro contenuto.

Nel frattempo Bossi fa finta di essere ancora un politico indipendente dichiarando di avere il coltello dalla parte del manico e di andare al voto quando lo decide lui. Caro Umberto cosa aspetti? Di cedere anche sulla pensione di anzianità?
La realtà è che Bossi è di fatto schiavo di Berlusconi, altrimenti avrebbe già fatto cadere il governo una decina di volte. Non ci sono altre spiegazioni per l'incoerenza dimostrata verso i valori del suo partito; aver ceduto sulla pensione a 67 anni dopo nemmeno 24 ore ne è solo l'ultima prova.
E fortuna che "La Padania" titola in prima pagina "La Lega non molla!!!"


venerdì 14 ottobre 2011

Berlusconi parla e la borsa affonda: una regola

Nella mattinata di ieri Silvio Berlusconi ha parlato alla Camera accompagnato dagli immancabili sbadigli di Umberto Bossi. Qualcuno dovrebbe fargli presente che il suo posto è in una casa di riposo, non in Parlamento.
In ogni caso il discorso del premier non ha mostrato niente di nuovo sotto al sole, le opposizioni, che hanno abbandonato l'aula, non si sono dunque perse niente che non abbiano già sentito.

"il governo non ha alternative" ; "le opposizione sono divise" e solite dichiarazioni inutili già rivolte alla prossima, e forse imminente, campagna elettorale... a queste il premier ha aggiunto il suo nuovo cavallo di battaglia per giustificare il baratro in cui sta sprofondando il nostro paese: "vogliamo mettere al sicuro l'Italia dalla crisi economica battendo la strategia del pessimismo".
Si insomma, la crisi economica è colpa dei soliti comunisti facinorosi che seminano pessimismo: non fosse per loro avremmo il welfare state della Svezia e il PIL della Cina il tutto grazie al genio di statisti quali Berlusconi e Tremonti, il quale, è giusto ricordarlo, fino a poco tempo fa andava cianciando di come l'Italia stesse uscendo dalla crisi molto meglio degli altri paesi europei.

Un discorso patetico può portare solo a riscontri patetici: la borsa non ha infatti tardato a sprofondare ulteriormente e lo spread è velocemente tornato oltre i 370 punti. Ogni volta che Berlusconi parla la finanza affonda. Qualsiasi governo con un minimo di dignità si sarebbe già dimesso da un bel po', così come ha fatto Zapatero in Spagna.

Il tempo della XVI legislatura è finito ormai da mesi se si considera la capacità operativa del governo. Tuttavia nella giornata odierna, con il voto di fiducia, la fine potrebbe essere finalmente "ufficializzata"... e qualcuno mi dice di essere ottimista...!




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