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martedì 4 giugno 2013

La truffa della proposta di legge per l'eliminazione dei rimborsi elettorali

Questo governo è meraviglioso: propone un disegno di legge per eliminare il finanziamento pubblico ai partiti.

"Era ora!" verrebbe da dire, visto che un referendum li aveva bocciati già nei primi anni Novanta... e invece no! Perchè l'eliminazione dei rimborsi elettorali vede la nascita delle "donazioni" da parte dei cittadini tramite un 2x1000. Donazioni fra virgolette perchè, secondo questo disegno di legge, l'unico modo per non destinare questi soldi ai partiti è darli allo Stato che, comunque, piacerebbe sapere come li spenderebbe. Se il cittadino non lo indica espressamente o non decide nemmeno quale partito sostenere allora i suoi soldi andranno in un fondo comune diviso proporzionalmente fra tutti i partiti. Il funzionamento è analogo all'8x1000: se non si dice dove destinare i propri soldi vanno alla Chiesa Cattolica.

Come se non bastasse questo meccanismo che ha il sapore amaro della pura e semplice presa per il culo, "donare" ai partiti diventa anche più conveniente rispetto ad eventuali donazioni alle onlus, così come ben rilevato dal Fatto Quotidiano quest'oggi (QUI l'articolo)

Insomma come al solito, per fare citazioni illustri, "ci pisciano in testa e ci dicono che piove".

Tuttavia, è bene specificare, che ancora nulla è deciso: si tratta di una proposta che deve ancora essere approvata in Parlamento. L'andazzo comunque è quello sopra descritto, qualcuno sperava davvero in qualcosa di meglio???


mercoledì 23 gennaio 2013

Oltre i Partiti


Mi sento in colpa perchè pecco di presunzione: presumo infatti che sia inconcepibile credere ancora ai soliti, noti, animali da talk show che ci propinano promesse contrarie alla loro azione politica di pochi giorni fa. E questa presunzione mi fa presumere di essere superiore, almeno per quanto riguarda il pensiero politico, a coloro che invece ascoltano con vivo interesse Silvio Berlusconi e vedono in Bersani la speranza di un'Italia diversa.

Peccare di presunzione in questo contesto è pericoloso, non tanto per gli altri ma quanto per se stessi perchè ci si potrebbe convincere di vivere in un Paese pieno di imbecilli e, per questo, senza alcun tipo di speranza.

Peccando di presunzione mi sento di dire che dare fiducia a qualsiasi partito che sia già entrato, o i cui membri siano già entrati in Parlamento votando leggi più o meno assurde o semplicemente dormendo, sia sinonimo di grave disinformazione o perlomeno di notevole ingenuità.

Per votare a febbraio è necessario sapere delle cose basilari:
  • Tutti i partiti, Lega e IDV a parte (tutt'altro che sante comunque, lo sappiamo bene), hanno votato qualsiasi porcata del Governo Monti. Le loro promesse di togliere l'IMU o qualsiasi critica all'azione del governo tecnico sono quindi frutto di pura e semplice ipocrisia;
  • Tutti i partiti, tranne un MoVimento, acquisiscono dallo Stato i rimborsi elettorali che, a dispetto del nome, non sono rimborsi per le spese effettuate in campagna elettorale ma veri e propri finanziamenti pubblici ai partiti ben superiori alle spese dei partiti stessi (spero ricorderete gli investimenti della Lega Nord in Tanzania). Per avere un'idea delle cifre basta osservare la tabella qui sotto;
  • Mentre noi altri paghiamo Imu e compagnia bella, la legge di stabilità (votata ancora da quasi tutti) ha approvato l'acquisto di due sommergibili militari per una spesa di DUE MILIARDI di euro spalmati su diversi anni, spesa che segue quella per gli F35 (tra l'altro con un difetto piuttosto fastidioso si è scoperto: possono esplodere) di QUINDICI MILIARDI;
  • Anche nella prossima legislatura avremo in Parlamento centinaia di condannati e/o impresentabili insieme ad amici e parenti più o meno stretti di politici di professione... della serie: il merito prima di tutto.
Ho tralasciato parecchie cosucce, ma d'altronde i precedenti 4 punti sono un buon inizio per capire che votare un partito sia un voto contro se stessi. Personalmente do fiducia al MoVimento perchè alle parole, per ora, ha fatto seguire i fatti (vedi, ultimo in ordine cronologico, l'assegno con cui i consiglieri regionali in Sicilia hanno restituito alla regione il 70% del proprio stipendio nonché l'intero ammontare dei "rimborsi elettorali" che spettavano al M5S per legge). Voi fatevi un'idea, ma un partito non lo è di certo.


giovedì 2 febbraio 2012

Cronostoria del furto dei rimborsi elettorali: l'ultimo atto del senatore Lusi

Anno 1993: oltre il 90% dei cittadini che si recarono alle urne votarono CONTRO il finanziamento pubblico ai partiti.

Anno 1994: i partiti cambiano il nome al finanziamento pubblico, nascono i rimborsi elettorali. Peccato che di rimborsi elettorali non si può parlare perchè, di fatto, i partiti prendono svariate volte ciò che spendono.

Anno 2012: dopo una escalation dei cosiddetti rimborsi elettorali che sono diventati nel tempo sempre più sostanziosi, ecco arrivare alla luce una vicenda che ha dell'incredibile. Il senatore Lusi, Partito Democratico, ex tesoriere della Margherita, ha rubato dalle casse del suo vecchio partito 13 milioni di euro. Capitale spostato subito all'estero e poi parzialmente rientrato grazie al geniale scudo fiscale di Tremonti.

Ed è chiaro che questo non può essere considerato un furto come un altro. E' un furto della peggior specie perchè riguarda denaro pubblico, soldi di tutti. Alla base tuttavia c'è sempre l'anno 1993: è giusto elargire ai partiti tutti questi soldi quando i cittadini si sono espressi contro il finanziamento pubblico ai partiti?

Per coloro che ritengono che la politica debba essere finanziata e sostenuta economicamente, mi potete spiegare perchè centinaia di ragazzi in tutta Italia del Movimento 5 Stelle sono riusciti ad entrare nelle istituzioni senza una lira? Sarà che per fare il bene pubblico servono solo passione e idee?

Se nella politica entra il denaro, la politica diventa solo spazzatura.


venerdì 30 dicembre 2011

Monti minaccia gli italiani

Monti dice tutto e niente nella conferenza stampa di fine anno. Tutto perchè promette di intervenire sul lavoro, sugli ammortizzatori sociali e sulla crescita (non so voi ma io le ho prese come minacce), il tutto ovviamente a tutela dei giovani, come al solito.

Tuttavia ha già annunciato cose meravigliose: ad esempio il finanziamento pubblico all'editoria sarà mantenuto in modo che noi cittadini potremo trovare tutti i giorni in edicola meravigliosa carta straccia che non compra più o meno nessuno ma che comunque dovremo pagare con i nostri soldi.

Inoltre ha fatto intendere che possiamo anche sognarci una nuova legge elettorale passando la palla ai partiti (stiamo freschi) con la conseguenza che probabilmente ci ritroveremo nel 2013 (maya permettendo) a votare con il Porcellum

Speriamo in bene e buon anno a tutti


lunedì 11 luglio 2011

Sprechi di regime: rimborsi elettorali

Nel 1993, come forse qualcuno ricorderà, gli italiani si recarono in massa alle urne per votare contro i finanziamenti pubblici ai partiti.
La casta cosa fece a quel punto? Gli cambiò il nome. Da "finanziamento pubblico" a "rimborsi elettorali". Ma questi rimborsi... sono davvero dei rimborsi? Nel senso che spendono 10 e ricevono 10? Magari! I partiti dopo ogni elezione prendono una cifra forfettaria a prescindere dalla spesa, prendono cioè una cifra fissa per ogni elettore che, prima dell'euro consisteva in 800 lire, mentre oggi si arriva ad un euro. Un euro però, attenzione, per ogni elezione: un euro per la camera, un euro per il senato, un euro per le europee e infine un euro per le regionali. Insomma, 4 euro all'anno per ogni elettore.

La beffa vi basta? Sarebbe bello se avessi già concluso questo post, perchè la casta non considera gli elettori che vanno effettivamente a votare ma gli elettori iscritti alle liste per il voto alla camera che sono circa 50 milioni di persone (anche per i rimborsi riguardanti le elezioni per il Senato si utilizza questa cifra).

La soglia di sbarramento da superare per entrare in parlamento è del 4% ma per ricevere i rimborsi basta l'1%. Festa per tutti.

Non è ancora finita: i partiti ricevono i rimborsi elettorali per tutta la normale durata della legislatura, anche se la legislatura, come spesso accade, finisce prima. Ci si può facilmente trovare nell'assurda situazione di dover pagare rimborsi elettorali doppi: rimborsi per la legislatura finita prematuramente e i rimborsi per la nuova legislatura in corso.

Negli ultimi 15 anni i partiti si sono intascati una cifra mostruosa che si aggira intorno ai tre miliardi di euro.

I soldi non mancano per nessuno, basta essere politici.

Fonte: editoriale di Marco Travaglio ad Annozero nel gennaio 2010

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