Nel lontano 1996 Silvio Berlusconi dichiara al Tribunale di Torino durante il processo di Dell'Utri: "“Quando lo Stato chiede al cittadino più di un terzo del frutto del suo lavoro, il cittadino si sente moralmente in contrasto con lo Stato”".
Un inno all'evasione fiscale insomma! Ma non oggi, non nel 2011! Infatti se la manovra verrà approvata sarà galera per chi evaderà le tasse! Con un dettaglio però: in carcere ci firanno solo coloro che evaderanno dai tre milioni di euro in su. Una cifra che potrà essere evasa solo da coloro che guadagneranno un minimo di sei milioni e che non paggheranno neanche un centesimo di tasse. Si insomma è una norma che riguarderà venti persone in tutta Italia. Gli evasori fiscali sono già TERRORIZZATI.
A chi evada un milione o due invece cosa gli facciamo? Stretta di mano?
Non ci si può d'altronde aspettare molto di più da un premier che ha letteralmente fatto collezione di reati fiscali e finanziari e se l'è sempre cavata semplicemente depenalizzando il reato (come il falso in bilancio) oppure rincorrendo con successo una prescrizione che da vent'anni accorcia costantemente.
Inoltre la manovra perde pezzi, nel senso che i conti non tornano: accorpando le feste laiche alla domenica, togliendo la tredicesima ai dipendenti statali il cui istituto non fosse virtuoso e infine togliendo gli anni di università e militare dal conteggio dell'età pensionabile si riusciva a ricavare 10.
Dopo l'eliminazione di questi provvedimenti e l'inserimento di questa "forma di lotta" all'evasione fiscale non si sa nemmeno se si riuscirà a guadagnare 2.
Allora su cosa si basano le certezze del governo? Non che l'eliminazione di certi provvedimenti mi dispiaccia sia chiaro, erano porcate che non dovevano nemmeno essere concepite, tuttavia restano i dubbi sull'efficacia del resto della manovra; e i dubbi come avrete sentito non sono solo miei ma anche dei mercati che hanno ricominciato a sprofondare.
Ricordo ai nostri politici il mio spassionato aiuto nel post di giovedì primo settembre, dove trovare i soldi con tanto di applausi dei cittadini.
Vi lascio con un'immagine emblematica di questa grande guerra messa in piedi contro l'evasione fiscale...
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domenica 4 settembre 2011
mercoledì 17 agosto 2011
Il pareggio di bilancio nella costituzione
In Europa da Sarkozy a Tremonti si parla continuamente del pareggio di bilancio da inserire nelle costituzioni.
Da quando Tremonti ha scoperto l'acqua calda, cioè che non si può spendere più di quel che si guadagna, il pareggio di bilancio nelle carte costituzionali sembra diventata la soluzione ad ogni problema.
Si è visto quanto utile possa essere questo vincolo poche settimane fa negli Stati Uniti, i quali hanno rischiato il default perchè al congresso non si riusciva a raggiungere un accordo sull'innalzamento del tetto del debito.
Il pareggio di bilancio è già legge per ogni famiglia italiana, gli unici che non riescono ad adeguarsi a questo modo di pensare sembrano essere i politici nella gestione del paese. Pareggiare il bilancio dovrebbe essere implicito nella gestione del bene comune, c'è davvero bisogno di qualcosa di scritto? Se la risposta di questa domanda è si, evidentemente i nostri politici non possono contare nemmeno su loro stessi e sulle loro intenzioni.
Senza contare che una legge di questa entità farebbe rischiare il default al paese praticamente ogni due mesi, visto e considerato che la nostra classe politica non è in grado di arrestare l'aumento del debito: siamo a quota 1900 miliardi, ogni italiano, compresi i neonati, hanno sulle spalle un debito superiore a 30000 euro. In Italia quanti innalzamenti del tetto del debito si dovrebbero votare in aula in un solo anno? Il lato positivo è che forse i parlamentari lavorerebbero un po' di più... restano dubbi sull'utilità di tutto questo.
Da quando Tremonti ha scoperto l'acqua calda, cioè che non si può spendere più di quel che si guadagna, il pareggio di bilancio nelle carte costituzionali sembra diventata la soluzione ad ogni problema.
Si è visto quanto utile possa essere questo vincolo poche settimane fa negli Stati Uniti, i quali hanno rischiato il default perchè al congresso non si riusciva a raggiungere un accordo sull'innalzamento del tetto del debito.
Il pareggio di bilancio è già legge per ogni famiglia italiana, gli unici che non riescono ad adeguarsi a questo modo di pensare sembrano essere i politici nella gestione del paese. Pareggiare il bilancio dovrebbe essere implicito nella gestione del bene comune, c'è davvero bisogno di qualcosa di scritto? Se la risposta di questa domanda è si, evidentemente i nostri politici non possono contare nemmeno su loro stessi e sulle loro intenzioni.
Senza contare che una legge di questa entità farebbe rischiare il default al paese praticamente ogni due mesi, visto e considerato che la nostra classe politica non è in grado di arrestare l'aumento del debito: siamo a quota 1900 miliardi, ogni italiano, compresi i neonati, hanno sulle spalle un debito superiore a 30000 euro. In Italia quanti innalzamenti del tetto del debito si dovrebbero votare in aula in un solo anno? Il lato positivo è che forse i parlamentari lavorerebbero un po' di più... restano dubbi sull'utilità di tutto questo.
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sabato 13 agosto 2011
Il cuore di Silvio gronda sangue... sapessi il nostro!
Sono tornato dalle vacanze e nulla è cambiato, se non che siamo sempre più vicini ad un inevitabile default.
Il mio ultimo post è stato drammaticamente profetico e il governo le mani nelle tasche degli italiani le metterà eccome per ammissione dello stesso premier dal cui cuore "gronda sangue".... pensa al nostro caro B.
Tremonti l'altro giorno in conferenza stampa ha scoperto che non si può spendere più di quello che prendi (ma va?) e per far fronte alla crisi, come sempre accade, spennerà noi morti di fame. I maggiormenti colpiti, da quanto emerso in consiglio dei ministri, saranno i dipendenti pubblici che hanno la sola colpa di lavorare per il paese delle banane: essi potranno vedersi addirittura negata la tredicesima a seconda dei conti dell'amministrazione per cui lavorano; inoltre quanto dovutogli dal trattamento di fine rapporto verrà versato solo dopo due anni.
Il forbicione andrà poi a colpire gli incentivi alle fonti rinnovabili, tipica cosa da fare per un paese moderno e proiettato al futuro. Si tasseranno le rendite finanziarie fino al 20% (guadagni 10, lo stato prende 2) dal 12,5 attuale, le donne andranno in pensione a 65 anni e le ferie verranno accorpate al lunedì per diminuire i ponti e quindi aumentare i giorni di lavoro (fortuna che ci sono i parlamentati a dare l'esempio!)
La cosa più grave però, sarà la mannaia che si abbatterà sugli enti locali: 9 mld di euro che non permetteranno loro di garantire tutti quei servizi che finora hanno erogato. E' un attacco puro e semplice allo stato sociale; indiretto ma comunque devastante.
Una cosa positiva della manovra è la soppressione delle province con meno di 300000 abitanti che creeranno un risparmio strutturale per il paese (ogni anno si risparmieranno miliardi). Mi chiedo perchè non abolirle tutte ma la risposta è evidente: le poltrone, e quindi le posizioni di potere, delle province più importanti vanno salvate per non intaccare troppo la pervasività dei partiti nelle istituzioni.
Ovviamente una riforma vera della giustizia e una vera norma antievasione fiscale avrebbero evitato di far pagare la crisi solo a noi altri... ma tant'è.
Il mio ultimo post è stato drammaticamente profetico e il governo le mani nelle tasche degli italiani le metterà eccome per ammissione dello stesso premier dal cui cuore "gronda sangue".... pensa al nostro caro B.
Tremonti l'altro giorno in conferenza stampa ha scoperto che non si può spendere più di quello che prendi (ma va?) e per far fronte alla crisi, come sempre accade, spennerà noi morti di fame. I maggiormenti colpiti, da quanto emerso in consiglio dei ministri, saranno i dipendenti pubblici che hanno la sola colpa di lavorare per il paese delle banane: essi potranno vedersi addirittura negata la tredicesima a seconda dei conti dell'amministrazione per cui lavorano; inoltre quanto dovutogli dal trattamento di fine rapporto verrà versato solo dopo due anni.
Il forbicione andrà poi a colpire gli incentivi alle fonti rinnovabili, tipica cosa da fare per un paese moderno e proiettato al futuro. Si tasseranno le rendite finanziarie fino al 20% (guadagni 10, lo stato prende 2) dal 12,5 attuale, le donne andranno in pensione a 65 anni e le ferie verranno accorpate al lunedì per diminuire i ponti e quindi aumentare i giorni di lavoro (fortuna che ci sono i parlamentati a dare l'esempio!)
La cosa più grave però, sarà la mannaia che si abbatterà sugli enti locali: 9 mld di euro che non permetteranno loro di garantire tutti quei servizi che finora hanno erogato. E' un attacco puro e semplice allo stato sociale; indiretto ma comunque devastante.
Una cosa positiva della manovra è la soppressione delle province con meno di 300000 abitanti che creeranno un risparmio strutturale per il paese (ogni anno si risparmieranno miliardi). Mi chiedo perchè non abolirle tutte ma la risposta è evidente: le poltrone, e quindi le posizioni di potere, delle province più importanti vanno salvate per non intaccare troppo la pervasività dei partiti nelle istituzioni.
Ovviamente una riforma vera della giustizia e una vera norma antievasione fiscale avrebbero evitato di far pagare la crisi solo a noi altri... ma tant'è.
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martedì 12 luglio 2011
Tremonti protagonista: tra insulti ai colleghi e la borsa che crolla
Tremonti è l'assoluto protagonista di queste ultime settimane.
Imprese mirabolanti: prima è riuscito a dare del cretino ad un suo collega (unica volta tra l'altro, in cui si può essere d'accordo con il ministro), dopo ha creato una manovra finanziaria che toglie ai poveri per dare ai ricchi (vi rimando al post di domenica) e infine è riuscito a farsi pagare l'affitto da un certo Marco Milanese.
Milanese è un ex ufficiale della guardia di finanza passato poi alla politica. Per questo "onorevole" c'è una richiesta di autorizzazione per eseguire un mandato di cattura per custodia cautelare a cui il Parlamento dovrà rispondere si o no.
La decisione è abbastanza prevedibile, basta andare a guardare cosa ha deciso negli ultimi vent'anni il parlamento per i suoi degni colleghi. La risposta è sempre no, è una casta che protegge i suoi privilegi anche andando contro tutti quei principi che nei comizi elettorali vanno poi ad esaltare, come la giustizia e la moralità.
Tutto questo mentre la borsa crolla e ci spinge sempre di più verso un baratro senza ritorno (sull'argomento vi rimando alla giornata di venerdì quando verrà pubblicato un approfondimento). L'andamento della borsa è anche il riflesso delle scelte e delle priorità del governo che preferisce occuparsi del maxi-pagamento di B. e del salvataggio di pesci piccoli con le loro piccole-grandi malefatte piuttosto che occuparsi di economia. I mercati stanno perdedendo fiducia nell'Italia, personalmente, con questa casta al potere, che sia di destra o di sinistra, la fiducia l'ho persa da un bel pezzo.
Imprese mirabolanti: prima è riuscito a dare del cretino ad un suo collega (unica volta tra l'altro, in cui si può essere d'accordo con il ministro), dopo ha creato una manovra finanziaria che toglie ai poveri per dare ai ricchi (vi rimando al post di domenica) e infine è riuscito a farsi pagare l'affitto da un certo Marco Milanese.
Milanese è un ex ufficiale della guardia di finanza passato poi alla politica. Per questo "onorevole" c'è una richiesta di autorizzazione per eseguire un mandato di cattura per custodia cautelare a cui il Parlamento dovrà rispondere si o no.
La decisione è abbastanza prevedibile, basta andare a guardare cosa ha deciso negli ultimi vent'anni il parlamento per i suoi degni colleghi. La risposta è sempre no, è una casta che protegge i suoi privilegi anche andando contro tutti quei principi che nei comizi elettorali vanno poi ad esaltare, come la giustizia e la moralità.
Tutto questo mentre la borsa crolla e ci spinge sempre di più verso un baratro senza ritorno (sull'argomento vi rimando alla giornata di venerdì quando verrà pubblicato un approfondimento). L'andamento della borsa è anche il riflesso delle scelte e delle priorità del governo che preferisce occuparsi del maxi-pagamento di B. e del salvataggio di pesci piccoli con le loro piccole-grandi malefatte piuttosto che occuparsi di economia. I mercati stanno perdedendo fiducia nell'Italia, personalmente, con questa casta al potere, che sia di destra o di sinistra, la fiducia l'ho persa da un bel pezzo.
domenica 10 luglio 2011
Manovra criminale contro i piccoli risparmiatori
E' stata approvata una manovra criminale che uccide le rendite già ridicole dei bot. L'aumento della tassa sulle rendite è fatta su valori assoluti e non su percentuali, passa infatti dagli attuali 34,20 euro a 120. Ovviamente usando valori assoluti di questo tipo si andrà a penalizzare chi ha investito modiche cifre. Riporto quanto scritto dal Fatto Quotidiano che spiega ottimamente il nuovo scenario:
"I Bot annuali infatti fruttano (al netto di tasse e oneri di collocamento) l’1,57 per cento, cioè 157 euro su 10 mila investiti. Questo gruzzolo verrebbe però falcidiato dai 120 euro del bollo. Al nostro ipotetico investitore resterebbero 37 euro. Con l’imposta annuale di 34,20 euro in vigore fino ad oggi il guadagno effettivo ammonta invece a 122,8 euro. Per il piccolo risparmiatore l’effetto Tremonti si traduce in una perdita secca del 70 per cento, pari a 85,5 euro.
Ben diversa la situazione di chi può disporre di un ingente patrimonio. Dai 500 mila euro in su il peso dell’imposta di bollo maggiorata si rivela infatti ben poca cosa. Per chi guadagna migliaia di euro all’anno grazie ai rendimenti dei propri titoli tutto sommato non c’è gran differenza se l’imposta è di 34,20 euro oppure di 120."
E non è finita qui, perchè oltre a penalizzare la solita massa di poveri, questa manovra ha anche risvolti "ad personam". Riporto sempre dal Fatto:
"La stangata del bollo sul deposito titoli avrà però con ogni probabilità effetti concreti anche nei conti delle banche. Alla fine verranno favoriti soprattutto gli istituti che offrono conti di deposito vincolati, tipo Conto Arancio o Che Banca. Sarà un caso, ma tra i gruppi finanziari che di recente hanno puntato alla grande su questo tipo di prodotti c’è anche Mediolanum che proprio poche settimane fa ha aggiornato il suo conto Freedom trasformandolo in un vero e proprio conto di deposito con rendimento garantito per un anno. Assieme al presidente Ennio Doris, il maggiore azionista di Mediolanum altri non è che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. È un caso classico, l’ennesimo, di conflitto d’interessi."
Ovviamente ogni abbassamento dei costi della politica, nonostante restino comunque esigui, è rinviato nei prossimi anni.
Insomma, per noi altri i sacrifici sono immediati e pesanti, per la casta lievi e rinviabili.
La solita storia.
"I Bot annuali infatti fruttano (al netto di tasse e oneri di collocamento) l’1,57 per cento, cioè 157 euro su 10 mila investiti. Questo gruzzolo verrebbe però falcidiato dai 120 euro del bollo. Al nostro ipotetico investitore resterebbero 37 euro. Con l’imposta annuale di 34,20 euro in vigore fino ad oggi il guadagno effettivo ammonta invece a 122,8 euro. Per il piccolo risparmiatore l’effetto Tremonti si traduce in una perdita secca del 70 per cento, pari a 85,5 euro.
Ben diversa la situazione di chi può disporre di un ingente patrimonio. Dai 500 mila euro in su il peso dell’imposta di bollo maggiorata si rivela infatti ben poca cosa. Per chi guadagna migliaia di euro all’anno grazie ai rendimenti dei propri titoli tutto sommato non c’è gran differenza se l’imposta è di 34,20 euro oppure di 120."
E non è finita qui, perchè oltre a penalizzare la solita massa di poveri, questa manovra ha anche risvolti "ad personam". Riporto sempre dal Fatto:
"La stangata del bollo sul deposito titoli avrà però con ogni probabilità effetti concreti anche nei conti delle banche. Alla fine verranno favoriti soprattutto gli istituti che offrono conti di deposito vincolati, tipo Conto Arancio o Che Banca. Sarà un caso, ma tra i gruppi finanziari che di recente hanno puntato alla grande su questo tipo di prodotti c’è anche Mediolanum che proprio poche settimane fa ha aggiornato il suo conto Freedom trasformandolo in un vero e proprio conto di deposito con rendimento garantito per un anno. Assieme al presidente Ennio Doris, il maggiore azionista di Mediolanum altri non è che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. È un caso classico, l’ennesimo, di conflitto d’interessi."
Ovviamente ogni abbassamento dei costi della politica, nonostante restino comunque esigui, è rinviato nei prossimi anni.
Insomma, per noi altri i sacrifici sono immediati e pesanti, per la casta lievi e rinviabili.
La solita storia.
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