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mercoledì 30 maggio 2012

Terremoti: omicidi di Stato

L'Italia è un Paese ad altissimo rischio sismico e nella storia della nostra Repubblica non abbiamo mai avuto norme e regole volte ad assicurare la sicurezza in tal senso, specialmente nel campo dell'edilizia. Le persone che sono morte, le migliaia di sfollate, sono tutte vittime della negligenza e della scarsa lungimiranza della nostra politica.

Poco tempo fa, in questo Paese, c'era chi voleva addirittura costruire delle centrali nucleari.

Il 2 giugno sarà sperperato denaro pubblico per festeggiare lo stesso Paese che ha ucciso le vittime del terremoto: è una vergogna. Il "nostro" presidente della Repubblica ha dichiarato che la parata militare non verrà cancellata per dare un segnale di unità in un momento difficile e che sarà dedicata alle vittime del sisma....... A mio parere sono segnali evidenti di demenza senile: anche se fossero due lire, cancellare la parata e mandare soldi nei territori colpiti sarebbe un segno di vicinanza molto più concreto e utile. Un atto che fu adottato, tra l'altro, nel 1976 da Forlani per il terremo del Friuli (per cui ancora paghiamo accise sulla benzina).

Nel frattempo si discute al Consiglio dei Ministri, di aumentare ulteriormente la benzina per finanziare gli aiuti: giusto e sacrosanto aiutare le popolazioni colpite, un po' meno giusto far pagare il prezzo dell'ennesima tragedia all'italiana ai soliti noti, visto che, come in un milione di altre tematiche, avrei una lista lunga un chilometro di possibilità per recuperare denaro.


lunedì 21 maggio 2012

Terza Repubblica o ingovernabilità?

Federico Pizzarotti, candidato del Movimento 5 stelle, è sindaco di Parma. Come dice Grillo potrebbe essere l'inizio della Terza Repubblica: i cittadini prendono il timone di una città importante e, nei limiti delle possibilità concesse agli enti locali, cercheranno di applicare un programma redatto in rete da 800000 persone.

Se queste sono le premesse attendo con ansia il 2013! Sarà infatti una sfida ambigua: da un lato, se il Movimento ha avuto un risultato così eclatante alle amministrative dove, a rigor di logica, la protesta dovrebbe essere meno sentita in quanto l'operato dei sindaci è certamente più oggettivo rispetto alle politiche dove intervengono più prepotentemente le "ideologie" (o ciò che ne rimane) allora nel 2013 è facile dire che il Movimento 5 Stelle andrà ben oltre le aspettative e i sondaggi.

Dall'altro lato tuttavia, appunto per questi residui ideologici, che sono un'arma a doppio taglio, le persone potrebbero essere orientate a votare un partito per non far vincere l'altro, per scongiurare la sciagura di altri cinque anni di PDL. E' anche vero che oggi come oggi i partiti sono delegittimati nella loro totalità e che hanno problemi di alleanza piuttosto rilevanti: PDL e Lega, nel caso tornassero inisieme, non vinceranno mai le elezioni, ma PD+IDV+SEL arriveranno al 51%? Ho i miei dubbi.

L'unica alleanza sicura di governare sarebbe PDL+PD+UDC, insomma il solito vomitevole inciucio.

D'altra parte, pur essendo auspicabile, pensare al Movimento 5 Stelle che arriva al 51% mi è obiettivamente difficile. Di conseguenza il problema dell'ingovernabilità è qualcosa da tenere a mente: potremmo facilmente ritrovarci nella stessa situazione politica della Grecia dove formare un governo è, di fatto, impossibile.

Il futuro è dunque un'incognita, oggi c'è però la certezza di avere un'Italia migliore.

p.s. Napolitano l'hai sentito il boom?


martedì 15 maggio 2012

Dire addio ai contanti?

A proposito di evasione fiscale, Report scopre l'acqua calda e propone di incentivare l'uso di sistemi di pagamento tracciabili come bancomat, carte di credito e assegni tramite una tassazione sul deposito e sul prelievo dei contanti.
Se i contanti spariscono, sparisce anche l'evasione. E' ovvio. In un contesto come il nostro non sarebbe una via da percorrere al più presto?

lunedì 7 maggio 2012

Trionfo a 5 stelle

Le amministrative si chiudono con una sonora sconfitta per tutti i partiti, specialmente per il PDL, nel suo caso si può tranquillamente parlare di una Waterloo politica.
L'unica forza politica che ne esce vincitrice è il Movimento 5 Stelle: a Sarego, provincia di Vicenza, è stato eletto il primo sindaco del Movimento e a Parma il candidato Federico Pizzarotti andrà al ballottaggio grazie ad ad un consenso pari al 20% dei voti.
Il ballottaggio è stato sfiorato anche a Genova ma i numeri sono eclatanti praticamente ovunque.

Questi sono risultati raggiunti senza un euro di denaro pubblico.
Mentre i militanti del Movimento 5 stelle insegnano al Paese che la politica è essenzialmente volontariato e servizio civile, PD e PDL presentano al Parlamento una proposta per ridurre di un terzo l'ultima tranche dei rimborsi elettorali.

E' come se un ladro proponesse al rapinato di rubargli un po' meno. Il furto dovrebbe essere sempre un reato.
Il popolo sovrano ha votato nel '93 contro il finanziamento pubblico ai partiti, cambiargli nome in rimborsi elettorali è semplicemente una presa per i fondelli, discutere oggi di ridurli o regolamentarli è solo una presa in giro reiterata.

E' solo l'inizio, il 2013 è vicino, le cinque stelle saranno in Parlamento.





mercoledì 2 maggio 2012

Il risveglio del tecnico

Per adesso questo governo di professoroni è riuscito ad ideare solamente nuove tasse il che, come ovvio, ha provocato recessione. In seguito ha deciso che il problema degli scarsi investimenti in Italia fosse dovuto all'articolo 18 e non a mafia, corruzione e tassazione stellare.

Adesso finalmente il torpore sembrerebbe essere finito e all'orrizzonte si intravede qualcosa di buono: Monti avrebbe infatti deciso di avviare i negoziati con Berna per acquisire i capitali nascosti dagli evasori italiani in Svizzera così come già fatto da mezzo continente che, per inciso, non ha i nostri stessi problemi di evasione fiscale.

Ora la domanda da porsi è la seguente: cosa diavolo ha impedito al governo tecnico di agire prima in questa direzione? Dei governi politici che hanno preceduto l'attuale neanche parlo: i nostri politicanti sono probabilmente i primi ad avere conti correnti in qualche paradiso fiscale.
Devo pensare che sia un fattore comune anche ai nostri stimatissimi professori?
E' veramente troppo comodo mettere in fretta nuove tasse restando con le mani in mano su fronti ben più importanti.




venerdì 20 aprile 2012

Il Movimento 5 stelle protagonista: bersaglio dei partiti e dei media

Fa tenerezza ciò a cui stiamo assistendo: PDL, PD e UDC d'accordo sul condannare il supremo nemico Beppe Grillo. Non si spendono più parole per sostenere le proprie ideologie come nella prima repubblica, le ideologie sono morte proprio come la funzione dei partiti stessi, ed ecco che questi ultimi si uniscono a difesa del proprio essere contro l'antipolitica.

Ma cos'è l'antipolitica? Beppe Grillo? O piuttosto la cattiva politica esercitata dai politici? I partiti stessi sono l'antipolitica perchè Beppe Grillo fino a prova contraria fa più politica di tutti loro messi insieme con un programma ben preciso e ben più concreto degli assiomi classici "crescita, grandi opere, banche e cemento".

La posizione dei partiti verso il Movimento 5 stelle dunque la conosciamo. Ma i media come si comportano? Neanche a dirlo in modo vergognoso. Ieri sera a Servizio Pubblico la parola "Movimento 5 stelle" non è mai stata pronunciata, si è parlato solo di Beppe Grillo e di "grillini" come se il Movimento iniziasse e finisse con lui a prescindere dai centinaia di eletti e, a questo punto, da migliaia di militanti in tutta Italia.

Il tutto ovviamente, guarda caso, in concomitanza con le elezioni amministrative.

E' stato invitato in studio il consigliere regionale dell'Emilia Romagna Giovanni Favia... beh ha parlato per circa cinque minuti su tre ore di trasmissione e la metà del tempo lo ha dovuto spendere per rispondere ad una (legittima) domanda di Santoro, il quale ha chiesto come fosse possibile che, essendo Grillo proprietario del marchio del Movimento, "ognuno vale uno", slogan principale della lista a 5 stelle (ne ho parlato anche io QUI sul blog tempo fa)

La domanda di Santoro è l'unica critica legittima che si può fare (finora) al Movimento 5 stelle, tuttavia essa indica la foglia secca trascurando l'albero rigoglioso: non è stato ad esempio detto che mentre i partiti rubavano CENTINAIA DI MILIONI di euro di "rimborsi" elettorali il Movimento 5 stelle ha rifiutato per le elezioni regionali quasi due milioni di euro che, per legge, gli sarebbero spettati. Non è stato detto poi che ogni eletto si è ridotto lo stipendio dell'80% arrivando a prendere 2.500 euro (stipendio comunque faraonico) al posto di 12000. Non è stata poi spesa una parola sul programma del Movimento 5 stelle che, per chi fosse interessato, riporto QUI.

Qualcuna di queste cose sono state dette dallo stesso Beppe Grillo, mandato in onda per parecchi minuti, ribadendo quindi il messaggio implicito della lista civica a 5 stelle personificata nel comico genovese, neanche fosse il candidato premier. Altri principi del Movimento sono stati poi detti da Matteo Renzi, sindaco di Firenze del PD, protagonista assoluto della serata, il quale non ha fatto altro che COPIARE pezzi del programma del Movimento e farli suoi. Peccato che mentre predica bene egli razzola male facendo parte di un partito che ha rubato e continua a rubare con i rimborsi elettorali.

Mi chiedo come sia possibile sostenere l'illegittimità dei rimborsi elettorali, della presenza di politici con più di 2-3 mandati e poi fare parte di un partito che riceve milioni di euro di finanziamento pubblico e presenta tra i suoi elementi di spicco elementi come D'Alema e Fassino. Ci sarebbe un valore che si chiama coerenza.

Ma questo è un problema di Matteo Renzi. Ciò che mi preme è trasmettere un messaggio: quando si parla di Movimento 5 stelle non fidatevi degli esponenti politici, delle televisioni e dei giornali. Cercate su internet: ogni comune e regione d'Italia in cui è presente il Movimento ha un sito internet dove i militanti caricano le loro proposte e soprattutto i video di ciò che fanno nei Consigli comunali e regionali favorendo la tanto acclamata trasparenza che la politica "istituzionale" fa da sempre mancare.

mercoledì 11 aprile 2012

Anche ai politici padani piace l'odore dei soldi

Dopo la morte politica di Berlusconi è il turno di Umberto Bossi che, alla luce degli scandali che hanno travolto la Lega Nord, ha deciso di dimettersi da segretario del partito arrivando addirittura a chiedere scusa ai militanti per i danni che "persone col suo cognome" hanno fatto alla causa leghista.

Il riferimento è ovviamente per il Trota che si è dimesso da consigliere (con una buona uscita da 40mila euro, tanto paghiamo noi). Ora il Consiglio regionale lombardo è un po' più pulito, mancano solo le dimissioni di un'altra ventina di indagati.

In tutto questo siamo al limite del ridicolo quando Bersani invoca nuove regole per i rimborsi elettorali.
Come detto parecchie volte su questo blog, e come ribadito ieri sera da Crozza con la sua consueta ironia, gli italiani nel '93 hanno bocciato il finanziamento pubblico ai partiti. Questi ultimi, per tutta risposta, gli hanno cambiato nome in rimborso elettorale aumentandolo per giunta esponenzialmente negli anni.
Quindi caro Bersani, non servono nuove leggi per regolare i rimborsi elettorali, bisogna proprio eliminarli rispettando, per una volta, la volontà popolare.

Ad oggi siamo il Paese europeo che regala più soldi ai partiti. Per finanziarie questa marea di geni, ogni anno sborsiamo quasi 300 milioni di euro rispetto ai 12 dell'Inghilterra.

A proposito di cose ridicole: Maroni invoca "pulizia" nel partito. Caro Bobo, dove diavolo eri mentre i tuoi colleghi rubavano milioni di euro dalle tasche dei cittadini?

Un'ultima menzione va ai media che non hanno la decenza di nominare l'unica forza politica che ai rimborsi elettorali ha rinunciato: il Movimento 5 Stelle che ha fatto eleggere centinaia di candidati nei comuni di tutta Italia senza un euro di denaro pubblico.
A proposito, il Movimento in un recente sondaggio si è rivelato la terza forza politica del paese arrivando a sfiorare l'8%. Consideriamo poi che il M5S è riuscito ad abbattere ad ogni elezione ogni più rosea aspettativa ed avremo una piccola speranza per questo Paese allo sfascio.




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