Di tutta questa battaglia per le primarie del Partito Democratico non mi è ben chiara una cosa: chi diavolo sta facendo il sindaco di Firenze? Mi era sembrato di capire che Matteo Renzi fosse stato eletto per quel ruolo. Evidentemente sono caduto in errore perchè una persona ligia al dovere non abbandonerebbe mai l'incarico che migliaia di persone hanno deciso di affidargli in nome dell'ambizione personale.
Con questo non voglio dare un giudizio su chi sia la persona migliore (o la meno peggio) per guidare il Partito Democratico alle elezioni. Potrebbero far diventare segretario di partito perfino uno scimpanzè che tanto le elezioni le vincerebbero ugualmente. E' l'inevitabile risultato dell'oculata amministrazione del centrodestra condita con i recenti scandali giudiziari che si succedono uno dietro l'altro senza sosta.
Tuttavia lo sappiamo, il centrosinistra sarà vittorioso quanto masochista: vedo già all'orizzonte l'inciucio con PDL e UDC in nome di un governo di responsabilità nazionale che responsabilizzerà noi altri a mandarli a *******.
Nel 2018 il Movimento 5 Stelle raggiungerà la maggioranza assoluta anche senza fare nulla, ci penseranno i partiti ad autodistruggersi.
Quel che sta accadendo in questi giorni è solo la punta dell'iceberg di questa tendenza: il Movimento sale nei sondaggi di un punto percentuale a settimana semplicemente stando a guardare. Beppe Grillo ormai non dice più niente di nuovo e riesce ugualmente a riempire ogni sacrosanta piazza siciliana su cui mette piede. Perchè?
Semplicemente perchè è l'unica alternativa accettabile.
Questo non significa che il Movimento sia solo protesta; tutt'altro! Ma indubbiamente gli italiani sono stati ampiamente aiutati nell'avvicinamento a questa forza politica dall'attuale status quo.
Un ultimo appunto: il ministro Cancellieri ha recentemente detto che l'antipolitica e il populismo portano alla dittatura facendo chiaro riferimento al Movimento 5 Stelle... il che fa specie detto da un membro di un governo che non è stato eletto democraticamente. Qual è la dittatura allora?
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martedì 23 ottobre 2012
venerdì 5 ottobre 2012
Il carcere: punizione o riabilitazione?
"Dovrebbero metterlo dentro e buttare via la chiave"
"Va in prigione e può addirittura vedere la tv, è una vergogna"
"Ha stuprato una donna e dopo poco tempo è già fuori"
Avete mai pensato o sentito dire una di queste frasi? Scommetto di si.
Sono pensieri che passano per la testa a chi ritiene che il carcere debba punire un crimine commesso.
Ma è veramente il ragionamento giusto da fare?
In Norvegia i detenuti, se così si possono chiamare, possiedono un loro appartamento, dispongono di un portatile, di tv, di campi da calcio, da tennis, gli è addirittura consentito andare a cavallo e nuotare nell'oceano.
I secondini non hanno pistole (neanche la comune polizia le possiede) e vivono costantemente a contatto con i "prigionieri". Essi passano le giornate a lavorare nei boschi, nelle fattorie e gestiscono dei veri e propri negozi.
Il sistema carcerario norvegese ha quindi tutto un altro approccio rispetto al pensiero americano (e anche italiano), non punisce ma cerca di riabilitare (clicca QUI per saperne di più e vedere con i tuoi occhi).
Anche Breivik, neonazista autore della recentissima strage in Norvegia avrà questo trattamento: 21 anni (pena massima nel Paese in questione) di permanenza in queste "prigioni" di lusso nonostante al processo sia risultato sano di mente e dispiaciuto per non aver ucciso più persone.
I risultati dei due approcci? In Norvegia il tasso di recidività (cioè un detenuto che dopo la pena torna in carcere) è al 40%, in Italia e negli Stati Uniti è al 70%
Allora chi ha ragione? I norvegesi che trattato i prigionieri come turisti in un villaggio vacanza o americani e italiani che puniscono a oltranza provocando anche un considerevole numero di suicidi?
La risposta non ce l'ho, provo un senso di ammirazione per la società norvegese ma, lo confesso, anche io ho spesso pensato le frasi citate all'inizio di questo post. Il dato sui tassi di recidività tuttavia dovrebbe quanto meno far riflettere, sbaglio?
"Va in prigione e può addirittura vedere la tv, è una vergogna"
"Ha stuprato una donna e dopo poco tempo è già fuori"
Avete mai pensato o sentito dire una di queste frasi? Scommetto di si.
Sono pensieri che passano per la testa a chi ritiene che il carcere debba punire un crimine commesso.
Ma è veramente il ragionamento giusto da fare?
In Norvegia i detenuti, se così si possono chiamare, possiedono un loro appartamento, dispongono di un portatile, di tv, di campi da calcio, da tennis, gli è addirittura consentito andare a cavallo e nuotare nell'oceano.
I secondini non hanno pistole (neanche la comune polizia le possiede) e vivono costantemente a contatto con i "prigionieri". Essi passano le giornate a lavorare nei boschi, nelle fattorie e gestiscono dei veri e propri negozi.
Il sistema carcerario norvegese ha quindi tutto un altro approccio rispetto al pensiero americano (e anche italiano), non punisce ma cerca di riabilitare (clicca QUI per saperne di più e vedere con i tuoi occhi).
Anche Breivik, neonazista autore della recentissima strage in Norvegia avrà questo trattamento: 21 anni (pena massima nel Paese in questione) di permanenza in queste "prigioni" di lusso nonostante al processo sia risultato sano di mente e dispiaciuto per non aver ucciso più persone.
I risultati dei due approcci? In Norvegia il tasso di recidività (cioè un detenuto che dopo la pena torna in carcere) è al 40%, in Italia e negli Stati Uniti è al 70%
Allora chi ha ragione? I norvegesi che trattato i prigionieri come turisti in un villaggio vacanza o americani e italiani che puniscono a oltranza provocando anche un considerevole numero di suicidi?
La risposta non ce l'ho, provo un senso di ammirazione per la società norvegese ma, lo confesso, anche io ho spesso pensato le frasi citate all'inizio di questo post. Il dato sui tassi di recidività tuttavia dovrebbe quanto meno far riflettere, sbaglio?
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mercoledì 3 ottobre 2012
Gli scandali nelle regioni sono il frutto della partitocrazia
Il governo ha appena promesso che non ci saranno più condannati in Parlamento.
La stampa esalta la promessa dimenticando che 5 anni fa Beppe Grillo riuscì a raccogliere 350 mila firme proprio a tale scopo, firme che, lo ricordiamo, per tutto questo tempo sono marcite in un cassetto del Senato.
Dov'era quella stessa stampa cinque anni fa?
Ovviamente tutti si augurano che un provvedimento del genere passi prima o poi, anche perchè non è facile capire come un Parlamento in cui siedono un centinaio di indagati possa approvare un disegno di legge contro, per esempio, la corruzione.
Nel frattempo i scandali nelle regioni continuano a dilagare. Sette consigli regionali sono sotto indagine, i soldi pubblici spariscono ovunque a dimostrazione di come il passaggio di poteri dal centro (stato) alla periferia (regioni) sia stato attuato in un modo tutto italiano; cioè col solo fine di aprire nuovi spazi di potere che i partiti potessero occupare.
Tutto questo è il frutto del regime politico in cui viviamo: una partitocrazia dove il potere non appartiene al popolo ma ai partiti stessi che, si badi bene, non sono più da tempo espressione dell'opinione pubblica.
Quanti di voi ascoltano ogni giorno commenti smarriti di conoscenti che non sanno chi votare?
Vi lascio con due video: il primo è il ritorno di Saviano, che come al solito fa un monologo intelligente, capace di far riflettere; il secondo è l'intervento di Maurizio Crozza a Ballarò che ai politici ridendo e scherzando riesce a dirne più di chiunque altro (d'altronde visti gli ospiti...).
La stampa esalta la promessa dimenticando che 5 anni fa Beppe Grillo riuscì a raccogliere 350 mila firme proprio a tale scopo, firme che, lo ricordiamo, per tutto questo tempo sono marcite in un cassetto del Senato.
Dov'era quella stessa stampa cinque anni fa?
Ovviamente tutti si augurano che un provvedimento del genere passi prima o poi, anche perchè non è facile capire come un Parlamento in cui siedono un centinaio di indagati possa approvare un disegno di legge contro, per esempio, la corruzione.
Nel frattempo i scandali nelle regioni continuano a dilagare. Sette consigli regionali sono sotto indagine, i soldi pubblici spariscono ovunque a dimostrazione di come il passaggio di poteri dal centro (stato) alla periferia (regioni) sia stato attuato in un modo tutto italiano; cioè col solo fine di aprire nuovi spazi di potere che i partiti potessero occupare.
Tutto questo è il frutto del regime politico in cui viviamo: una partitocrazia dove il potere non appartiene al popolo ma ai partiti stessi che, si badi bene, non sono più da tempo espressione dell'opinione pubblica.
Quanti di voi ascoltano ogni giorno commenti smarriti di conoscenti che non sanno chi votare?
Vi lascio con due video: il primo è il ritorno di Saviano, che come al solito fa un monologo intelligente, capace di far riflettere; il secondo è l'intervento di Maurizio Crozza a Ballarò che ai politici ridendo e scherzando riesce a dirne più di chiunque altro (d'altronde visti gli ospiti...).
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giovedì 20 settembre 2012
La prospettiva di Renzi premier!
Ditemi che è uno scherzo: Berlusconi propone di togliere l'IMU e abbassare le tasse.
Fammi capire, in Parlamento voti a favore dell'introduzione dell'IMU ed ora che le elezioni si avvicinano te ne dimentichi e proponi di levarlo? In effetti Silvio fa bene: gli italiani hanno la memoria politica di un lombrico e già sento voci di elogio per le belle parole del cavaliere.
Nel frattempo il suo partito deve fare i conti con l'ennesimo scandalo, questa volta nel Lazio. Il tutto mentre la presidente della regione Polverini si ancora alla sua poltrona dichiarando di non voler pagare le colpe degli altri.
Le colpe sono sempre degli altri, ci mancherebbe, scommetto anche quelle che hanno portato al rinvio della seduta del Senato di oggi. Infatti, primo caso nella storia della repubblica, chi doveva presiedere l'aula non si è presentato. Di turno era Domenico Nania (PDL) ma probabilmente sarà stato trattenuto dalla sua soap opera preferita o da chissà quali altri improrogabili impegni.
Alla Camera intanto, viene approvata la verifica di soggetti terzi sui bilanci dei gruppi parlamentari. Un minimo di spesa risulta inevitabile per le funzioni del Parlamento, tuttavia sarebbe bene anche mettere in chiaro quali spese siano lecite e quali no. Altrimenti si tornerebbe al punto di partenza.
Al momento sembra che quest'ultimo tipo di controllo non sarà di competenza della società delegata ai controlli rendendola, a mio parere, di fatto impotente.
Sembrerebbe dunque un'operazione di facciata per salvare le apparenze, anche perchè, se si volesse veramente fare luce sulle spese dei nostri amati politici, basterebbe imporre una trasparenza totale sulle spese dei parlamentari rendendo obbligatoria la pubblicazione sul web delle spese effettuate.
Ad ogni modo non bisogna preoccuparsi troppo. Può essere infatti che il prossimo premier sia Matteo Renzi, il nuovo che avanza, uno che pensa che gli inceneritori emettano nell'aria bolle di sapone profumate. Infatti, parole sue, chi osa dire sulla base di dati scientifici che gli inceneritori provochino tumori è colpevole di terrirorismo psicologico.
Inoltre Berlusconi stesso ha detto che Renzi gli piace: ha le sue stesse idee... sicuramente questa dichiarazione fa curriculum!
Saremo in buone mani!
Fammi capire, in Parlamento voti a favore dell'introduzione dell'IMU ed ora che le elezioni si avvicinano te ne dimentichi e proponi di levarlo? In effetti Silvio fa bene: gli italiani hanno la memoria politica di un lombrico e già sento voci di elogio per le belle parole del cavaliere.
Nel frattempo il suo partito deve fare i conti con l'ennesimo scandalo, questa volta nel Lazio. Il tutto mentre la presidente della regione Polverini si ancora alla sua poltrona dichiarando di non voler pagare le colpe degli altri.
Le colpe sono sempre degli altri, ci mancherebbe, scommetto anche quelle che hanno portato al rinvio della seduta del Senato di oggi. Infatti, primo caso nella storia della repubblica, chi doveva presiedere l'aula non si è presentato. Di turno era Domenico Nania (PDL) ma probabilmente sarà stato trattenuto dalla sua soap opera preferita o da chissà quali altri improrogabili impegni.
Alla Camera intanto, viene approvata la verifica di soggetti terzi sui bilanci dei gruppi parlamentari. Un minimo di spesa risulta inevitabile per le funzioni del Parlamento, tuttavia sarebbe bene anche mettere in chiaro quali spese siano lecite e quali no. Altrimenti si tornerebbe al punto di partenza.
Al momento sembra che quest'ultimo tipo di controllo non sarà di competenza della società delegata ai controlli rendendola, a mio parere, di fatto impotente.
Sembrerebbe dunque un'operazione di facciata per salvare le apparenze, anche perchè, se si volesse veramente fare luce sulle spese dei nostri amati politici, basterebbe imporre una trasparenza totale sulle spese dei parlamentari rendendo obbligatoria la pubblicazione sul web delle spese effettuate.
Ad ogni modo non bisogna preoccuparsi troppo. Può essere infatti che il prossimo premier sia Matteo Renzi, il nuovo che avanza, uno che pensa che gli inceneritori emettano nell'aria bolle di sapone profumate. Infatti, parole sue, chi osa dire sulla base di dati scientifici che gli inceneritori provochino tumori è colpevole di terrirorismo psicologico.
Inoltre Berlusconi stesso ha detto che Renzi gli piace: ha le sue stesse idee... sicuramente questa dichiarazione fa curriculum!
Saremo in buone mani!
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martedì 4 settembre 2012
TAV e intercettazioni, temi di berlusconiana memoria
Agosto è finito e, con esso, si spera anche il soporifero clima politico che ha avvolto il paese.
Le novità sono pressoché zero, il che, visti i precedenti, è anche un bene: significa che il governo tecnico non ha fatto altri danni!
Tuttavia la stampa i giornali li deve pur riempire ed ecco che, ad esempio, troviamo Libero che ci delizia con una foto di Beppe Grillo che fa il saluto fascista. Peccato che la foto sia tratta da un film, e questi giornalai l'hanno spacciata per vera. Complimenti!
Questo è ovviamente solo uno degli innumerevoli episodi che vedono protagonista Grillo o il Movimento 5 Stelle sui giornali. Il 95% delle volte si tratta di falsità, ennesima conferma di come televisioni e giornali siano solo emanazioni del potere dei partiti, tutti interessati ad attaccare il Movimento.
Per fare un altro esempio, il Corriere ha caricato sul suo sito web un video in cui Grillo avrebbe fatto affermazioni xenofobe e razziste, peccato che abbiano tagliato una parte di video distorcendo contenuti ben diversi da quelli che hanno voluto far apparire.
Per il resto il Paese continua sui soliti inutili temi: il TAV! Oggi Mario Monti si è detto felice che il prossimo incontro bilaterale con Hollande avverrà a Lione per dare un segnale forte della volontà di Italia e Francia di costruire quell'abominio di ferrovia. Dell'argomento ne ho parlato ampiamente più di un anno fa e i motivi per cui l'alta velocità NON si deve fare non sono cambiati di una virgola (QUI i dettagli).
Fa comunque piacere capire qual è la priorità di questo governo: TAV e intercettazioni mentre la gente arranca per sopravvivere (non vivere).
Già le intercettazioni, il tormentone di berlusconiana memoria torna in voga in difesa del Quirinale che ospita, fortunatamente ancora per poco, uno dei peggiori presidenti della Repubblica che questo Paese abbia mai visto.
Con Berlusconi era il Presidente del "firmo qualunque legge mi mettano sotto al naso", oggi con Monti è il Presidente frignone del "sono stato intercettato buuuu".
Scherzi a parte, chi non ha niente da nascondere non avrebbe nulla da temere. L'ostentazione nel nascondere i contenuti di quella telefonata è invece motivo di sospetto.
Le novità sono pressoché zero, il che, visti i precedenti, è anche un bene: significa che il governo tecnico non ha fatto altri danni!
Tuttavia la stampa i giornali li deve pur riempire ed ecco che, ad esempio, troviamo Libero che ci delizia con una foto di Beppe Grillo che fa il saluto fascista. Peccato che la foto sia tratta da un film, e questi giornalai l'hanno spacciata per vera. Complimenti!
Questo è ovviamente solo uno degli innumerevoli episodi che vedono protagonista Grillo o il Movimento 5 Stelle sui giornali. Il 95% delle volte si tratta di falsità, ennesima conferma di come televisioni e giornali siano solo emanazioni del potere dei partiti, tutti interessati ad attaccare il Movimento.
Per fare un altro esempio, il Corriere ha caricato sul suo sito web un video in cui Grillo avrebbe fatto affermazioni xenofobe e razziste, peccato che abbiano tagliato una parte di video distorcendo contenuti ben diversi da quelli che hanno voluto far apparire.
Per il resto il Paese continua sui soliti inutili temi: il TAV! Oggi Mario Monti si è detto felice che il prossimo incontro bilaterale con Hollande avverrà a Lione per dare un segnale forte della volontà di Italia e Francia di costruire quell'abominio di ferrovia. Dell'argomento ne ho parlato ampiamente più di un anno fa e i motivi per cui l'alta velocità NON si deve fare non sono cambiati di una virgola (QUI i dettagli).
Fa comunque piacere capire qual è la priorità di questo governo: TAV e intercettazioni mentre la gente arranca per sopravvivere (non vivere).
Già le intercettazioni, il tormentone di berlusconiana memoria torna in voga in difesa del Quirinale che ospita, fortunatamente ancora per poco, uno dei peggiori presidenti della Repubblica che questo Paese abbia mai visto.
Con Berlusconi era il Presidente del "firmo qualunque legge mi mettano sotto al naso", oggi con Monti è il Presidente frignone del "sono stato intercettato buuuu".
Scherzi a parte, chi non ha niente da nascondere non avrebbe nulla da temere. L'ostentazione nel nascondere i contenuti di quella telefonata è invece motivo di sospetto.
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giovedì 16 agosto 2012
Spazi tv pagati con denaro pubblico: un'altra polemica sul MoVimento
E' recentissima la notizia secondo cui gli esponenti del Movimento 5 Stelle avrebbero pagato, con soldi pubblici le loro comparsate sulle televisioni.
Tuttavia, prima di indignarsi è necessario fare alcune osservazioni: innanzitutto questa è una prassi radicata da sempre e che vale per tutti gli esponenti politici: vuol dire che paghiamo anche quando vediamo la faccia di Borghezio in qualche talk show.
Va poi sottolineata la frequenza con cui gli esponenti del MoVimento vanno in televisione: cento volte meno dei componenti dei partiti tradizionali. Inoltre, bisogna rilevare che la lista a 5 stelle ha rinunciato ai rimborsi elettorati, unica forza politica a farlo, e che ogni eletto nelle istituzioni si abbassa lo stipendio a 2.500 euro.
E' proprio da tale autoriduzione che provengono i fondi per le comparsate in tv, in altre parole si pagano le ospitate con i propri stipendi: parlando dei consiglieri regionali, ogni mese dovrebbero percepire per legge (non si può rifiutare) una cifra che si aggira intorno ai 10.000 euro; sottraendo a tale cifra i 2.500 euro spettanti agli eletti, il resto lo si versa in un fondo che viene utilizzato, ad esempio, per tutele legali gratuire, progetti di utilità collettiva e anche per stampare volantini, opuscoli e manifesti. Nel mezzo di questa attività ci sta anche il pagamento delle rare comparsate nelle televisioni.
La differenza con i partiti, chiaramente, è abissale. Questa non è altro che l'ennesima polemica montata ad arte che indica la foglia senza guardare il tronco, in una sorta di grande coalizione che vede i partiti tutti uniti per la causa "antigrillina".
Poi per carità, discutere è lecito: Beppe Grillo sostiene che pagare per andare in tv è come pagare per andare ad un funerale e, come lui, sono in molti a sostenere l'inutilità di tale spesa. E' anche vero tuttavia che la televisione è ancora il mezzo di informazione più seguito dagli italiani che, neanche a dirlo, vivono in un Paese che è il terzo mondo di internet.
L'argomento è ambiguo: è giusto rinunciare a tale visibilità in nome di un ulteriore risparmio?
Tuttavia, prima di indignarsi è necessario fare alcune osservazioni: innanzitutto questa è una prassi radicata da sempre e che vale per tutti gli esponenti politici: vuol dire che paghiamo anche quando vediamo la faccia di Borghezio in qualche talk show.
Va poi sottolineata la frequenza con cui gli esponenti del MoVimento vanno in televisione: cento volte meno dei componenti dei partiti tradizionali. Inoltre, bisogna rilevare che la lista a 5 stelle ha rinunciato ai rimborsi elettorati, unica forza politica a farlo, e che ogni eletto nelle istituzioni si abbassa lo stipendio a 2.500 euro.
E' proprio da tale autoriduzione che provengono i fondi per le comparsate in tv, in altre parole si pagano le ospitate con i propri stipendi: parlando dei consiglieri regionali, ogni mese dovrebbero percepire per legge (non si può rifiutare) una cifra che si aggira intorno ai 10.000 euro; sottraendo a tale cifra i 2.500 euro spettanti agli eletti, il resto lo si versa in un fondo che viene utilizzato, ad esempio, per tutele legali gratuire, progetti di utilità collettiva e anche per stampare volantini, opuscoli e manifesti. Nel mezzo di questa attività ci sta anche il pagamento delle rare comparsate nelle televisioni.
La differenza con i partiti, chiaramente, è abissale. Questa non è altro che l'ennesima polemica montata ad arte che indica la foglia senza guardare il tronco, in una sorta di grande coalizione che vede i partiti tutti uniti per la causa "antigrillina".
Poi per carità, discutere è lecito: Beppe Grillo sostiene che pagare per andare in tv è come pagare per andare ad un funerale e, come lui, sono in molti a sostenere l'inutilità di tale spesa. E' anche vero tuttavia che la televisione è ancora il mezzo di informazione più seguito dagli italiani che, neanche a dirlo, vivono in un Paese che è il terzo mondo di internet.
L'argomento è ambiguo: è giusto rinunciare a tale visibilità in nome di un ulteriore risparmio?
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sabato 4 agosto 2012
Calcioscommesse, politica e furti
C'è qualcosa di sbagliato in un paese i cui abitanti si indignano per il calcioscommesse senza conoscere minimamente quel che lo costringe ad una vita da disoccupato o precario. Lo si dice tutti i giorni ma l'assuefazione non passa: ed è così che diventa possibile sul sottofondo della preoccupazione per la possibile squalifica di Conte, ignorare che la casta si è regalata dieci milioni in più in un fondo di spesa dei gruppi parlamentari.
In totale, in due anni, i partiti avranno 160 milioni dai 150 precedentemente previsti. Soldi che, sia chiaro, sono un "di più" rispetto al finanziamento pubblico ai partiti, ci mancherebbe! Per onestà bisogna però specificare che il PD devolve il denaro in beneficienza e l'IDV non partecipa, come è più corretto che sia, alla spartizione.
Il provvedimento, per portare la presa per i fondelli ai nostri danni a livelli più elevati, è contenuto nello stesso decreto che mette in ginocchio gli enti locali tagliando sulla sanità e che non è riuscito a trovare una soluzione per duemila esodati di Finmeccanica.
Il blog di Grillo ha poi pubblicato un post dove viene reso noto il numero delle pensioni d'oro: sarebbero 100000 e costerebbero ai contribuenti la bellezza di 13 miliardi di euro. Se queste pensioni venissero abbassate a 5000 euro netti al mese si risparmierebbero 7 miliardi.
A proposito di soldi buttati, su queste pagine avevo annunciato con gioia che il beauty contest che avrebbe regalato (unico paese al mondo) le frequenze del digitale a rai e mediaset sarebbe stato sostituito da un'asta pubblica. Beh tutte palle, anche il governo tecnico decide di rinunciare ad almeno 5 miliardi di euro e travestirsi da Babbo Natale prima del tempo.
Nel frattempo la disoccupazione sale, le tasse aumentano e siamo sempre più in recessione, ma l'importante è la squalifica di Conte.
In totale, in due anni, i partiti avranno 160 milioni dai 150 precedentemente previsti. Soldi che, sia chiaro, sono un "di più" rispetto al finanziamento pubblico ai partiti, ci mancherebbe! Per onestà bisogna però specificare che il PD devolve il denaro in beneficienza e l'IDV non partecipa, come è più corretto che sia, alla spartizione.
Il provvedimento, per portare la presa per i fondelli ai nostri danni a livelli più elevati, è contenuto nello stesso decreto che mette in ginocchio gli enti locali tagliando sulla sanità e che non è riuscito a trovare una soluzione per duemila esodati di Finmeccanica.
Il blog di Grillo ha poi pubblicato un post dove viene reso noto il numero delle pensioni d'oro: sarebbero 100000 e costerebbero ai contribuenti la bellezza di 13 miliardi di euro. Se queste pensioni venissero abbassate a 5000 euro netti al mese si risparmierebbero 7 miliardi.
A proposito di soldi buttati, su queste pagine avevo annunciato con gioia che il beauty contest che avrebbe regalato (unico paese al mondo) le frequenze del digitale a rai e mediaset sarebbe stato sostituito da un'asta pubblica. Beh tutte palle, anche il governo tecnico decide di rinunciare ad almeno 5 miliardi di euro e travestirsi da Babbo Natale prima del tempo.
Nel frattempo la disoccupazione sale, le tasse aumentano e siamo sempre più in recessione, ma l'importante è la squalifica di Conte.
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