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venerdì 30 dicembre 2011

Monti minaccia gli italiani

Monti dice tutto e niente nella conferenza stampa di fine anno. Tutto perchè promette di intervenire sul lavoro, sugli ammortizzatori sociali e sulla crescita (non so voi ma io le ho prese come minacce), il tutto ovviamente a tutela dei giovani, come al solito.

Tuttavia ha già annunciato cose meravigliose: ad esempio il finanziamento pubblico all'editoria sarà mantenuto in modo che noi cittadini potremo trovare tutti i giorni in edicola meravigliosa carta straccia che non compra più o meno nessuno ma che comunque dovremo pagare con i nostri soldi.

Inoltre ha fatto intendere che possiamo anche sognarci una nuova legge elettorale passando la palla ai partiti (stiamo freschi) con la conseguenza che probabilmente ci ritroveremo nel 2013 (maya permettendo) a votare con il Porcellum

Speriamo in bene e buon anno a tutti


mercoledì 28 dicembre 2011

I consiglieri regionali del Piemonte rinunciano ai vitalizi... dalla prossima legislatura

Anche il Consiglio Regionale del Piemonte si adegua alla tendenza nazionale e rinuncia ai vitalizi... ovviamente dopo aver respinto tutte le proposte a tal riguardo dell'anno scorso dei consiglieri del Movimento 5 Stelle.
Ora che il provvedimento è richiesto dal governo centrale non hanno proprio potuto farne a meno e la rinuncia è ufficiale!

Ovviamente gli attuali consiglieri il vitalizio ce l'avranno eccome, sia mai che rinuncino a qualcosa di loro. Il "sacrificio" è infatti valido solo dalla prossima legislatura, con comodo. Intanto i cittadini piemontesi devono pagare SUBITO la benzina a peso d'oro per finanziare il trasporto locale.

Davide Bono, consigliere regionale del Movimento 5 stelle, ci spiega nel dettaglio in soli cinque minuti la vicenda.

Personalmente mi accodo alla sua curiosità nel verificare la certa rivolta dei consiglieri della prossima legislatura per questa somma ingiustizia!


lunedì 26 dicembre 2011

Grecia: è emergenza umanitaria

Ricopio fedelmente da "LIBRE-associazione di idee" un post che parla dell'attuale crisi in Grecia, è un articolo che, personalmente, mi ha fatto venire i brividi.


Duecento casi di bambini in pericolo, denutriti, «perchè i loro genitori non sono in grado di alimentarli come si deve». Non è il medioevo, è la Grecia del 2011. «Quando ho letto questa notizia – confessa Debora Billi – pensavo fosse l’esagerazione di qualche blog catastrofista, tanto mi sembrava incredibile». Invece è l’Ansa, che cita il sito “Newsit”. E’ la maggiore agenzia di stampa italiana a confermare la storia: quei 200 piccoli europei sono davvero alle prese con la fame, e i loro insegnanti «fanno la fila per prendere un piatto di cibo per i loro alunni che non hanno da mangiare». Questa non è più crisi, è catastrofe umanitaria: «Il ministero della pubblica istruzione, che in un primo momento aveva definito la denuncia come “propaganda”, si è visto costretto a riconoscere la gravità del problema».
Come hanno riferito alcuni insegnanti al quotidiano “To Vima”, il problema della denutrizione ormai esiste e, in Grecia, viene individuato più facilmente nelle scuole a tempo pieno: «Molti ragazzi vengono in classe senza il pranzo e dicono di averlo dimenticato a casa perché si vergognano di dire la verità». E non mancano nemmeno i casi di pazienti che, dopo essere guariti, non vogliono lasciare l’ospedale perché non hanno dove andare a dormire, continua la cronaca greca, ripresa dal blog “Crisis.Blogosfere”. «Stanno uccidendo i greci, e non solo con la fame», osserva Debora Billi: l’altra emergenza, ormai drammatica, riguarda l’assistenza sanitaria: la Grecia sembra stia scivolando verso una disperazione sociale da terzo mondo.
«I ricoveri nelle strutture private sono crollati del 30% tra il 2009 e il 2010», scrive “L’Unità” in un recente servizio da Atene, «mentre quelli negli ospedali pubblici sono aumentati del 24%». Contemporaneamente, i centri sanitari statali hanno subito tagli per il 40% del loro budget: il personale è gravemente carente, perché molti lavoratori sono stati licenziati per effetto dei tagli al sistema di protezione sociale imposto dalla terapia d’urto voluta dall’Europa. Risultato, la disperazione ormai diffusa, che incoraggia la peggiore forma di corruzione: «Le code per una visita o per un ricovero sono diventate lunghissime, tanto da scoraggiare i pazienti e da alimentare il sistema delle bustarelle elargite a medici e infermieri».
Inoltre, aggiunge “L’Unità”, cominciano a scarseggiare alcuni medicinali: molte ditte farmaceutiche hanno infatti deciso di sospendere l’approvvigionamento di farmaci agli ospedali greci perché le fatture non venivano pagate da anni. Un esponente della Roche ha dichiarato al “Wall Street Journal” che il gruppo svizzero ha interrotto la fornitura di alcuni farmaci anti-cancro, mentre Novo Nordisk ha smesso di rifornire gli ospedali greci di insulina e Leo Pharma ha cessato di spedire ad Atene due medicinali importanti, un anticoagulante e un farmaco contro la psoriasi.
Già nel 2008, cioè tre anni fa, sapevamo che i greci sarebbero stati “i primi”, scrive Debora Billi, segnalando che il suo blog ha avviato dal 2010 un monitoraggio ravvicinato delle sofferenze sociali provocate in Grecia dal “rigore” imposto dalla Bce dopo lo scoppio della crisi finanziaria, lasciata marcire dai bilanci statali “truccati” dai consulenti della Goldman Sachs. Debora Billi è “sul pezzo” da anni: «Malgrado ciò – scrive ora – sono stupita dalla rapidità con cui la situazione si sta deteriorando. Non possiamo fare altro che assistere inorriditi alla tragedia che si consuma a poche ore di navigazione dalle nostre coste, con la sempre più ineluttabile consapevolezza che i prossimi saremo noi».


sabato 24 dicembre 2011

Trenitalia lascia a casa i lavoratori per finanziare il TAV

L'Italia si conferma il paese dell'assurdo: mentre i lavoratori di Wagon lits, che operavano sui treni notturni appena soppressi, perdono il lavoro, Trenitalia dirotta tutte le risorse sull'alta velocità.

E' la malattia delle grandi opere, è un morbo che ci fa preferire investire su un TAV usato da una piccola fetta di popolazione piuttosto che investire sui treni locali e regionali usati da milioni di persone.
E' una malattia pericolosa, perchè lo Stato crede che un buco in una montagna lungo 80km abbia la precedenza, per esempio, sulla sicurezza delle scuole: a livello nazionale, l'80% delle scuole non sono in regola con le norme di sicurezza.
QUI in dettaglio tutta la vicenda della Torino-Lione e i motivi per cui essa sarebbe comunque una tratta inutile.

Poi ci sono i fenomeni, coloro che giustificano quel buco con posti di lavoro, come se al contrario, la piccola manutenzione, che in Italia sarebbe una necessità primaria, non riuscisse a crearli.

Stesso discorso per il ponte sullo stretto: ci è già costato 500 milioni e non è stata posata nemmeno una pietra.
Nel video qui sotto Travaglio spiega la vicenda molto meglio di me.

Buon Natale Italia.

giovedì 22 dicembre 2011

Ecco da dove arriva il costo della benzina


La benzina senza piombo è venduta a 1,700 euro/litro. Di tale somma ben 0,898 euro sono imposte dello Stato. Significa che 0,802 euro è il prezzo effettivo del carburante al litro. Le imposte: 1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935 (0,001 euro); 14 lire per la crisi di Suez del 1956 (0,007 euro); 10 lire per il disastro del Vajont del 1963 (0,005 euro); 10 lire per l'alluvione di Firenze del 1966 (0,005 euro); 10 lire per il terremoto del Belice del 1968 (0,005 euro); 99 lire per il terremoto del Friuli del 1976 (0,051 euro); 75 lire per il terremoto dell'Irpinia del 1980 (0,039 euro); 205 lire per la missione in Libano del 1983 (0,106 euro); 22 lire per la missione in Bosnia del 1996 (0,011 euro); 0,020 euro (39 lire) per rinnovo contratto autoferrotranvieri 2004; 0,005 euro per l'acquisto di autobus ecologici nel 2005; 0,0071 a 0,0055 euro per il finanziamento alla cultura nel 2011; 0,040 euro per l'emergenza immigrati dovuta alla crisi libica 2011; 0,0089 euro per l'alluvione che ha colpito la Liguria e la Toscana nel 2011. Sommando al totale l'imposta fabbricazione carburanti, e applicando in seguito l'IVA, si giunge alla cifra di cui sopra.

E poi c'è chi si chiede perchè lo stato non investe nelle rinnovabili, il petrolio è una miniera d'oro.

martedì 20 dicembre 2011

Ruotolo risponde a chi si lamenta dei politici a Servizio Pubblico

Con interesse, ho seguito qualche giorno fa il programma in diretta streaming "Feedback" condotto dalla Innocenzi e da Ruotolo, appuntamento che ruota attorno alla trasmissione "Servizio Pubblico" di Santoro in cui si tenta di rispondere alle migliaia di commenti sulla pagina Facebook e dar voce, tramite telefonata, agli ascoltatori.

Premesso che questa è una iniziativa degna di lode, trovo curiosa la risposta di Ruotolo alle centinaia di messaggi lasciati dagli spettatori di Servizio Pubblico contro l'invito in trasmissione dei politici.

Il giornalista in merito dice che Servizio Pubblico deve garantire la pluralità dell'informazione e come da ampio spazio a piccoli imprenditori, operai e quindi persone comuni, deve anche dar voce alla politica per fornire un'informazione veramente plurale.

Ok tutto bellissimo, tuttavia da questa risposta traspare una miopia che non ci si aspetterebbe da un giornalista di tale calibro: le persone non rifiutano un globale confronto di opinioni, rifiutano semplicemente di essere presi in giro. Perchè dobbiamo ospitare in questa trasmissione persone che hanno governato negli ultimi 30 anni e che sono la causa diretta della crisi odierna? Il cittadino che ha donato volentieri dieci euro al progetto di Servizio Pubblico, sente giustamente la trasmissione anche un po' sua; di conseguenza ascoltare il politico che fa campagna elettorale nel SUO programma e che parla come se al governo non ci fosse mai stato, fa francamente ribrezzo. Non si tratta quindi di confronto di opinioni, si tratta di USARE Servizio Pubblico per la propria campagna elettorale.

C'è quindi da stupirsi se lo share rispetto alla prima puntata è praticamente dimezzato? Il risultato resta comunque eclatante, sia chiaro, rimane sempre la prima trasmissione di approfondimento politico, anche perchè il fatto che dia voce alle persone comuni è indubitabile. Tuttavia c'è anche quest'altra faccia della medaglia che Santoro farebbe bene a considerare. Il pubblico resta pur sempre un suo creditore.


domenica 18 dicembre 2011

Terra 2150 (terza e ultima puntata)


 Si conclude la rubrica sul mio personale e utopico futuro, ecco la terza puntata. 
(QUI la prima e QUI la seconda puntata).


Anno 2150
L’Italia è il paese più ricco del pianeta, il suo esempio è seguito da tempo da tutta Europa, i governi “politici” sono infatti caduti ormai da decenni e la democrazia diretta, resa possibile grazie alla capillare copertura della fibra ottica sta prendendo piede in tutto il continente. Perfino l’autoritario governo cinese che ha dominato il mondo fino a pochi decenni fa è appena caduto sotto la ribellione del proprio popolo.
Gli Stati Uniti, resi poveri dalle continue guerre per il petrolio, si stanno man mano risollevando grazie all’aiuto ed alla consulenza degli esperti italiani.
Gli stati africani, un tempo considerati Terzo Mondo, sono stati abbastanza furbi da indirizzare il proprio sviluppo verso una green economy sempre più spinta. L’installazione in massa di pannelli solari nel bel mezzo del Sahara li ha resi grandi esportatori di energia pulita che oggi rivendono a quei Paesi che sono stati così stolti da puntare tutto sul petrolio e il gas.
Il mondo è pronto per una nuova era.

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