Incredibile Berlusconi è d'accordo con me: una delle cause dell'alluvione di Genova è l'aver costruito dove non si doveva. Una cosa però mi sfugge: chi diavolo ha fatto approvare due condoni? Destano perplessità certe dimenticanze, anche perchè al posto di sembrare solidale con le popolazioni alluvionate SEMBRA che le stia prendendo per il culo.
Ma in questi giorni il premier ha ben altro a cui pensare, che sarà mai una città in ginocchio con tanto di morti e dispersi? La sua maggioranza perde infatti pezzi ogni ora che passa e le possibilità di far passare alla Camera il rendiconto di stato si assottigliano di conseguenza.
Per avviare una nuova campagna acquisti Berlusconi sta pensando di far dimettere una ventina di sottosegretari per comprare con nuove poltrone altri parlamentari. Insomma, una versione in grande di quanto successo il 14 dicembre scorso e il recentissimo 14 ottobre.
Tuttavia la possibilità di un esecutivo "istituzionale" guidato da Monti sta diventando un'opzione sempre più gradita e che trova il trasversale appoggio del PD, di Fini e addirittura di qualche elemento del PDL, il che è tutto dire.
Entro stasera ne sapremo sicuramente di più.
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lunedì 7 novembre 2011
Berlusconi è d'accordo con me
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domenica 6 novembre 2011
La rivoluzione di Santoro tra una maggioranza che non esiste più
Martedì si tornerà a votare in aula il rendiconto dello Stato già bocciato l'11 ottobre alla Camera e i numeri per porre la fiducia sull'atto non ci sono. Secondo Verdini, non l'ultimo arrivato nel PDL, la maggioranza conta 306 membri dopo le numerose defezioni degli ultimi giorni, numero non sufficiente a definire la maggioranza tale.
L'appello di Napolitano di salvaguardare la credibilità dell'Italia evitando una imbarazzante bocciatura del rendiconto di Stato potrebbe, paradossalmente, essere un salvagente per il governo, sta di fatto che un governo che arranca non aiuta minimamente il paese.
In molti invocano una rivoluzione. A modo suo Michele Santoro l'ha già fatta con la prima puntata del suo Servizio Pubblico: oltre il 12% di share ottenuto tramite Sky, Internet e soprattutto televisioni private che hanno trovato nel programma di Santoro una vera e propria miniera d'oro, un risultato straordinario.
I numeri sono impressionanti: le sole tv private hanno collezionato più di due milioni di telespettatori, Sky quasi 650 mila e su internet si sono contati un totale di 5 milioni di contatti con un'utenza media di 300 mila.
Il Paese vuole avere la libertà di informarsi e di essere informato, possibilmente non dai Minzolini e dai Fede di turno. La fiamma della protesta che arde in tutta Italia viene accusata di essere demagogica, di fare solo antipolitica. Personalmente invece, credo che non si sia mai vista negli ultimi vent'anni una così grande voglia di cambiare, di migliorare, di lottare per i diritti, per la scuola e per il lavoro. E questa, non è forse politica? ...quella vera?
L'appello di Napolitano di salvaguardare la credibilità dell'Italia evitando una imbarazzante bocciatura del rendiconto di Stato potrebbe, paradossalmente, essere un salvagente per il governo, sta di fatto che un governo che arranca non aiuta minimamente il paese.
In molti invocano una rivoluzione. A modo suo Michele Santoro l'ha già fatta con la prima puntata del suo Servizio Pubblico: oltre il 12% di share ottenuto tramite Sky, Internet e soprattutto televisioni private che hanno trovato nel programma di Santoro una vera e propria miniera d'oro, un risultato straordinario.
I numeri sono impressionanti: le sole tv private hanno collezionato più di due milioni di telespettatori, Sky quasi 650 mila e su internet si sono contati un totale di 5 milioni di contatti con un'utenza media di 300 mila.
Il Paese vuole avere la libertà di informarsi e di essere informato, possibilmente non dai Minzolini e dai Fede di turno. La fiamma della protesta che arde in tutta Italia viene accusata di essere demagogica, di fare solo antipolitica. Personalmente invece, credo che non si sia mai vista negli ultimi vent'anni una così grande voglia di cambiare, di migliorare, di lottare per i diritti, per la scuola e per il lavoro. E questa, non è forse politica? ...quella vera?
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sabato 5 novembre 2011
Liguria in ginocchio, colpa di chi?
Tra spread che vola, borse che crollano e il commisariamento del Fondo Monetario Internazionale l'Italia vive un altro tipo di dramma: la Liguria è in ginocchio, Genova in testa.
Il capoluogo ligure è paralizzato, annegato nel fango dei suoi torrenti cittadini. Quando l'emergenza sarà passata contro chi si punterà il dito? Contro un destino infausto? Ad una sventura a cui la natura ha deciso di sottoporci?
Oppure a tutte quelle persone che hanno deciso di costruire dove non si doveva, i paladini della cementificazione a tutti i costi in nome del profitto?
Sono queste le persone con le mani sporche di sangue, la natura si è semplicemente ripresa ciò che è suo.
Lo sappiamo da millenni: in autunno può piovere, e anche parecchio, che novità. I torrenti e i fiumi vanno puliti, gli argini vanno curati e soprattutto non si costruisce dove non si deve.
Il capoluogo ligure è paralizzato, annegato nel fango dei suoi torrenti cittadini. Quando l'emergenza sarà passata contro chi si punterà il dito? Contro un destino infausto? Ad una sventura a cui la natura ha deciso di sottoporci?
Oppure a tutte quelle persone che hanno deciso di costruire dove non si doveva, i paladini della cementificazione a tutti i costi in nome del profitto?
Sono queste le persone con le mani sporche di sangue, la natura si è semplicemente ripresa ciò che è suo.
Lo sappiamo da millenni: in autunno può piovere, e anche parecchio, che novità. I torrenti e i fiumi vanno puliti, gli argini vanno curati e soprattutto non si costruisce dove non si deve.
venerdì 4 novembre 2011
Italia commissariata dal Fondo Monetario Internazionale
Mi viene da pensare che un po' tutti i politici europei abbiano una malattia che impedisca loro di mettere un filtro tra i loro pensieri e le loro parole. Non si spiegherebbe altrimenti il possibile ripensamento di Papandreou per quanto riguarda il referendum per il piano sul debito greco deciso da Bruxelles il 27 ottobre.
Parlare di un referendum del genere e poi non farlo serve solo a bruciare miliardi di euro sui mercati e supera in stupidità le parole di Bossi per il quale l'Italia non durerà un giorno. Parole al vento come se non sapessero che ogni sillaba che questi signori pronunciano va a riflettersi sull'andamento delle borse.
Per carità è una notizia tutta da verificare ma se fosse vero forse sarebbe il caso di regalare al premier greco una museruola. Non è molto consolante sapere che un premier straniero è probabilmente pari o addirittura peggiore del nostro.
Nel frattempo l'Italia viene commisariata: il Fondo Monetario Internazionale effettuerà ogni tre mesi una relazione sulle misure adottate dal nostro governo per aiutare la crescita. Roma smentisce mentre Barroso, presidente della Commissione europea, dichiara addirittura che è stata l'Italia a chiedere aiuto.
Insomma, per i nostri politici il concetto di trasparenza è proprio qualcosa di estraneo.
Parlare di un referendum del genere e poi non farlo serve solo a bruciare miliardi di euro sui mercati e supera in stupidità le parole di Bossi per il quale l'Italia non durerà un giorno. Parole al vento come se non sapessero che ogni sillaba che questi signori pronunciano va a riflettersi sull'andamento delle borse.
Per carità è una notizia tutta da verificare ma se fosse vero forse sarebbe il caso di regalare al premier greco una museruola. Non è molto consolante sapere che un premier straniero è probabilmente pari o addirittura peggiore del nostro.
Nel frattempo l'Italia viene commisariata: il Fondo Monetario Internazionale effettuerà ogni tre mesi una relazione sulle misure adottate dal nostro governo per aiutare la crescita. Roma smentisce mentre Barroso, presidente della Commissione europea, dichiara addirittura che è stata l'Italia a chiedere aiuto.
Insomma, per i nostri politici il concetto di trasparenza è proprio qualcosa di estraneo.
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giovedì 3 novembre 2011
Governo allo sbando, parlamentari del PDL si sfilano dalla maggioranza
Il governo non è più credibile nemmeno per i membri del partito che lo compongono. Antonione, primo coordinatore di Forza Italia, in particolare ha usato parole forti dichiarando di uscire dal gruppo parlamentare del PDL e di non votare più eventuali fiducie per questo governo. A seguirlo, con profili più bassi, i fedelissimi Scajola e Pisanu con frotte di parlamentari appartenenti al vecchio gruppo dei "responsabili".
In questo roseo contesto, il consiglio dei ministri di ieri notte è riuscito a presentare qualche provvedimento in risposta alle richieste della UE: vendita degli immobili dello Stato, liberalizzazione delle professioni e misure sul trasporto locale. Insomma un piano che sembrerebbe solo la pallida ombra di ciò che l'Unione Europea si aspetta da noi e che non rispetta minimamente gli intenti presentati a Bruxelles. E' un piano che viaggia sugli stessi binari delle manovre economiche di questa estate: usano l'aspirina mentre ci sarebbe bisogno dell'antibiotico.
Non che caldeggi misure assassine contro il welfare state sia chiaro, i soldi sanno tutti dove andarli a prenderli, diventa difficile farlo quando manca la volontà e si è in malafede.
Nel frattempo mentre Berlusconi e compagnia bella giocano col nostro futuro, la Merkel e Sarkozy fanno la voce grossa e dichiarano che la priorità è la stabilità dell'euro, con o senza Atene. In Grecia il famoso referendum lanciato da Papandreou potrebbe essere effettuato il 4-5 dicembre, esso decreterà la permanenza o meno di Atene nell'Unione. Fino ad allora ovviamente, non ci sarà un solo euro di aiuti per il paese ellenico.
In questo roseo contesto, il consiglio dei ministri di ieri notte è riuscito a presentare qualche provvedimento in risposta alle richieste della UE: vendita degli immobili dello Stato, liberalizzazione delle professioni e misure sul trasporto locale. Insomma un piano che sembrerebbe solo la pallida ombra di ciò che l'Unione Europea si aspetta da noi e che non rispetta minimamente gli intenti presentati a Bruxelles. E' un piano che viaggia sugli stessi binari delle manovre economiche di questa estate: usano l'aspirina mentre ci sarebbe bisogno dell'antibiotico.
Non che caldeggi misure assassine contro il welfare state sia chiaro, i soldi sanno tutti dove andarli a prenderli, diventa difficile farlo quando manca la volontà e si è in malafede.
Nel frattempo mentre Berlusconi e compagnia bella giocano col nostro futuro, la Merkel e Sarkozy fanno la voce grossa e dichiarano che la priorità è la stabilità dell'euro, con o senza Atene. In Grecia il famoso referendum lanciato da Papandreou potrebbe essere effettuato il 4-5 dicembre, esso decreterà la permanenza o meno di Atene nell'Unione. Fino ad allora ovviamente, non ci sarà un solo euro di aiuti per il paese ellenico.
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mercoledì 2 novembre 2011
Papandreou è un folle o un patriota?
La proposta del premier greco Papandreou di indire un referendum per accettare o meno il piano di salvataggio della Unione Europea merita un ragionamento a parte. Il piano dell'Unione prevede tagli durissimi praticamente a qualunque cosa, a pagare per l'incompetenza della politica saranno solo ed esclusivamente i cittadini greci.
E' quindi molto probabile che essi diranno no ai programmi decisi a Bruxelles e che quindi sceglieranno il default totale per il proprio paese. Le conseguenze di un tale atto si ripercuoteranno innanzitutto su Italia e Spagna in quanto essi sono paesi già in grave difficoltà e anche sulla Francia, il paese più esposto al debito greco.
Si rischia di cadere in quel domino europeo che l'Europa, Germania in testa, vuole evitare ad ogni costo.
Un default greco potrà trascinarsi dietro altri paesi fino a far collassare l'intera Unione.
Papandreou è dunque un folle? Sono combattuto perchè, andando oltre i miei interessi di italiano, probabilmente questa è la prima cosa giusta che il premier greco fa per il suo popolo.
Alla Grecia andare in default conviene, uscire dall'euro conviene ancor di più.
Il paese è infatti entrato in una diabolica spirale fatta di aiuti concessi solo dopo dei tagli alla spesa pubblica, e i tagli provocano una recessione economica che per essere arginata richiede altri aiuti.
Tuttavia l'errore potrebbe stare a monte. Perchè paesi come Italia e Grecia con un'economia fuori da ogni parametro imposto dall'Unione Europea sono stati accolti nell'Unione stessa? Probabilmente per calcoli politici. Resta il fatto che tali concessioni, oggi, si ripercuotono su tutti noi.
E' quindi molto probabile che essi diranno no ai programmi decisi a Bruxelles e che quindi sceglieranno il default totale per il proprio paese. Le conseguenze di un tale atto si ripercuoteranno innanzitutto su Italia e Spagna in quanto essi sono paesi già in grave difficoltà e anche sulla Francia, il paese più esposto al debito greco.
Si rischia di cadere in quel domino europeo che l'Europa, Germania in testa, vuole evitare ad ogni costo.
Un default greco potrà trascinarsi dietro altri paesi fino a far collassare l'intera Unione.
Papandreou è dunque un folle? Sono combattuto perchè, andando oltre i miei interessi di italiano, probabilmente questa è la prima cosa giusta che il premier greco fa per il suo popolo.
Alla Grecia andare in default conviene, uscire dall'euro conviene ancor di più.
Il paese è infatti entrato in una diabolica spirale fatta di aiuti concessi solo dopo dei tagli alla spesa pubblica, e i tagli provocano una recessione economica che per essere arginata richiede altri aiuti.
Tuttavia l'errore potrebbe stare a monte. Perchè paesi come Italia e Grecia con un'economia fuori da ogni parametro imposto dall'Unione Europea sono stati accolti nell'Unione stessa? Probabilmente per calcoli politici. Resta il fatto che tali concessioni, oggi, si ripercuotono su tutti noi.
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martedì 1 novembre 2011
Papandreou terrorizza l'Europa, mercati nel panico
L'Unione Europea ha creduto alla lettera di intenti del nostro governo garantendo la tenuta dei mercati almeno per qualche giorno. Dalla giornata di ieri tuttavia, la magia sembra essere svanita, crollano infatti le borse e lo spread sale al massimo storico di 460 punti.
Record non certo ambiti ma comunque reali. La sfiducia verso il nostro governo non è qualcosa che si possa cancellare con due parole dell'Unione sui nostri presunti intenti.
Ma ad innescare questa giornata nera per le borse europee è stata probabilmente la dichiarazione di Papandreou, premier greco, nella quale ipotizzava un referendum per accettare l'accordo nato in seno alla UE per quanto riguarda la crisi del debito.
Inutile dire che un referendum di tale entità sarebbe sicuramente bocciata dal popolo greco sancendo finalmente il definitivo default greco con ripercussioni importanti sulle economia di Germania e Francia, molto esposte al debito di Atene.
In questa situazione drammatica nella quale l'Italia ha la maglia nera, Bossi impara dal suo padrone mr B. e minaccia di spaccare la faccia ai giornalisti rei di inventarsi un sacco di storie, prima fra tutte la denuncia della precoce pensione della moglie. Una minaccia del genere da un anziano malato è credibile quanto la castità di Berlusconi, ma tant'è.
Magari gli speculatori finanziari ci credono e torneranno a investire sui nostri titoli di stato per paura dell'ira del senatur... o no?
Record non certo ambiti ma comunque reali. La sfiducia verso il nostro governo non è qualcosa che si possa cancellare con due parole dell'Unione sui nostri presunti intenti.
Ma ad innescare questa giornata nera per le borse europee è stata probabilmente la dichiarazione di Papandreou, premier greco, nella quale ipotizzava un referendum per accettare l'accordo nato in seno alla UE per quanto riguarda la crisi del debito.
Inutile dire che un referendum di tale entità sarebbe sicuramente bocciata dal popolo greco sancendo finalmente il definitivo default greco con ripercussioni importanti sulle economia di Germania e Francia, molto esposte al debito di Atene.
In questa situazione drammatica nella quale l'Italia ha la maglia nera, Bossi impara dal suo padrone mr B. e minaccia di spaccare la faccia ai giornalisti rei di inventarsi un sacco di storie, prima fra tutte la denuncia della precoce pensione della moglie. Una minaccia del genere da un anziano malato è credibile quanto la castità di Berlusconi, ma tant'è.
Magari gli speculatori finanziari ci credono e torneranno a investire sui nostri titoli di stato per paura dell'ira del senatur... o no?
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