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domenica 16 ottobre 2011

Violenza, arma di DISTRAZIONE di massa: i fatti di Roma

Doveva essere un corteo pacifico, una grande manifestazione di indignati verso un potere politico che non rappresenta più nessuno. Invece è diventata l'ennesima occasione per parlare di violenza e niente di più.
A pensar male spesso ci si azzecca e trovo sia impossibile che i circa 200 teppisti che hanno messo a ferro e fuoco Roma non siano stati mandati, almeno in parte, da qualcuno.

Il palazzo ora potrà gridare allo scandalo e lamentarsi della violenza della manifestazione oscurando tutte le ragioni che hanno portato migliaia di persone pacifiche in piazza. Sono disordini che giovano al potere perchè la violenza è uno dei più grandi mezzi di DISTRAZIONE di massa.

L'informazione vera ha però il dovere di dire che i teppisti erano solo poche centinaia rispetto alle migliaia di manifestanti pacifici che hanno riempito la capitale. Lodevole in questo senso il lavoro del Fatto Quotidiano che ha montato un video-racconto di ciò che è successo ieri. Ve lo ripropongo qui sotto perchè in questo caso alle immagini non possono essere sostituite parole. Rimane solo amarezza.



domenica 9 ottobre 2011

Gli indignati invadono anche gli States

Spagna, Grecia, Tunisia, Egitto, Israele e infine Stati Uniti. Cosa hanno in comune? Le feroci proteste dei cittadini. Ovviamente c'è una differenza di fondo tra i problemi dei cittadini occidentali e gli oppressi che hanno dato vita alla cosiddetta primavera araba, tuttavia è impossibile non accostare un malessere che attraversa milioni di persone in un periodo storico non certo facile.

Gli indignati americani si ispirano proprio ai loro predecessori, spagnoli in testa, che proprio pochi giorni fa hanno dovuto sopportare l'arresto 4 membri dell'ormai celebre Movimento-15M (QUI i dettagli).
Il movimento statunitense è in attività da ormai un paio di settimane ed è nato a New York, davanti a Wall Street, simbolo di una crisi creata da politicanti incapaci e grandi finanzieri, una crisi che le persone comuni non vogliono pagare.

I manifestanti hanno sfilato sul ponte di Brooklyn, bloccandolo. Si stima che gli arresti siano circa 700.
Tuttavia non sono bastate le manette facili a fermare il movimento: esso si sta espandendo in tutte le grandi metropoli americane: Los Angeles, Boston, Chicago... e perfino Washington dove gli attivisti hanno sfilato davanti alla Casa Bianca.
Loro hanno capito che i cambiamenti devono iniziare dal basso, quando verrà il turno di noi italiani?


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