Il mercato del lavoro sta cambiando sensibilmente, è sotto gli occhi di tutti.
Questo
cambiamento è essenzialmente la conseguenza della ristrutturazione del
capitalismo avviata verso gli anni ottanta con la parallela rivoluzione
tecnologica che ha influenzato, ed è stata influenzata, dalla
ristrutturazione.
Abbiamo oggi un mercato finanziario globale con
transazioni pressochè immediate. Quello che non è diventato globale è il
mercato del lavoro (con pochissime eccezioni nelle sfere altamente
specializzate) ancora legato alla dimensione locale. Esso ha però preso
un trend chiaro negli ultimi anni: il nuovo mercato del lavoro richiede
mobilità e flessibilità.
In altre parole, una persona deve essere
disposta a spostarsi geograficamente e a modificare il proprio orario di
lavoro secondo le esigenze del mercato.
E' un mercato del lavoro
quello che si profila all'orizzonte che, parallelamente all'ormai
avvenuta emancipazione della donna dal suo ruolo tradizionale, non
ammette alcun vincolo o legame, è un mondo del lavoro fatto per i
single, un mondo del lavoro SENZA figli.
Questa è la realtà che esige
il mercato, che piaccia o meno. La scomparsa della famiglia
tradizionale propria del primo capitalismo è una dei possibili scenari
del prossimo futuro, a meno che le istituzioni non cerchino di
preservarla, ad esempio imponendo alle aziende di assumere moglie e
marito in toto.
Ci sono tante ipotesi sugli sviluppi di questo fenomeno
ma, non so voi, è lo sviluppo stesso a non piacermi affatto.
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lunedì 31 ottobre 2011
Il nuovo mercato del lavoro
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domenica 30 ottobre 2011
Centrale a carbone di Vado Ligure, i cittadini dicono basta
Tempo fa su queste pagine raccontai della centrale a carbone di Vado Ligure (QUI il post), citando me stesso, la centrale porta ad "una incidenza di tumori ai polmoni che è il doppio di quella
nazionale, infatti su 100000 abitanti in Italia muoiono per questo tipo
di tumore 54 persone mentre a Vado Ligure 112 e nella vicinissima Savona
97".
Ai tempi invitai ironicamente la casta a chiedere agli abitanti di Vado se preferissero tenere una centrale a carbone e morire di cancro oppure costruire impianti eolici che i nostri politicanti definiscono antiestetici.
La domanda i politici non l'hanno mai fatta ma la popolazione la risposta l'ha data ugualmente.
Nella giornata di ieri infatti, gli abitanti del paese in provincia di Savona hanno organizzato una manifestazione contro la centrale a cui ha partecipato anche il Movimento 5 stelle. Dal video che trovate qui sotto si può ascoltare la testimonianza di una donna che denuncia la presenza di asili e scuole a meno di cento metri dalla centrale.
Inutile dire che la costruzione di una centrale a carbone tra le case è passabile per omicidio premeditato.
Buona visione.
Ai tempi invitai ironicamente la casta a chiedere agli abitanti di Vado se preferissero tenere una centrale a carbone e morire di cancro oppure costruire impianti eolici che i nostri politicanti definiscono antiestetici.
La domanda i politici non l'hanno mai fatta ma la popolazione la risposta l'ha data ugualmente.
Nella giornata di ieri infatti, gli abitanti del paese in provincia di Savona hanno organizzato una manifestazione contro la centrale a cui ha partecipato anche il Movimento 5 stelle. Dal video che trovate qui sotto si può ascoltare la testimonianza di una donna che denuncia la presenza di asili e scuole a meno di cento metri dalla centrale.
Inutile dire che la costruzione di una centrale a carbone tra le case è passabile per omicidio premeditato.
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sabato 29 ottobre 2011
Elemosina dalla Cina
Un delegato dell'Unione Europea è partito per la Cina allo scopo di elemosinare moneta sonante per salvare i suoi PIIGS (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna).
La moneta di scambio potrebbe essere la posizione commerciale del colosso asiatico nel mercato europeo, in altre parole saranno vietate politiche protezionistiche sui prodotti cinesi.
Questo rappresenterebbe un ulteriore passo avanti per la Cina nella scalata all'egemonia globale, ricordiamo infatti che già è banchiere degli Stati Uniti, possedendo uno quota rilevante del debito americano.
Mentre l'Europa chiede l'elemosina in Asia, La Russa decide che le "auto blu" giuste per il suo ministero sono le Maserati e ne compra 19. Figuriamoci se decideva per qualche utilitaria! E' esattamente il modo giusto per farsi ben volere dai cittadini, sembra quasi che i politici godano nel vederci incazzati.
Infine, per infondere fiducia ai mercati il premier si lascia andare ad uno sfogo: "l'euro non ha mai convinto nessuno!", salvo poi smentire, un film già visto insomma.
Per oggi le belle notizie sono finite.
P.S. sconcerto per quel che è successo in Liguria: inaspettatamente in autunno ha piovuto, in fondo succede solo da un paio di milioni di anni. L'Italia non poteva essere preparata a tale catastrofico evento....
La moneta di scambio potrebbe essere la posizione commerciale del colosso asiatico nel mercato europeo, in altre parole saranno vietate politiche protezionistiche sui prodotti cinesi.
Questo rappresenterebbe un ulteriore passo avanti per la Cina nella scalata all'egemonia globale, ricordiamo infatti che già è banchiere degli Stati Uniti, possedendo uno quota rilevante del debito americano.
Mentre l'Europa chiede l'elemosina in Asia, La Russa decide che le "auto blu" giuste per il suo ministero sono le Maserati e ne compra 19. Figuriamoci se decideva per qualche utilitaria! E' esattamente il modo giusto per farsi ben volere dai cittadini, sembra quasi che i politici godano nel vederci incazzati.
Infine, per infondere fiducia ai mercati il premier si lascia andare ad uno sfogo: "l'euro non ha mai convinto nessuno!", salvo poi smentire, un film già visto insomma.
Per oggi le belle notizie sono finite.
P.S. sconcerto per quel che è successo in Liguria: inaspettatamente in autunno ha piovuto, in fondo succede solo da un paio di milioni di anni. L'Italia non poteva essere preparata a tale catastrofico evento....
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venerdì 28 ottobre 2011
All'Unione Europea non interessa chi paga
L'Unione Europea, come detto, crede alle promesse fatte dal nostro governo, ma vuole che siano messe in atto in tempi rapidi.
E' esattamente ciò che si sarebbero aspettati gli elettori del centrodestra quando nel 2008 votarono un programma che prevedeva l'abolizione delle province (giusto per fare un esempio!).
Tutta questa fretta da parte dell'Europa di farci attuare la macelleria sociale prevista nella "lettera di intenti" dell'Italia è d'altronde comprensibile: all'Unione non interessa come ci tiriamo fuori dal pasticcio in cui ci troviamo, basta che lo facciamo in fretta perchè in caso contrario l'esistenza stessa dell'Europa è a rischio.
Se noi crolliamo, crolla l'intera unione monetaria, è un dato di fatto.
Poco importa dunque se a pagare la crisi saremo noi altri con i nostri risparmi e soprattutto con i nostri diritti civili, l'importante è non far scattare il domino europeo.
Il sistema bancario francese è esposto per miliardi verso il debito greco e italiano; stessa cosa la si può dire per la Germania. La Merkel e Sarkozy, veri leader dell'Unione non permetteranno mai a questi due paesi di fallire.
La Grecia è economicamente morta ormai da tempo e dichiarare il default sarebbe solo salutare per la sua società civile.
E per quanto riguarda l'Italia? L'Italia è un altro paese fallito, ha un debito pubblico di 2000 miliardi di euro, non scherziamo. Ogni cittadino ha sulle spalle 30000 euro di debito, compresi i neonati.
Tuttavia anche per l'Italia la possibilità di un default non è contemplata, non ci sarà permesso nemmeno di avvicinarci a quella eventualità.
Qual è dunque il pericolo vero per noi italiani?
La povertà: sono 8,3 milioni i cittadini considerati poveri in Italia, frequentemente si tratta di famiglie numerose, monogenitoriali e del sud.
Il trend è chiaro, la stagnazione economica, iniziata ben prima della crisi, non può portare ad altri risultati. Stiamo vivendo il boom economico del dopoguerra al contrario e Berlusconi viene ancora a raccontarci, in una delle solite interviste senza domande del TG1, quanto il governo sia stato bello e bravo a far fronte alla crisi.
Mai nessuno che gli ricordi che ha governato 8 degli ultimi 10 anni e che la stagnazione economica c'era già prima del 2008......
E' esattamente ciò che si sarebbero aspettati gli elettori del centrodestra quando nel 2008 votarono un programma che prevedeva l'abolizione delle province (giusto per fare un esempio!).
Tutta questa fretta da parte dell'Europa di farci attuare la macelleria sociale prevista nella "lettera di intenti" dell'Italia è d'altronde comprensibile: all'Unione non interessa come ci tiriamo fuori dal pasticcio in cui ci troviamo, basta che lo facciamo in fretta perchè in caso contrario l'esistenza stessa dell'Europa è a rischio.
Se noi crolliamo, crolla l'intera unione monetaria, è un dato di fatto.
Poco importa dunque se a pagare la crisi saremo noi altri con i nostri risparmi e soprattutto con i nostri diritti civili, l'importante è non far scattare il domino europeo.
Il sistema bancario francese è esposto per miliardi verso il debito greco e italiano; stessa cosa la si può dire per la Germania. La Merkel e Sarkozy, veri leader dell'Unione non permetteranno mai a questi due paesi di fallire.
La Grecia è economicamente morta ormai da tempo e dichiarare il default sarebbe solo salutare per la sua società civile.
E per quanto riguarda l'Italia? L'Italia è un altro paese fallito, ha un debito pubblico di 2000 miliardi di euro, non scherziamo. Ogni cittadino ha sulle spalle 30000 euro di debito, compresi i neonati.
Tuttavia anche per l'Italia la possibilità di un default non è contemplata, non ci sarà permesso nemmeno di avvicinarci a quella eventualità.
Qual è dunque il pericolo vero per noi italiani?
La povertà: sono 8,3 milioni i cittadini considerati poveri in Italia, frequentemente si tratta di famiglie numerose, monogenitoriali e del sud.
Il trend è chiaro, la stagnazione economica, iniziata ben prima della crisi, non può portare ad altri risultati. Stiamo vivendo il boom economico del dopoguerra al contrario e Berlusconi viene ancora a raccontarci, in una delle solite interviste senza domande del TG1, quanto il governo sia stato bello e bravo a far fronte alla crisi.
Mai nessuno che gli ricordi che ha governato 8 degli ultimi 10 anni e che la stagnazione economica c'era già prima del 2008......
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giovedì 27 ottobre 2011
La lettera di intenti di B. è una nuova macelleria sociale
Il contenuto della famosa letterina di intenti (quasi fosse una lettera di desideri da inviare a Babbo Natale) presentata ieri sera all'Unione Europea è venuto finalmente a galla.
Si tratta della solita macelleria sociale che andrà a toccare le pensioni, renderà i licenziamenti più facili, aumenterà le tasse universitarie e avvierà privatizzazioni di massa.
Leggendo il testo della lettera non si riesce a capire se sia meglio ridere o piangere: praticamente metà del documento è costituita da un'autocelebrazione del governo che loda il suo stesso operato in questi anni.
Poco importa se i risultati li abbiamo tutti sotto gli occhi, la lettera è per i loro pari: politici che non sanno cosa sia la vita reale.
Infatti sorprendentemente l'Unione sembra accogliere bene la lettera del nostro governo; forse non sanno che in Italia tra il dire e il fare ce ne passa e che le promesse dei nostri politici valgono quanto i titoli di stato greci (o grechi, come direbbe la Santanché) indipendentemente dal loro contenuto.
Nel frattempo Bossi fa finta di essere ancora un politico indipendente dichiarando di avere il coltello dalla parte del manico e di andare al voto quando lo decide lui. Caro Umberto cosa aspetti? Di cedere anche sulla pensione di anzianità?
La realtà è che Bossi è di fatto schiavo di Berlusconi, altrimenti avrebbe già fatto cadere il governo una decina di volte. Non ci sono altre spiegazioni per l'incoerenza dimostrata verso i valori del suo partito; aver ceduto sulla pensione a 67 anni dopo nemmeno 24 ore ne è solo l'ultima prova.
E fortuna che "La Padania" titola in prima pagina "La Lega non molla!!!"
Si tratta della solita macelleria sociale che andrà a toccare le pensioni, renderà i licenziamenti più facili, aumenterà le tasse universitarie e avvierà privatizzazioni di massa.
Leggendo il testo della lettera non si riesce a capire se sia meglio ridere o piangere: praticamente metà del documento è costituita da un'autocelebrazione del governo che loda il suo stesso operato in questi anni.
Poco importa se i risultati li abbiamo tutti sotto gli occhi, la lettera è per i loro pari: politici che non sanno cosa sia la vita reale.
Infatti sorprendentemente l'Unione sembra accogliere bene la lettera del nostro governo; forse non sanno che in Italia tra il dire e il fare ce ne passa e che le promesse dei nostri politici valgono quanto i titoli di stato greci (o grechi, come direbbe la Santanché) indipendentemente dal loro contenuto.
Nel frattempo Bossi fa finta di essere ancora un politico indipendente dichiarando di avere il coltello dalla parte del manico e di andare al voto quando lo decide lui. Caro Umberto cosa aspetti? Di cedere anche sulla pensione di anzianità?
La realtà è che Bossi è di fatto schiavo di Berlusconi, altrimenti avrebbe già fatto cadere il governo una decina di volte. Non ci sono altre spiegazioni per l'incoerenza dimostrata verso i valori del suo partito; aver ceduto sulla pensione a 67 anni dopo nemmeno 24 ore ne è solo l'ultima prova.
E fortuna che "La Padania" titola in prima pagina "La Lega non molla!!!"
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mercoledì 26 ottobre 2011
Berlusconi in Europa con la letterina
Oggi Berlusconi si presenterà all'Unione con una lettera di intenti: è esattamente come andare ad un esame universitario promettendo al professore che studieremo la materia in futuro.
Inutile dire che si farebbe più bella figura a non presentarsi neanche e rassegnare le dimissioni invece che concedere assist ai premier stranieri per ridere ancora di noi e di dare alle borse un motivo per crollare nuovamente, ma tant'è.
La Lega Nord, si dice, avrebbe ceduto sul prolungamento dell'età pensionabile fino a 67 anni ma non su un intervento sulle pensioni di anzianità. E ci mancherebbe che ad una persona dopo aver lavorato 40 anni, spesso più di metà della sua vita, gli venga chiesto di lavorare ancora. Questo è schiavismo.
In Europa la pensione di anzianità non esiste? Ecco cerchiamo di importare i difetti del welfare state degli altri stati dell'Unione e non, per esempio, la gestione dei servizi pubblici in Svezia.
I soldi si possono ricavare da decine di altre fonti e lo sanno tutti.
Non ci resta che attendere il responso di UE e mercati, pur immaginandolo già adesso.
Inutile dire che si farebbe più bella figura a non presentarsi neanche e rassegnare le dimissioni invece che concedere assist ai premier stranieri per ridere ancora di noi e di dare alle borse un motivo per crollare nuovamente, ma tant'è.
La Lega Nord, si dice, avrebbe ceduto sul prolungamento dell'età pensionabile fino a 67 anni ma non su un intervento sulle pensioni di anzianità. E ci mancherebbe che ad una persona dopo aver lavorato 40 anni, spesso più di metà della sua vita, gli venga chiesto di lavorare ancora. Questo è schiavismo.
In Europa la pensione di anzianità non esiste? Ecco cerchiamo di importare i difetti del welfare state degli altri stati dell'Unione e non, per esempio, la gestione dei servizi pubblici in Svezia.
I soldi si possono ricavare da decine di altre fonti e lo sanno tutti.
Non ci resta che attendere il responso di UE e mercati, pur immaginandolo già adesso.
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martedì 25 ottobre 2011
Pensione a 67 anni, la Lega dice no
Per rispondere all'ultimatum dell'Unione Europea il nostro Presidente del Consiglio ha pensato bene di proporre un ulteriore innalzamento dell'età pensionabile fino a 67 anni.
E certo, che saranno mai un paio di anni in più? Sarà questo il pensiero di sti politicanti che non hanno mai lavorato un giorno nella loro viscida vita?
Certo è che solo pensare ad un provvedimento simile senza imporre, per esempio, il rientro delle truppe italiane all'estero è come rinunciare al pane prima di aver rinunciato ad aragosta e caviale. Missioni all'estero sono lussi che non possiamo permetterci, cosa ci stiamo a fare in Afghanistan?
Era una missione assurda nel 2001 e lo è ancor di più nel 2011 quando i talebani controllano ormai l'80% del paese (si, la NATO sta perdendo la guerra, bello che nessuno ce lo dica vero?).
Ad ogni modo la Lega Nord, dopo aver digerito DI TUTTO e aver avallato tutti i capricci del nano, non ci sta e potrebbe far cadere questo circo che vuole spacciarsi per un governo.
Quel che accadrà sicuramente è che domani l'Italia si presenterà a Bruxelles a mani vuote, senza uno straccio di accordo condiviso che risponda alle richieste dell'Unione.
Si prospetta quindi un'altra bellissima figura internazionale per il nostro paese a cui, sono sicuro, borse e spread risponderanno nel modo che conosciamo fin troppo bene.
La dichiarazione di Berlusconi "in Europa nessuno può darci lezioni" suona ridicola alla luce del suo operato: questo governo è riuscito in breve tempo a superare la Spagna nella poco ambita rincorsa alla Grecia.
Le altre nazioni sono quindi più che legittimate a darci tutte le lezioni che riterranno opportuno visto e considerato che se noi affondiamo ci porteremo dietro l'intera Unione.
E certo, che saranno mai un paio di anni in più? Sarà questo il pensiero di sti politicanti che non hanno mai lavorato un giorno nella loro viscida vita?
Certo è che solo pensare ad un provvedimento simile senza imporre, per esempio, il rientro delle truppe italiane all'estero è come rinunciare al pane prima di aver rinunciato ad aragosta e caviale. Missioni all'estero sono lussi che non possiamo permetterci, cosa ci stiamo a fare in Afghanistan?
Era una missione assurda nel 2001 e lo è ancor di più nel 2011 quando i talebani controllano ormai l'80% del paese (si, la NATO sta perdendo la guerra, bello che nessuno ce lo dica vero?).
Ad ogni modo la Lega Nord, dopo aver digerito DI TUTTO e aver avallato tutti i capricci del nano, non ci sta e potrebbe far cadere questo circo che vuole spacciarsi per un governo.
Quel che accadrà sicuramente è che domani l'Italia si presenterà a Bruxelles a mani vuote, senza uno straccio di accordo condiviso che risponda alle richieste dell'Unione.
Si prospetta quindi un'altra bellissima figura internazionale per il nostro paese a cui, sono sicuro, borse e spread risponderanno nel modo che conosciamo fin troppo bene.
La dichiarazione di Berlusconi "in Europa nessuno può darci lezioni" suona ridicola alla luce del suo operato: questo governo è riuscito in breve tempo a superare la Spagna nella poco ambita rincorsa alla Grecia.
Le altre nazioni sono quindi più che legittimate a darci tutte le lezioni che riterranno opportuno visto e considerato che se noi affondiamo ci porteremo dietro l'intera Unione.
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