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mercoledì 7 dicembre 2011

L'equità di Monti e il ridicolo giornalismo italiano

Ho perso 30 minuti della mia vita a guardare l'intervista di Vespa al Presidente del Consiglio Monti, illudendomi che sarebbe emerso qualcosa di interessante. Nel pieno rispetto della tendenza degli ultimi anni del giornalismo italiano, il giornalista diventa microfono e non fa una sola domanda che possa essere definitita tale.

Monti ha quindi potuto limitarsi a fare la cronaca della sua manovra, cioè niente di nuovo rispetto all'esposizione fatta a Camera e Senato.

Sarebbe stato tuttavia interessante chiedere Monti dove diavolo ha lasciato l'equità a lui tanto cara. Cosa c'è di equo nel colpire le pensioni da 1000 euro al mese e non toccare con l'ICI le proprietà della Chiesa? A questo proposito c'è pure la presa per il culo del cardinal Bertone: "i sacrifici fanno parte della vita"; incommentabile.
Cosa c'è poi di così equo nell'aumento del prezzo della benzina senza toccare i finanziamenti pubblici all'editoria, ai partiti e senza mettere all'asta le frequenze del digitale terrestre?

Per avere una sola domanda sul mancato ICI per il Vaticano c'è stato bisogno di un giornalista straniero che come risposta ha ricevuto "non abbiamo ancora vagliato questa ipotesi". Con comodo.


lunedì 5 dicembre 2011

Lo spread crolla, il cambiamento portato dal governo Monti

L'effetto della manovra si fa sentire sui mercati: lo spread è di fatto crollato scendendo sotto i 400 punti dopo quasi due mesi. Il valore al termine della giornata di ieri era di 375 punti. Questa è la dimostrazione tangibile che le misure prese dal governo Monti piacciono ai mercati e che i mercati non sono esattamente interessati al benessere di noi cittadini italiani, anzi. L'importante è ottenere soldi, il "come" è un dettaglio che interessa solo a noi comuni mortali.

Cosa è cambiato in sostanza rispetto ai governi politici che ci hanno portato ad un passo dal default? Sostanzialmente nulla: questo governo tecnico è vincolato dalle richieste e dagli interessi dei partiti che controllano il Parlamento e appoggiano il governo stesso. Colpire ad esempio lo Stato Vaticano facendogli pagare l'ICI (si stimano in due miliardi all'anno la somma totale che sarebbe possibile raccogliere) diventa oltremodo difficile, come resta difficile, se non impossibile, mettere all'asta le frequenze del digitale terrestre con Silvio Berlusconi quasi monopolista del settore.

Formalmente tuttavia la situazione è cambiata parecchio, perchè se è vero che siamo abituati a essere presi in giro dalle pagliacciate dei politici di turno, siamo totalmente impreparati a ricevere "supposte" di questa entità da un premier che fa della serietà il suo biglietto da visita. Insomma, Berlusconi ci tirava gli schiaffi in faccia vestito da clown, Monti lo fa in giacca e cravatta con una sobria e inquietante freddezza.

QUI i dettagli del decreto legge "salva-Italia" e, aggiungo io, "ammazza cittadini".

QUI invece, quello che si poteva e doveva fare.




Ecco la manovra "salva-Italia". Ministro in lacrime: piangono mentre ti accoltellano alla schiena.

I dettagli della manovra (contenuta in un unico decreto legge) che dovrebbe salvarci dal baratro pesa come un macigno sui normali cittadini. Qui sotto ne trovate un'introduzione, esposta dallo stesso Presidente del Consiglio:


Ma veniamo ai contenuti che vedono poche luci e parecchie ombre.
Il lato più positivo della manovra è sicuramente l'esautoramento delle province: non potendo eliminarle (servirebbe una lunga legge costituzionale) si è deciso di eliminare le giunte e di abbassare il numero di consiglieri provinciali a dieci unità elette dai consigli comunali, rendendo al contempo il loro incarico gratuito, puramente onorifico.

Altro elemento positivo è l'ulteriore tassazione dell'1,5% sui capitali rientrati con lo scudo fiscale voluto da Tremonti visto che ogni tanto fa piacere vedere pagare anche i ladri. Certamente si poteva fare di più, tuttavia è già una grande cosa che almeno questo governo ci abbia pensato.

Ultima luce di questa manovra è la decisione, certamente simbolica, di Monti, di rinunciare allo stipendio di Presidente del Consiglio e di Ministro dell'Economia. Tanto per citare un politico a caso, Berlusconi non ha nemmeno mai pensato di farlo nonostante sia ben più ricco dell'attuale premier.

Ed ora le numerosissime ombre.

L'attesa sberla all'evasione fiscale si rivela una carezza: vietato il pagamento in contanti sopra i 1000 euro. Gli evasori se la stanno già facendo sotto... ma resto in attesa per conoscere ulteriori dettagli, non si sa mai che i provvedimenti in tal senso nascondano qualche sorpresa.

Capitolo pensioni, il più duro, che colpisce tutti gli under 55 ma che beffa in modo vergognoso chi ha iniziato a lavorare molto presto ed ha circa 50 anni. Infatti dai 41 anni e un mese attuali necessari per andare in pensione prima dell'età minima, saranno necessari 42 anni e un mese di contributi. Un anno intero di lavoro in più che può sembrare poco solo per chi non sa cosa significa lavorare. Ma non è finita qui, l'età minima per percepire la pensione di vecchiaia passa immediatamente dai 60 a 63 anni, chi ci andrà prima, anche se avrà pagato i famosi 42 anni di contributi, dovrà rinunciare al 3% per ogni anno mancante alla soglia minima. Una soglia minima che gradualmente, nel 2022, arriverà a 67 anni.
La mazzata finisce qui? NO! L'indicizzazione delle pensioni, cioè il loro adeguamento all'inflazione e quindi al costo della vita è abolito per le pensioni superiori ai 960 euro, come se chi ne prendesse 1000 fosse salvo dalle conseguenze di un simile provvedimento.

Inoltre torna L'ICI e l'IVA che aumenta di un altro 2% (cosa non da poco).

Dopo aver esposto tutto questo la minaccia di Monti: "Siamo ben determinati ad andare oltre, soprattutto sul terreno del lavoro e del welfare". Si insomma, non è finita...

Vi lascio con le lacrime del Ministro al Lavoro e alla Previdenza Sociale che si commuove in diretta mentre parla delle pensioni. Invito la signora Fornero a leggere QUI una lista di provvedimenti che si sarebbero potuti adottare per evitare di toccare il sistema pensionistico e di versare di conseguenza lacrime da coccodrillo.

Siamo governati da ipocriti, piangono mentre ti accoltellano alla schiena.



domenica 4 dicembre 2011

Monti e la terza Camera dello Stato

Si conferma Terza Camera dello Stato lo studio di Porta a Porta condotto da Vespa. Anche il tecnico e sobrio Monti cede alle lusinghe del conduttore della Rai continuando la tradizione che vuole ogni sacrosanto presidente del Consiglio presentarsi da Vespa. Rimarrà negli annali la sceneggiata di Berlusconi quando nel 2001 firmò in diretta quel fantomatico contratto con gli italiani mai rispettato.

Ad ogni modo il problema non è Vespa, bensì una questione di opportunità: è un talk show il mezzo più consono a spiegare una manovra lacrime e sangue in un momento di emergenza nazionale? Non lo so, in questi momenti tutti i leader del pianeta farebbero una comunizione a reti unificate per parlare alla nazione, non penserebbero mai ad un talk show. Ma tant'è, siamo speciali, siamo italiani.

E meno male che al momento della nomina si prospettava un governo del fare poco propenso alle chiacchere mediatiche... d'altronde un dubbio doveva già venirci quando il nuovo ministro dell'ambiente dopo mezzo minuto dalla sua nomina si precipitava ad "un giorno da pecora".


sabato 3 dicembre 2011

Italia 2100 (seconda puntata)


 Prosegue la rubrica sul mio personale e utopico futuro, ecco la seconda puntata. (QUI la prima).

Anno 2100

La parola “politico” è diventata una parolaccia, un insulto, un brutto ricordo del passato. Esistono solo un centinaio di portavoce della volontà popolare che eseguono il loro compito come servizio civile con un massimo di due mandati.
L’evasore fiscale e il corrotto sono razze estinte e nel corso degli anni le tasse sono sensibilmente diminuite per tutti aumentando al contempo la qualità della vita. Ormai da anni l’Italia ha superato la Norvegia in questa speciale classifica, soprattutto grazie agli investimenti sulle fonti rinnovabili che forniscono al paese quasi la totalità dell’energia necessaria riducendo drasticamente anche la mortalità per tumori e malattie respiratorie.
In Italia non esistono più veicoli alimentati da combustibili fossili ma solo veicoli elettrici che possono caricarsi gratuitamente ai generatori messi a disposizione da ogni comune. Tuttavia, grazie all’aria pulita e al massiccio aumento delle piste ciclabili, gli italiani preferiscono sempre più spesso spostarsi in bicicletta.
Anche l’etica e la morale è drasticamente cambiata rispetto agli anni bui di inizio secolo: l’omosessualità non è più discriminata e l’esistenza stessa della chiesa cattolica ed i suoi dogmi è messa in discussione. Ogni cittadino pretende di essere libero di vivere la sua spiritualità come meglio crede.
Il testamento biologico è infine un diritto inalienabile, tutti ricordano con orrore un passato in cui l'individuo non era padrone della propria vita e della propria morte .


venerdì 2 dicembre 2011

Italiani popolo di rassegnati, lunedì arriva la stangata

Le indiscrezioni che vedrebbero una stangata sulle pensioni come principale provvedimento per uscire dalla crisi si fanno sempre più insistenti. Si fa sempre un gran parlare di questo argomento e solo questo è semplicemente scandaloso. Protagonisti di queste sproloqui sono i politici e le figure dell'alta finanza descrivendo tali provvedimenti come fondamentali.

Quel che tuttavia fa ancora più arrabbiare è sentire gli stessi argomenti riportati da persone comuni, che fanno i fenomeni con pensieri politici inculcati a forza nelle loro menti da certi organi di informazione. E' l'illusione di non avere un'alternativa, la rassegnazione a dover fare sacrifici.

Poco tempo fa ho riportato sul blog venti misure a costo zero che ci permetterebbero di uscire da questo pantano. Sono misure che nessuno prende in considerazioni come se, per esempio, l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti che ci costa un miliardo all'anno fosse una bestialità.

A queste venti idee a costo zero se ne aggiungono parecchie altre, come ad esempio la legalizzazione della marijuana. In termini di tassazione quanti soldi potrebbe farci lo stato? Si ha paura che se si facesse una cosa del genere scoppierebbe il caos e tutti diventerebbero dei drogati? L'Olanda è uno dei paesi più civili al mondo ed è li a dimostrare che un tale rischio è semplicemente ridicolo. Non fumo marijuana, non sono spinto da interessi personali, uso semplicemente la logica: ci sono fior di studi che dimostrano come questa droga leggera non porti dipendenza e che fa male al pari di un bicchiere di alcol e di una sigaretta. Quindi qual è il vero motivo per cui ci si vuole privare di una tale rendita?

Il fatto stesso di chiederci sacrifici è semplicemente assurdo, eppure, lunedì, quando il governo Monti ci renderà finalmente partecipi delle sue idee, chineremo la testa e subiremo in silenzio. A quanto sembra tunisini, egiziani e libici valgono molto di più degli italiani.


giovedì 1 dicembre 2011

Iran, sarà guerra?

I rapporti tra Gran Bretagna e Iran sono sempre più tesi: in seguito all'attacco degli studenti all'ambasciata inglese, il governo di Londra ha deciso di espellere i diplomatici iraniani dalla capitale.
L'Iran fa parte della lista americana degli "stati canaglia" già da tempo e i rapporti, col tempo, non fanno altro che peggiorare, senza contare le pressioni di Israele affinché si intervenga.

La NATO ha appena concluso le operazioni in Libia e già una nuova guerra è quindi all'orizzonte.

Il paradosso è che il problema Iran è il risultato  diretto della politica estera statunitense dell'ultimo decennio: l'equilibrio della regione era garantito dal bipolarismo tra Iran e Iraq, venendo a mancare quest'ultimo, l'equilibrio si è spezzato e il regime di Ahmadinejad è diventata una potenza regionale incontrastata.

La prima causa dell'attuale forza dell'Iran è dunque la caduta del regime di Saddam Hussein, George Bush senior, nei primissimi anni '90, con la prima guerra del Golfo, capì perfettamente l'importanza strategica dell'Iraq e non fece cadere il regime. Peccato che tale lungimiranza non sia stata tramandata al figlio.



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