Mentre la crisi economica imperversa in tutta Europa, in Italia si parla solamente di due cose: delle prostitute di Berlusconi e della legge bavaglio che è tornata di moda stranamente nel preciso istante in cui le intercettazioni stanno demolendo l'immagine personale e politica del nostro presidente del consiglio.
Scopo della legge, che nel nostro paese è a quanto pare una priorità, è limitare l'uso delle intercettazioni telefoniche (pressochè fondamentali per incastrare una buona percentuale di delinquenti comuni, non solo il premier) e vietarne la pubblicazione, in modo che i cittadini possano tranquillamente cullarsi nella loro beata ignoranza.
Ciò che desta tuttavia ancor più scalpore è la norma ammazza-blog che obbliga ogni sito informatico, anche amatoriale, a rettificare un determinato contenuto entro 48 ore dalla eventuale segnalazione, pena il pagamento di una multa che potrà arrivare fino a 12.000 euro.
Facciamo un esempio pratico: se io scrivessi che Renzo Bossi non merita di essere consigliere regionale, il trota stesso potrà fare una segnalazione dichiarandosi "leso" ed io sarei obbligato a rettificare e scrivere quanto Renzo Bossi sia bello e bravo a prendere 10000 euro al mese; altrimenti pago la sanzione.
Non importa se ciò che ho scritto corrisponde o meno alla verità: una segnalazione deve portare ad una rettifica, punto.
E' evidente come il sottoscritto non possa permettersi di pagare multe ogni post che scrive. Chiuderei il blog nel giro di un nanosecondo.
Il problema ovviamente è che a chiudere i battenti non sarà solo il "Diario di una Nazione" che da solo conta pressochè zero nel panorama dell'informazione online, ma centinaia di migliaia di blog, i cui autori saranno costretti a tapparsi la bocca, con buona pace della libertà di espressione e di opinione.
Dal 5 ottobre si inizierà a discuterne alla Camera, evidentemente il controllo delle televisioni alla casta non bastava, il web è troppo sovversivo.
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venerdì 30 settembre 2011
Un bavaglio per tutti
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giovedì 29 settembre 2011
Romano salvato dalla Lega Nord, non è un gioco di parole
Continuano i salvataggi. Il ministro delle politiche agricole Romano, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, rimane ancorato alla sua comoda seggiola. Non ha quindi avuto successo la mozione di sfiducia, respinta da un'ampia maggioranza di 315 voti. D'altronde con un leader come Berlusconi, amico di Dell'Utri e Mangano, c'erano ben pochi dubbi.
Una maggioranza nella quale rientra la sempre "coerentissima" Lega Nord, che un giorno, tramite il ministro dell'interno Maroni, si vanta di aver buttato dentro un sacco di mafiosi (merito per altro della polizia che fa indagini lunghe anche un decennio, non certo di qualche politico) e il giorno dopo protegge un collega accusato di associazione mafiosa.
Desta stupore poi l'astensione dei radicali dalla votazione, l'opposizione si conferma per quello che è: imbarazzante.
Grazie anche all'appoggio dei leghisti Romano ha potuto affrontare con arroganza la votazione, ciarlando, come il padrone, di "magistratura che vuole sostituirsi al Parlamento". Antonio Di Pietro, stavolta a ragione, ipotizza che "ci si sta preparando ad un voto di scambio, così come si fa tra i mafiosi. Lui resta al governo e loro in cambio restano attaccati alle loro poltrone. Questa la chiamo collusione”.
Come dargli torto?
Rinnovo i complimenti a Napolitano per aver fatto giurare cani e porci come ministri della Repubblica. Senza scomodare Pertini, anche solo Ciampi certa gente la avrebbe rispedita al mittente a calci.
Qui sotto i commenti degli "onorevoli" dopo la votazione, all'inizio si può apprezzare la consueta dimostrazione di educazione e civiltà di La Russa.
Una maggioranza nella quale rientra la sempre "coerentissima" Lega Nord, che un giorno, tramite il ministro dell'interno Maroni, si vanta di aver buttato dentro un sacco di mafiosi (merito per altro della polizia che fa indagini lunghe anche un decennio, non certo di qualche politico) e il giorno dopo protegge un collega accusato di associazione mafiosa.
Desta stupore poi l'astensione dei radicali dalla votazione, l'opposizione si conferma per quello che è: imbarazzante.
Grazie anche all'appoggio dei leghisti Romano ha potuto affrontare con arroganza la votazione, ciarlando, come il padrone, di "magistratura che vuole sostituirsi al Parlamento". Antonio Di Pietro, stavolta a ragione, ipotizza che "ci si sta preparando ad un voto di scambio, così come si fa tra i mafiosi. Lui resta al governo e loro in cambio restano attaccati alle loro poltrone. Questa la chiamo collusione”.
Come dargli torto?
Rinnovo i complimenti a Napolitano per aver fatto giurare cani e porci come ministri della Repubblica. Senza scomodare Pertini, anche solo Ciampi certa gente la avrebbe rispedita al mittente a calci.
Qui sotto i commenti degli "onorevoli" dopo la votazione, all'inizio si può apprezzare la consueta dimostrazione di educazione e civiltà di La Russa.
mercoledì 28 settembre 2011
L'Italia dei "presunti" Valori e la coerenza
La mia città è tappezzata di cartelloni pubblicitari dell'Italia dei Valori dove si dice "basta alla casta". E' un po' come se Selen e Cicciolina (che sta prendendo tra l'altro la pensione da parlamentare) andassero in giro a lottare contro la pornografia.
Ovviamente, il costo di questa campagna pubblicitaria è a carico dei contribuenti grazie ai famosi finanziamenti pubblici ai partiti camuffati da rimborsi elettorali.
Per carità, il tutto è volto alla raccolta di firme per ottenere un referendum che elimini l'attuale legge elettorale, il fine è dunque buono e giusto, il mezzo un po' meno.
Scrivere infatti "basta alla casta" senza rinunciare ai rimborsi elettorali per il proprio partito, senza dimezzarsi lo stipendio e senza rinunciare ai privilegi da parlamentare è un po' come dire "basta alla droga" e farsi quotidianamente di eroina.
Senza contare che il signor Di Pietro ha imposto la candidatura del figlio per le prossime elezioni regionali del Molise... più casta di così!
Nel 2007 Beppe Grillo riuscì a raccogliere 350.000 firme in un solo giorno a costo zero se si escludono le offerte volontarie dei cittadini. Quando la causa è giusta i cittadini rispondono, sempre.
La politica istituzionale tuttavia, non ne sarebbe mai capace semplicemente perchè non è più credibile. E i motivi per i quali non lo è più li viviamo ogni giorno sulla nostra pelle e in campagne incoerenti come quella sopra esposta.
L'Italia dei Valori? Valore ha un senso solo in economia.
Ovviamente, il costo di questa campagna pubblicitaria è a carico dei contribuenti grazie ai famosi finanziamenti pubblici ai partiti camuffati da rimborsi elettorali.
Per carità, il tutto è volto alla raccolta di firme per ottenere un referendum che elimini l'attuale legge elettorale, il fine è dunque buono e giusto, il mezzo un po' meno.
Scrivere infatti "basta alla casta" senza rinunciare ai rimborsi elettorali per il proprio partito, senza dimezzarsi lo stipendio e senza rinunciare ai privilegi da parlamentare è un po' come dire "basta alla droga" e farsi quotidianamente di eroina.
Senza contare che il signor Di Pietro ha imposto la candidatura del figlio per le prossime elezioni regionali del Molise... più casta di così!
Nel 2007 Beppe Grillo riuscì a raccogliere 350.000 firme in un solo giorno a costo zero se si escludono le offerte volontarie dei cittadini. Quando la causa è giusta i cittadini rispondono, sempre.
La politica istituzionale tuttavia, non ne sarebbe mai capace semplicemente perchè non è più credibile. E i motivi per i quali non lo è più li viviamo ogni giorno sulla nostra pelle e in campagne incoerenti come quella sopra esposta.
L'Italia dei Valori? Valore ha un senso solo in economia.
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martedì 27 settembre 2011
La crisi del debito in Europa e i cattivi maestri
Se i media riportano certe notizie con naturalezza, senza batter ciglio o farsi qualche domanda, vuol dire che siamo davvero giunti ad un livello di assurdità esagerato, quasi schizofrenico.
In questi giorni abbiamo appreso da giornali e TV che il segretario del tesoro americano, Timothy Geithner, parlando al meeting annuale del Fondo Monetario Internazionale a Washington, ha tirato le orecchie all'Europa: «L'Europa deve fare di più per contrastare la crisi ed evitare la minaccia di default a catena». E anche Mr.Obama, oggi: "L'Europa non ha agito rapidamente".
Parole sensate, se fossero pronunciate dal leader di un paese virtuoso. Dovrebbero invece far ridere, o indignare, se dette dal rappresentante di un'economia, quella statunitense, che a causa della sua irresponsabile ed estrema finanziarizzazione ha già causato una grave crisi economica, quella del 2008, che è ancora in pieno corso, e i cui responsabili sono ancora in libertà e stanno anzi tornando a fare affari. Un paese che già da tempo ha deciso di consegnare le chiavi del governo alle principali istituzioni finanziarie e alle banche. E che preferisce tagliare quel poco di stato sociale che ha (misero, quasi da paese del terzo mondo) invece che introdurre una tassa normale sui ricchi, o dare finalmente un taglio alle esorbitanti spese militari. E invece una parte della popolazione cosa fa? Piuttosto che ribellarsi, crea un movimento, il Tea Party, con idee ancora più estremiste di quelle di chi governa. E guadagnandosi un certo seguito, a quanto pare.
Comunque non si deve dimenticare che anche l'Europa ha le sue colpe. La Grecia ha preso in giro mezzo mondo truccando i bilanci pubblici con l'aiuto di grandi banche, anche americane, come la Goldman Sachs, e vivendo al di sopra delle proprie possibilità. Francia e Germania hanno tacitamente permesso tutto ciò acquistando a piene mani titoli di stato greci, e ora non vogliono lasciare che il paese fallisca e non possa ripagare i propri debiti.
L'Italia, altra fonte di problemi, continua a mostrare una irresponsabilità fuori dal comune, ignorando l'enorme debito pubblico che si è andato accumulando negli ultimi decenni, e preferendo interessarsi di altre vicende, spesso sfociando nel puro gossip politico. L'elite politica, finanziaria e industriale che governa il nostro paese (dicasi oligarchia) ha preferito dedicarsi ai propri affarrucci - favori e appalti, corruzione, voto di scambio - piuttosto che porre fine alla follia di un debito crescente a fronte di zero investimenti. E l'informazione? L'opinione pubblica? Lasciamo stare...
Dunque, qual è la ricetta per uscire da questa situazione? E, soprattutto, chi decide gli ingredienti? Ovviamente, giusto per restare in tema di assurdo, notiamo che chi è responsabile, direttamente o indirettamente, del disastro in cui ci troviamo, è anche lo stesso che propone le soluzioni.
Mario Draghi, prossimo governatore della Banca centrale Europea e rappresentante di spicco del mondo finanziario pubblico e privato, ben riassume questa ricetta: "irrobustire la competitività, attraverso riforme strutturali da realizzare in tempi stretti». Tradotto: privatizzazioni; vendita del patrimonio pubblico; deregolamentazione; riduzione del welfare state: cose da fare in tempi di crisi presentandole come inevitabili. In modo da, pensano i nuovi leader, rilanciare la crescita, tirare una boccata d'aria e continuare cosi, nel modo sbagliato, fino alla prossima crisi.
E in Italia quali sono le ricette? Il nostro mago dell'Economia, Giulio Tremonti, ha appena varato una manovra che ha effetti recessivi sull'economia. Infatti, le ultime stime hanno rivisto al ribasso la crescita prevista, e di fatto annullano l'efficacia della manovra. Geniale, complimenti.
D'altro lato, abbiamo Silvio che pare non vada molto d'accordo con Giulio. E annuncia: riforma della giustizia e delle intercettazioni. Come dire: la casa va a fuoco e noi, invece di chiamare i Vigili del Fuoco, accendiamo il nostro lettore mp3, mettiamo su le cuffie, ci giriamo e passeggiamo, pensando ad altro, come se nulla fosse.
Articolo originale pubblicato su: Isola di Krino da Shaikailash
Fonti
- http://www3.lastampa.it/economia/sezioni/articolo/lstp/421906/
- Il Sole 24 Ore
- http://www.repubblica.it/economia/2011/09/27/news/obama_attacca_ue-22290012/
- Foto di gruppo al meeting della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale a Washington, Settembre 2011. Copyright UPI/Roger L. Wollenberg
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lunedì 26 settembre 2011
Il coraggio di Fazio: 15 minuti di monologo per Marco Travaglio
Ieri sera abbiamo assistito ad un ultimo sussulto di televisione pubblica di qualità.
Il merito è di Fazio che ha avuto il coraggio di lasciar parlare Marco Travaglio nella sua trasmissione "Che tempo che fa". Di coraggio si tratta perchè lasciare spazio per un monologo di un quarto d'ora al giornalista più scomodo dell'intero paese non è un atto utile per un conduttore che vuole lavorare tranquillamente in QUESTA rai.
In un paese normale Marco Travaglio sarebbe corteggiato da qualunque trasmissione televisiva a sfondo politico, in Italia è un facinoroso comunista (poco importa se si dichiara un liberale di destra), d'altronde per esserlo basta provare a dire la verità.
Qui sotto il suo intervento integrale dove parla delle manovre economiche, dura solo 13 minuti e, come spesso capita per i suoi monologhi, è tempo davvero ben speso.
Di seguito l'intervista di Fazio a Marzo Travaglio, antecedente il monologo, anche questa molto interessante.
Il merito è di Fazio che ha avuto il coraggio di lasciar parlare Marco Travaglio nella sua trasmissione "Che tempo che fa". Di coraggio si tratta perchè lasciare spazio per un monologo di un quarto d'ora al giornalista più scomodo dell'intero paese non è un atto utile per un conduttore che vuole lavorare tranquillamente in QUESTA rai.
In un paese normale Marco Travaglio sarebbe corteggiato da qualunque trasmissione televisiva a sfondo politico, in Italia è un facinoroso comunista (poco importa se si dichiara un liberale di destra), d'altronde per esserlo basta provare a dire la verità.
Qui sotto il suo intervento integrale dove parla delle manovre economiche, dura solo 13 minuti e, come spesso capita per i suoi monologhi, è tempo davvero ben speso.
Di seguito l'intervista di Fazio a Marzo Travaglio, antecedente il monologo, anche questa molto interessante.
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domenica 25 settembre 2011
Il tunnel della Gelmini
E' recentissima la notizia che un esperimento del CERN di Ginevra sia riuscito a dimostrare che i neutrini, particelle minuscole 1 milione di volte più di un elettrone, possono viaggiare ad una velocità superiore a quella della luce. Una scoperta che ha dell'incredibile in quanto viene smentito uno degli assiomi base della fisica moderna per il quale in natura è impossibile superare tale velocità.
Il fascio di neutrini è stato sparato da Ginevra al Gran Sasso in soli 2,4 millisecondi. Il tutto chiaramente senza l'ausilio di un tunnel, cosa che sarebbe il caso di spiegare al ministro Gelmini.
Lei stessa infatti si è vantata di un'Italia che ha contribuito con 45 milioni di euro alla costruzione di un fantomatico tunnel lungo 732km necessario per l'esperimento. Inutile dire che un'opera simile non esiste e che la sua costruzione sarebbe un incubo per qualsiasi progettista, il più lungo mai realizzato è infatti lungo solo 57km.
Fortunatamente il fascio di neutrini è stato fotografato da un rilevatore senza il bisogno di altre grandi opere inutili. Ci basta l'inutilità del TAV e del ponte sullo stretto di Messina.
Sarà che i tagli alla scuola pubblica iniziano a fare effetto sul ministro stesso?
D'altronde dopo aver conquistato con fatica il titolo di zimbelli d'Europa definendo "culona inchiavabile" Angela Merkel, è giusto lottare per mantenere questa reputazione.
Intanto David Letterman, l'archorman più famoso al mondo il cui programma va in onda sottotitolato in tutto il globo, commenta così il nostro presidente del consiglio:
Il fascio di neutrini è stato sparato da Ginevra al Gran Sasso in soli 2,4 millisecondi. Il tutto chiaramente senza l'ausilio di un tunnel, cosa che sarebbe il caso di spiegare al ministro Gelmini.
Lei stessa infatti si è vantata di un'Italia che ha contribuito con 45 milioni di euro alla costruzione di un fantomatico tunnel lungo 732km necessario per l'esperimento. Inutile dire che un'opera simile non esiste e che la sua costruzione sarebbe un incubo per qualsiasi progettista, il più lungo mai realizzato è infatti lungo solo 57km.
Fortunatamente il fascio di neutrini è stato fotografato da un rilevatore senza il bisogno di altre grandi opere inutili. Ci basta l'inutilità del TAV e del ponte sullo stretto di Messina.
Sarà che i tagli alla scuola pubblica iniziano a fare effetto sul ministro stesso?
D'altronde dopo aver conquistato con fatica il titolo di zimbelli d'Europa definendo "culona inchiavabile" Angela Merkel, è giusto lottare per mantenere questa reputazione.
Intanto David Letterman, l'archorman più famoso al mondo il cui programma va in onda sottotitolato in tutto il globo, commenta così il nostro presidente del consiglio:
sabato 24 settembre 2011
Deliri fascisti di Romano La Russa
Il parlamento ha salvato dalla prigione anche il braccio destro di Tremonti, Milanese. Quest'ultimo non solo è stato salvato dalle manette ma ha potuto essere protagonista assoluto di Porta a Porta, il programma di Vespa, andato in onda sulla tv pubblica.
L'Italia è l'unico paese al mondo dove i criminali al posto che in galera stanno in televisione.
Tuttavia questo non fa notizia, la casta che tutela se stessa è ormai un dato certo come la infima qualità della televisione di stato.
Oggi voglio piuttosto parlarvi delle dinastie oligarchiche italiane. Si perchè nel nostro paese si pensava di aver scelto la repubblica, ma invece il potere passa di parente in parente come nelle monarchie.
Basta citare il caso più celebre: Renzo Bossi candidato dal suo stesso padre a prendere le redini del partito dopo di lui e che, intanto, fa il consigliere regionale a 10000 euro al mese.
Oppure prendiamo il nuovo arrivato: Cristiano Di Pietro candidato alle elezioni regionali del Molise dal padre Antonio. Risultato? Il circolo di Termoli si stacca dal partito per protesta.
Storie di questo tipo ne è piena l'Italia. Quello che desta tuttavia più stupore è l'assessore della regione Lombardia Romano La Russa, fratello del più celebre Ignazio.
La famiglia La Russa è infatti una famiglia cresciuta sulle spalle dei contribuenti: tre fratelli politici figli di un senatore del Movimento Sociale Italiano. Neanche uno che volesse fare il muratore...!
Ad ogni modo a destare stupore non è "l'impegno politico" comune all'intera famiglia ma le parole di Romano La Russa alla trasmissione radiofonica "La Zanzara" il quale si lascia andare ad un monologo intriso di apologia del fascismo.
Godetevi questa serie di perle di saggezza, e se avete la sventura di abitare in Lombardia potete anche incazzarvi:
L'Italia è l'unico paese al mondo dove i criminali al posto che in galera stanno in televisione.
Tuttavia questo non fa notizia, la casta che tutela se stessa è ormai un dato certo come la infima qualità della televisione di stato.
Oggi voglio piuttosto parlarvi delle dinastie oligarchiche italiane. Si perchè nel nostro paese si pensava di aver scelto la repubblica, ma invece il potere passa di parente in parente come nelle monarchie.
Basta citare il caso più celebre: Renzo Bossi candidato dal suo stesso padre a prendere le redini del partito dopo di lui e che, intanto, fa il consigliere regionale a 10000 euro al mese.
Oppure prendiamo il nuovo arrivato: Cristiano Di Pietro candidato alle elezioni regionali del Molise dal padre Antonio. Risultato? Il circolo di Termoli si stacca dal partito per protesta.
Storie di questo tipo ne è piena l'Italia. Quello che desta tuttavia più stupore è l'assessore della regione Lombardia Romano La Russa, fratello del più celebre Ignazio.
La famiglia La Russa è infatti una famiglia cresciuta sulle spalle dei contribuenti: tre fratelli politici figli di un senatore del Movimento Sociale Italiano. Neanche uno che volesse fare il muratore...!
Ad ogni modo a destare stupore non è "l'impegno politico" comune all'intera famiglia ma le parole di Romano La Russa alla trasmissione radiofonica "La Zanzara" il quale si lascia andare ad un monologo intriso di apologia del fascismo.
Godetevi questa serie di perle di saggezza, e se avete la sventura di abitare in Lombardia potete anche incazzarvi:
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